Diario di viaggio: Madagascar – giorno 8

Un altro giorno sta per iniziare in terra malgascia, tra sole e mare.

Oggi è una giornata speciale, una di quelle che non si dimenticano: per la prima volta, farò un’escursione di Whale watching. Il Whale watching è l’osservazione dei cetacei in mare aperto, con un’imbarcazione o un gruppo di esse e con l’ausilio di binocoli e attrezzature specializzate. E’ un’attività importante, sia per far conoscere il meraviglioso mondo di questi mammiferi marini, sia per studiarli (è uno dei pochi metodi non invasivi), sia per monitorarli. Noi non abbiamo motonavi con radar o strumenti sofisticati, ma una pagoda governata dalla guida locale va benissimo per le nostre esigenze. Già scalpito, stiamo per partire e non vediamo l’ora di vedere le Megattere: in questo periodo, infatti, popolano questi mari caldi per dare alla luce i loro piccoli e per accoppiarsi nuovamente.

Una brezza frizzante spira, e ci vuole una felpina per ripararsi da essa. Finalmente partiamo e dopo circa mezz’ora la nostra imbarcazione si ferma e c’è un silenzio surreale. Con il binocolo avvistiamo un gruppo di megattere non lontano da noi. Stanno nuotando e si dirigono proprio verso la nostra direzione. Teniamo spenti i motori, per non disturbarle: probabilmente sono a caccia. Iniziamo a vedere i dorsi, meravigliosi: già l’emozione è incalcolabile. Ho provato tante emozioni nel vedere gli animali nel loro habitat, ma quello che ho provato nel vedere i cetacei (questa e altre volte) è diverso da tutto il resto: sono animali mansueti, potenti, ma pur sempre vulnerabili. Il traffico marino disturba in modo sostanziale la loro vita e se non si ricorrerà ai ripari, molte popolazioni vedranno l’estinzione, se non addirittura certe specie.

Dopo i dorsi, vediamo qualche esemplare, sempre più vicino, fare lobtailing e flipperslapping, cioè schiaffeggiare la pinna caudale e quelle pettorali. Le balene comunicano con i loro simili tramite queste manifestazioni comportamentali, e ci regalano uno spettacolo straordinario. Purtroppo fotografarle al momento preciso non è per niente facile, anzi. Nonostante ciò, non riesco a trattenere la felicità, sono così entusiasta che non riesco a tacere per un momento. Fino a che, qualcuìosa mozza davvero il mio fiato: una megattera effettua un breaching, il famoso salto, o tuffo. Con tutta la sua magnificenza, questo cetaceo di almeno 12 metri si tuffa davanti a noi, ed esce quasi completamente dall’acqua, proprio con un guizzo. Questo comportamento è il più spettacolare ed è stato osservato in quasi tutte le specie di cetaceo. Il salto è talmente ampio, che le onde che provoca spostano la nostra piccola pagoda. Applaudiamo, come davanti ad uno spettacolo. E, per fare il bis, subito dopo un’altra megattera replica, lanciandosi di lato e provocando un’altra serie di onde. Siamo davvero stupefatti da tanta bellezza. Dopo questo show incredibile, le balene mostrano ancora lo sfiatatoio, sbuffando e respirando, e poi, pian piano, si allontanano, immergendosi sempre di più.

Che dire, favoloso. So che le parole non riescono a rendere perfettamente questo spettacolo, ma non potevo non descrivervelo.

Ora, la prossima tappa della nostra escursione, programmata con le guide il giorno prima, è il piccolo isolotto di Nosy Ve: questo piccolo atollo ricorda forse il più famoso Nosy Be, indubbiamente una delle località turistiche più gettonate del Madagascar, ma è completamente diverso: intanto, su questa isola non ci sono costruzioni, in quanto si tratta di un’area di nidificazione del fetonte codarossa, un uccello di mare della famiglia dei Phethontidae: questa specie nidifica sulle isole dell’oceano Indiano, e Nosy Ve è un luogo importante proprio per dare alla luce i piccoli.

Il fetonte codarossa è riconoscibile dalle lunghe penne timoniere centrali caudali, che sono di colore rosso intenso. Il dimorfismo sessuale è quasi inesistente, in quanto maschi e femmine hanno livrea simile.

I fetonti sono uccelli singolari, non imparentati nè con i pellicani, nè con le cicogne, ma che hanno una parentela alla lontana con i procellariformi.

Questi uccelli nidificano sulla terra ferma, su scogliere e anche su falesie ed entrambi i genitori covano e si prendono cura della prole.

Quando arriviamo sull’isola, la guida ci dice che è possibile fare un giro tra i nidi dei fetonti, in quanto molti pulli sono già nati. Posso farmi scappare una possibilità del genere? Insieme alla mia inseparabile zia, ci addentriamo tra i nidi che si trovano sotto i bassi arbusti.

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L’inizio del percorso dei nidi.

Molti fetonti sono a caccia di pesci, quindi il nido è scoperto, perciò possiamo vedere bene i piccoli: sono dei batuffoli bianchi candidi, con il becco nero lungo. Non piangono e non sono impauriti. I genitori rimasti ai nidi sono totalmente tranquilli e si fanno scattare numerose fotografie in compagnia dei pulcini: la guida ci dice che nessuno qui li disturba, e quindi hanno imparato a tollerare la nostra presenza, anche perchè quasi nessuno viene a visitare i nidi, se non alcuni ricercatori e alcuni turisti interessati. Non capisco perchè questi uccelli debbano essere meno interessanti delle balene, ma va beh, sono gusti. Per me, vedere i piccoli dei fetonti è un’altra esperienza magnifica di questa giornata: osservare i pulletti da vicino poi, è abbastanza raro. Scatto tante foto e poi ritorniamo dal gruppo, che intanto sta facendo il bagno nelle limpide acque cristalline dell’isola.

E’ già mezzogiorno, e i pescatori stanno tornando per portarci il pranzo: cucineremo tutto con il fuoco del falò Dopo circa un’ora, è pronto: pesce fresco appena pescato, aragoste e patate dolci. Cosa desiderare di più? E’ tutto squisito, e anche la compagnia è davvero ottima. Insieme alla giornata del mio compleanno, questo è il giorno che più mi ha rapito.

La giornata pare finita, ma non è così: il giorno prima la guida ci aveva chiesto se volevamo fare un po’ di snorkeling durante l’escursione. E, dico di no?

Avete già capito, e già mi ero premunita prima di partire dall’Italia con maschera e boccaglio. Così, mentre il resto del gruppo si dirige verso Anakao, io ed altri ci facciamo accompagnare nella zona della barriera corallina. Mi tuffo e subito si apre un altro mondo fatto di colori: sembra un dipinto, dove i protagonisti sono i pesci, i coralli e le stelle marine. Qui ho potuto osservare una biodiversità incredibile, dove i pesci farfalla l’hanno fatta da padrone. Mi addentro anche a maggiore profondità, dove la piattaforma si fa più ripida, per vedere anche i pesci nascosti negli anfratti, ed indirizzo i miei compagni verso questi. Non c’è niente da fare, la natura è davvero spumeggiante.

Dopo circa due ore di snorkeling, torniamo ad Anakao, dove una bella doccia calda con il secchio mi aspetta. Credete che sia stanca? Certo che no! Il sole sta quasi tramontando, ma io mi siedo in riva al mare e guardo l’orizzonte, estasiata da cotanta bellezza.

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Tramonto meraviglioso…

Per cena, si prospetta una bella scorpacciata di pesce, allietata da un gruppo musicale che suona strumenti particolari e la chitarra. E’ così romantico, è così dolce.

Sembra essere passato tutto così in fretta, ma non sono triste, perchè in ricordo rimarrà vivo per sempre nel mio cuore.

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