Diario di viaggio: Madagascar – giorni 11 e 12

Siamo agli sgoccioli di questo viaggio, ma ancora ci sono molte meraviglie da scoprire.

Si parte, come sempre, di buon’ora e si torna a Fort – Dauphin, per alloggiare per le ultime due notti in hotel. Dopo aver scaricato i bagagli ci raggiunge una nuova guida che ci accompagnerà per tutta la giornata. Il programma prevede un bel trekking per raggiungere la spiaggia di Lokaro. La spiaggia può essere raggiunta solo tramite navigazione e un trekking: zaino in spalla e si parte!

Mad_106

Tramite il nostro motoscafo, dopo circa 40 minuti, arriviamo sulla terra ferma: ora ci aspetta un trekking di circa un’ora, in piano. Purtroppo il tempo non è dei migliori, c’è molto vento e fare il bagno non sembra essere l’idea migliore. Camminando vediamo un’incredibile varietà di ambienti, dal bosco alla costa, dalle piante succulenti alle mangrovie. In una lingua di terra è davvero impressionante vedere tanta diversità!

Mad_105
Uno villaggio di pescatori, verso Lokaro.

Dopo il bosco saliamo sulle rocce e vediamo la nostra meta. Il vento è forte e ci porta l’odore di salsedine. Impossibile non ricordare Anakao e l’escursione a Nosy Ve. I ricordi sono piacevoli ma anche un po’ malinconici, perchè non ci torneremo probabilmente più tra quei lidi. Il dono di un viaggiatore, di un vagabondo, è però quello di saper dire addio ai luoghi che visita ma di conservarne per sempre il ricordo. Così, dopo la nostalgia, continuiamo, tra qualche battuta e qualche aneddoto, verso la spiaggia.

Mad_108
Dopo il bosco, ecco la radura rocciosa.
Mad_110
L’ingresso della spiaggia.

Arrivati, qualche temerario fa il bagno. E’ uscito un timido sole ma l’acqua è molto fredda. Mi limito dunque a sdraiarmi sotto gli alberi e a pranzare con il mio panino al salame. Ci sono molti bambini che giocano, che si divertono, per di più del luogo.

Mad_109
Il promontorio.

La spiaggia è incontaminata, non è molto conosciuta e il turismo di massa non l’ha ancora raggiunta, ed è meglio così.

Mad_107
La spiaggia di Lokaro.

Dopo qualche ora, torniamo verso la nostra barchetta, per rientrare in città. Dopo una breve sosta in albergo, la guida ci porta in un piccolo quartiere dove gli artigiani creano delle vere meraviglie: tessuti, copricuscini, pupazzi e manufatti in legno. Gli aritgiani, di entrambi i sessi, ci ospitano nei loro laboratori: dei piccoli container, tutti in fila, molto accoglienti: sono dei veri e proprio negozi, tutti colorati. Non ci facciamo dunque sfuggire l’occasione di fare qualche acquisto: io compro dei copricuscini con disegnati i Maki, cioè i lemuri, precisamente i catta. Dopo qualche acquisto, la giornata scorre libera. Rientrati di nuovo in hotel, decidiamo di fare una piccola passeggiata a piedi. Non siamo in centro e il quartiere è molto tranquillo. Vediamo persone di ogni colore e questa mescolanza rende unico il Madagascar: niente è più bello della diversità, perchè è proprio lì che si vede l’uguaglianza. Tutti ci sorridono, ci salutano, anche se non ci conoscono. Questa autenticità non l’ho più ritrovata.

E’ ora di cena e ci aspetta un lauto pasto: carne di zebù come portata principale. Voi direte, che novità? Lo so, ma me lo gusto, ancora per poco.

Purtroppo siamo arivati alla fine del viaggio. L’aereo ci riporta a Tanà ma qui ho finalmente la possibilità di visitare il mercato di La Digue: appena ci arriviamo, noto subito le bancarelle con i minerali. Ad un occhio non esperto sembra tutto bellissimo, ma i mercanti abili hanno notato subito che io cercavo qualcosa di speciale. Non passano 10 minuti che sono asserragliata da venditori e commercianti, che tentanto di offrirmi la mercanzia per pochi spiccioli. E’ così che conludo i migliori affari della mia vita mineralogica: alla fine, con un bottino di acquermarine, tormaline, rubini e zaffiri (e 200 euro in meno nel portafoglio), posso ritenermi soddisfatta delle trattavie e degli acquisti.

E’ ora di salutare definitivamente il Madagascar, terra di colori, sapori, sorrisi e pietre preziose. Un viaggio straordinario alla scoperta di un paese che tanto può dare.

Ciao Madagascar e arrivederci Africa, verso nuove avventure!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...