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Diario di viaggio: dalla Toscana ai Castelli Romani – Giorno 1

Era da fine febbraio che io e Gabriele non partivamo con la mitica Puffa all’insegna di un bel viaggio on the road: l’ultima volta è stata la volte Emilia Romagna, San Marino e Marche e poi tutto cambiò a causa del maledetto COVID-19 che spazzò via i nostri programmi. Dopo aver cambiato idea almeno 3 volte sul viaggio da fare e aver scartato (per ora) l’ipotesi dell’estero, alla fine abbiamo deciso di scendere verso il Centro Italia e di partire alla volta della Toscana e del Lazio per visitare, come meta del nostro viaggio, i mitici Castelli Romani. Dopo un’attenta pianificazione e la scelta degli alloggi e di ciò che volevamo vedere (grazie sempre all’immenso aiuto di Valerio per quanto concerne l’itinerario dei Castelli Romani e grazie ai consigli dall’amica Pamela (@Sakurapamela su Instagram) e di Arianna Mortellaro del blog DrittoXDritto) il giorno 1 luglio 2020 di buona leva io e Gab siamo partiti verso una città che entrambi abbiamo visitato più volte ma mai con l’attenzione che meritava.

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Lucca per noi vuol dire una cosa: Comics. Sono infatti anni che ci rechiamo in occasione di questo evento proprio nella splendida città toscana ed è a causa del Comics che però non l’abbiamo vista davvero come si conveniva. Situata a circà metà del nostro percorso, la città si prestava molto bene ad essere scelta come prima meta di questo on the road: e così è stato.

A Lucca abbiamo alloggiato presso il B&B La Bella Addormentata e il Principe Calaf, situato a poca distanza a piedi dalla Porta Santa Maria. Lasciata l’automobile e rinfrescati dopo le 3 ore e mezza di viaggio ci siamo subito fiondati verso il centro per assaporarci questa splendida città senza la calca confusionaria del Lucca Comics.

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La nostra stanza

Le mura sono lì, silenziose eppure accoglienti, come sempre. Durante il festival del fumetto sono brulicanti di cosplayers, fotografi, curiosi e appassionati mentre in questa occasione sono calme, tranquille, quasi non paiono loro! Dopo averle ammirate e passate ci siamo diretti verso Piazza Anfiteatro, all’interno del cuore di Lucca, pronti ad assaporare un buon pranzo tipico, ovviamente presso la nostra “tappa consueta”: la Pizzicheria La Grotta.

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E’ infatti nostra abitudine venire a mangiare presso questo locale almeno una volta durante il Lucca Comics e, si sa, le tradizioni sono dure a morire! Seduti davanti ad un ricco tagliere misto, ad una panzanella con porzione oserei dire esagerata e con Gabriele che come sempre non dice di no ad una gustosa pizza con la burrata, osserviamo la placida piazza silenziosa ma accogliente: questa è tra le piazze più suggestive della Toscana, costruita dove nel I-II secolo venne edificato l’antico anfiteatro romano. Utilizzata come deposito, polveriera e perfino come carcere, la sua sorte cambiò radicalmente quando l’architetto lucchese Lorenzo Nottolini nel 1830 liberò lo spazio centrale dell’arena dalle costruzioni che nei secoli vi erano state edificate e creò la Via dell’Anfiteatro. Oggi la piazza splende di luce propria e ospita ristoranti e locali tipici oltre che qualche negozio di souvenir. L’accesso alla piazza avviene tramite quattro immense porte che, in linea, conducono al centro della piazza stessa, delimitato da una piccola croce incisa sulla pavimentazione.

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Sazi e un po’ rotolanti per il pranzo, decidiamo di dirigerci verso le mura e l’orto botanico: da buona naturalista non posso farmelo scappare anche se già lo conosco bene dato che l’ho visitato due volte (sempre in occasione del Lucca Comics per scattare alcune fotografie). Gabriele decide invece di godersi le mura quindi io visito l’Orto in solitaria, godendomi solo il canto degli uccelli che mi ha accompagnato per tutta la visita.

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Le placide mura di Lucca

Come per l’Orto Botanico di Pavia anche quello Comunale di Lucca fu creato su volere di una nobile donna: da una parte abbiamo l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria mentre per quello di Lucca la figura di riferimento fu Maria Luisa di Borbone-Spagna. Divenuta Duchessa regnante di Lucca, Maria Luisa fu una sovrana illuminata e favorì il fiorire delle scienze: grazie al suo volere nacquero l’Osservatorio astronomico, il Teatro anatomico, il Museo di Storia Naturale e, nel 1820, l’Orto Botanico.

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Primo direttore dell’Orto botanico fu, dal 1820 al 1833, Paolo Volpi, un illustre botanico e clinico. In seguito l’incarico fu assunto da Benedetto Puccinelli, importante ricercatore che studiò anche le felci e i funghi, facendo realizzare ad acquarello dal pittore Giuseppe Bertini diverse tavole dei macromiceti, oggi conservate nelle raccolte museali dell’Orto. Da ricordare come il cancello monumentale fu opera di una nostra “vecchia conoscenza”: sempre lui, il maestro Lorenzo Nottolini.

Lucca ha il potere di incantare ogni viaggiatore: dai suoi monumenti alla sua storia fino alle sue prelibatezze. Lucca è davvero una città magnifica, imprescindibile tappa per un tour della Toscana!

L’impianto dell’Orto non è mutato negli anni conservando un fascino davvero unico: la presenza di una “montagnola” sopraelevata e del laghetto gli conferiscono una bellezza davvero particolare. La maggior parte delle essenze arboree è quasi tutta concentrata all’interno dell'”arboreto”. Degne di nota sono sicuramente il cedro del Libano, possente e maestoso, la magnolia, l’olivo odoroso, la sequoia (sono tre le più imponenti).

Il cedro del Libano, piantato da Paolo Volpi nel 1822, presente nell’Orto con i suoi 6 metri di circonferenza, 22 metri di altezza ed una vasta chioma, deriva dal seme dell’esemplare allora presente all’Orto botanico di Pisa: è di sicuro l’albero più importante e la pianta simbolo dell’Orto. Proprio riferita a questo imponente albero è possibile tuttora leggere l’antica targa in ceramica:

«ABIES CEDRUS POIRET
MONTI DELLA SIRIA
INTRODOTTO IN EUROPA NEL 1683
PIANTATO NEL 1822 DAL PROF. PAOLO
VOLPI E CONTE BERNARDINO ORSETTI
DIRETTORE DEL PATRIO ATENEO
UNIVERSITARIO»

Non mancano poi le interessanti sezioni dell’Hortus Sanitatis con una ricca collezione di piante medicinali, la sezione delle piante spontanee e delle igrofile. E ancora le succulente, le Ericaceae e Theaceae. La banca del germoplasma inoltre si occupa della protezione e della diffusione delle specie vitivincole del Lucchese.

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Con un percorso corredato da cartelli informativi e adatti a tutti (anche alle carrozzine) ci si può godere una visita scoprendo fiori profumati e alberi maestosi, ben visibili anche dalle mura. Prossimamente scriverò un articolo solo per questo fantastico Orto che ogni anno mi accoglie per set fotografici unici e indimenticabili.

Curiosa e degna di nota è la leggenda che circonda il laghetto dell’Orto, tutta lucchese: secondo questa leggenda la stupenda Lucida Mansi, nobildonna, era viziata e amante degli eccessi e un giorno notò la comparsa di alcune rughe sul suo bel viso: la giovinezza stava cominciando a lasciar posto alla matura età. Disperata pianse a più non posso e questo pianto ininterrotto richiamò l’attenzione del diavolo che, sotto mentite spoglie trasformato in uno splendido ragazzo, si presentò dinanzi alla nobildonna promettendole trent’anni di giovinezza in cambio della sua anima. Lucinda accettò senza esitazioni e trascorse i seguenti anni tra piaceri e dissolutezza fino a quando il diavolo non tornò a riscuotere il suo credito: afferrò Lucinda e la trascinò sul suo carro infuocato, attraversò tutta la città e si inabissò nelle acque del laghetto dell’Orto. Si narra che tutt’oggi, nelle notti di luna piena, sia possibile notare riflesso nell’acqua il volto di Lucida che si guarda compiacente allo specchio.

Una leggenda senza dubbio suggestiva dove il diavolo ha la meglio sulla compostezza.

Ristoratami qualche istante all’ombra delle imponenti chiome e scattata qualche fotografia ho raggiunto Gabriele per immergerci nel centro di Lucca. Dalle mura siamo scesi fino alla mitica fontana, luogo di ritrovo di tutti i cosplayers durante il Lucca Comics: in questa occasione la fontana è così gremita che spesso si fa fatica a notare anche dalle mura! E dire che non è affatto piccola! Vederla senza la folla è senza dubbio un’esperienza particolare per noi. Non può mancare un selfie sbeffeggiatorio da inviare ai nostri amici cosplayers e steamers: “oh noi siamo alla fontana, ma voi dove cacchio siete?! C’è il mondo in giro!” – una bella risata non può mancare. Quante emozioni ci suscita questa Lucca!

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Ma Lucca è anche una città tutta da vivere: sono numerosi gli eventi che si svolgono durante l’anno tra cui l’incredibile Lucca Comics and Games, la seconda fiera più importante del settore al mondo!

Scesi dal Baluardo Santa Maria ci incamminiamo verso Piazza Napoleone per gustarci un buon gelato presso la gelateria “Il Pinguino” e poi raggiungiamo la Chiesa di San Michele in Foro, uno dei luoghi di culto più imponenti di Lucca che colpisce subito il suo visitatore per le sue dimensioni e per la facciata riccamente decorata: questa è infatti ornata con quattro ridini di logge e sormontata da una bella statua in marmo dell’arcangelo Michele.

Anche su questa facciata insiste una bella leggenda (Lucca è una città magica, non trovate?): si narra che in particolari condizioni di luce sia possibile scorgere uno scintillio verde proveniente dalla statua; esso sarebbe prodotto da uno smeraldo, incastonato in tempi antichi e mai ritrovato. Alcune fonti, perlopiù provenienti da anziani abitanti della città, confermano di aver visto questo mitico scintillio ma non è mai stato provato che uno smeraldo sia incastonato nell’opera.

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L’interno della Chiesa, a tre navate, non è ricco in decorazioni come l’esterno ma è piuttosto austero ma comunque molto affascinante.

Forse ciò che spicca di più di tutta questa imponente struttura è il colore bianco che brilla quando è colpito dalla luce del sole, donando alla Chiesa quasi un aspetto mitico.

La nostra visita ora si volge presso il Duomo: la Cattedrale di San Martino. Secondo la tradizione il Duomo fu fondato da San Frediano nel VI secolo e poi fu riedificato da Anselmo da Baggio, vescovo della città, nel 1060 ed infine rimaneggiato tra il XII e il XIV secolo. Forse meno vistoso e più raccolto della Chiesa di San Michele, ha comunque il suo fascino dato che si inserisce perfettamente tra Piazza San Martino e Piazza Antelminelli.

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Dopo aver tirato un po’ il fiato (il caldo si faceva sentire) decidiamo di salire sulla Torre Guinigi ma ahinoi questa era chiusa per lavori di ristrutturazione: che peccato! Un po’ amareggiati per questa scoperta decidiamo di fare rotta verso Palazzo Pfanner, uno dei luoghi più ambiti da fotografi e cosplayers per scattare fotografie suggestive e dal fascino storico.

La costruzione di Palazzo Pfanner risale al 1660: essa è stata finanziata dalla famiglia dei Moriconi, patrizi mercanti lucchesi. A causa però di problemi economici il palazzo venne venduto ad un’altra ricca famiglia, quella dei Controni, che lo ampliarono e fecero costruire la monumentale scala. È nella residenza che i Controni, nel 1692, ospitarono il principe Federico di Danimarca di passaggio a Lucca nel corso del suo Grand Tour, famoso per il “flirt” con la nobile Maria Maddalena Trenta.

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Il nome “Pfanner” lo incontriamo solo verso la metà dell’800, quando le vicende del palazzo si intersecano con questa famiglia di birrai austriaci e di origini bavaresi.

“A casa mia, in Egitto, dopo cena, recitato il rosario, mia madre ci parlava di questi posti. La mia infanzia ne fu tutta meravigliata.” Estratto da “Lucca” – Giuseppe Ungaretti.

Per me Lucca è speciale non solo per il Lucca Comics ma anche perchè durante il mio esame di Maturità ho scelto di svolgere la traccia sull’analisi del testo e proprio “Lucca” di Ungaretti fu la protagonista del mio tema.

Felix Pfanner, birraio nativo di Hörbranz, decise di acquistare progressivamente la struttura e qui aprì una birreria, una delle prime di tutta Italia. La birreria crebbe di fama e diventò un punto di incontro molto noto a Lucca fino a chiudere i battenti nel 1929. Il palazzo è tutt’ora di proprietà della famiglia che dal 1995 intraprese un’opera di ristrutturazione e abbellimento dello stesso. Palazzo Pfanner fu scelto come location per alcune scene del film “Ritratto di Signora” con Nicole Kidman e John Malkovich e per “Il Marchese del Grillo”. Il Palazzo ospita, all’interno delle sue stanze, una collezione di strumenti medico-chirurgici riferiti alla fine del 1800 di Pietro Pfanner, medico e sindaco di Lucca dal 1920 al 1922.

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Palazzo Pfanner dai suoi giardini

Oggi Palazzo Pfanner è visitabile e si offre ai visitatori come un luogo incantevole e di classe all’interno delle mura di Lucca. Entrati si respira un’aria solenne ed elegante e non si può fare a meno di pensare ai nobili che qui passeggiavano ammirando i meravigliosi giardini, vero punto di forza del castello. Anche io mi affaccio dallo scalone monumentale e sospiro immedesimandomi in qualche nobildonna ottocentesca, in attesa del suo grande amore (già perchè Gabriele non mi ha accompagnato in questa visita ma ha preferito fare due passi per godersi il fresco delle mura…).

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Scattata qualche fotografia agli interni mi dirigo verso il giardino suddiviso in quattro zone erbose, bordate da siepi di bosso e alloro. Al centro di esso c’è una bella fontana con una vasca ottagonale decorata con quattro statue allegoriche: Vulcano (fuoco), Mercurio (aria), Dionisio (terra) e Oceano (acqua). Vicino al palazzo sono ubicate invece le statue dell’allegoria delle quattro stagioni.

E’ stato piacevole ritrovare Palazzo Pfanner d’estate e ho potuto godermelo al meglio in un periodo in cui il turismo di massa non è ancora esploso nuovamente.

Sono ormai le 17 e 30 passate e decidiamo di rincasare per una doccia rigeneratrice prima di cena. La temperatura esterna inizia a scendere e diventa gradevole per una bella passeggiate serale: per cenare infatti scegliamo un trattoria che ci hanno consigliato, la Rusticanella 2 da Luca situata proprio in pieno centro storico.

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Dopo esserci letteralmente abbuffati con tagliatelle ai porcini e spaghetti al ragù bianco lucchese terminiamo il nostro primo giorno di viaggio con il sorriso e proiettati verso la nuova meta: Civita di Bagnoregio.

Per evitare alcuni grattacapi: Se visitate Lucca e giungete con l’automobile assicuratevi di scegliere un alloggio fuori dalle mura per evitare il problema del pass: alcune strutture lo forniscono ma altre invece no quindi sarete obbligati a pagarlo voi. Sono molte le alternative: B&B, appartamenti, case vacanze tutte vicine alle porte d’accesso al centro storico o alle mura della città.

Il mio alloggio: Il B&B La Bella Addormentata & Prince Calaf si è rivelato un ottimo B&B per quanto concerne la sua posizione (a 5 minuti a piedi da Porta Santa Maria) e la grandezza della camera da letto. Il parcheggio privato ci ha inoltre permesso di lasciare l’auto in una zona sicura e custodita. Buona la colazione, ricca di dolci e salati.

Commenti

  • 10 Luglio 2020

    Prima parte del viaggio già bellissima, anche a me Lucca è piaciuta molto, è un gioiellino ricco di arte e begli scorci. Leggerò con piacere la parte relativa alla zona dei Castelli romani, che invece non ho mai avuto occasione di visitare.

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  • 11 Luglio 2020

    Molto bello
    Questo itinerario, ti ho seguita. Lucca anche per me poco nota, vista di sfuggita ma bellissima!

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  • 13 Luglio 2020

    A Lucca dono stata solo un paio di volte per lavoro e non l’ho mai potuta visitare. Mi riprometto di farlo presto perché questo tuo dettagliato racconto mi ha invogliato molto!

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  • 16 Luglio 2020

    Devo dire che è proprio un bell’itinerario! Sono stata a Lucca un paio di volte, di cui la seconda una decina di anni fa. Mi piacque molto, unica pecca il caldo torrido di agosto!

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  • Alessandra
    17 Luglio 2020

    Sono stata a Lucca con mio marito alcuni anni fa e mi è piaciuta moltissimo. Ho apprezzato soprattuto la passeggiata che hai descritto anche tu attorno alle mura. Ho visto da poco ‘Il marchese del grillo’ dove in alcune scene si vede proprio Palazzo Pfanner!

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  • 18 Luglio 2020

    Sono stata a Lucca ma solo di passaggio quindi non ho potuto ammirare così tanti posti stupendi!Dovrò tornare quanto prima!

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  • 2 Agosto 2020

    Tu sei già stata tante volte a Lucca in occasione del festival Lucca Comics e noi non ci siamo ancora riusciti ad andare in quel periodo. Però Lucca l’abbiamo già visitata abbinandola ad altre cittadine toscane e, pur avendola già vista almeno un paio di volte, è sempre un piacere ritornare perchè è proprio una bella cittadina a misura di visitatori. In ogni caso mi ha fatto molto piacere leggere questo tuo articolo perchè adesso sono già passati almeno 6 anni dalla nostra ultima visita ed i ricordi cominciano ad affievolirsi. Sarà un piacere leggere anche gli altri tuoi post di questo bel viaggetto che avete intrapreso in centro Italia, bravi, ottima scelta!

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