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Il Museo di Agosto: il Gordon Highlanders Museum di Aberdeen

Quando avevo programmato il mio viaggio in Scozia (leggete qui il mio articolo), avevo previsto di visitare numerosi musei cittadini: ebbene, complice il fatto che i castelli hanno avuto la meglio sul mio interesse e a causa degli orari decisamente scomodi dei musei, sono riuscita a visitarne solo due. Oggi vi parlo del primo che ho visitato, il Gordon Highlanders Museum di Aberdeen.

Highlanders museum

Il Gordon Highlanders Museum si trova ad Aberdeen e celebra la storia dei “Gordon Highlanders, uomini facenti parte di un reggimento di fanteria di reclutamento scozzese dell’Esercito Britannico, attivo dal 1881 al 1994. Il reggimento si distinse negli anni per il suo valore e la sua tenacia e fu decisivo nel contribuire alla vittoria dell’Impero Britannico in India e in Africa. Durante la Prima Guerra Mondiale il reggimento fu impiegato principalmente sul fronte occidentale del 1914 dove subì ingenti perdite. Nella battaglia di Le Cateau del 25 agosto 1914, il I battaglione Gordon Highlanders venne tagliato fuori dall’avanzata tedesca e quasi distrutto; molti suoi soldati furono fatti prigionieri. Il II battaglione venne inviato in Italia nel 1917 in aiuto dopo la battaglia di Caporetto. Solo nel primo conflitto mondiale il reggimento perse 1000 ufficiali e 28000 soldati della truppa.

Durante la Seconda Guerra Mondiale i Gordon Highlanders furono dispiegati su vari fronti, dapprima in Francia e poi in Malaysia, Nord Africa, Sicilia, Italia e in Europa Nord-occidentale. In Francia due battaglioni erano inquadrati nella 51ª Divisione fanteria sul fronte occidentale nel 1940 e furono accerchiati insieme al resto della divisione a Saint-Valery-en-Caux dalla 7. Panzer-Division del generale Erwin Rommel; i britannici furono costretti alla resa. In seguito il I battaglione Gordon fu ricostituito in Gran Bretagna e inserito nella nuova 51ª Divisione fanteria che partecipò con distinzione al resto della guerra. il II battaglione Gordon fu invece schierano in Malesia e il VI battaglione partecipò alla campagna del Nord Africa e alla campagna in Italia: nel 1944 prese parte allo sbarco di Anzio, prezzo Lavinio.

Il Museo ospita uniformi, medaglie, armi e riconoscimenti del reggimento e ripercorre la sua storia, dalla sua formazione al suo scioglimento. Essendo una realtà indipendente, il Museo si autofinanzia tramite un’associazione di veterani e tutti possono contribuire al suo sostentamento tramite donazioni e aderendo alle campagne di fund-raising.

 

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Il Museo si compone di due parti, una esterna e l’altra interna: in quella esterna è stata ricostruita una trincea della Prima Guerra Mondiale mentre nella parte interna si ospitano i cimeli. La trincea è costruita con estrema veridicità storica: al suo interno si trovano armi e oggetti comuni che i soldati utilizzavano durante la guerra. Inoltre, la trincea è divisa in più zone, come la zona di rifornimento, quella di combattimento e quella di osservazione. Quando mi sono addentrata al suo interno mi sembrava di essere in una vera trincea! Inoltre si possono toccare molti arnesi e “appostarsi” per individuare il nemico: ai bambini, ma non solo, questa esperienza piacerà di sicuro.

 

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All’interno il Museo ospita poche ma ricche sale; la Lakin Room è di sicuro la più spettacolare dato che è stata allestita come sala da pranzo degli ufficiali ed è decorata con cristellaria e argenteria: spicca sicuramente il ritratto del Principe Carlo, anch’esso facente parte del reggimento degli Highlanders.

Degna di nota è anche la sala principale, dove sono custoditi la maggior parte degli oggetti in esposizione: casacche, uniformi, documenti, raffigurazioni e armi sono i protagonisti principali del museo e della sezione. Interessanti sono i numerosi cimeli rigurdanti la Campagna d’Italia della Seconda Guerra Mondiale, come la “Guida per i soldati della Sicilia” che veniva consegnata ai soldati in vista dello sbarco.

 

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La mia visita è stata breve ma molto intensa: sono arrivata alle 15:20 e purtroppo non è stato proprio possibile visitare il Museo nella sua interezza (a detta dell’addetta, che mi ha fatto aspettare quasi 15 minuti per trovare una guida per un tour non richiesto in un museo che proprio non avrebbe bisogno di visita guidata, non saremmo riusciti a vedere il museo in quell’arco di tempo). Ho imparato che però in Scozia seguono degli orari davvero assurdi e quindi ho dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Pazienza, la prossima volta lo visiterò di mattina per vedere le sale che non ci sono state mostrate!

 

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Informazioni utili

Il Museo Gordon Highlanders si trova ad Aberdeen in Viewfield Road, ad Aberdeen e dispone di un parcheggio gratuito.

E’ chiuso la domenica e il lunedì mentre gli altri giorni è aperto dalle 10:00 alle 16:30 (vi consiglio di entrare almeno alle 14:00 e non più tardi).

Il costo del biglietto è di 8 sterline per gli adulti e 4,50 sterline per i minori di 16 anni. Il ridotto è di 6 sterline.

Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale.

Pianificazione del viaggio: Scozia 2019

Scrivere le pianificazioni dei viaggio penso che faccia parte del viaggio stesso: a volte si pianifica in qualche ora, a volte ci vogliono giorni e altre addirittura mesi.

Era gennaio, ero in ospedale ricoverata: il medico del reparto mi informa che quest’anno non devo assolutamente sottopormi alle profilassi antimalarica e della febbre gialla a causa delle mie condizioni di salute. Erano almeno due anni che progettavo di tornare in Africa, dopo il Madagascar (se ti interessa il Diario di Viaggio di questo stupendo viaggio, clicca qui) e quest’anno sembrava proprio l’anno giusto e invece… Ho dovuto rimandare di nuovo, questa volta spero nell’anno prossimo. Non vi nascondo che quando sono rientrata dalla mia degenza e ho realizzato lucidamente della rinuncia ho avuto una crisi non indifferente che è durata più di due settimane: sembrerà assurdo, ma per me l’Africa vuol dire davvero tanto e vedere sfumata la possibilità di ritornarci in questa maniera mi ha davvero buttato a terra. Però pian piano ho cominciato a riflettere sulle migliaia di altre mete che ancora non ho raggiunto e ho cominciato a parlarne con mio padre: già, perchè questo era e sarà un viaggio on the road con lui, come tanti di quelli che vi ho raccontato (su tutti mi viene in mente la Slovenia, visitata in più riprese e che anche quest’anno non mancherà all’appello). Prima abbiamo pensato al Canada o agli USA ma non me la sentivo di fare una transoceanica dopo l’ospedale e quindi abbiamo pensato ad una meta più vicina mantenendo il requisito indispensabile: la destinazione doveva essere naturalistica.

Ci abbiamo davvero pensato un pochetto ma poi ho avuto il lampo di genio: e se andassimo in Scozia? Già! In Scozia! Perchè no? Io è dal 2009 che non vado in Gran Bretagna e quindi perchè non tornarci per vedere qualcosa di nuovo? La Scozia poi è la patria degli uccelli marini e della Pulcinella di Mare, che sogno di fotografare da una vita, quindi perchè no? Certo, non sostituerà il Senegal, ma in fondo ho solo rimandato, no?

Scozia pianificazione

Scozia tra natura e storia

10 Luglio – 21 Luglio

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Photo by v2osk on Unsplash

La Scozia è una delle quattro nazioni del Regno Unito, o Gran Bretagna, ed è quella più settentrionale. Oltre alla porzione di territorio che si trova sull’isola principale, fanno parte della Scozia più di 790 isole minori: tra queste ci sono le isole Orkney, le Shetland e le Ebridi. La capitale è Edimburgo.

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Cartina che mostra la Scozia (in rosso) (Per i credits, andate in fondo all’articolo)

Budget: 2500 euro in due (circa).

Vaccinazioni: nessuna obbligatoria.

Visti: nessun visto obbligatorio, necessaria Carta d’Identità o Passaporto.

Viaggiare Sicuri: dalla Farnesina non risultano esserci problematiche relative ad un viaggio in Scozia o in Gran Bretagna in senso lato. Per ulteriori informazioni, visitate il Sito ufficiale.

Perchè ho scelto la Scozia: la Scozia è la patria del Birdwatching assieme all’Alaska: numerosi sono gli uccelli che qui nidificano, come le famose Pulcinelle di mare. Le numerose escursioni proposte nelle varie cittadine ci hanno dato la possibilità di scegliere tre escursioni in nave: una prima presso l’Isola di May, la seconda sull’Isola di Skye e la terza, più semplice, presso il Castello di Dunvegan per fotografare le Foche grigie. Dopo aver dato un’occhiata alle sue potenzialità, abbiamo scelto di prenotare un viaggio on the road alla scoperta della natura selvaggia e della storia di questa nazione così orgogliosa.

La scelta dell’Hotel: come sempre, mi sono affidata al mio portale di hotel preferito, Booking, che mi ha sempre assicurato cancellazione gratuita e servizi adeguati, corrispondenti a quelli descritti. Ho prenotato a marzo per luglio e già molte strutture risultavano esaurite, soprattutto sull’Isola di Skye: con sette tappe in città e paesi diversi ho prenotato albergi economici o guesthouse con colazione inclusa, parcheggio gratuito per l’auto e wifi gratuito. Presso la città di Dunbar ho scelto il Royal Mackintosh Hotel, per Stoneheaven ho scelto il Woodside of Glasslaw Guesthouse, per Aberdeen ho scelto il The Great Western Hotel, per Inverness ho scelto il Braehead Guest House, per Skeabost ho scelto il The Sabhal B&B, per Fort William ho scelto il Braeburn Guesthouse e infine per Edimburgo ho scelto l’Halcyon House Hotel.

La scelta del treno: per questo viaggio ho deciso di raggiungere la Scozia in aereo e poi mi sposterò con un’auto a noleggio. Non è la prima volta che noleggio un’automobile per spostarmi, solo che questa volta non è stato proprio facile: mi serviva un auto in grado di trasportare le valigie e soprattutto l’attrezzatura fotografica senza sacrificare molto spazio. I costi sono tutt’altro che bassi, e trovare l’autonoleggio adeguato è forse stato più difficile che scegliere le strutture ricettive. Alla fine abbiamo optato per una Ford Focus station wagon, noleggiata presso Rentalcars.com.

Itinerario: La Scozia è tutta da visitare e da scoprire. E’ stato difficile scegliere tra le città da visitare in quanto volevo conciliare il Birdwatching con la visita ai luoghi storici: tanti di questi ultimi sono stati “sacrificati” come il famoso castello di Eilean Donan o la città di Glasgow. E’ stata sacrificata anche l’escursione all’Isola di Saint Kilda perchè davvero troppo costosa e di difficile organizzazione. L’itinerario semplificato è risultato questo:

Giorno 1: Partenza ed Arrivo ad Edimburgo – spostamento a Dunbar

Giorno 2: North Bertwick e Isola di May

Giorno 3: Stoneheaven e Dunnottar

Giorno 4: Aberdeen

Giorno 5: Aberdeen e Balmoral

Giorno 6: Inverness

Giorno 7: Isola di Skye e Skeabost

Giorno 8: Dunvegan e Uig

Giorno 9: Fort William

Giorno 10-11-12: Edimburgo

Non voglio svelarvi di più prima della scrittura del Diario di viaggio, inoltre alcune attività saranno influenzate dal buono o dal cattivo tempo quindi non voglio scrivervi informazioni errate rispetto a degli eventi che si realizzeranno.

Per le escursioni, ne abbiamo decise 3:

Isola di May dallo Scottish Seabird Centre di North Berwick

Whalewatching presso Uig con la SkyeXplorer Boat Trips

Gita in barca per vedere le foche a Dunvegan

In questo viaggio i protagonisti saranno gli uccelli e gli sconfinati paesaggi ed il filo conduttore sarà ovviamente la fotografia.

Cosa portare in valigia: in Scozia la temperatura prevista è di 19°C. L’abbigliamento sarà sportivo e comodo, con colori neutri o comunque tendenti al verde per mimetizzarsi meglio con l’ambiente e non spaventare gli animali. Gli indumenti saranno impermeabili e spesso dotati di cappuccio. Anche una felpa di pile non può mai mancare. Una giacchetta e l’ombrello sempre a portata saranno dei must. Naturalmente anche la calzature sono state scelte con cura: scarponi da trekking impermeabili (i miei hanno girato il mondo con me) e scarpe da tennis più comode per gli spostamenti in auto e per il tempo trascorso ad Edimburgo.

Prima di partire: Ho provato a contattare tutti gli uffici del turismo delle città che visiteremo proponendomi per una collaborazione ma purtroppo non sono stata così fortunata come per Verona. Una solo risposta perentoria è giunta: “non collaboriamo con i Travel Blogger”. Peccato, poteva essere un’ottima occasione per conoscersi e per creare una rete. Evidentemente la Scozia non è una nazione “Travel Blogger – Friendly”.

Riferimenti per le immagini:

cartina della Scozia -> Di TUBS – Opera propriaQuesta grafica vettoriale non W3C-specificata è stata creata con Adobe Illustrator.This file was uploaded with Commonist.Questa immagine vettoriale include elementi che sono stati presi o adattati da questa: United Kingdom location map.svg (di NordNordWest)., CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=14514894