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Diario di viaggio: dalla Toscana ai Castelli Romani – Giorno 2

Dopo aver visitato Lucca, città meravigliosa dal gusto antico e sempre pronta ad accoglierci con calorosità, si parte alla volta del Lazio e, precisamente, verso Bagnoregio e Civita di Bagnoregio, comune immerso nella Tuscia viterbese.

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Dopo un viaggio di circa 3 ore da Lucca giungiamo presso il nostro alloggio a Bagnoregio, nel cuore del centro storico: si tratta di un piccolo e grazioso B&B denominato “La Loggetta” e aperto da poco. La nostra stanza, contenuta ma accogliente, ci ha permesso di riposarci e di goderci della frescura di questo luogo.

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La nostra camera

Dopo aver scaricato i bagagli e con lo stomaco che iniziava a brontolare ci siamo diretti verso la parte bassa della città e ci siamo fermati presso la Bisteccheria Ponziani per gustare un ottimo pranzo: io ho scelto una gustosa tagliata al rosmarino con patata alle erbe e finocchietto selvatico mentre Gabriele si è lanciato in un succulento hamburger. La carne è di prima scelta essendo questo locale nato come costola della macelleria di famiglia e a chilometro 0. Cosa c’è di meglio per inaugurare il nostro viaggio nella Tuscia viterbese?

Sazi e felici di aver mangiato bene e speso il giusto decidiamo di procedere a piedi verso il centro della città per poi far visita alla vera attrazione di questo luogo: Civita di Bagnoregio. Con nostra somma felicità notiamo che il turismo si sta lentamente riprendendo: sentiamo persone con accenti diversi parlare tra le vie del centro e anche qualche straniero non manca, in particolare tedeschi e francesi. Questa è una vera boccata di ossigeno per l’economia italiana e di questi luoghi che tanto sanno offrire nonostante il duro colpo della pandemia di COVID-19. Rallegrati dal sapere che anche il turismo è, pian piano, in ripartenza, ci perdiamo tra i vicoli di Bagnoregio, tra la calma e la tranquillità più vere.

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Con la canicola che inizia a farsi sentire raggiungiamo il belvedere da dove si gode di una vista spettacolare su Civita di Bagnoregio, la “città che muore“, così definita dallo scrittore Bonaventura Tecchi, che ivi trascorse la sua giovinezza. Civita di Bagnoregio fa parte (e come non poteva) del circuito de “I Borghi più belli d’Italia“.

La Tuscia viterbese è forse uno dei luoghi del Lazio più ricchi di luoghi storici e naturalistici: oltre a Civita di Bagnoregio non perdetevi Bolsena, Orte, Viterbo e tanto altro ancora!

Su Civita di Bagnoregio si è scritto e detto di tutto tanto da rendere questo luogo come un’icona del turismo laziale e meta del turismo di massa. Anche qui l’impatto della pandemia si è fatto sentire e infatti il numero di turisti era assai inferiore alla media tanto da consentirci di goderci a pieno e con tranquillità questo luogo.

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Civita di Bagnoregio dal Belvedere

Civita di Bagnoregio è un piccolo, piccolissimo borgo abitato da sole 11 anime incastonato nella valle dei calanchi tra il Lago di Bolsena e la valle del Tevere. La città risente particolarmente della sua ubicazione e delle caratteristiche della zona: la morfologia del territorio è infatti determinata da erosioni e frane che interessano le due formazioni, una argillosa di origine marina e l’altra tufacea e lavica.

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La forte erosione sta determinando letteralmente la scomparsa di questo luogo ed è per questo che Civita è stata soprannominata dallo scrittore “la città che muore”. L’azione degli agenti atmosferici è ben visibile se si osserva lo sperone tufaceo su cui sorge Civita: è come un grande biscotto che viene morso ai lati lentamente ma inesorabilmente fino a che, un giorno, non si arriverà al centro e la sorte del borgo sarà segnata. Ma non voglio essere catastrofista, questo accadrà fra parecchi anni ed è molto probabile che né io né voi miei lettori assisteremo mai alla scomparsa di Civita. In ogni caso di geologi tengono sotto controllo lo stato di Civita pubblicando il Bollettino Geologico di Teverina periodicamente (e consultabile da tutti).

La posizione isolata di Civita permette al visitatore di raggiungerla solamente a piedi e tramite un ponte pedonale in cemento armato che collega Bagnoregio proprio al centro del borgo. Il ponte è raggiungibile dal belvedere tramite una scalinata che vi condurrà in via Bonaventura Tecchi. Prima del belvedere si trova il parcheggio per le auto: vi consiglio di parcheggiare qui per raggiungere Civita a piedi in quanto non ci sono altri posteggi in zona. Civita può essere raggiunta anche da una navetta (a detta del sito) ma noi non l’abbiamo vista, forse dopo la pandemia non era stata ancora riattivata.

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Giunti all’ingresso del ponte si deve acquistare il biglietto prima di percorrerlo: sono 5 euro a testa. Questa cosa mi lascia un po’ dubbiosa perchè trovo un po’ assurdo che per entrare in un luogo pubblico bisogna pagare un biglietto: non si tratta di un museo ma di un comune quindi non capisco questa politica. Spero solo che i soldi del biglietto vengano reinvestiti per la manutenzione della città!

Un territorio profondamente segnato dalle geologia dello stesso che influisce su tutto: dalle abitazioni alla storia di questi luoghi. A Civita prevale la forza degli elementi naturali che, mano a mano, modellano e dipingono nuove e curiose forme.

Dopo il pagamento di questo obolo ci dirigiamo verso Civita percorrendo il ponte: attenzione, l’ultimo tratto ha una pendenza del 26% e non è facile percorrerlo soprattutto sotto la calura estiva. Consiglio a tutti coloro che hanno difficoltà motorie di prendersi i propri tempi e di visitare Civita in momenti della giornata più freschi o in stagioni più adatte come in primavera e in autunno.

Dopo aver percorso il ponte sotto il caldo dei 33 gradi estivi di luglio e aver pensato che questa era sicuramente il più grande azzardo di questa vacanza (ma ci ricrederemo) alla fine siamo giunti ansimanti all’ingresso di Civita dove, per nostra fortuna, ci aspettava una galleria fresca e ombreggiata dove poter tirare il fiato, proprio sotto Porta Santa Maria. Se avete paura di mangiare altro sole oltre a quello che vi siete sorbiti lungo il tragitto statle tranquilli: l’arcata d’ingresso vi consentirà di ristorarvi!

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Giunti a Civita vi consiglio di visitarla con calma per godervela a pieno: il borgo è molto piccolo ed è impossibile perdersi tra le sue strette viuzze. La visita è di circa 1 ora – 1 ora e mezza. Purtroppo molte strutture al nostro arrivo erano ancora chiuse come la Cattedrale di San Donato ma ciò che più mi ha lasciato indispettita è sicuramente la chiusura del Museo Geologico e delle Frane: doveva essere aperto dal martedì alla domenica e invece il cartello diceva che sarebbe stato aperto solo nel weekend. Ora, io capisco i problemi legati al COVID-19 ma se devo pagare anche 5 euro per entrare in città mi aspetto che questi soldi vengano reinvestiti anche per la dinfezione e la manutenzione del museo che, data la sua importanza, dovrebbe essere sempre aperto con ingressi contigentati. Invece? Nulla. Ecco, questo mi ha fatto anche un pochino arrabbiare perchè ci tenevo molto a visitarlo e sul sito non si trova nulla riguardo agli orari ridotti. Su questo ci si deve senza dubbio lavorare.

Per quanto riguarda il piccolo borg l’atmosfera che si respira è sicuramente medioevale-rinascimentale e questo traspare dalle case e dalle varie costruzioni. Civita si presta bene come set cinematografico o come luogo di rievocazione: per quanto riguarda i set sono numerosi i prodotti girati a Civita tra cui I due colonnelli (1962), regia di Steno, lo sceneggiato televisivo Pinocchio di Alberto Sironi e Questione di karma (2017), regia di Edoardo Falcone. A Civita sono state girate le riprese iniziali dello sceneggiato Terra nostra 2, trasmessa in Italia nel 2002 (io personalmente ho guardato solo la prima serie che riguardo anche volentieri.. Lo so, lo so, è una telenovela ma è l’unica che mi concedo!). Inoltre Civita di Bagnoregio è stato luogo di ispirazione per il grande Maestro Haiyao Miyazaki per la realizzazione del celebre film Laputa, il castello nel cielo. Insomma, un luogo così come non può essere d’ispirazione?

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Per quanto riguarda invece le rievocazioni e gli eventi durante il periodo natalizio si tiene il presepe vivente e la prima domenica di giugno e la seconda di settembre viene allestito nella piazza principale il secolare Palio della Tonna (“tonda” nel dialetto locale), in cui le contrade di Civita si sfidano a dorso di un asino, sostenuti dal tifo degli abitanti.

Dopo aver passeggiato tra le viottole di Civita posso ben dire che questa non è “la città che muore” ma “la città dei gatti”: tra le viuzze non è infatti difficile scorgere i veri padroni del luogo, i felini. Che siano tigrati, grigi o rossicci una cosa è certa: sono tutti ben nutriti e coccolati dagli abitanti e non solo… Alcuni si lasciano infatti accarezzare mentre altri sono più schivi e vi scruteranno con superiorità ma anche con curiosità. La loro presenza è sicuramente un punto in più a favore di questa cittadina (almeno per me).

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Uno dei tanti micetti di Civita

Dopo circa un’ora e mezza e scattate le ultime fotografie decidiamo di ristorarci con un gelato e di concederci una pausa per acquistare qualche souvenir: vi consiglio di puntare sull’artigianato locale e non sulla paccottiglia preconfezionata, non ve ne pentirete! In particolare, troverete delle splendide calamite e dei piatti decorati all’interno dei piccoli negozi. Non dimenticate di comprare anche il finocchietto selvatico ridotto in scagliette: come spezia è ottima sulle verdure!

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Dal Belvedere di Civita

Con la luce che inizia a calare e con la stanchezza che avanzava inesorabilmente, decidiamo di lasciare Civita tornando sul Belvedere, per immortalarla con una luce appunto diversa. Notiamo come molti turisti in realtà non siano intenzionati a visitare Civita ma anzi si accontentano di scattarsi un selfie al Belvedere per dire che “ci sono stati” – mah, contenti loro! Io intanto non perdo l’occasione di ficcare il naso nella piccola bottega artigiana “Il Melograno Bianco” proprio situata sul Belvedere… E faccio bene! Qui incontro Sara e con lei scopro la sua arte, delicata e particolare: mi faccio conquistare e acquisto anche io una bella piastrella di ceramica con scritto “attenti al gatto, è ladro di coccole!” da appendere in casa. Sara mi consente anche di fotografare il suo laboratorio e alcune delle creazioni: se volete investire sull’artigianato locale e acquistare qualcosa di unico dovete assolutamente fermarvi qui, al Melograno Bianco!

Ringraziata Sara ci dirigiamo verso il nostro B&B per una doccia ristoratrice. In serata ci dirigiamo verso Lubriano per ammirare Civita da un’altra prospettiva e per cenare presso il Ristorante Il Frantoio: purtroppo non abbiamo mangiato molto bene, i tempi di attesa sono stati esagerati (nonostante fossimo in 6 in un locale che poteva ospitare almeno 50 persone), e il servizio ha lasciato molto a desiderare. La location in compenso è davvero suggestiva perchè il ristorante è ricavato in un vero frantoio. Pazienza, non sempre può andare bene!

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Civita di Bagnoregio al tramonto da Lubriano

Dopo aver passeggiato tra i vicoli di Lubriano ce ne torniamo a Bagnoregio e chiudiamo i nostri occhi tutti febbricitanti per l’arrivo, l’indomani, ai Castelli Romani!

Consigli DV

Per godervi uno splendido soggiorno: oltre che la stupenda Civita vi consiglio di visitare anche Bagnoregio, piccola e caratteristica cittadina dall’animo storico e placido. Se visitate Civita in periodo estivo vi consiglio di fare scorta di acqua prima di mettervi in marcia verso la piccola cittadina: il caldo potrebbe rovinare la vostra esprienza di visita. Non esitate a cercare l’artigianato locale e i prodotti tipici ma state attenti che tutto provenga da questo territorio e non da chissà dove, chiedete dunque sempre conferma della provenienza di ciò che acquistate. Vi consiglio di alloggiare a Bagnoregio o nei dintorni in modo da potervi spostare facilmente a piedi verso Civita.

Per leggere altri articoli sul Lazio cliccate qui.

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Commenti

  • 17 Luglio 2020

    Quasi quasi mi vergogno; ho la sensazione di essere l’unica a non aver ancora visitato Civita di Bagnoregio; devo urgentemente provvedere a colmare questa lacuna!

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  • fassirelli
    19 Luglio 2020

    Sai che io non ricordo di aver pagato l’ingresso? O è una cosa recente o me ne sono dimenticata. Però immagino lì utilizzino per le opere volte a salvaguardare il borgo il più a lungo possibile. Riguardo alle chiusure anch’io in giro sto trovando tante cose chiuse senza che sia segnalato da nessuna parte. È un peccato…

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  • 20 Luglio 2020

    Mi sto salvando tutti i tuoi articoli perchè sto organizzando un viaggio simile. Sempre graditi i consigli su dove mangiare, perchè provare la tradizione culinaria di un posto è davvero importante specialmente quando si tratta di prodotti a KM 0. Riguardo Civita di Bagnoreggio sono molto indecisa: da un lato vorrei vederla, dall’altro ho paura sia troppo affollata e sia diventata un po’ un parco giochi.
    In ogni caso complimenti per le tue bellissime foto!

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  • 20 Luglio 2020

    Molto interessante questo itinerario, sono luoghi che vorrei visitare anche io! Pensavo di fare un piccolo tour in agosto, ma ho paura che siano troppe persone in giro.. Nel caso, ho anche qualche giorno in ottobre, che forse è un periodo più adatto. Mi segno i tuoi consigli, e sogno con i tuoi scatti di Civita di Bagnoregio: da sempre desidero vederla di persona!

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