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Il Castello di Scaldasole

Lomellina: terra di riso e di castelli, soprannominata “La Piccola Loira“. Un tripudio di luoghi storici, abbazie, chiese, rocche attorniate da placidi campi arati e “quadrati azzurri” che sembrano dipinti. Il fascino che esercita su di me questa terra ha pochi rivali e spesso programmo “incursioni” proprio qui alla scoperta delle sue meraviglie. In questo articolo vi voglio parlare di un castello che ho avuto l’onore di visitare di persona grazie all’associazione Lombardia Segreta: il Castello di Scaldasole.

 

 

Dove: Piazza Castello – Scaldasole (Pavia)

Storia del Castello di Scaldasole

Il Castello di Scaldasole è un imponente complesso di origini medioevali che si trova presso l’abitato di Scaldasole, in Lomellina. Il nucleo originale del castello fu eretto alla fine del X secolo anche se non si hanno notizia certe su chi l’avesse edificato. Nel 1404 Ardengo Folperti, uno dei rampolli più ricchi del territorio pavese, alto dignitario visconteo, fece erigere una nuova parte del castello, il Ricetto o Receptum, adibito a rifugio popolare e piazza d’arme. La parte più antica del castello venne totalmente trasformata secondo i gusti dell’epoca e fu eletta come dimora signorile, acquisendo l’appellativo di “Castello Nuovo”.

Il ricetto e il cortile interno

Come molti castelli della zona questo passò di mano più volte: nel 1461 il castello passò a Giacomo Malaspina Marchese di Fosdinovo e nel 1577 passò nelle mani del Conte Rinaldo Tettoni, il quale lo vendette al Cardinale Tolomeo Gallio nel 1582. Gli eredi del Cardinale diedero investitura perpetua del castello e dei terreni attigui al loro livellario Carlo Brielli nel 1799. Giovanni Antonio Strada di Garlasco acquisì nel 1804 la piena proprietà e da allora il Castello fa parte dei beni di famiglia.

Struttura del Castello di Scaldasole

Il Castello di Scaldasole è in realtà un complesso monumentale di edifici tipico del vicino Piemonte, ma unico in tutta la Lombardia: i corpi principali sono due e sono costituiti da un castello e da un ricetto. Il suo impianto è tipico delle fortificazioni viscontee ed è caratterizzato da un cortile rettangolare, dalla presenza di merlatura esterna, dalle torri squadrate e angolari, dal fossato e dal barbacane con, in origine, il ponte levatoio.

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Lo scopo iniziale del castello era sicuramente difensivo data la sua posizione esposta: successivamente, con il Rinascimento, il castello divenne una dimora nobiliare e molti ambienti vennero decorati e arricchiti secondo il gusto dell”epoca; di notevole importanza sono i camini che abbelliscono varie stanze del castello come la cucina e la sala da pranzo, oltre che la Camera longa. Stupendi sono gli affreschi, sempre rinascimentali, che adornano la Camera Longa, un tempo dedicata alle riunioni del consiglio del feudatario e dove si può leggere ancora oggi il motto di casa Malaspina: “Mala spina bonis, bona spina malis“. Degni di nota sono anche gli affreschi presenti nella sala da ballo, molto più recenti, e che rievocano alcuni oggetti della casa (come l’orologio dei cavalli) e alcune scene mitologiche.

Lo splendido camino della Sala Longa con il motto dei Malaspina

Negli anni sono stati attuati alcuni interventi strutturali che ne hanno modificato lo stile architettonico, rendendolo più adatto al suo ruolo di abitazione privata: si possono anche riconoscere degli elementi che richiamano al liberty e scale e scaloni di epoca novecentesca.

Essendo un castello ancora oggi abitato sono visibili solo alcune parti dell’intero complesso che fanno però ben intendere la magnificenza di questo maniero.

La mia visita al Castello di Scaldasole

Il Castello di Scaldasole era il primo castello che vedevo dirigendomi al lavoro a Sartirana Lomellina, tra il 2020 e il 2021: questo si erge maestoso e austero proprio vicino alla strada principale che lo costeggia e, ogni volta che lo ammiravo dall’auto, non potevo non osservare la sua forma e la sua imponenza. Quasi per caso, alla fine di settembre del 2020, ho scoperto la realtà di Lombardia Segreta, Associazione senza scopo di lucro che mira a valorizzare tramite visite ed eventi alcuni luoghi lombardi, molti di questi a Pavia e Provincia. Tenendo d’occhio la lista degli eventi ho notato che a febbraio del 2022 si proponeva una visita al Castello di Scaldasole: non potevo assolutamente perderla! Era la prima volta che veniva organizzato un evento simile e subito mi sono iscritta per partecipare. Ad accogliere me e altri incuriositi visitatori sono stati i volontari dell’Associazione e il proprietario del Castello Alessandro Magrini, guida d’eccezione per questo tour davvero imperdibile.

Il proprietario Alessandro Magrini e il Castello alle sue spalle

La visita, della durata di un’ora e mezza circa, mi ha permesso di scoprire la storia e la bellezza del Castello, un luogo davvero unico per architettura e maestosità. I segni del tempo sono ben visibili, ma la famiglia Strada continua nel suo compito di valorizzazione di questo edificio unico, ancora oggi abitato da circa 28 persone. All’interno molti spazi sono stati trasformati e così l’ambiente dove veniva fatto asciugare il tabacco e dove venivano depositati gli attrezzi agricoli è diventato una sorta di atelier dove uno dei membri della famiglia si diletta nella pittura e nella creazione di opera d’arte. Altri edifici del ricetto sono diventati luoghi di ricovero di attrezzi e macchinari, oltre che stanze abitate dalla famiglia.

Un tempo proprio al Castello di Scaldasole aveva sede il Museo Archeologico della Lomellina (oggi a Vigevano) e alcuni reperti ritrovati dal nonno del proprietario sono ancora qui esposti: l’obiettivo è di creare una sorta di “succursale” dove poter ammirare alcuni pezzi ritrovati proprio dall’avo e aperto al pubblico.

La maestosa Sala da Ballo

Le due stanze che più mi hanno colpito sono state senza dubbio la Sala Longa e la Sala da Ballo: qui la storia del castello trionfa grazie agli affreschi e alla presenza di alcuni oggetti cari alla famiglia. All’interno della Sala Longa si rimane affascinati dalla presenza di un lungo tavolo ricavato da un unico tronco d’albero e dal grande camino centrale che un tempo riscaldava le riunioni dei nobili che qui avvenivano. Una grande carta catastale raffigurante il feudo di Scaldasole mostra l’importanza strategica di questo castello e i vasti possedimenti della signoria. Non si può rimanere impassibili davanti al grande stemma dei Malaspina, una delle famiglie più importanti del pavese e non solo.

All’interno della sala da ballo ciò che colpisce di più è il ricchissimo soffitto affrescato in stile Luigi Filippo da Maggi, allievo del pittore Andrea Appiani: il tripudio di colori e i dettagli della pittura mi hanno davvero colpito e non mi aspettavo tanta magnificenza sul soffitto di un castello che dall’esterno pare così austero!

La guida del proprietario è stata esaustiva e completa e sicuramente un valore aggiunto: quando è il proprietario che apre le porte del suo maniero la visita ha tutto un altro sapore. Sono contenta che ci siano persone che tengano così tanto a un bene storico tanto da volerlo aprire al pubblico e valorizzarlo con interventi di restauro conservativo.

Devo fare un’analisi doverosa rispetto alla visita e alla Lomellina in generale: ho notato che nell’ultimo periodo questa parte di Provincia vuole riscoprirsi e farsi scoprire con iniziative, eventi, mercatini e non solo. Sono davvero contenta di vedere come un territorio, a volte dimenticato, senta finalmente l’impulso di volersi aprire al turismo responsabile e lento, volenteroso di scoprire i dintorni di Pavia e, perché no, di Milano. Grazie all’azione dei privati come il Signor Magrini questa terra può davvero diventare un punto di riferimento per chi vuole conoscere storia e cultura lombarda e pavese.

Il Castello di Scaldasole mi ha proprio emozionato: forse perché non me lo immaginavo così ricco di storia e cultura, forse per la guida assai precisa e coinvolgente del proprietario, forse perché, semplicemente, sono innamorata della Lomellina.

Sono rimasta così colpita dalla visita guidata organizzata da Lombardia Segreta che non mi sono fatta sfuggire occasione di prenotare altre visite sia in Provincia di Pavia che in Provincia di Bergamo! Ve ne parlerò molto presto qui sul blog!

Ti è piaciuto questo articolo? Scoprine altri sul pavese!

 

Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    8 Marzo 2022

    Ben vengano eventi e riaperture a favore del territorio. Questo castello, nonostante dall’esterno possa sembrare alquanto austero e/o trascurato, nasconde dei tesori immensi. Sono irmasta affascinata soprattutto dalle volte affrescate. quanta meraviglia!!!

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  • 9 Marzo 2022

    Wow, ancora un articolo che mi ha stupita, uno splendido castello che non conoscevo e che mi piacerebbe vedere. L’esterno è bello, ma l’interno sembra una cosa da favola, almeno a giudicare dalle tue foto!

    rispondi
  • Bru
    10 Marzo 2022

    Un castello dall’aspetto curioso per il suo grande contrasto tra l’esterno e l’interno ricco di decori affreschi e bellissimi oggetti

    rispondi
  • 10 Marzo 2022

    Quanti luoghi in Italia che devo ancora esplorare e che sto scoprendo grazie a te! L’appellativo “Piccola Loira” mi intriga moltissimo, e anche la descrizione che ne hai fatto! Questo castello poi è davvero notevole, mi hanno colpita gli affreschi rinascimentali così ben conservati.

    rispondi
  • 21 Marzo 2022

    Ma che meraviglia! Non lo conoscevo affatto, una bella idea per una scampagnata primaverile

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  • 22 Marzo 2022

    è incredibile vedere quante belle realtà come questo castello a Pavia restino “sconosciute” a tanti di noi.
    Mi ha colpito particolarmente gli interni del castello, con tutti questi affreschi colorati… invece il giardino me lo immagino in primavera, chissà che spettacolo per gli occhi.

    lo sai e te lo dico sempre: sei un’ottima scovatrici di posticini spettacolari! brava!

    rispondi
  • Libera
    25 Marzo 2022

    Come sai, ho la tua stessa passione per i castelli e questo , lo ammetto, mi ha incuriosito in primis per il nome. Lo metto subito nella lista dei posti da visitare .

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  • 1 Aprile 2022

    Alla fine le visite guidate ripagano sempre, perchè conosci molte più sfaccettature che in solitaria non coglieresti. Aspettiamo allora i resoconti anche delle prossime visite.

    rispondi

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