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Diario di viaggio: Umbria 2022 – Giorno 2

Prosegue il mio racconto riguardante l’incredibile viaggio in Umbria dell’estate del 2022: dopo essere giunti a Gubbio io e il Pirata eravamo ufficialmente pronti a scoprire le bellezze della città e dei suoi dintorni, dedicando questa giornata al trekking e ai musei. Pronti a seguirmi in questo nuovo racconto?

Alla scoperta della Gola del Bottaccione

La giornata, limpida e calda, inizia con una colazione davvero ricca e succulenta: Barbara, la proprietaria del B&B Paradiso, ci fa infatti trovare una tavola imbandita di bontà del territorio e di dolci fatti da lei. Torte, biscotti, yogurt ma anche succhi di frutta e latte fresco colorano la nostra mattinata e ci fanno assaporare la vera ospitalità umbra! La lauta colazione ci servirà per affrontare una giornata intensa, anche dal punto di vista fisico: la mattinata sarà infatti dedicata al trekking alla Gola del Bottaccione.

Scoprite il Trekking alla Gola del Bottaccione cliccando qui!

Soddisfatti e con lo stomaco appagato decidiamo di raggiungere il Parcheggio del Teatro Romano di Gubbio e di lasciare l’auto proprio lì: volevamo intraprendere il trekking ad anello alla scoperta della Gola del Bottaccione e così ci siamo diretti a Porta Metauro, luogo da cui è partita la nostra camminata.

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Con il primo tratto totalmente in salita abbiamo raggiunto un luogo cardine per le scienze naturali e la geologia: il Limite K-T, il luogo che ha confermato l’evidenza scientifica della caduta del grande meteorite che ha contribuito all’estinzione di massa dei dinosauri e non solo. Il trekking è poi proseguito all’interno della gola con un percorso sopraelevato che ci ha permesso di godere di un panorama straordinario su Gubbio e la sua natura: non immaginavo che proprio alle porte di Gubbio si trovasse un luogo di tale bellezza, così sincero e così interessante per tutti gli appassionati e per tutti gli studiosi delle scienze naturali. Non mi dilungo molto su questo trekking dato che avrete sicuramente letto l’articolo a riguardo dove tutto è spiegato in maniera esaustiva: di sicuro è una delle esperienze più valide da fare se vi trovate in questo angolo di paradiso!

I Musei della città

Terminata la nostra splendida passeggiata ci siamo diretti al primo museo che avremmo visitato: il Museo Diocesano di Gubbio. Questo luogo si trova nel cuore del centro storico eugubino, tra la cattedrale intitolata ai Santi Giacomo e Mariano e il Palazzo Ducale e, come quest’ultimo, ospitava la Mostra “Federico da Montefeltro e Gubbio“.Qui era infatti presente la sezione dedicata alla spiritualità del Duca e i suoi interessi astrologici: strumenti scientifici, matematici ma anche manoscritti e testi antichi che testimoniano il suo grande interesse verso le stelle. Il museo ospita inoltre una collezione permanente che ci ha consentito di scoprire l’antica storia della diocesi di Gubbio: opere d’arte, dipinti ma anche un’eccezionale collezione numismatica e materiali lapidei di epoca romana, bizantina e alto-medioevale ci hanno permesso di approfondire la storia della città soprattutto durante l’epoca cavalleresca, un periodo di grande splendore i cui fasti si possono ammirare ancora oggi. Di notevole interesse sono sicuramente le opere dell’artista eugubino Mello, della cerchia di Ottaviano Nelli ma anche di Francesco Allegroni, opere di notevole valore e dal carattere sacro che hanno adornato chiese e non solo e che oggi risplendono di luce propria all’interno di questo museo.

Il percorso espositivo è piuttosto breve ma assolutamente ricco di meraviglie e di opere di grande pregio: un museo che sicuramente soddisferà ogni amante di arte sacra ma anche gli appassionati di storia e chi vuole conoscere, come è stato per noi, la storia di questa cittadina in ogni sua sfaccettatura. La nostra visita del Museo Diocesano termina nientepopodimeno che all’interno dello shop della Botte dei Canonici: quale luogo migliore per la fine di questo “viaggio” alla scoperta della sacralità di Gubbio? Ritroviamo dunque con piacere la guida del giorno precedente e gli riferiamo che i suoi suggerimenti sono stati ben seguiti e che le vie che ci ha indicato sono state molto apprezzate da noi forestieri! Ci siamo quindi diretti verso l’ultimo museo che avremmo visitato durante questa giornata: il Museo Civico di Palazzo dei Consoli.

Palazzo dei Consoli al tramonto

Palazzo dei Consoli è sicuramente l’architettura più suggestiva di tutto il centro storico: con le sue dimensioni e la sua posizione sopraelevate si garantisce il primato di luogo più fotografato di Gubbio (almeno dalla sottoscritta), uno dei simboli di questa splendida cittadina nonché luogo di cultura e di aggregazione. Qui la mostra su Federico, il nostro liet motiv della giornata, riguarda il Duca come uomo d’arme e condottiero: qui erano infatti esposte numerosi armi come spade, lance ma anche scudi e documenti cartacei inerenti la vita militare. Un’ultima sezione ci ha mostrato invece Federico come grande umanista e appassionato lettore: qui sono esposte le opere di Vittorino da Feltre, Guarino Veronese e Dante Alighieri. Tra tutti musei visitati durante il nostro viaggio quest’ultimo è stato di sicuro uno dei più esaustivi e coinvolgenti: oltre alla mostra temporanea il Museo Civico di Palazzo dei Consoli ospita le splendide e uniche Tavole Eugubine, tavole bronzee che riportano un testo in antico umbro e alfabeto latino e umbro.

Oltre a queste opere d’indubbio valore storico e culturale non possono mancare quadri, pitture, ceramiche e opere d’arte di vario tipo: suddiviso in sezioni e con un allestimento che copre tutti i piani dell’edificio, questo museo espone non soltanto opere medioevali ma anche testimonianze archeologiche romane, reperti provenienti dall’oriente e una splendida sezione dedicata al Risorgimento: è forse questa quella che ci ha colpito di più, sia perché siamo molto appassionati delle vicende storiche che hanno condotto all’Unità d’Italia, sia perché i pezzi qui conservati sono di notevole impatto. Una camicia da Garibaldino, una ciocca dei capelli di Garibaldi, e poi trattati, proclami, documenti di valorosi eugubini e non solo che hanno contribuito a “fare” l’Italia. Molti sono i pezzi provenienti proprio da Gubbio, sottolineando ancora una volta come il museo sia strettamente legato al suo territorio.

Il nostro amore per la storia è stato ben ricambiato!

Dal Palazzo dei Consoli si gode poi di una vista eccezionale sulla Piazza Grande: da qui è possibile scorgere ogni dettaglio degli edifici della piazza e ammirare la bellezza di Gubbio dall’alto, un fascino davvero raro, che si può trovare solo in alcune città storiche come questa. Chiaramente mi sbizzarrisco con le foto e osservo, in silenzio ma con tanta emozione, l’imponenza e lo splendore di questo luogo.

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Il Museo Civico di Palazzo dei Consoli è sicuramente un museo da visitare se volete conoscere meglio la storia eugubina: le opere sono davvero ben tenute e le spiegazioni fornite pratiche ed esaustive, un vero must to see!

L’Abbazia di Sant’Ubaldo e la Funivia del colle Eletto

Dopo esserci ristorati con un fresco e gustoso gelato ci dirigiamo verso la Funivia del Colle Eletto per raggiungere la Basilica di Sant’Ubaldo: l’Abbazia è anche raggiungibile a piedi ma preferiamo, soprattutto dopo il trekking mattutino, raggiungerla con questa particolare via. La Funivia del Colle Eletto collega la città di Gubbio al Monte Ingino ed entrò in funzione il 3 dicembre 1960: fu subito un chiaro simbolo di come gli eugubini amassero la propria città e volessero dimostrare il loro legame con la Basilica, uno dei luoghi più suggestivi di questo territorio.

La funivia del Colle Eletto

Con la sua particolare forma e la possibilità di poter salire in due rimanendo in piedi è di sicuro una delle funivie più particolari che abbia mai visto e su cui ho viaggiato: è stato molto emozionante salirci e assistere alla sua ascesa mentre sotto di noi si stagliavano alberi imponenti e ampi costoni di roccia. Sono stati sei minuti di pura adrenalina e un modo sicuramente alternativo per osservare la città dall’alto: un’altra esperienza da non perdere!

Una volta giunti al capolinea raggiungere la Basilica è facilissimo, ma proprio mentre giungevamo alla nostra meta il tempo ha cominciato a mutare diventando più minaccioso: la splendida giornata soleggiata lasciava il posto a delle nuvole scure e cariche d’acqua che promettevano di rovinarci l’esperienza. Speranzosi di non trasformarci in pulcini bagnati ci siamo perciò subito diretti all’interno della chiesa.

Ma perchè la pioggia deve rovinare tutto…

Questo luogo di culto, avente la dignità di santuario e quella di basilica minore, custodisce il corpo del santo patrono di Gubbio, appunto Sant’Ubaldo, e venne edificato a partire dal 1513. La chiesa fu prima affidata ai Canonici regolari della Congregazione del Santissimo Salvatore lateranense e, dal 1786, venne retta dai padri passionisti, fino alle soppressioni napoleoniche, e in seguito dai frati minori riformati. Si tratta di un santuario sobrio ma molto elegante: dopo la scalinata si raggiunge un piccolo chiostro in laterizi nel cui centro si trova un pozzo adornato da fiori colorati che rendono l’atmosfera accogliente. La basilica ospita i Ceri (tradizionali strutture un tempo di questo materiale) che in occasione della “festa dei Ceri” in onore del patrono vengono trasferiti in città ed esposti nel Palazzo dei Consoli dando luogo ad una vera e propria processione davvero pittoresca, un appuntamento unico per tutti gli eugubini e non solo. Oltre ai Ceri il santuario custodisce il “telo da parato” che nel 1240 l’imperatore Federico II di Svevia fece preparare proprio in vista dell’ostensione della reliquia di Sant’Ubaldo.

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Vedere i maestosi Ceri e osservarli in religioso silenzio ha un che di sacro e mistico: in quel momento ho immaginato la folla festante il giorno della ricorrenza, i colori e le urla di persone liete e gioiose, la grande devozione ma anche l’immensa voglia di stare insieme, di condividere. Per mia sfortuna non ho mai partecipato a questa celebrazione ma sicuramente non mancherò di farlo, con la mia fedele macchina fotografica in mano, pronta a testimoniare con i miei scatti tanta gioia, tra sacro e profano.

Nel frattempo l’acquazzone arriva e ci costringe sotto i portici per quasi mezz’ora: una pausa forzata che però non ci dispiace così tanto dato che eravamo in un luogo davvero suggestivo e la pioggia aumenta questa sua aura di sacralità e ci dona ristoro dopo la mattinata intensa appena vissuta. Quando la pioggia cessa rimane però il vento, un “soffio” abbastanza forte da spazzar via le nubi, ma in grado di rendere difficoltosa la nostra discesa in funicolare: infatti, ritornati alla stazione, ci ritroviamo di fronte ad un’amara sorpresa. Numerose persone si trovano in fila davanti a noi per poter dare inizio alla discesa, ma nostro malgrado la funivia è chiusa. I tecnici e il capostazione hanno appurato la fattibilità: essendo una funicolare aperta deve sottostare alle condizioni del meteo e quindi ci vuole un controllo accurato prima di autorizzare la partenza. Per fortuna dopo una decina di minuti trascorsi a soppesare le nostre alternative siamo scesi senza alcun problema non appena la stazione ha potuto ripartire con la propria attività; stanchi e con tanta voglia di una doccia aecidiamo dunque di rientrare in B&B prima di cena per gustarci un momento di meritato riposo.

Nel raggiungere l’automobile abbiamo scoperto due realtà eugubine davvero particolari: Antonella e le Cose Fatte a Mano e Delizie al tartufo di Michele Mosca.

La prima è una piccola bottega di oggetti ricamati e fatti a mano, bomboniere, allestimenti per feste e piccolo artigianato, tutto creato da Antonella, la spumeggiante proprietaria che accoglie tutti con un sorriso e con vivacità: vedendo una vetrina così ricca e colorata non ho potuto non entrare, incuriosita da questa bottega variopinta e dall’artigianato locale; qui ho acquistato un copriforno con gattini ricamati (lo sapete quanto sia gattara, non ho potuto resistere). Da Michele invece siamo entrati attirati dalle deliziose cresce sottovuoto: una volta entrati abbiamo subito notato che qui la qualità è di casa e la sua gastronomia vuole dare risalto alle ricette eugubine e ai sapori forti di questa tradizione culinaria. Gentilissimo e alla mano, ci ha pure omaggiato di una crescia, rimarcando il gentil animo degli abitanti di Gubbio!

 

La cena e Gubbio notturna

Come sempre accade nei viaggi la stanchezza per me dura poco e subito viene soppiantata da quella irresistibile voglia di continuare a vedere, quella fame atavica di conoscenza, quel desiderio incontenibile di esplorare e di saziarsi di cultura e bellezza. Nonostante qualche resistenza di Gabriele (che aveva voglia, a buon titolo, di riposare ancora un po’) io non ce la facevo più a stare in camera, soprattutto perché le nuvole avevano lasciato il posto ad un romantico tramonto e lo stomaco iniziava a borbottare (e quando borbotta bisogna giustamente assecondarlo). Così, verso le 19.30, siamo ritornati in città per cenare presso uno dei luoghi più suggestivi di Gubbio: la Locanda del Duca. Vi ricordate quando vi ho parlato del fatto che io e il Pirata siamo molto appassionati del programma “4 Ristoranti”? Del resto uno dei nostri viaggi più suggestivi, quello ai Castelli Romani, ci è balenato in testa proprio dopo aver visto una puntata di questo show televisivo! Ebbene, anche questo viaggio a Gubbio ha il suo riferimento a Borghese e alle sue sfide. Ci tenevamo infatti a cenare nel locale di Riccardo Pierini, ristoratore e grande amante della storia.

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Così, dopo aver immortalato la città da Via Piccardi e dai Giardini dei 40 Martiri, ci siamo accomodati ad uno dei tavolini esterni e ci siamo sentiti subito coccolati: il cameriere, gentile e premuroso, ci ha consigliato i piatti migliori della tradizione eugubina: entrambi abbiamo optato per un primo: io per le pappardelle con funghi porcini e guanciale croccante (una ricetta che amo anche riproporre a casa con qualche variazione), lui per le tagliatelle al ragù bianco di cinghiale con lime. Per finire ci siamo fatti deliziare il palato con il “Sottobosco”, uno dei dolci più belli che io abbia mai visto (e anche uno dei più buoni credetemi): piccoli funghetti di panna cotta al cocco con il cappello formato da biscottini al cioccolato.

 

Una cena davvero speciale!

La vista che poi i tavolini esterni offrono è davvero suggestiva: il Palazzo dei Consoli svetta su tutti gli altri edifici e il suo colore candido è un vero faro per tutti gli eugubini. Me lo immagino adesso (Novembre 2022, N.d.R), con le foglie gialle e arancioni che lo incorniciano, deve essere davvero un’incanto! Sazi e davvero contenti ci siamo dunque diretti verso il centro per farci ammaliare dalla Gubbio notturna, ma prima di raggiungere Piazza Grande non potevo non infilarmi in un’altra bottega di artigianato locale: Trine e Merletti, una piccola bottega che propone tessuti umbri e non solo. Il mio amore verso l’artigianato locale è davvero sconfinato e non potevo non rimanere estasiata dai canovacci e dagli asciugamani cuciti a mano con le particolari tecniche che solo la Tessitura Pardi possiede. Dal gusto raffinato e dal ricamo elaborato, questi tessuti parlano di Umbria, di eleganza, di altri tempi: irrinunciabile quindi per me acquistare un canovaccio e alcuni ospitini (senza dimenticare il simpatico gufetto profumato alla lavanda) per la mia casa, per ricordarmi sempre di questo indimenticabile luogo che è l’Umbria.

Sempre più innamorati di Gubbio ci siamo diretti in Piazza Grande per immortalare questa città al chiaro di luna: romantica e potente, questa cittadina ci ha davvero estasiato e ci ha catturato con il suo fascino magnetico, la sua importante storia millenaria, le sue tradizioni così sentite, i suoi sapori decisi e ammalianti.

Gubbio è una città senza tempo, che mostra il meglio di sé quando la si vuole scoprire lentamente e quando il visitatore ha fame di bellezza: ebbene, Gubbio ti cattutra e ti sazia e non ti chiede altro che amarla.

Scoprite le bellezze dell’Umbria con il video da me realizzato! 

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Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    4 Novembre 2022

    L’Umbria è una delle mie regioni del cuore e ogni volta che ci torniamo scopriamo sempre posti nuovi e insoliti, per fortuna poco battuti dai turisti. La gola del bottaccione però mi manca, devo rimediare assolutamente.

    rispondi
  • Bru
    5 Novembre 2022

    Come sempre cara Eliana ci porti a spasso tra la natura, facendoci conoscere la geologia e poi ci parli di tanta storia, ma questa volta ( perdona questa gola da expat lontana) io ho pensato solo al buon cibo !

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  • 5 Novembre 2022

    Bellissima l’umbria ci sono tanti posti che meritano di essere visitati e piatti tipici da assaggiare. Purtroppo non sono mai stata in Unbria è una regione che mi manca, mi piacerebbe fare un weekend da quelle parti.

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  • 6 Novembre 2022

    Da quando ho visitato Urbino quest’estate sono rimasta affascinata dalla figura del Duca di Montefeltro, originario di Gubbio! Non vedo l’ora di poter visitare anche questa bella città umbra per saperne di più 🙂

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  • 8 Novembre 2022

    Bella l’Umbria, ci sono stata varie volte e la conosco abbastanza bene! Però a Gubbio ci sono stata solo di passaggio, grazie al tuo articolo mi rendo conto che dovrei tornare e approfondire la visita!

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  • 8 Novembre 2022

    Il mio compagno sarà in Umbria per lavoro a fine novembre e mi sarebbe piaciuto raggiungerlo per un weekend, ma purtroppo non ce la faccio. E ora mi dispiace ancora di più perché dopo aver letto il tuo articolo mi rendo conto di cosa mi perdo.
    Anche io sono appassionata di 4 Ristoranti (e di 4 Hotel) e mi è capitato di provare un paio di ristoranti segnalati da Alessandro Borghese!

    rispondi
  • ERMINIA SANNINO
    9 Novembre 2022

    Adoro l’Umbria, ci sono stata parecchie volte ed è una regione che mi sorprende sempre. L’ultima volta, tra l’altro, ho visitato proprio Gubbio che ho trovato molto carina e ovviamente, ho mangiato benissimo. Ti faccio i complimenti soprattutto per le foto notturne, sono bellissime. Uso anche io una macchina relex e non è facile catturare questa luce senza rovinarla con il rumore degli iso.

    rispondi
  • 10 Novembre 2022

    La bellezza del Palazzo dei Consoli, sia interna che esterna comunque è pazzesca. Anche la funivia non scherza, mi spiace per l’acquazzone anche se vi è servita come pausa e ad aver visto con aria mistica la città!

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  • 11 Novembre 2022

    Certo che l’Umbria ha sempre qualcosa da raccontare…poi Gubbio è stupenda e si mangia veramente bene. E’ tanto che paolo ed io pensiamo di tornarci, forse è arrivato il momento giusto!

    rispondi
  • Alessandra
    13 Novembre 2022

    Gubbio è molto bella e ha davvero delle botteghe artigiane carine. Anni fa, quando lì giravano Don Matteo, avevano fatto un percorso turistico che toccava i luoghi della fiction.

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  • 14 Novembre 2022

    Non avevo idea che a Gubbio ci fosse una funivia, così particolare, poi. Ho in programma di visitare la cittadina proprio in occasione della Festa dei Ceri in maggio, e non mancherò di prenderla!

    rispondi
  • 15 Novembre 2022

    Quanto mi è’ piaciuta Gubbio!! Interessante la Gola del Bottaccione, vado sempre in autunno in Umbria e non ho modo di fare queste passeggiate

    rispondi

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