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Diario di Viaggio: Andalusia – Giorno 1

É giunto finalmente il momento di parlarvi di questo incredibile e interessante viaggio che dopo 2 anni mi ha portato al di fuori dell’Italia: il viaggio in Andalusia del 2021.

Dopo mesi di sconforto, incertezze, delusioni e viaggi programmati e totalmente rimandati era giunto il momento di ripartire verso questa splendida terra baciata dal sole (e totalmente arroventata da esso). Ma, facciamo un passo indietro!

In Andalusia a luglio?! Ma sei matta?

Questa è la frase che mi sono sentita dire per almeno un mese da chi mi conosce: amici, parenti, conoscenti, chi più ne ha, più ne metta. Ma come mi è saltato in mente di scegliere di andare in Andalusia a luglio? In realtà una serie di “congetture astrali” mi hanno portato a questa drastica (ma ottima) decisione. Io e il Pirata dovevamo partire per il Marocco, una meta che aveva riaperto i confini più o meno ad aprile e che sembrava perfetta per inaugurare il nostro primo on the road estero: volevo visitare un Paese arabo da un’eternità e il Marocco aveva tutte le carte in regola per essere la meta perfetta per questa esperienza (nonostante i due giorni nel deserto previsti e le alte temperature). Ma secondo voi poteva filare tutto liscio come l’olio?

appunto.

E infatti il Marocco decide di chiudere totalmente al turismo e di non riaprire prima del 2022 (almeno all’epoca).

tallà!

(Che a Pavia significa “eccolo là!”)

Bruciato totalmente il viaggio, di nuovo, senza se e senza ma. Ma il COVID ormai mi ha insegnato a non disperare troppo per un cambio di programma: inoltre non avevo ancora pagato nulla a riguardo e la pillola è stata meno amara da digerire. Scartato il Marocco e avendo solo luglio come mese libero per i viaggi ho rivolto il mio sguardo a uno dei pochi Paesi che accettavano il turismo estero senza particolari restrizioni: la Spagna balzò quindi in prima posizione.

Era da qualche tempo che io e #PapàVagabondo volevamo fare un on the road in Andalusia e l’idea subito ci solleticò: i costi erano tutto sommato contenuti e questa regione registrava pochi contagi da alcune settimane, quindi perché non sceglierla come meta per il nostro viaggio estivo?

A luglio. Con 40 gradi all’ombra?

Questa cosa del caldo fu l’incognita che più ci faceva storcere il naso, ma alla fine mi sono detta: io il caldo lo soffro pochissimo rispetto al freddo, cercheremo di evitare le ore più calde e poi… Un po’ di caldo secco non sarà nulla in confronto alla caldazza pavese che ogni anno sopportiamo, dove le temperature vanno oltre i 32 gradi e l’umidità è peggiore di quella prcepita in Amazzonia. Che vuoi che sia un po’ di scirocco? E infatti, devo ammettere, non fu affatto così tragica, ma solo perché, ripeto, io non soffro per niente il caldo… Mio padre lo ha sofferto un pochettino di più, soprattutto a Cordoba.

Detto fatto, si va in Andalusia!

Superato il timore del caldo mi sono subito messa a organizzare il viaggio, scegliendo hotel, musei, luoghi storici, attrazioni, di tutto e di più, seguendo però un unico filo conduttore: se non posso andare in Marocco o in un qualunque altro Paese del Medio Oriente, perché non fare un viaggio alla scoperta del regno Al-Andalus? Dopotutto l’Andalusia è stata scelta anche per questo motivo, per scoprire il Paese più arabo in Europa.

Il primo volo dal 2019

Dopo aver scartabellato, organizzato, prenotato, disdetto, controllato e scritto l’itinerario dal primo all’ultimo giorno è arrivato il fatidico momento della partenza, anche se non sono mancati i problemi: io aspettavo l’esito della procedura concorsuale per il ruolo di docente dal 4 di novembre 2020 e, al 1 luglio, non erano ancora usciti i risultati (l’unica classe di concorso lombarda che mancava all’appello) e quel che è peggio è che il Ministero aveva indetto in quattro e quattr’otto un nuovo concorso riservato alle discipline scientifiche che comprendono anche la mia e questo concorso doveva tenersi… Il 6 di luglio. Tra l’ansia, lo sconforto e la paura di perdere un’importante possibilità sono partita lo stesso.

Fatto sta che io e Papà ci dirigemmo all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio per partire, prestissimo, verso Siviglia. Lasciata l’auto intorno alle 5 di mattina presso il parcheggio privato e custodito “Kingparking” abbiamo iniziato l’attesa del volo, un’attesa che proprio non ricordavo esistesse e che mi ha fatto davvero piacere rivivere: i controlli, il check-in, il giretto al duty-free dove si trova sempre qualcosa da acquistare, la colazione ammirando gli aerei che partono leggiadri. Per due ore l’ansia per il concorso, per il precariato e per tutto ciò che concerneva il lavoro svanisce totalmente.

Calcare ancora il pavimento della pista, mettersi in fila prima di salire, sedersi e allacciarsi la cintura: erano tutti gesti normali per me, che ero abituata a viaggiare e a prendere almeno 2-4 voli ogni anno, e ora sembrava così diverso, così emozionante, come la prima volta che si sale su quel mastodontico insieme di lamiere e seggiolini. Tutto, anche il piccolo velivolo di RyanAir mi pareva enorme e diverso: finalmente potevo salire e dimenticare tutto, ero pronta ad “enjoy my travel”.

Il volo non era un diretto ma faceva scalo a Valencia per poi proseguire, con un altro velivolo della Iberia, fino a Siviglia. Lo scalo, il cambio, l’arrivo finale a Siviglia, tutto fu perfetto. Alle 15 circa finalmente ero giunta presso l’aeroporto di Siviglia: l’aria, secca ma con un sapore agrodolce, era totalmente diversa da quella che si respirava all’aeroporto di Bergamo. Appena fuori dalla struttura c’erano innumerevoli taxi ad aspettare i viaggiatori e non mi sono fatta sfuggire l’occasione di poter essere condotta al mio alloggio proprio con questo mezzo, che devo dire all’estero uso spesso negli spostamenti di questo tipo.

Con manovre rocambolesche ma assai precise il tassista è riuscito a infilarsi negli stretti anfratti del quartiere storico dov’è situato il Boutique Hotel Palacio Pinello, proprio alle spalle della Cattedrale di Siviglia: credo che nella sua mente mi abbia maledetto almeno 10 volte per quelle manovre che rischiavano di fargli saltare uno specchietto, ma alla fine si è guadagnato una discreta mancia.

Giunti al Boutique Hotel Palacio Pinello io e mio padre siamo stati accolti come se fossimo stati degli ospiti illustri, con professionalità e premura: entrambi non parliamo spagnolo e alla fine ce la siamo cavata con il mio inglese (che non so come riesce a essere efficace quasi esclusivamente quando viaggio o quando sono sotto pressione). Se volete saperne di più sull’hotel vi invito a leggere l’articolo specifico sugli hotel dell’Andalusia in modo da scegliere quelli più adatti al vostro tipo di viaggio.

Dopo una rapida rinfrescata siamo subito scesi in strada per prendere le misure della città: il caldo secco era assolutamente sopportabile e il sole spagnolo ci ha proprio illuminato da qui alla fine del nostro viaggio. La prima tappa del nostro tour è stata la Torre dell’Oro e il Museo Navale di Siviglia, adagiata sulle rive del fiume Guadalquivir.

Testimonianze arabe: Torre de l oro e museo navale di siviglia

La prima tappa di questo tour alla scoperta della civiltà araba-andalusa inizia proprio dalla Torre dell’Oro, un’imponente torre di controllo militare di 12 lati costruita per ordine del Califfo degli Almohadi (dinastia che regnava sul Maghreb e sulla Spagna islamica) Abu Ya’qub Yusuf II per controllare gli accessi della città dal fiume Guadalquivir. Un tempo era collegata alle imponenti cinta murarie che proteggevano la città, la cosiddetta muraglia di Siviglia, oggi ormai scomparsa. Il suo nome deriva dal bagliore emesso dal proprio riflesso nelle acque del fiume.

Grazie alla sua imponenza e alla sua importanza a livello storico come testimonianza del regno degli Almohadi la torre è stata più volte restaurata e, nel 1931, dichiarata “Monumento Storico-Artistico”: l’aspetto attuale risale agli interventi del 1760.

La splendida Torre dell’Oro e la Torre de Sevilla sullo sfondo.

Oggi la Torre è uno dei simboli di Siviglia ed è molto cara ai suoi cittadini: sono molti infatti coloro che passeggiano sul lungofiume immortalandosi con questo edificio o che visitano l’affascinante museo navale che ospita materiale nautico, oggettistica, quadri e dipinti.

La visita all’interno del museo non poteva mancare e non mi sono fatta sfuggire l’opportunità di approfondire la storia della città e il suo legame profondo con il Guadalquivir, un fiume così importante soprattutto per gli Almohadi che lo navigavano. La visita è un vero e proprio tuffo nel passato: non mi intendo molto di nautica, ma è stato comunque un piacere scoprire la storia della città attraverso questo museo particolare.

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Acquistando il biglietto d’ingresso è poi possibile salire sulla sommità della Torre e ammirare l’affascinante panorama della città da un punto di vista diverso: da qui si nota molto bene la maestosità della Cattedrale e l’incredibile moderna Torre Sevilla che quasi si contrappone a questa. Vale dunque la pena, a mio avviso, la visita del museo anche solo per la vista spettacolare!

Verso Plaza de España

Scattate le consuete fotografie (e devo dire che la Torre dell’Oro è stata una splendida modella per la mia inseparabile Canon) io e Papà Vagabondo ci siamo spostati verso l’interno della città per raggiungere una delle mete che più ero curiosa di vedere: Plaza de España. Superando il Costurero de la Reina, particolare edificio a forma esagonale che ricorda un castello visitabile solo dall’esterno, siamo giunti al fresco e ombreggiato Parco Maria Luisa, proprio antistante alla piazza: questi giardini un tempo erano parte dei giardini privati del Palacio de San Telmo fino al 1893 quando la duchessa Maria Luisa di Montpensier decise di donarli alla città. Nel 1914 l’ingegnere francese Jean-Claude Nicolas Forestier modificò e ammodernò i giardini inserendo alcuni inserti romatici ispirandosi ai giardini del Generalife dell’Alhambra e a quelli dell’Alcázar di Siviglia.

Il parco si estende per ben 34 ettari e per noi non è stato possibile visitarli tutti, anche se tra questa visita e quella effettuata l’ultimo giorno a Siviglia possiamo ritenerci più che soddisfatti: numerose solo le fontane, i laghetti artificiali, le statue, i vasi di fiori che ornano questo angolo verde di Siviglia, frequentato dai turisti così come dai cittadini che qui decidono di godersi una pausa dalla calura estiva, fare un pic-nic o ascoltare della musica in compagnia. Il Parco Maria Luisa è sicuramente uno dei luoghi più suggestivi del capoluogo andaluso e merita una visita a piedi o, perché no, in bibicletta, magari gustandosi un rinfrescante gelato.

Con un po’ di scaltrezza e passo felpato è possibile anche osservare numerosi uccelli ospiti del parco, naturalmente senza disturbarli: anatre, merli, passeri, gallinelle d’acqua e molti altri piccoli e graziosi volatili che qui hanno trovato un rifugio sicuro e protetto.

Tra uno scatto e l’altro eravamo giunti alla nostra meta trionfale: Plaza de España.

Star Wars, Lawrence d’Arabia, il Dittatore: benvenuti a Plaza de España!

Lo spettacolo di Plaza de España è percepibile anche a distanza: le torri, gli aaraldi, la sua forma, tutto è percepibile anche se non si è materialmente all’interno della piazza. Una volta giunti lì si rimane davvero a bocca aperta: con un diametro di 170 metri è una delle piazze più grandi d’Europa e, credetemi, si percepiscono tutti. Al suo cospetto ci si sente piccoli e quasi fuori posto: tutto è ordinato, pulito, luccicante e maestoso; dal pavimento alle piastrelle decorative, dai mattoni alle ceramiche si percepisce come questa piazza sia stata progettata e costruire per incantare e per stupire. L’artefice di tutto ciò fu l’architetto Annibale González, direttore dell’Esposizione iberoamericana di Siviglia del 1929. La superficie totale della piazza è di 50.000 metri quadrati, 19.000 dei quali sono edificati mentre i restanti 31.000 sono area libera.

Plaza de España in tutto il suo splendore

All’interno della piazza si trova anche un canale navigabile che si sviluppa per una lunghezza di 515 metri. La costruzione di questa mastodontica opera iniziò nel 1914 e terminò 14 anni dopo, un lavoro a dir poco monumentale. La piazza vuole mostrare e mettere in risalto la Spagna e i suoi capoluoghi, la grandezza del regno e delle sue province. Al suo interno si trovano i seguenti elementi decorativi:

  • Una fontana
  • Quattro ponti che simboleggiano i quattro antichi regni di Spagna
  • Sei finestre rinascimentali
  • Lo Stemma di Siviglia che decora la porta di Navarra e di Aragona
  • 24 aquile imperiali dello scupo di sua maestà Carlo V
  • 48 Medaglioni con i busti di illustri spagnoli
  • Quattro araldi di tre metri che fiancheggiano le due torri che inquadrano il palazzo situato nel passaggio superiore

Un tempo Plaza de España era sede di alcuni edifici governativi e militari e ospitava il Museo Militare di Siviglia. Oggi è un simbolo andaluso e spagnolo tra i più conosciuti e iconici.

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Passeggiare in questa piazza è un’esperienza magnetica: sembra di essere all’interno di una pellicola e in effetti non si hanno tutti i torti dato che questo luogo è stato scelto come set per alcuni film celebri come “Star Wars – L’Attacco dei Cloni”, “Lawrence d’Arabia” e “Il Dittatore”. Qui si può davvero respirare un’aria di grandiosità, di bellezza, di leggiadria unica, difficilmente riscontrabile in altri luoghi europei se non in alcune grandi capitali. Tutta la sensazione di caldo, di stanchezza e la sete scompaiono davanti a Plaza de España, un luogo davvero onirico dove pare che la realtà si sia quasi capovolta.

Penso di essere rimasta all’interno della piazza per almeno due ore e mezza a scattare, filmare, osservare, annotare e a stupirmi totalmente. Penso che Plaza de España sia stato uno dei luoghi che più mi hanno emozionato di questo viaggio: sarà stata la grandiosità, le dimensioni, il fatto che George Lucas l’abbia scelta come set per alcune scene di Star Wars (io, se non si è ancora capito, ne sono una patita sfegata).

Ma dire che mi sono emozionata è davvero riduttivo.

Quel giorno, per concludere in bellezza, io e mio padre abbiamo avuto il privilegio e l’onore di assistere ad uno spettacolo di flamenco dal vivo, proprio in piazza! Una cara amica di Siviglia, quando gliel’ho raccontato, era rimasta molto stupita di questo spettacolo perché non è così comune trovare dei ballerini proprio qui: è per questo che mi sono sentita così onorata di assistere ad un’esibizione così speciale e talentuosa!

Il flamenco

Il tempo è letteralmente volato, ma la stanchezza iniziava a farsi sentire. Abbiamo quindi deciso di fare una tappa obbligata in hotel per rinfrescarci: in effetti l’hotel non era così vicino alla piazza (circa mezz’ora a piedi) e arrivati a questo punto della giornata ci voleva proprio un momento di ristoro, anche se, per quanto mi riguarda, durante i viaggi l’adrenalina e la serotonina sono talmente tanto in circolo che fatico a sentire la stanchezza fisica (è proprio come una droga!).

Donna Vagabonda a Plaza de España

Ristorati e rinfrancati ci siamo diretti di nuovo verso il centro e non abbiamo avuto difficoltà nella scelta della cena: subito ci siamo fatti ispirare dalla mitica Bodega Santa Cruz de las Columnas, una vera istituzione in fatto di ristoranti e taperie a Siviglia. Qui infatti ho potuto assaggiare le mitiche tapas, una sorta di monoporzione che potremmo definire “antipasto ma non proprio”. E’ difatti più assimilabile al formato ridotto di un piatto: a Siviglia e in Andalusia potrete trovare le tapas di qualunque cosa, persino dello stufato.

La gentilezza dei camerieri, l’aria conviviale e la bontà dei piatti ci hanno portato a scegliere questa Bodega per tutte le sere in cui abbiamo soggiornato a Siviglia.

La giornata volgeva al termine ma non potevo non terminarlo con un giro serale alla scoperta della Siviglia notturna tra luci, suoni e atmosfera caratteristica.

Dopo solo una giornata (o, se vogliamo essere pignoli, mezza), l’Andalusia mi aveva già rapito il cuore: avevo già imparato qualche parole in spagnolo, avevo assolutamente apprezzato la cucina andalusa e mi ero persa dolcemente tra le piccole stradine del centro storico di Siviglia.

Vi è piaciuto questo articolo? scopritene altri sul mio viaggio in Andalusia!

Commenti

  • 18 Febbraio 2022

    Il primo viaggio dopo il periodo di forti incertezze che abbiamo attraversato tutti ha un sapore diverso. È il viaggio più bello, la ripartenza, la scoperta di posti che desideravamo scoprire da tempo. Sicuramente quello in Andalusia per te è un viaggio che si è fatto talmente desiderare da essere non solo emozionante, di più… ricordo le belle foto che postavi quei giorni, che bello viaggiare con te anche se virtualmente!

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  • Lisa Trevaligie Travelblog
    18 Febbraio 2022

    Una città che mi ha rapito dal primo istante e che ho fatto davvero fatica a lasciare. Colorata, eclettica, accogliente…noi ci siamo stati a fine ottobre e ti assicuro che per il caldo mi Si è sciolto il mascara! C’erano 32° a Plaza de Espana e anche la bambina ha risentito. molto dell’afa.

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  • 18 Febbraio 2022

    Non ho mai visitato questa regione. Il nostro primo viaggio fuori Italia è stato il Portogallo più o meno per le stesse motivazioni per cui tu sei finita qui! Abbiamo finalmente potuto respirare ed immergerci in un viaggio diverso che sicuramente ricorderemo a lungo. Mi segno la tua tappa a Siviglia perchè ci voglio andare da sempre.

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    • 22 Febbraio 2022

      Io sono stata in Andalusia in un periodo totalmente opposto al tuo 🙂 tra Natale e la Befana di ormai diversi anni fa.
      L’ho adorata… e tutt’ora non saprei dirti chi sia la mia città preferita ma Siviglia vola molto in alto!!

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  • 19 Febbraio 2022

    Andalusia Olè! Una splendida destinazione di viaggio per ricominciare a volare e viaggiare! Io ancora devo volare fuori dall’Italia, per il primo volo extra Italia post-covid! Ma quest’estate credo che, incrociando le dita, lo farò!

    Hai scelto bene Eliana, perchè l’Andalusia è una terra bellissima e ricca di luoghi splendidi! Ci tornerei subito!

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  • Laura
    19 Febbraio 2022

    Putroppo l’Andalusia mi manca anche se è da tempo in agenda…forse anche perchè temo il caldo nel periodo estivo…la sceglierei più come meta invernale! Siviglia e la sua piazza devono essere meravigliose, prima o poi spero di riuscire a organizzare un viaggio.

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  • 22 Febbraio 2022

    Noi siamo stati in Spagna nello stesso periodo (forse te lo avevo già detto), ma proprio per evitare la “hola de calor” abbiamo scelto il Nord eabbiamo fatto bene perchè non abbiamo affatto sofferto il caldo, le temperature raramente superavano i 24 gradi, si stava benissimo!

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  • 22 Febbraio 2022

    Siamo appena tornati da un week end a Siviglia. È stata la nostra prima volta in Andalusia e ce ne siamo innmorati!

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  • antomaio65
    23 Febbraio 2022

    Adoro l’Andalusia e Siviglia in particolare, ci sono stata già due volte: in Marzo alle 10 di sera si cenava all’aperto, una meraviglia! La Plaza de Espana mi suscita emozioni contraddittorie, non sempre mi piace ma assistere ad uno spettacolo di flamenco sicuramente è stata un’esperienza magnifica

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  • 23 Febbraio 2022

    Sono stata in Andalusia tanto tempo fa e avrei proprio voglia di rivedere soprattutto Siviglia, io come te non mi faccio spaventare dal clima quando si è in vacanza va comunque sempre bene

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  • 24 Febbraio 2022

    L’emozione di riprendere un aereo dopo un anno o più di fermo, non si scorda mai. Noi siamo andati a Malta, appena hanno riaperto qualche confine con il Regno Unito. La Spagna purtroppo non accettava ancora passeggeri dalla Gran Bretagna altrimenti saremmo andati. Magari proprio a Siviglia che sogno da un po’, quanta invidia (buona e sana) per aver visto lo spettacolo di Flamenco in Plaza de España!!

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      • 4 Marzo 2022

        Moltissimo, tanto che abbiamo anche pensato di trasferirci sull’isole e tutt’ora ci pensiamo! Sembra un misto tra i sapori e il calore umano dell’Italia con la burocrazia del Regno Unito: un vero paradiso per noi!

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  • 24 Febbraio 2022

    Quanto ti capiscoooo io mi ero fatta il giro dell’Andalusia in bus a fine giugno, mi davano tutti della pazza 😉 e invece ho visitato con grande gioia Siviglia (la mia preferita), Granada, Cordoba e infine Cabo de Gara per un po’di relax, muovendomi in bus. Certo, durante la pausa pranzo la siesta era d’obbligo 🙂

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  • 8 Marzo 2022

    Impossibile non emozionarsi per il primo volo e il primo viaggio dopo tanti mesi di stop forzato! Siviglia doveva essere anche una delle mie mete lo scorso anno, ma purtroppo poi qualche giorno prima della partenza hanno introdotto nuove restrizioni e… “tallà” piani cancellati! Al momento non ho ancora riprogrammato ma poiché io invece sopporto poco il caldo, eviterei l’estate, anche se c’è da dire che sono abituata al caldo afoso della pianura padana, quindi il caldo secco forse lo sopporterei meglio.

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  • firstepilprimopasso
    18 Marzo 2022

    L’Andalusia ha stregato anche me e Siviglia è la mia città preferita in Spagna, quindi ti capisco e con me sfondi una porta aperta. Noi ci siamo stati ad ottobre e l’ho trovata, come al solito, meravigliosa. Grazie per avermi fatto rivivere il mio viaggio attraverso i tuoi occhi!

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  • 6 Aprile 2022

    Amo follemente Siviglia e ho la fortuna di andarci almeno una volta all’anno a trovare una mia carissima amica che ci vive (fa bellissimi abiti da sposa). Non esiste altra città capace di darmi la stessa allegria e serenità. Non importa quanto caldo ci sia: c’è sempre un bar con un tavolino all’ombra o un posticino dove sederti per guardarti intorno. Meravigliosa.

    rispondi

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