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Il Collegio Ghislieri di Pavia

Come Donna Vagabonda sono sempre alla ricerca di luoghi unici della mia città e della mia Provincia, quella di Pavia: sono infatti costantemente impegnata nel valorizzare i miei luoghi natii attraverso la stesura di articoli e la creazione di contenuti per i social network. Sempre in quest’ottica di valorizzazione del turismo di prossimità vi presento un luogo davvero iconico della città di Pavia ovvero il Collegio Ghislieri. Pronti a varcare le sue porte con me?

Dove: Piazza Collegio Ghislieri 5 – Pavia (PV)
Per saperne di più visitate il sito ufficiale

Storia del Collegio Ghislieri

Il Collegio Ghislieri è un collegio universitario con sede a Pavia, fondato nel 1567 da San Pio V, uno tra i più antichi di tutta la penisola. Nonostante sia stato fondato da una figura religiosa il Collegio ha dal 1700 ribadito la sua laicità e il suo distacco dal potere secolare e si è sempre prefigurato come un luogo di cultura e di studio aperto a tutti, indistintamente dall’estrazione sociale di provenienza.

Il Collegio Ghislieri

Il Collegio Ghislieri

Operante sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, riconosciuto legalmente dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca come “ente di alta qualificazione culturale”, fa parte della Conferenza dei Collegi Universitari di Merito ed è tra gli enti fondatori dell’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia.

La statua di Papa Pio V in Piazza Ghislieri

La statua di Papa Pio V in Piazza Ghislieri

L’intenzione di Pio V fu quella di promuovere un rinnovamento culturale e morale della società attraverso la formazione di una nuova classe dirigente preparata e non per forza nobile: grazie al suo progetto, che si può riassumere con il motto “sapientia cum probitate morum coniuncta humanae mentis perfectio“, il Papa voleva che lo studio fosse garantito a tutti coloro che volevano acquisire nozioni con passione per poi metterle a disposizione dell’intera comunità affinché ci fosse una radicale trasformazione della società, più proiettata verso il bene comune rispetto all’individualismo. Ancora oggi il Collegio è pioniere nel diritto allo studio: è infatti possibile alloggiare e studiare anche per gli studenti con basso reddito grazie alle numerose borse di studio da esso erogate.

L'ingresso del Collegio Ghislieri e il quadriportico

L’ingresso del Collegio Ghislieri e il quadriportico

Nel 1569 il Papa assicura l’autonomia finanziaria del collegio grazie al trasferimento del feudo di Lardirago, con il suo castello. Con l’avvento della Monarchia Austriaca e, in particolare, grazie a Maria Teresa d’Austria che ha fatto di Pavia uno dei più importanti poli culturali dell’epoca, il collegio conquista una piena laicità e inizia a collaborare con le altre istituzioni della città, in primis con l’Università di Pavia.

Il Rettore Alessandro Maranesi

Il Rettore Alessandro Maranesi

Durante il dominio napoleonico il Collegio Ghislieri venne prima trasformato in Collegio Nazionale e poi in Scuola militare. Tuttavia dovremo attendere il 1965 affinché venga ufficialmente aperto anche alle studentesse: si tratta infatti del primo collegio misto in Italia voluto fermamente dalla studiosa Sandra Bruni.

Lo stemma del Collegio Ghislieri

Lo stemma del Collegio Ghislieri

Il Collegio Ghislieri è stato frequentato da illustri studenti tra i quali ricordo Carlo Goldoni (tra l’altro espulso dal collegio a causa di un poemetto satirico che irrideva alcune nobildonne della borghesia pavese), Giovanni Muzio, Agostino Bassi, Torquato Taramelli (lo stesso protagonista della mostra “Terra Nascosta” tenutasi al Kosmos) e Luigi-Luca Cavalli Sforza.

Struttura del Collegio

La costruzione dell’edificio adibito a ospitare il Collegio Ghislieri iniziò nel 1571 su progetto e direzione di Pellegrino Tibaldi, uno dei più importanti architetti di quell’epoca (lo stesso che fece realizzare anche l’edificio dell’altro grande collegio pavese, il Collegio Borromeo). La struttura si contraddistingue per una certa austerità, figlia della sua epoca (siamo durante la Controriforma quindi tutto deve essere sobrio e richiamare all’ordine prestabilito delle cose).

Il refettorio

Il refettorio

Il fulcro è sicuramente il quadriportico realizzato con granito di Baveno: ancora oggi questo è un luogo molto frequentato dagli studenti e mette in comunicazione gli alloggi, le aule e le altre stanze con lo splendido giardino.

A metà del ‘700 l’edificio venne ampliato e dotato dell’ala sud mentre gli ultimi interventi, riguardanti l’edificio neoclassico, sono stati svolti all’inizio dell’Ottocento. Nel 1936 l’ala sud del palazzo del Collegio venne meglio raccordata con la parte monumentale dell’edificio tramite un’ala più piccola (il “Bosforo”) all’interno della quale fu poi realizzata, nell’ultimo dopoguerra, l’Aula Goldoniana, destinata a conferenze e convegni. La sezione femminile si trova presso un’area vicina, sempre ben collegata con il corpo centrale del collegio.

Il Salone Pio V

Il Salone Pio V

Il Ghislieri è dotato inoltre di una splendida cappella con sacrestia sempre progettata dal Tibaldi e terminata agli inizi del 1600, di una biblioteca, di un’aula magna e di numerosi spazi adibiti a conferenze ed eventi culturali, impostandosi come uno dei luoghi culturalmente più attivi della città di Pavia.

La mia visita al Collegio Ghislieri

Nonostante sia uno dei luoghi simbolo della città il Collegio non è normalmente aperto al pubblico se non durante particolari eventi: le visite guidate infatti non sono comuni e soltanto gli studenti e i docenti possono frequentarlo senza particolari autorizzazioni. Avevo avuto modo di scoprire la sua biblioteca qualche anno fa, accompagnata dal Rettore Alessandro Maranesi che ha permesso a me e ad altri partecipanti di scoprire i tomi più pregiati e preziosi della ricca raccolta.

Gli antichi tomi del Collegio Ghislieri

Gli antichi tomi del Collegio Ghislieri

É però soltanto nel mese di Giugno (2024, NdR) che ho potuto scoprire i segreti dei luoghi ghislieriani grazie a una visita guidata organizzata dall’Associazione Lombardia Segreta condotta da Romeo, proprio ex studente del Collegio: insieme a un gruppo ben nutrito di visitatori, soprattutto pavesi (alcuni dei quali mi hanno anche riconosciuta come Donna Vagabonda, pensate!), ho davvero potuto ammirare la bellezza di questo luogo e scoprirne la sua interessante storia.

Il Rettorato

Il Rettorato

Partendo dall’ingresso e soffermandoci sui luoghi chiave abbiamo ammirato il maestoso quadriportico, la decoratissima Cappella e la sua Sacrestia, l’imponente Salone Pio V che conserva quadri eccezionali nonché alcuni oggetti appartenuti a Teresio Olivelli (anche lui ghislieriano), le sale del Rettorato dove ancora oggi vengono accolti gli ospiti illustri, il peculiare giardino (dove si trova, pensate, anche un barcé pavese utilizzato come vaso per i fiori) e, ovviamente, la biblioteca.

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La visita è stata divertente e molto istruttiva dato che Romeo ha raccontato molti aneddoti e da perfetto conoscitore del luogo ha condiviso con noi la sua esperienza di studente ma anche di appassionato di storia del collegio: essendo poi proprio laureato in storia ci ha fornito spiegazioni chiare e sempre molto coinvolgenti, tanto di cappello! Credo che sia davvero fondamentale poter seguire una guida esperta che racconti in maniera fluida ed entusiasmante le vicende che hanno da sempre caratterizzato un luogo, soprattutto se così importante come il Collegio Ghislieri.

Il giardino con il barcé

Il giardino con il barcé

Quando visito i luoghi universitari e del sapere mi pervade sempre una sorta di malinconia: forse il rimpianto di non aver potuto proseguire gli studi con un Dottorato di Ricerca e una voglia mai del tutto sopita di continuare a studiare, di laurearmi ancora e di ampliare sempre di più le mie conoscenze. Probabilmente non colmerò mai queste mie “lacune”, ma mai dire mai!

La biblioteca del Collegio Ghislieri

La biblioteca del Collegio Ghislieri

Tra tutti i luoghi quelli che mi hanno più colpito sono senza dubbio la sacrestia e il Rettorato: la prima ospita dei magnifici dipinti raffiguranti il “torchio mistico”, ovvero un torchio formato dalla Croce che ha provocato le ferite di Cristo, un ciclo ammirevole per fattura e rarità ancora oggi realizzata da un pittore misterioso prima del 1612 da poco restaurato (davvero una fortuna immensa poterli ammirare in questa nuova veste), mentre il secondo è stato decorato in maniera eccelsa nei primi anni dell’Ottocento e ospita dipinti e opere d’arte dedicati a illustri personaggi del Ghislieri.

Un gioiello davvero brillante quello del Collegio Ghislieri che ancora oggi illumina il cammino di migliaia di studenti e permette loro di apprendere cultura, sapienza ma anche tanto amore verso questa istituzione e verso la mia città, Pavia.

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Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    14 Agosto 2024

    Un edificio austero ma al contempo molto accogliente. Ne ho amato in maniera particolare la sacrestia. Le pitture dai toni caldi esaltano i mobili in legno scuro creando un bellissimo effetto visivo, anche se restringono non poco la stanza. Hai avuto un grande onore nel poter visitare questo collegio così accuratamente.

    rispondi
      • Lisa Trevaligie Travelblog
        2 Ottobre 2024

        Fai bene ad andare fino in fondo alle tue passioni. Hai un portfolio davvero pazzesco riguardo questo genere di monumenti ed edifici storici. Collezioni e fai conoscere il bello dell’Italia.

        rispondi
  • Alessandra Cortese
    14 Settembre 2024

    Anche a me piace andare alla scoperta di luoghi meno conosciuti del territorio in cui vivo. Questo collegio è davvero splendido e penso che la guida che vi ha accompagnati abbia arricchito ulteriormente la vostra esperienza!

    rispondi
  • 22 Gennaio 2025

    Che bellezza vedere raccontato con tanta passione un luogo così iconico come il Collegio Ghislieri! Pavia ha un fascino discreto che sa conquistare, e articoli come questo riescono a mettere in luce dettagli e storie che spesso sfuggono anche ai residenti. È davvero ammirevole il tuo impegno nel valorizzare il turismo di prossimità: ci ricorda quanto sia importante scoprire e riscoprire la bellezza di casa nostra, perché spesso i tesori più preziosi sono proprio sotto i nostri occhi. Ancora complimenti per il lavoro che fai!

    rispondi

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