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Un mese ad Heidelberg: Friburgo in Brisgovia

Friburgo in Brisgovia è stata l’ultima città tedesca visitata durante il mio mese studio in Germania. Stavo tornando a casa in auto e ho deciso all’ultimo momento di deviare verso Friburgo, per una toccata e fuga, anche se questa città merita di sicuro di più. Friburgo è situata nella Germania sud-occidentale ed è la quarta città del Baden-Württemberg per grandezza dopo Stoccarda, Mannheim e Karlsruhe.

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Le caratteristiche case colorate e la Schwabentor

Vicina al confine francese, questa città si trova in una posizione davvero unica, dato che è posizionata sul confine tra la fosse tettonica del Reno Superiore (Oberrheingraben) e la Foresta Nera (Schwarzwald). La faglia tra queste due zone geologiche passa proprio attraverso il territorio urbano, dividendo la città in due: i quartieri occidentali si trovano in pianura mentre quelli orientali posano sul pendio della Foresta Nera.

Friburgo ha origini medioevali: nel 1091 i duchi Zähringen costruirono un castello sullo Schlossberg. La posizione geografica favorevole e la presenza di molte miniere di argenti garantirono alla città un certo benessere. Nel 1457 venne costruita l’Università per volere dell’arciduca Albrecht VI. La cuittà si oppose alla Riforma protestante e divenne una importante roccaforte cattolica dell’Alto Reno. Nel frattempo la città passò sotto il dominio asburgico e nel 1651 divenne capoluogo dell’Austria Anteriore. Nel corso della Guerra dei trent’anni la città passò ripetutamente da un dominio all’altro (quello francese e quello austriaco), subendo numerosi assedi da entrambe le parti.  Nel 1805 Napoleone annesse Friburgo e con lei gran parte dell’Austria Anteriore al neo costituito Granducato del Baden.

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Nel corso della Seconda guerra mondiale la città subì danni rilevanti, il 27 novembre 1944 un pesante bombardamento rase al suolo l’intera parte settentrionale della città vecchia e gran parte di quella occidentale. La città venne successivamente ricostruita rispettando la planimetria originale.

La vostra Vagabonda poteva perdersi l’occasione di visitare una città così ricca di storia?

Arrivata e lasciata l’automobile non distante dal centro, mi dirigo nel suo centro storico per una breve fugace visita. La cattedrale è di certo l’architettura più suggestiva che visito: il famoso Münster, costruito tra la fine del 1400 ed il 1513, è il simbolo della città con il suo stile gotico prorompente. La chiesa si affaccia sulla piazza del mercato storico e gli edifici che la circondano sono tutti colorati, ricchi di dettagli e assai belli da vedere!

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Il fascino tedesco qui è molto forte e non posso che perdermi tra le varie bancarelle e i negozi della città. Friburgo poi è circondata da minuscoli ruscelletti (Freiburger Bächle) da cui scorre l’acqua, che rendono la città ancora più particolare.

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Uno dei famosi ruscelletti

La città è racchiusa in alcune mura e possiede, come Rothenburg ob der Tauber (leggi qui il mio articolo) alcune porte famose come la Schwabentor.

Purtroppo non ho il tempo di visitarla per bene e di vedere i suoi musei, ma solo di scattare qualche foto di questa meravigliosa città, ripromettendomi di tornarci per conoscerla meglio.

Ah, prima di andare via non posso non comprare un orologio cucù, che qui vengono venduti in vari formati e misure. Potevo forse resistere?

Un mese ad Heidelberg: il castello di Schwetzingen

Durante il mese trascorso in Germania, e precisamente ad Heidelberg, ho visitato molti luoghi storici e castelli fiabeschi. In una bella giornata estiva, con un brillante sole che mi ha accompagnato per tutta la giornata (stranamente!), ho potuto visitare il castello di Schwetzingen, situato nella cittadina omonima.

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Il Palazzo visto dai giardini

Schwetzingen, conosciuta come la “Piccola Versailles” del Palatinato, è stata l’abitazione estiva del Principe Elettore Carlo Teodoro del Palatinato, che ne fece un luogo lussuoso e ricco di fascino. Precedentemente costruita come una fortezza e poi come una residenza di caccia, Schwetzingen divenne un luogo brulicante di cultura e un centro focale per l’arte tedesca.

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L’elemento architettonico di maggio rilievo è senza dubbio il “circolo”, una serie di edifici ad un piano disposti a semicerchio su entrambi i lati del castello. Questa particolarità è unica in Europa e si trova soltanto presso questa residenza. Nella parte settentrionale del circolo il Principe fece costruire un bellissimo teatro secondo lo stile rococò che ancora oggi ospita spettacoli di lirica durante il festival musicale di Schwetzingen.

Ma ciò che colpisce di più, senza dubbio, è la maestosità dei giardini. L’architetto più famoso che ci mise la sua firma fu Nicolas de Pigage che costruì l’orangerie, il teatro stesso ed altri elementi del parco. la superficie del complesso supera i 72 ettari e per visitarla tutta occorre almeno mezza giornata.

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Nel parco si trovano numerosi laghetti, rifugio di molti uccelli e di odonati, e fontane che regalano spettacoli acquatici davvero unici. Degna di nota è la moschea costruita proprio nel centro del parco nord, che regala un’atmosfera orientaleggiante ed unica.

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Da buona curiosa e vagabonda, non posso che ammirare le bellezze di questi giardini, esplorando ogni angolo recondido per cercare l’inquadratura perfetta e per scoprirne i segreti. E’ così che incontro un’enorme varietà di uccelli, tra cui verdoni (Chloris chloris) e picchi muratori (Sitta europaea), oltre che un numero davvero elevato di odonati di varie specie, come il frecciazzurra puntanera (Orthetrum cancellatum) che stranamente si fa fotografare!

Che si voglia venire qui per trascorrere un lieto pomeriggio o per riposarsi, c’è davvero l’imbarazzo della scelta: si possono scattare fotografie, si può leggere un libro all’ombra dei tanti alberi, o farsi una bella passeggiata ristoratrice.

Un mese ad Heidelberg: Rothenburg ob der Tauber

Il mese che ho trascorso ad Heidelberg mi ha permesso di conoscere molte cittadine situate nei dintorni, ma non solo nel Baden. Una delle escursioni a cui ho partecipato era a Rothenburg ob der Tauber, la famosa città del Natale, in Baviera.

 

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Piazza del Mercato

 

Rothenburg è una tipica cittadina medievale, con alte mura e case colorate costruite secondo questo stile. Sembra quasi un paese delle favole e ricorda molto il paesino francese in cui è ambientata la vicenda de “La Bella e la Bestia”.

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Rothenburg fonda le sue radici nel 950 d.C., data in cui si fa risalire la fortezza che si trovava al posto dell’odierno giardino del castello del Conte di Combrug-Rothenburg.

 

L’edificazione della città avvenne all’incirca nel 1170 e la prima fortificazione è ancora visbile attraverso i luoghi de la cantina vecchia, la fossa antica, il mercato dei lattai, la Sülzengasse e la Küblergasse. Le mura e le torri sono state costruite nel XIII secolo. Le torri Weisse Turm e Markusturm, con il famoso arco Röderbogen, sono ancora intatte.

Nel 1274 Rotheburg ottenne dal Re Rodolfo I d’Asburgo lo statuto di città libera dell’Impero.

 

La città raggiunse la sua fioritura sotto il governo del sindaco Heinrich Toppler (1373-1408), grazie alle sue abilità diplomatiche e di capitano militare.

Durante la guerra dei trent’anni la cittadina venne occupata dai francesi nel 1645 e questo evento portò malattie e disgrazie.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Rothenburg venne parzialmente distrutta ma venne salvata dalla decisione catastrofica di raderla al suolo da un generale americano. Dalle macerie è riuscita a rinascere e ancora oggi riesce ad affascinare grazie alla sua storia secolare.

Purtroppo, come spesso accade in estate in Germania, quando arrivo a Rothenburg il tempo non è dei migliori, anzi uno scroscione mi accoglie: non mi perdo d’animo e seguo, insieme al mio gruppo, la guida che purtroppo parla solo tedesco. Nonostante le mille difficoltà, riesco comunque a vedere le principali attrazioni della città.

 

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Il cammino della guardia e le mura antiche

 

Il tour inizia con una camminata sotto le mura e sul cammino di guardia, dove ci sono numerose epigrafi con nomi di personaggi legati alla città di Rothenburg. Dalle mura antiche procediamo verso il centro passando per la famosissima Plönlein, lo slargo della strada principale con la famosa acsetta gialla e le due torri, Sieberstor e Kobolzellertor.

 

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La Plönlein

 

Nonostante il cattivo tempo, la città è gremita di turisti ed è difficile scattare fotografie tra la pioggia e la ressa.

Il tour continua verso la piazza più famosa del piccolo paese, la Marktplatz, o piazza del mercato, in cui si affacciano numerosi edifici di importanza storica come il rathaus (Municipio) e il Ratstrinkstube del 1466 con il meccanismo di un orologio che ad ogni ora, dalle 11 alle 15, mette in movimento diverse figure riproducenti la scena del Meistertrunk, ovvero la bevuta del Borgomastro: si tratta di una grande manifestazione che dura quattro giorni nel periodo di Pentecoste (18 – 21 maggio) e comprende sfilate in costume e la danza dei pastori. La rievocazione trae origine dalla guerra dei trent’anni: le truppe imperiali guidate dal generale Tilly vinsero sulla città ma con enormi perdite, così il comandante decise di uccidere i membri del consiglio comunale per vendetta. Per evitare questo massacro, la figlia del dispensiere decise di imbonire il vendicativo Tilly porgendogli con grazia un enorme boccale di vino. L’impresa riuscì e Tilly decise di revocare la sua decisione a patto che uno dei consiglieri comunali avesse vuotato tutto d’un fiato il gigantesco boccale appena offertogli e così il borgomastro fece. Il boccale era davvero enorme, conteneva ben 3 litri e 1/4 di vino!

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Dopo qualche fotografia, ci dirigiamo verso la chiesa parrocchiale di San Giacomo risalente al XIV-XV secolo, che ospita numerose opere d’arte, come l’Heiligblutaltar (l’Altare del Sangue), capolavoro dello scultore Tilman Riemenschneider che lo realizzò fra il 1500 e il 1505 per accogliere una reliquia del Santo Sangue racchiusa in una capsula di cristallo di rocca. Di squisita fattura, il trittico raffigura l’Entrata di Gesù a Gerusalemme (ala destra), l’Ultima Cena (centro) e il Monte degli Ulivi (ala sinistra). L’altare è conservato nella cappella omonima posta nel coro occidentale.

 

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L’Altare del sangue

 

Dopo la visita alla chiesa è ora di pranzo e abbiamo un’ora e mezza per goderci la città prima del rientro ad Heidelberg: sono nel paese del Natale, quindi perchè non visitare i numerosi negozi che vendono oggetti a tema? C’è davvero l’imbarazzo della scelta! Palline, decorazioni, oggetti per l’albero, tutto per rendere il Natale una festa gioiosa e… Pomposa! Ce n’è davvero per tutti i gusti, dalle palline dipinte a mano raffiguranti uccellini e animali di vario genere, a quelle più scherzose raffiguranti dolciumi e caramelle. Occhio ai prezzi però: non tutto è economico a Rothenburg e se volete la vera qualità preparatevi a sganciare qualche euro in più, ma dopo tutto ne vale la pena, perchè qui è proprio Natale tutto l’anno!

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Purtroppo il sole non vuole far proprio capolino, ma nonostante tutto Rothenburg è una perla bavarese che proprio non può mancare all’appello se visitate il sud della Germania: la sua atmosfera vi rapirà letteralmente e la sua storia vi intrigherà al punto da volerla visitare non una, ma molte volte.

Per leggere altri articoli sul mio mese ad Heidelberg o sulle mie visite in Germania, non perdetevi:

Un mese ad Heidelberg: Heidelberg e le sue meraviglie

Un mese ad Heidelberg: Bamberg

I luoghi della storia: lo Studentenkarzer di Heidelberg

I luoghi della storia: il Castello di Heidelberg

Diario di viaggio: Stoccarda e dintorni – giorno 1

Diario di viaggio: Monaco di Baviera – Giorno 1


 

Un mese ad Heidelberg: Heidelberg e le sue meraviglie

Nell’estate del 2017 ho deciso di intraprendere un viaggio in solitaria per studiare il tedesco e così mi sono iscritta alla International Summer School of German Language di Heidelberg, tutta frebbricitante per la nuova avventura che stava per cominciare. Detto fatto, dopo l’iscrizione in un batter d’occhio era ora di partire! E così, dal 2 agosto al 2 di settembre mi sono trasferita ad Heidelberg, per vivere questa emozionante esperienza in terra teutonica.

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La statua della Madonna con Bambino a Kornmarkt ed il Castello sullo sfondo

Questa rubrica non può che iniziare con la sua protagonista, Heidelberg, perla del Baden-Württemberg, città storica incastonata nella valle del fiume Neckar.

La città è un importante centro industriale grazie alle numerose industrie del tabacco, meccaniche, elettrotecniche e cartarie. E’ tuttavia per l’Università che questo centro è conosciuto: l’Università di Heidelberg è la più antica della Germania, fondata del 1386 da Roberto I.

La città fu fondata nel XII secolo ma la sua storia risale fino al tempo dei Celti e dei Romani, che si stabilirono qui su insediamenti già esistenti dell’età della pietra. Nei pressi di Heidelberg, Daniel Hartmann scoprì il 21 ottobre 1907 la mandibola del noto Homo heidelbergensis, da cui deriva il più famoso Homo neanderthalensis. I resti sono conservati al Museo del Palatinato (leggi la mia visita in questo articolo).

La più antica testimonianza scritta su Heidelberg è del 1196 e la costruzione primitiva del suo famoso castello fu innalzata nel XIII secolo. Il Palatinato, regione storica in cui si trova Heidelberg, divenne sempre più importante nel Medioevo, e i suoi Conti divennero elettori del Sacro Romano Impero grazie alla Bolla d’oro del 1356. Nel 1386 Roberto I fondò l’Università ed Heidelberg si porta così sulla scena della storia.

Nell’ultima legge promulgata dal Sacro Romano Impero (Reichsdeputationshauptschluss), il Palatinato fu abolito, e i territori alla destra del Reno, quindi anche Heidelberg, furono riuniti al Granducato di Baden.

All’inizio del secolo XIX la città sul Neckar divenne uno dei luoghi simbolici del romanticismo tedesco.

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Con l’avvento del Nazismo, la città fu sconvolta dalla persecuzione razziale e dalle deportazioni (numerose sono infatti le pietre d’inciampo poste in tutta la città). Più di 6000 Ebrei vennero deportarti nei campi di concentro, la maggiorparte a Dachau (leggi il mio viaggio a Dachau, in questo articolo). Heidelberg era una città importante per la Wehrmacht, piena di ospedali militari, che non subì pesanti bombardamenti. Il 29 marzo del 1945 l’esercito tedesco fece saltare il Ponte Vecchio durante la ritirata, il giorno dopo le truppe americane entrarono in città senza incontrare resistenza.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale Heidelberg rifiorì e divenne un centro turistico rinomato in tutta l’Europa.

Chi la visita per la prima volta, non può che rimanere sbalordito dal profumo di storia che si respira in questa città: da Marktplatz, a Bismarckplatz, moderno ed antico si amalgamano in un tripudio di bellezza. Che si arrivi in auto o in treno, Heidelberg è ben servita di parcheggi e mezzi pubblici.

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Per le tappe prettamente “turistiche” non si può non visitare il suo Castello, che domina tutta la città dalla sua posizione sopraelevata, il Ponte Vecchio, ricostruito esattamente come l’originale, il Carcere studentesco (leggete del Carcere in questo articolo), luogo affascinante e ricco di leggende, la festosa Hauptstraße ricca di negozi all’ultima moda, la Heiliggeistkirche,
imponente chiesa protestante di Marktplatz.

I palazzi storici e il fiume Neckar incorniciano questa città meravigliosa e vivibile, che offre tanto di giorno quanto di sera: se durante le ore più calde possiamo rilassarci all’ombra degli alberi del giardino del Castello, di notte la città si anima di giovani che frequentano i numerosi Kneipe di Untere Straße, ritrovi musicali e ricchi di vita.

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Se la giornata è bella, si può fare un piacevole giro in battello sul Neckar, con la possibilità di effetuare crociere anche in altre città con punto di partenza Heidelberg. Gli amanti delle passeggiate non disdegneranno la Philosophenweg, la camminata dei filosofi, un percorso tra i boschi che ci permette di scorgere la città dall’altra sponda del fiume, e Königstuhl, il punto più alto della città, raggiungibile tramite la stessa cabinovia che collega il centro storico con il Castello (biglietto acquistabile con un sovrapprezzo).

Da ricordare come attrazioni lo Zoo di Heidelberg, nel quartiere di Neunheim, e i vari negozi dell’antiquariato, sparsi in tutta la città.

Per gli amanti della squisita cucina tedesca, consiglio vivamente i ristoranti Weisser Schwan (in Hauptstraße) e Vetter’s Alt Heidelberger Brauhaus (in Steingasse). Se invece siete nostalgici e avete voglia di un buon espresso italiano, niente è meglio di Peppino, sempre in Hauptstraße, dove l’ospitalità è di casa e dove potrete ritrovare il gusto autentico della nostra amata Italia.

Non mi rimane che consigliarvi questa città, anche per viverci, perchè una volta visitata, ve ne innamorete letteralmente.

Un mese ad Heidelberg: Bamberg

Durante il mese in cui ho vissuto in Germania, precisamente ad Heidelberg, ho potuto visitare alcune città non troppo distanti, grazie alle numerose escursioni organizzate dall’Università. E’ questa la volta di Bamberg, o Bamberga italianizzata.

 

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La Statua dell’Imperatrice Cunegonda

 

Bamberga è una città bavarese situata nell’Alta Franconia, sul fiume Regnitz. Città Patrimonio dell’Unesco, è un centro solare dalle radici antiche, famoso per la produzione di birra e per i suoi monumenti tutti da scoprire.

Bamberga era già popolata nel 600 d.C. per la maggior parte da Slavi.

Durante il Medioevo, la città passa “di mano” e cambia feudo molte volte, fino a diventare dominio imperiale (tale rimarrà fino al 973).

Per un breve periodo Bamberga fu il centro del Sacro Romano Impero. Enrico II e sua moglie Cunegonda, entrambi annoverati frai i Santi della Chiesa cattolica, sono seppelliti nella cattedrale.

Dalla metà del XIII secolo in poi i vescovi divennero anche principi dell’Impero e nei secoli seguenti Bamberga venne governata dai suoi vescovi che promossero la costruzione di edifici monumentali.

Bamberga diventa tristemente famosa durante il XVII secolo, dove è protagonista della scena storica a causa dei processi alle streghe che qui ci sono stati: sotto il governo del principe vescovo Johann Georg II von Fuchs Dornheim venne fondato il Drudenhaus, il Carcere delle streghe. Fino al 1632 vennero condannate più di 300 persone a Bamberga e solo con l’invasione delle truppe svedesi si è riusciti a porre fine al massacro e al governo del vescovo.

Nel 1647 fu fondata l’Università di Bamberga, con il nome di Academia Bambergensis con le facoltà di Teologia e Filosofia.

Con la mediatizzazione, Bamberga perse la sua indipendenza nel 1803, entrando a far parte del Regno di Baviera.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, il Governo regionale bavarese si rifugil a Bamberga in seguito ad un’insurrezione comunista. Nel febbraio del 1926 Adolf Hitler tenne qui la Conferenza di Bamberga e nel 1933 ci fu il Rogo di libri, esattamente il 1º luglio.

Dopo la Seconda guerra mondiale Bamberga apparteneva alla Zona di occupazione americana.

Con una storia così ricca e variegata, Bamberga è oggi un luogo simbolo della Baviera e della Germania tutta, che attira ogni anni migliaia di turisti da tutto il mondo.

 

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La “Piccola Venezia”

 

Arrivata in questa graziosa cittadina, vengo subito catturata dal colore sgargiante delle sue abitazioni (la Klein-Venedig, la Piccola Venezia), che in una bella giornata come questa risalta ancora di più. Il tour prevede la visita dei monumenti principali, e così ci dirigiamo subito verso il centro storico: molti sono gli edifi storici con riportate targhe e incisioni che testimoniano il passato assai ricco di questa città bavarese. Molte sono anche le insegne delle birrerie, ancora oggi in funzione, che naturalmente attirano appassionati e non solo.

 

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Un’antica birreria

 

Passeggiando procediamo lungo i ponti e incontriamo la Statua di Cunegonda, e subito accanto il Vecchio municipio (Altes Rathaus) del 1386 costruito nel messo del fiume Regnitz ed accessibile attraverso due ponti. All’interno ospita la Sammlung Ludwig, una delle maggiori collezioni di porcellana d’Europa che purtroppo non riesco a visitare, a causa del poco tempo a disposizione. Gli affreschi di Johann Anwander sono spettacolari e attirano subito l’attenzione grazie ai motivi architettonici a trompe-l’oeil.

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Dopo qualche minuto raggiungo il cuore della città, il Kaiserdom: il Duomo Imperiale è la cattedrale della città. Fondata nel 1004 per volere dell’Imperatore Enrico II il Santo, è una delle sette cattedrali imperiali tedesche (assieme al Duomo di Magonza, quello di Worms,  quello di Spira, la Cattedrale di Acquisgrana, il Duomo di Francoforte, e la Basilica di Königslutter, chiamata così perchè ospita la tomba dell’Imperatore e di sua moglie Cunegonda. Il Duomo è uno degli esempi più splendidi dell’architettura romanica.

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Dopo aver visitato l’interno, che è davvero spettacolare, scatto qualche foto della cittadella medioevale che ancora rimane intatta con il suo fascino d’altri tempi.

E’ ormai ora di pranzo e naturalmente un buon piatto di carne e crauti non può mancare presso il ristorante Kachelofen.

Il pomeriggio è dedicato alla visita alla Residenza Nuova, la Neue Residenz, l’antico palazzo dei principi-vescovi, che sorge proprio in Piazza del Duomo. Oggi ospita la Biblioteca di Bamberga, la Galleria di Stato ed un’importante pinacoteca.

I lavori per la costruzione di questa residenza iniziarono nel 1608. L’edificio viene poi ampliato nel 1697 grazie all’arcivescovo Lothar Franz von Schönborn: i lavori terminarono nel 1703.Durante questi lavori vennero realizzate le sale di rappresentanza più belle, come la Marmosaal, la Spiegelgalerie e la Kaisersaal. Dal 1803 divenne residenza reale fino alla conquista napoleonica.

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Nel 1919 si installano nel palazzo il governo dello Stato di Baviera con il ministro presidente Johannes Hoffmann, e il Landtag della Baviera, che adottarono la costituzione democratica bavarese nella Galleria degli Specchi.

La visita di questa residenza vale proprio la pena, anche se le sale da vedere non sono molte. Per ultimo, visito il giardino, con il favoloso roseto, che ospita numerose varietà davvero intriganti.

E’ ora di tornare a casa, dopo una visita che so che rimarrà sempre nel mio cuore.

I luoghi della storia: lo Studentenkarzer di Heidelberg

Uno dei luoghi simbolo della città di Heidelberg è senza dubbio la sua Università: fu la prima ad essere fondata da Roberto I nel 1386 e ancora oggi è un simbolo di prestigio per la città e per la Germania tutta. Qui, più di 30.000 studenti ogni anno passano il loro tempo dedicandosi allo studio con dedizione e passione, ma non sempre fu così.

Si sa, qualche volta si incontravano degli studenti svogliati, che non si impegnavano e che addirittura tiravano qualche scherzo ai professori o ai compagni: spirito gogliardico? Può essere, ma l’Università non prendeva questo fenomeno sottogamba e così decise di aprire un vero e proprio carcere studentesco. Lo Studentenkarzer venne aperto nel 1778 e rimase in attività fino al 1914, con lo scopo di punire gli studenti che non mantenevano un comportamento adeguato.

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Chi veniva sorpreso ubriaco, a commettere comportamenti scorretti o in equivoche compagnie, veniva rinchiuso in questa struttura a tre piani, altra e stretta, con piccole celle come un vero carcere. I tempi di detenzione varivano da tre giorni fino a quattro settimane. Gli studenti, però, non si annoiavano così tanto, dato che sono riusciti a dipingere tutto il complesso, disegnando volti anonimi e insegne cavalleresche e lasciando un ricordo della loro permanenza.

E’ così che troviamo nomi, città, date, testimonianze di giovani che forse erano considerati troppo esuberanti per la rigida morale che veniva strettamente seguita.

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Il luogo ha un certo fascino e quando si visita sembra di tornare indietro nel tempo, anche se trasmette, devo confessare, una certa inquietudine, con tutti questi strani affreschi, segno di una gioventù che rimane fissata tra le pagine del tempo.

Il Carcere Studentesco si trova vicino all’Università, ad Augustinergasse 2, ed è visitabile previo acquisto di un biglietto presso lo shop dell’Università adiacente.

Non sarà difficile scorgerlo grazie all’insegna caratteristica.

Lo Studentenkarzer è visitabile dal martedì al sabato.

I luoghi della storia: il Castello di Heidelberg

Il Castello di Heidelberg è uno dei simboli della città, un classico per chi visita questa perla sul Neckar.

Raggiungibile sia a piedi (circa 20 minuti in salita) sia tramite la funicolare a pagamento, il Castello dai mattoni rossi è un luogo suggestivo e ricco di fascino.

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Quello che si definisce Schloß, in realtà sono le rovine del Castello stesso, ciò che rimane dopo la Guerra dei Trent’anni e la guerra del 1689: il maniero fu infatti distrutto dai Francesi e degli interni rimane molto poco. Ciò che possiamo osservare sono gli ampliamenti dell’edificio gotico del XIII secolo.

Il Castello è stato costruito intorno al 1300 come fortezza difensiva, tipica funzione dei castelli medievali; l’edificio più antico e ancora oggi osservabile è il Palazzo di Ruprecht (Roberto) che conserva al suo interno un elegante camino rinascimentale. Il Palazzo di Ottheinrich è il primo palazzo tedesco che presenta sfarzose facciate (oggi conserva il Museo della Farmacia, leggi questo articolo per approfondire questo museo) ed è considerato un dei maggiori esponenti dell’arte rinascimentale tedesca, mentre l’edificio meglio conservato è sicuramente il Palazzo di Friedrich sulla cui facciata è presenta la galleria degli antenati dei principi.

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Dopo la distruzione, il Castello è stato restaurato solo in parte ma forse è proprio questa sua caratteristica che lo rende unico ed inimitabile.

Lo Schloß è completato da un bellissimo giardino, fatto costruire da Friedrich V: i grandi prati e la maestosa fontana centrale incorniciano piacevolmente questo meraviglioso castello.

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Sia che si giunga a piedi o tramite la funivia, si rimane senza parole ad osservare la magnificenza delle mura e l’atmosfera tra il gotico ed il medievale che si respira.

Il castello è reso un luogo turistico grazie alle visite guidate e per la presenza di un piccolo bar dove si può tranquillamente pranzare prima della visita. Ma il catsello non è amato soltanto dai visitatori che da ogni parte d’Europa giungono per ammirarlo, ma anche dagli abitanti di Heidelberg che si fermano, come ho fatto io, anche per un bel pomeriggio intero per fare un pic-nic o per leggere un piacevole libro.

Le numerose panchine permettono di riposarsi e di ammirare la città vista dall’alto, con una delle più belle vedute di tutta Heidelberg.