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Diario di viaggio: dalla Toscana ai Castelli Romani – Giorno 3

Siamo giunti al fulcro di questo diario di viaggio, al cuore di questa esperienza indimenticabile: in questo giorno giungiamo ai Castelli Romani, un simbolo per me e per Gabriele di ottima tradizione enogastronomica, paesaggi mozzafiato e ospitalità DOC. Lasciata Civita di Bagnoregio abbiamo imboccato l’autostrada verso Roma e i Castelli Romani: inizia l’avventura!

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La prima tappa del nostro tour dei Castelli Romani è il B&B La Casa di Lilì a Grottaferrata: qui ci accoglie la proprietaria che con gentilezza ci consente di fare il check-in in anticipo rispetto al previsto (siamo arrivati prima, stranamente non abbiamo trovato traffico).

Preso possesso della nostra bellissima stanza, con una terrazza invidiabile da cui si vede anche Roma nelle giornate libere da foschia, scarichiamo i bagagli e attendiamo l’arrivo dell’organizzatore e dell’anima di questo viaggio: Valerio Ciaccia del Consorzio Visit Castelli Romani. Questa associazione di promozione turistica si occupa della valorizzazione del territorio e dei 15 Comuni facenti parte del Parco Regionale dei Castelli Romani (15 su 17 in quanto Colonna e Ciampino non fanno parte del Parco per la loro vicinanza a Roma): con una superficie di circa 15.000 ettari, il Parco racchiude comuni ricchi di storia, cultura e luoghi naturalistici degni di nota facenti parte del Complesso del Vulcano Laziale (che approfondirò nei prossimi articoli). Valerio, mastro e ideatore del nostro tour, ci ragggiunge presso il nostro B&B e ci illustra il programma del nostro tour che qui vi riassumo:

Primo giorno - 3 luglioSecondo giorno - 4 luglioTerzo giorno - 5 luglioQuarto giorno - 6 luglioQuinto giorno - 7 luglioSesto giorno - 8 luglioSettimo giorno - 9 luglio
Mattina: arrivo a Grottaferrata – Pomeriggio: visita a Frascati e Rocca di Papa
Mattina: visita a Palazzo Apostolico e Giardini del Palazzo a Castel Gandolfo – Pomeriggio: visita ai Sotterranei di Marino
Mattina: visita di Palazzo Chigi e Locanda Martorelli ad Ariccia – Pomeriggio: giro in barca sul Lago di Albano
Mattina: visita alle Ville Tuscolane di Frascati – Pomeriggio: tour in e-MTBike sul Tuscolo
Mattina: visita guidata all’Abbazia di San Nilo di Grottaferrata – spostamento a Nemi – visita del tempio di Diana Nemorense – visita di Nemi
Mattina: visita guidata di Albano Laziale – Pomeriggio: visita guidata alla “Tognazza” – Visita guidata di Velletri
Mattina: trekking tra i due laghi – Pomeriggio: esperienza di avvicinamento ai cavalli presso Buttero contemporaneo

Un programma ricco di attività interessanti e di visite a luoghi straordinari anche poco conosciuti ma mai banali.

I Castelli Romani sono davvero “inzuppati” di storia, cultura, percorsi naturalistici e scorci meravigliosi, tutti accomunati da una bellezza unica e da una ospitalità senza pari: lo sapevano bene i viaggiatori del Nord Europa del “Grand Tour” che conoscevano queste zone e qui venivano per riscoprire il fascino dell’antichità.

I Castelli hanno anche un vero e proprio “inno” chiamato “Na gita a li Castelli” interpretato negli anni da vari artisti: qui vi propongo la versione di Lando Fiorini.

Dopo aver parlato con Valerio di Donna Vagabonda, del blogging e della valorizzazione del territorio (temi a me molto cari, come ben sapete) ci congediamo da lui per spostarci a Frascati per il pranzo: lì infatti ci stava aspettando un oste assai furi dagli schemi, Remigio dell’Osteria dell’Olmo. Nonostante fossimo giunti oltre l’orario di chiusura Remigio e la sua famiglia ci stavano aspettando per farci gustare la sua autentica porchetta, una prelibatezza tipica di Ariccia e non solo! Con la sua spontaneità e la sua accoglienza, Remigio ci ha fatto sentire coccolati e ci ha viziato un po’ (effettivamente la sua porchetta è stata la migliore di tutte quelle assaggiate ai Castelli, quindi ci ha proprio viziato!). Mentre ci gustavamo un lauto pranzo a base di panino e pizza bianca con la porchetta, Remigio ci raccontava la sua visione di ristorazione: all’Osteria dell’Olmo non esistono clienti ma solo “ospiti” che devono ritrovare i sapori di una volta e l’accoglienza che meritano, come quando si va a mangiare dalle amate nonne.

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E credetemi, è davvero così. La sua osteria è particolare e si rifà al concetto autentico delle prime fraschette: la fraschetta, il locale tipico dei Castelli Romani, nasce in modo molto semplice dall’esigenza di un vignaiolo che vendeva il vino e che voleva abbinare qualcosa da spizzicare ad un buon bicchiere di vino locale. Da qui il mitico vignaiolo ha avuto l’idea brillante di chiedere ad una signora che abitava sopra alla sua bottega di “portare giù” qualche pietanza, fatta in casa e sul momento: è così che nasce la fraschetta e che oggi si è evoluta e distinta come un vero e proprio luogo dove la ristorazione è sacra. All’Osteria dell’Olmo è, in sostanza, ancora così: grazie al “Fagotto”, si ordina presso il bancone di macelleria di Remigio ciò che si vuole mangiare (porchetta, mortadella, salame di pecora, fegato d’oca e molto altro ancora) e ci si abbina la pizza bianca romana o il pane. Il tutto viene servito in una pentola, come l’antica pentola che la signora aveva portato al vignaiolo. Con un buon bicchiere di bianco prodotto dallo stesso Remigio, non potrete che trovare l’autenticità e la genuinità dell’ospitalità leggendaria dei Castelli Romani.

Credetemi, la porchetta era leggendaria.

LEGGENDARIA.

E niente, mentre scrivo mi torna in bocca il suo sapore, così speziato e deciso.

Che dire poi del fegato d’oca e del salame di pecora? Mamma mia cari lettori, vi giuro che sto rivivendo tutti quei gusti sulla mia lingua in questo istante, mentre sto scrivendo queste mie parole.

ARGH! PERCHE’ NON ABITO A FRASCATI?

Beh, sappiate che l’Osteria dell’Olmo sarà uno dei motivi per cui tornerò a visitare questi luoghi.

Sazi e davvero contenti di aver potuto “assaggiare” i Castelli Romani, decidiamo di scattare qualche fotografia a Frascati, città dalla storia assolutamente non trascurabile: abitata fin dai tempi antichi (con ritrovamenti archeologici che risalgono all’epoca romana, in particolare alla villa patrizia di Lucullo (117 a.C. – 57 a.C.) e poi alla dinastia imperiale dei Flavi (69 d.C. – 96 d.C.)) fu un centro di particolare interesse durante l’Età moderna: a partire dalla seconda metà del XVI secolo alcuni importanti esponenti della Camera Apostolica (e non solo) vi fecero erigere le loro lussuose residenze, molte delle quali ancora oggi si possono visitare. La visita alle ville è una delle attività che Valerio ci ha proposto e a cui parteciperemo volentieri fra qualche giorno: purtroppo però, vuoi a causa del COVID-19 che per altri motivi, non potremo visitarle al loro interno ma solo all’esterno. Come dico sempre, un motivo in più per tornare!

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Dei luoghi storici di Frascati è sopravvissuto ben poco a causa dei bombardamenti che gli Alleati scatenarono durante il Secondo Conflitto Mondiale: in particolare Frascati fu presa di mira in quanto quartier generale di Albert Kesselring dai bombardamenti alleati e purtroppo molte persone persero la vita a causa di questi e molti edifici furono distrutti. Nonostante la distruzione Frascati è tornata a splendere di luce propria ed è diventata un punto di riferimento storico ed enogastronomico soprattutto per i Castelli e per Roma stessa.

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Il Vulcano Laziale (Latium Volcano), detto anche Vulcano Albano, è la struttura geologica dei Colli Albani, l’attuale paesaggio del territorio dei Castelli Romani.

Attualmente questa area vulcanica mantiene una discreta attività costituita prevalentemente da emissioni gassose (anche altamente tossiche), deformazioni nel terreno e frequenti deboli scosse sismiche (raramente potenti e distruttive, come negli anni 1438, 1806, 1829, 1899, 1927), tanto da essere classificato come vulcano quiescente.

Dopo aver immortalato i vicoli silenziosi di Frascati nella calura del primo pomeriggio decidiamo di dirigerci a Rocca di Papa, uno dei comuni più grandi per estensione dei Castelli Romani: la sua particolarità risiede nell’essere arroccato alle pendici del Monte Cavo e di trovarsi in un’area soggetta anticamente all’attività vulcanica del Vulcano Laziale. Per questo motivo la città oggi è adagiata su un territorio formato da lapilli, scorielle, areniti pirosseniche e residui lavici (con la presenza della pietra sperone, da cui si ricavò la facciata del Duomo di Frascati e altri monumenti presenti all’interno del Parco dei Castelli Romani). Una precisazione geologica era doverosa da naturalista in quanto l’area del Parco dei Castelli Romani è ancora oggi interessata da fenomeni riconducibili all’attività del Vulcano Laziale.

Rocca di Papa è una meta turistica fin dal ‘700 quando i primi viaggiatori del “Grand Tour” la elessero come tappa obbligatoria durante la discesa lungo in Centro Italia: oltre alla sottoscritta qui sono passati letterati, pittori, politici e altre personalità illustri (lo so, mi sto pavoneggiando ma ora ritorno sulla Terra). George Sand vi trascorse un periodo durante il 1855. Anche Hans Christian Andersen soggiornò a Rocca di Papa nel 1833, e visitando la Macchia della Fajola prese l’ispirazione per le sue favole. Ancora, Stendhal descrisse il Monte Cavo nel racconto La Badessa di Castro (1839). Un luogo di cultura antica e moderna e che ancora oggi merita una visita!

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Rocca di Papa dal parco di Viale Battisti

Come Frascati, Rocca di Papa fa parte della Comunità montana Castelli Romani e Prenestini e i suoi vicoli oggi sono abbelliti da dipinti murali (“murales”) che costituiscono un vero e proprio percorso ideato dal pittore locale Miro Fondi che dagni anni ’80 iniziò a decorare i muri delle antiche case medioevali. Questa tradizione fu portata avanti da altri artisti locali e ogni anno nuovi murales si aggiungono nei colorati vicoli di Rocca di Papa.

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Lasciata l’auto presso il parcheggio di Viale Battisti ci siamo pian piano inerpicati verso il centro storico: volutamente abbiamo lasciato qui l’auto per goderci l’esperienza della salita. Lo so, penserete che siamo matti, ma cosa avremmo da raccontare se tutto ci fosse stato fornito su di un piatto d’argento? E poi queste esperienze rimangono vive nella memoria e possono essere scritte sul blog di Donna Vagabonda: meglio di così! Capisco però che la salita non è adatta a tutti, soprattutto durante la canicola di luglio quindi, se volete essere più comodi, potete parcheggiare presso il parcheggio interrato “Valeriano Gatta” di Via San Sebastiano 22, dalla cui terrazza godrete di un bel panorama sui Castelli e su Roma.

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Panorama da Rocca di Papa

Le viottole strette vi faranno innamorare di questo luogo: i panni lavati e stesi, le anziane del paese che si scambiano opinioni in antico dialetto, il profumo della romanità che trasuda da ogni mattone in peperino ma anche il silenzio e il suono delle cicale che friniscono quasi in modo compulsivo.

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Rocca di Papa è per chi ama la tranquillità ma anche la storia e la cultura: purtroppo il Museo Geofisico era ancora chiuso ma ci auguriamo che presto possa riaprire le porte per farvi conoscere l’importante storia del Vulcano Laziale e non solo!

Vi lascio qui l’opinione di Gabriele su Rocca di Papa:

virgoletteRocca di Papa va vissuta a piedi per respirare la sua autentica atmosfera. Ho trovato particolarmente interessante la presenza di murales in questo luogo: essi accompagnano il visitatore in una sorta di caccia al tesoro alla scoperta di altri murales nascosti ma sempre molto suggestivi

Dopo un tour di circa un’ora e mezza decidiamo di scattare le ultime foto tra i vicoli e ai murales e di tornare al nostro B&B per rinfrescarci: non ci eravamo fermati un attimo dalla nostra partenza da Bagnoregio e avevamo bisogno di una bella doccia fresca.

Per cena ci attendeva ancora Remigio, pronto a farci assaggiare le sue specialità: salame di pecora, mortadella di Modena, fegato d’oca, porchetta di Genzano, tutto ciò che offre la casa in quel momento: del resto Remigio lo ha segnalato più volte, tutto ciò che offre è a discrezione di ciò che viene trovato nelle macellerie locali o prodotto dalla aziende agricole in quel momento. Una sorta di “pescato del giorno” ma qui si parla di “macellato del giorno”… Insomma, non si poteva concludere meglio il primo giorno ai Castelli Romani!

Consigli DV

Prima di partire: se volete organizzare una gita o un viaggio presso i Castelli Romani vi consiglio di consultare, come ho fatto io, il portale Visit Castelli Romani per scegliere con cura i Castelli da vedere: tutti hanno una loro storia e monumenti artistici e storici e visitarli sarà un piacere per la vista e per il palato!

Da tenere a mente: il mezzo di trasporto più comodo da utilizzare per visitare i Castelli Romani è senza dubbio l’automobile. Attenzione ad alcuni incroci: il navigatore spesso vi porterà ad eseguire brusche sterzate a causa della posizione di alcune strade, in qualche giorno vi ci abituerete.

Esiste una rete di bus gestiti dalla COTRAL con Ciampino, Velletri (fermate Marino, Albano Laziale, Ariccia, Genzano di Roma-Nemi, Lanuvio, Lariano), Rocca Priora (fermate a Frascati-Colonna, Monte Porzio Catone, Montecompatri) Rocca di Papa (fermata a Grottaferrata). I Castelli sono inoltre visitabili anche a piedi data la breve distanza tra i vari paesi (alcuni sono proprio conseguenti).

Vi consiglio di non fermarvi solo in città ma di scoprire anche il Parco Regionale dei Castelli Romani grazie ai numerosi sentieri che si districano tra i boschi di leccio e i due laghi di Albano e di Nemi.

Se siete curiosi di approfondire il significato del termine “Castelli Romani” vi consiglio la visione di questo video

Per leggere altri articoli sui Castelli e sul Lazio cliccate qui.

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Commenti

  • usalavaligia
    20 Luglio 2020

    Bellissimo questo diario di viaggio, ricco di informazioni utili e di emozioni. Come sempre è stato un po’ come esser lì con te e mi hai fatto aumentare la voglia di visitare quelle zone. Grazie

    Rispondi
  • 20 Luglio 2020

    Questo genere di viaggio sicuramente piace anche a me, per di più sono zone in cui non siamo mai stati. Vi sto seguendo curiosa

    Rispondi
  • Lisa Trevaligie Travelblog
    24 Luglio 2020

    Territori dal grande valore storico e culturale, essenza della regione. Girare per fraschette è il modo migliore per assaporare sapori e profumi tipici dei Castelli. Un viaggetto da fare almeno una volta nella vita.

    Rispondi
  • Giovy Malfiori
    25 Luglio 2020

    Sto giusto per partire per qualche giorno da quelle parti e il tuo diario di viaggio mi sarà sicuramente d’aiuto!

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