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Madagascar – Giorno 5

Siamo già al quinto giorno,  e mi pare di appartenere ormai a questa terra. Lasciare Ambalavao mi dispiace, perchè la giornata di ieri è stata proprio meravigliosa! Il dispiacere, tuttavia, viene subito soppiantato dalla curiosità, in quanto stiamo per andare al Parco dell’Isalo, uno dei parchi più famosi del Madagascar!

Ci vogliono quasi 4 ore per arrivare a Ranohira, il piccolo villaggio dove pernotteremo due notti. Il paesaggio è sempre più spettacolare, con questa terra rossa e le rocce che diventano sempre più brune.

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Immensità…

A livello geologico ci stiamo spostando da una formazione magmatica ad una formazione sedimentaria. Durante il viaggio troviamo moltissime persone che camminano, spesso scalze, con carretti e merci.

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Appena ci fermiamo, veniamo subito raggiunti dai bambini.

Tutti ci guardano, sorridendo. Salutiamo con gioia e subito ricambiano. I più entusiasti sono i bambini, come sempre: è straordinario vederli così contenti con il poco che hanno.

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Sguardi…

Dopo aver scaricato i bagagli all’ hotel Les Toiles de l’Isalo, albergo confortevole, con camere ampie e luminose, facciamo un piccolo giro in paese dove per la prima volta troviamo un negozio che vende le cartoline: ne approfittiamo per fare un po’ di compere. Dopo il pranzo al sacco, ci dirigiamo verso il Canyon del Lemuri, che fa parte del Parco dell’Isalo: ci troviamo ancora nella provincia di Fianarantsoa, ma siamo già al confine con quella di Toliara, la prossima tappa del nostro viaggio.

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Siamo ormai nel Parco dell’Isalo

Il parco si estende per oltre 80.000 ettari e comprende il Massiccio dell’Isalo, un insieme di formazioni rocciose arenarie che formano anche due canyon: quello del topi e quello dei lemuri, che è quello che visitiamo proprio in questa giornata. Anche questo parco è ricco di flora e fauna: numerose sono le specie vegetali endemiche, come il piede d’elefante (Pachypodium horombense) che troviamo durante il trekking del giorno seguente, e l’orchidea Erasanthe henrici isaloensis, un endemismo ristretto alle gole dell’Isalo, che però non troviamo.

Per quanto riguarda la fauna, non mancano i simpaticissimi lemuri: ben rappresentati sono i catta e i lemuri dalla fronte rossa (Eulemur rufus), che incontreremo sempre il giorno seguente.

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Verso il Canyon…

Arriviamo al canyon, e anche qui non mancano numerosi bimbi che ci seguono sorridenti, questa volta non chiedendo l’elemosina, ma sempre molto curiosi. Decidono di accompagnarci insieme alla nostra guida tra le strette gole del Canyon dei lemuri. Per entrare, dobbiamo guadare un piccolo corso d’acqua: alcuni dei miei compagni sono in difficoltà per questo ostacolo, mentre i bimbi corrono e ridono nell’acqua. Per loro, nessun problema!

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Il Canyon dei lemuri

Iniziamo il nostro trekking di circa tre ore, per nulla faticoso a mio avviso. Incontriamo ancora un simpatico camaleonte, sempre un Furcifer oustaleti, che ci guarda sospettoso. Dopo circa un’ora tra rocce e corsi d’acqua incontriamo i Maki, i lemuri catta. Sono in alto, giocano e saltano da un ramo all’altro, non curanti della nostra presenza. Il loro sguardo è sempre simpatico e bizzarro, con quel musetto all’insù.

 

Il paesaggio è totalmente diverso da Anja, ed il canyon ricorda più una foresta pluviale, con felci e piante acquatiche. La cosa più divertente è arrampicarsi sulle rocce, per ammirare meglio il panorama: è incredibile la varietà degli ambienti che si può ritrovare in questo paese!

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Addentriamoci sempre di più…

Pian piano si fa buio, ed è dunque giunto il momento di tornare indietro. Anche i bimbi decidono di tornare a casa dalle mamme, che li abbracciano amorevolmente appena li vedono. Il nostro furgoncino ci aspetta per riportarci all’hotel, dove una rilassante doccia ci attende. Per cena? Zebù, naturalmente.

Per continuare a leggere le mie avventure malgasce cliccate qui.

 

 

 

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