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Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 4

Ultimo aggiornamento il 15 Luglio 2025 a cura di Donna Vagabonda

Prosegue il mio racconto alla scoperta del meraviglioso Marocco, un Paese dalle mille sfaccettature e dalle tradizioni millenarie. Dopo aver esplorato l’enigmatica Fés e la suggestiva Sidi Hamza è ora di scoprire il luogo più affascinante di questo viaggio: il deserto! Siete pronti a tornare con me in Marocco?

Marocco

28 Luglio – 11 Agosto 2024
Media passi giornalieri: 14645 – 112,68 km totali percorsi a piedi – 2340 km percorsi con pullman (circa)

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Giorno 5 – Sidi Hamza – Gole dello Ziz – Merzouga – Erg Chebbi

Auberge Sandfisch Bivouacs

Iniziamo il Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 4 salutando Sidi Hamza con sentimenti contrastanti: per la prima volta in questo viaggio abbiamo osservato la povertà, ma anche l’immensa voglia di riscatto. Nonostante le condizioni avverse degli abitanti non li abbiamo mai visti perdere il loro sorriso e la voglia di conoscerci era davvero immensa. Ci lasciamo dunque alle spalle Sidi Hamza alle prime luci dell’alba con un po’ di malinconia ma con il cuore ricolmo di gioia e speranza. In questa giornata avremmo percorso davvero molti chilometri attraversando le incredibili Gole dello Ziz: si tratta di una serie di gole delimitate da due porte artificiali, sia all’ingresso Sud che a quello Nord. All’estremità settentrionale si trova il Tunnel del Legionario del 1930 mentre all’estremità meridionale si trova la diga di Hassan Addakil.

Vagabondiary: Kasbah Marocco - Parte 4 - Le Gole dello Ziz

Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 4 – Le Gole dello Ziz

Queste maestose formazioni geologiche, costituite in gran parte da arenaria, sono state create dallo scorrere impetuoso del fiume Ziz che ha eroso le pareti rocciose fino a creare un vero e proprio canyon alto fino a 320 metri e lungo circa 80 chilometri. La zona, poi, è estremamente fossilifera (anche se, purtroppo, non ho potuto constatarlo di persona).

Il canyon e le stratificazioni rocciose delle Gole dello Ziz

Il canyon e le stratificazioni rocciose delle Gole dello Ziz

La prima tappa di questo viaggio è una kasbah abbondata: nonostante le rovine, alcune delle quali pericolanti, questa kasbah è frequentata dai bambini del luogo che si divertono a rovistare tra le pietre in cerca “di tesori”. Non ci dilunghiamo molto anche perché le temperature iniziano presto a salire. Nonostante lo stato di abbandono di questa cittadella mi colpiscono immediatamente le scritte di alcuni calcoli sui muri fatti di terra e fango: esercizi sulle radici quadrate che il mio animo e la mia mente di insegnante non possono non notare. Meritano una fotografia, assolutamente.

Sono una docente semplice: vedo la matematica e la fotografo!

Sono una docente semplice: vedo la matematica e la fotografo!

Non mancano poi alcune soste strategiche che ci permettono di ammirare la bellezza prorompente delle Gole dello Ziz: senza nulla togliere al più famoso “Grand Canyon” la geologia di questi luoghi è talmente maestosa e abbagliante da lasciarmi più volte senza fiato. Le fotografie, ovviamente, sono a profusione!

Vagabondiary: Kasbah Marocco - Parte 4 - Donna Vagabonda e Uomo Moribondo alle Gole dello Ziz!

Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 4 – Donna Vagabonda e Uomo Moribondo alle Gole dello Ziz!

Il Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 4 continua a Erfoud che raggiungiamo all’ora di pranzo: la calura estiva è davvero importante soprattutto sul pullmino senza aria condizionata. Scendiamo dal nostro mezzo e veniamo investiti dalla vampa di luglio e il termometro tocca i 43°C. Nonostante ciò riusciamo ad “assoldare” una giuda che ci mostra la parte antica della città e ci fa fare, come sempre, un tour nel solito negozio di tappetti. Qui la nostra compagna Simona conclude un ottimo affare acquistando un pregiato kilim, non poteva davvero lasciarlo lì!

Il negozio di Kilim a Erfoud

Il negozio di Kilim a Erfoud

Stanchi e affamati iniziamo a perlustrare il mercato senza trovare nulla che davvero ci soddisfacesse: il gruppo si divide e ognuno trova una rosticceria dove poter mangiare l’onnipresente poulet servito in ogni salsa e in ogni misura. Il caldo ci sta però innervosendo e il nostro Coordinatore Gabriele ci avverte che alle 14:00 ora locale ci aspettano nel deserto per il tour con il dromedario.

Siamo a 40°C e tutti discutiamo sul fatto che in queste condizioni non sarà possibile affrontare l’esperienza: così Gabriele si mette in contatto con le guide che ci aspettano nel deserto e riusciamo a spostare il tour in dromedario al tramonto, quando le temperature saranno più godibili e il Sole non sarà più a picco. Sollevati diventiamo totalmente euforici quando veniamo informati che presso il campo tendato sarà presente addirittura una piscina.

Avete letto proprio bene! Una piscina!

Il morale ora è alle stelle e, nonostante il mal di pancia che inizia a colpirci uno dopo l’altro, siamo entusiasti di poterci rinfrescare e ristorarci presso la piscina.

Giungiamo dunque con gioia presso un incrocio, nella località di Merzouga – Erg Chebbi, dove la strada asfaltata, letteralmente, svanisce e dove troviamo un cartello con scritto “Bivaque 3 km”: è ora dunque di mettere alla prova il nostro pullmino senza aria condizionata! Colto dall’entusiasmo generale il nostro autista Hassan lascia il volante all’esperta Chiara che, tra un sobbalzo e un altro, ci riesce a portare sani e salvi fino alla meta! Insomma, il nostro gruppo eterogeneo è sempre un valore aggiunto in questo viaggio in Marocco!

Il pietrisco lascia via via spazio alla sabbia e in lontananza osserviamo le dune: sono lì, ci aspettano, come dei giganti immobili pronti ad accoglierci tra le loro braccia.

Sbrigate le faccende burocratiche del check in è ora di una squisita accoglienza a base di tè verde caldo, immancabile in ogni hotel o alloggio! Subito dopo ci infiliamo il costume e ci tuffiamo nelle tiepide acque di una piscina costruita da pochissimo: era lì proprio per noi, sembrava quasi attenderci! Nulla è stato più rilassante che trascorrere un’ora abbondante a mollo ridendo e scherzando con i compagni di viaggio. Ora, dopo una veloce ma efficace doccia, eravamo pronti per l’escursione nel deserto!

I dromedari ci attendono per l'escursione nel Sahara!

I dromedari ci attendono per l’escursione nel Sahara!

Dato che ero già stata a cavallo di un dromedario e non avevo alcuna paura (figuratevi, ho iniziato a cavalcare all’età di tre anni da sola e non su di un pony) la nostra guida Haziz mi assegna il dromedario di testa, una bella e aitante “femminuccia” di nome Ashadi. Insieme alla mia fida macchina fotografica iniziamo dunque questa indimenticabile esperienza nel Sahara che qui si mostra in tutta la sua maestosità.

Vagabondiary: Kasbah Marocco - Parte 4 - Pronti a partire e a raggiungere le dune!

Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 4 – Pronti a partire e a raggiungere le dune!

Il silenzio è roboante e non ci lascia mai: solo le risate tra le guide e le nostre spezzano la sua potenza e tutto diventa ancor più accogliente. Le immense dune sembrano essere lì da sempre eppure il vento le modella, le rende armoniose, le distrugge e plasma il paesaggio ocra e rame del deserto: ormai mi conoscete, sapete quanto io ami la Natura e tra tutti gli ambienti quello desertico è di sicuro quello che preferisco. A molti estrania e rende inquieti, a me invece permette di ricongiungermi letteralmente con me stessa e di trovare una pace e una serenità introvabili altrove. É la mia terapia: quando osservo quelle sagome sinuose, tocco la sabbia ambrata e immergo letteralmente i miei piedi tra i granelli provo una calma e una gioia indescrivibili.

L'infinito Sahara

L’infinito Sahara

Il deserto è la mia terapia.

Il caldo vento del Sahara ha scolpito sul mio viso un sorriso indelebile che ancora oggi, a distanza di mesi, conservo e riscopro: davanti a me si trova l’immensità che non ha fine, il suo nome deriva da “ṣaḥrāʾ” che significa “grande deserto” e non è difficile comprendere il perché di questo appellativo. Le dune si perdono nella vastità dell’orizzonte e sembrano abbracciare la nostra vista.

Le nostre guide al tramonto

Le nostre guide al tramonto

Lasciati i dromedari saliamo su una delle due più alte e ammiriamo ciò che ci circonda: l’infuocato tramonto incornicia la nostra felicità e siamo tutti così grati di essere lì, alla fine e all’inizio di ogni cosa.

Ombre e polvere

Ombre e polvere

I miei occhi trasudano stupore, le mie labbra non riescono a chiudersi: sorrido in maniera prorompente e questo momento, vissuto con Uomo Moribondo e con il gruppo Kasbah Marocco, lo custodisco con gioia, affetto e tanto, tantissimo amore.

Vagabondiary: Kasbah Marocco - Parte 4 - Passeggiando nel Sahara

Vagabondiary: Kasbah Marocco – Parte 4 – Passeggiando nel Sahara

Tutta questa magnifica sensazione viene interrotta dalla foto di rito scattata mentre saltiamo sulle dune: io sembro più un tonno che balza fuori dall’acqua data l’evidente grazia che sempre mi contraddistingue, ma non importa. Sono felice, il resto è noia.

Ammirando il tramonto e il Sahara...

Ammirando il tramonto e il Sahara…

Torniamo in sella ai nostri destrieri e ci dirigiamo verso il campo: lasciamo i 45°C del deserto e ci rifocilliamo con un’altra doccia e una cena a base di… Tajine e poulet! Non ci stupiamo più e mangiamo di gusto: siamo talmente felici e appagati che saremmo stati disposti a mangiare le stesse cose ancora per un mese (almeno in quel momento).

Ombre nel deserto

Ombre nel deserto

Terminata la lauta cena mi butto letteralmente nella mischia e inizio a ballare con Hassan e con i bambini presenti: la mia grazia da paracarro raggiunge livelli inimmaginabili ma è stato così divertente lasciarsi andare e ballare ridendo a squarciagola. Eravamo tutti uguali, tutti simili, tutti accomunati da questi ritmi tribali che si tramandano da generazioni: la musica berbera riesce a penetrare carne e ossa e rimane impressa nella mente. Il rombo dei tamburi, lo sfrigolio del tamburello e la sensuale voce dei nostri musicisti rende questa serata davvero indimenticabile.

La dolce Ashadi dopo l'escursione nel deserto

La dolce Ashadi dopo l’escursione nel deserto

La musica lascia il posto al frinire dei grilli e così raggiungiamo le nostre tende: il caldo all’interno è talmente insopportabile da non consentirci di dormirci e quindi… Che si fa?

Semplice, allestiamo il dormitorio comune all’esterno!

E così spostiamo tutti i materassi fuori dalle tende e li adagiamo a formare un cerchio: nessuno, neanche lontanamente, pensa agli eventuali scorpioni o a possibili incontri ravvicinati con la fauna del deserto (a eccezione di Uomo Moribondo che prima di prendere sonno riesce a perdere diversi anni di vita a causa di un rumore improvviso e mai identificato). I nostri sguardi sono puntati verso il cielo e la Via Lattea: scorgiamo qualche fugace stella cadente e subito si chiede di esprimere un desiderio.

Il mio, quella sera, si era già avverato.

Il salto sulla duna!

Il salto sulla duna!

Spese per questo giorno

85 Dirham Pranzo

20 Dirham Mancia guide nel deserto

20 Dirham acqua

Totale: 125 Dirham

Ipnotico e seducente Sahara, quel giorno ci hai accolto nel tuo più intimo abbraccio e ci hai letteralmente strappato un pezzettino di cuore.

Ce lo restituirai, ne sono sicura, al prossimo incontro!

E voi avete mai vissuto un’esperienza nel deserto? Raccontatemela nei commenti!

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Commenti

  • antomaio65
    18 Febbraio 2025

    Come sempre le tue foto sono bellissime! Avete fatto proprio bene a spostare l’escursione in cammello al tramonto, non solo per il caldo ma anche perché la luce radente ha reso il paesaggio davvero incredibile. Condivido con te la passione per il deserto e sto seguendo con molta attenzione e molta passione il tuo itinerario in Marocco, questa tappa tra le Gole dello Ziz è pazzesca

    rispondi
  • 18 Febbraio 2025

    So andare a cavallo ma non so se riuscire a stare su un dromedario, un pò perchè li vedo animali troppo sfruttati, un pò perchè credo siano leggermente più puzzolenti. Considerazioni personali a parte credo che abbiate fatto un viaggio ricco di tappe strepitose, in quel del Marocco. Vi invidio!

    rispondi
  • 19 Febbraio 2025

    Sicuramente una tappa molto suggestiva di questo tuo viaggio in Marocco. La piscina nel deserto proprio non me l’aspettavo ma sono sicura che sia stata per tutti una sorpresa molto ben accolta!

    rispondi
  • 19 Febbraio 2025

    Da appassionata di fotografia non posso non farti i complimenti, anche questa volta, per i bellissimi scatti che hai fatto, emozionanti come sempre. I resoconti delle tappe del tuo viaggio con protagonista il Sahara erano quelle che aspettavo con più impazienza e devo dire che l’attesa è stata ben ripagata, hai trasmesso perfettamente tutta l’emozione che questo magico luogo è in grado di suscitare. Grazie

    rispondi
  • 21 Febbraio 2025

    Ero già rimasta folgorata alla vista del Canyon, ma poi il deserto mi ha dato il colpo di grazia! Mi è piaciuto tantissimo questo resoconto, perché ho avuto l’impressione di essere lì con voi: nel negozio di kilim, sotto il sole cocente. Ho anche provato sollievo alla notizia del bagno rinfrescante in piscina.
    Non sono mai stata nel deserto ma mi piacerebbe molto provare quest’esperienza così diversa da qualunque altra cosa provata. Massima solidarietà a Uomo Moribondo che ha rischiato di perdere diversi anni di vita per il rumore inspiegabile: io avrei fatto lo stesso!

    rispondi
  • 25 Febbraio 2025

    Che begli scatti Eliana! Il deserto del Marocco ispira sempre e non finisce mai di stregare! Che voglia di tornarci che ho, e sarebbe la terza volta! Sono recideva davanti ai deserti, perchè immensa è la pace e la serenità che riescono ad infondere! L’ultima volta che ci sono andata ho beccato una tempesta di sabbia, ma anche quella è stata una splendida esperienza, nonostante gli occhi gonfi pieni di sabbia e la tenda che continuava ad aprirsi!

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  • 26 Febbraio 2025

    Circa 20 anni fa con 1 amico e 3 amiche (tutti mezzi squattrinati!) siamo partiti all’avventura, senza aver organizzato praticamente niente, alla volta del Marocco ed è stato amore a prima vista. Capisco benissimo tutte le emozioni che hai provato, soprattutto nel deserto che ti apre a una dimensione nuova e molto personale. Quando siamo tornati mia figlia era molto piccola ma adesso è super pronta per l’avventura in dromedario. Da fare assolutamente!!!

    rispondi
  • 7 Marzo 2025

    Ho letto e assaporato ogni parola, ogni emozione e sfumatura di questo articolo. Ho un ricordo intenso e commovente della stessa esperienza. Il deserto mette tutto in ordine, nella nostra parte più profonda. Sono stata nel mese di aprile e la notte in tenda è stata piacevole ma immagino che dormire sotto a un cielo stellato sia stato un sogno. Ricordo che al mattino presto fummo svegliati da un battito di mani, era la sveglia umana che ci diceva di uscire per ammirare l’alba nascere dall’Algeria.

    rispondi
  • 12 Marzo 2025

    Ma chi è che risolveva le sue equazioni nel deserto? 😂 Le foto mi fanno ricordare che nella mia bucket list c’è un tour del deserto a dorso di cammello. Mi piacerebbe fare proprio un giro di qualche giorno. Ma senza la piscina (o la doccia!) non so se andrei oltre il terzo giorno! 😀

    rispondi

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