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I luoghi della storia: il Castello di Hohenzollern

La Germania, si sa, è un Paese ricco di fascino e di storia e se siete appassionati di castelli e rocche antiche, non potete perdervi assolutamente una visita al castello di Hohenzollern. Il castello, in tedesco Burg Hohenzollern, appartiene alla nobile famiglia prussiana degli Hohenzollern e si trova non lontano dalla città di Stoccarda, nella regione del Baden. La nobile dinastia visse qui dall’Alto Medioevo alla prima guerra mondiale. La rocca si trova posizionata sull’omonimo Monte, di altudine di 855 metri, e rientra nella giurisdizione del comune di di Bisingen.

 

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Il cortile interno  del castello

 

L’esatta data di costruzione non si conosce, ma la rocca appare menzionata la prima volta in un documento scritto che si fa risalire al 1267. Sappiamo però che nel 1423 il castello viene completamente distrutto. Nel 1454 il castello venne ricostruito e durante la Guerra dei Trent’anni subì molti passaggi di mano e cadde irrimediabilmente in rovina. Fu Federico Guglielmo I di Prussia, il famoso “Re Sergente” a voler ripristinare la grandezza di questa fortezza e nel 1850 tutti poterono di nuovo ammirare la maestosità di Burg Hohenzollern. Tuttavia il castello non tornò abitato completamente in modo continuativo dato che gli Hohenzollern si trovavano in Prussia dall’origine e rimase dunque un luogo di visita e di turismo, soprattutto dopo il 1952, quando il Principe Luigi Ferdinando di Prussia si occupò anche degli interni e dell’arredamento, rendendo il castello un vero e proprio museo.

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Naturalmente, come spesso capita durante i miei viaggi (e chi mi segue lo sa fin troppo bene), quando ho visitato il castello il tempo non era dei migliori (anzi era proprio pessimo!) e quindi le poche foto che ho scattato non sono eccezionali: se non altro sembra di essere tornati indietro nel tempo, ma non durante un banchetto o una parata militare, bensì in uno sfondo abbastanza horrorifico! Grazie all’imponenza e alla massiccia fortificazione del castello, sembra proprio di essere in una rocca infestata di fantasmi che nella nebbia vogliono fare qualche scherzetto di dubbio gusto!

 

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Il cortile interno e l’entrata del castello

 

Il castello è visitabile soltanto con una guida tramite un tour in tedesco o in inglese ed è stato riarredato secondo lo stile originale. Oltre alle stanze, si possono visitare le cantine (dove venivano custodite le riserve di cibo), i sotterranei (dove oggi c’è una splendida collezione di medaglie e oggetti preziosi) e la cappella privata.

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Al castello si giunge tramite l’auto, che viene lasciata in un parcheggio convenzionato, il quale fornirà ai turisti una navetta che vi porterà direttamente all’entrata (a pagamento) oppure dal parcheggio si può raggiungere a piedi (con un cammino non proprio semplice).

Se siete nel Baden non potete assolutamente perdervi questo castello, un vero gioiello tedesco!

 

 

 

 

Diario di viaggio: Stoccarda e dintorni – giorno 4

Siamo arrivati all’ultimo giorno a Stoccarda e anche il cielo sembra triste: difatti, ci risvegliamo con un diluvio battente. Nonostante ciò, decidiamo comunque di visitare il Giardino zoologico e botanico di Wilhelma.

 

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Lungo uno dei sentieri del parco

 

Questo parco è unico, in quanto combina sia l’elemento botanico che quello zoologico ed è uno dei più grandi della Germania. Aperto da oltre 160 anni, Wilhelma ospita moltissime varietà di piante e specie di animali, tutte nel rispetto della vita, senza forzature o soprusi. E’ importante come i giardini zoologici tedeschi, come quello di Wilhelma, e tanti altri in Europa, svolgano un ruolo fondamentale per la salvaguardia e la tutela di specie minacciate, sia floreali che animali. Donna Vagabonda è quindi orgogliosa di sostenere i progetti a cui aderiscono queste realtà visitandole, sempre mantenendo il rispetto e l’amore per la natura.

L’inaugurazione del parco risale al 1846 ma la fauna arrivò soltanto dopo la II Guerra Mondiale: si contano più di 9000 animali ed oltre 100 specie diverse, mentre per quanto riguarda l’aspetto botanico, ritroviamo circa 6000 specie.

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Attenzione particolare è stata riservata ai primati, che possono vantarsi di vivere in enormi e spaziosi recinti, sia interni che esterni e che offrono ogni agio e confort.

In molteplici percorsi che prevedono l’immersione totale del visitatore negli ambienti naturali ricreati, non si può che rimanere stupiti davanti alla grande dedizione e passione dello staff del Wilhelma: gli animali adorano gli zoo keeper che lavorano nel parco e più di una volta li osserviamo in comportamenti affettuosi nei loro confronti.

Con un grande ristorante e più punti di ristoro, il parco è progettato per far trascorrere un’intera giornata spensierata a famiglie e non: i cartelli sono esplicativi ed i sentieri solo assolutamente agibili anche da carrozzine e sedie a rotelle. Si respira dunque un clima sereno e gioioso.

Con la metropolitana che si ferma proprio davanti, il parco è facilmente raggiungibile dal centro della città e ci apre le porte moresche pronto ad accoglierci. Davvero tanti, tantissimi animali, ma anche fiori colorati e profumati. Il tempo, nonostante la nostra felicità, ci tira qualche scherzo e con i continui scorsci di pioggia tenta di toglierci il sorriso dal viso, ma non ci riesce, perchè ciò che vediamo è talmente bello che non possiamo farci scoraggiare dalle nuvole bislacche.

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E’ così che incontriamo scimpanzè (Pan troglodytes), volpi volanti (Pteropodidae sp.), okapi (Okapia johnstoni) e gru (Grus sp.) di varie specie. Non possiamo dunque essere felici che questi animali vivano così bene, anche se non nel loro ambiente.

Dopo un lauto pasto al ristorante self-service (ottimi prezzi e grande varietà!) e l’ultimo giro, dobbiamo tornare in albergo per prendere i bagagli e dirigerci in aereoporto. Finisce così, il nostro viaggio a Stoccarda, ma la Germania mi aspetterà di nuovo, fra poche settimane.

Per leggere gli altri giorni di viaggio:

Giorno 1

Giorno 2

Giorno 3

Diario di viaggio: Stoccarda e dintorni – giorno 3

Siamo arrivati al terzo giorno e ahimè il tempo non è clemente come vorrei: purtroppo mi sveglio sotto un temporale e quando piove così forte non si può che fare una cosa: visitare un bel museo.

Decido dunque di visitare uno dei musei più ricchi e belli della città: il Landesmuseum Württemberg, ovvero il museo della storia dello Stato del Baden-Württemberg. Il museo si articola su vari piani e ripercorre la storia fin dall’antichità di questo territorio, fino ad arrivare ai giorni nostri: il viaggio si articola dunque dall’età della pietra, passando attraverso i Celti, i Romani, gli Alamanni, il Medioevo, il Rinascimento ed il Barocco. Le esposizioni coprono inoltre l’intera Europa e meritano per la ricchezza di pezzi esposti.  Il museo si trova all’interno del Vecchio Castello (Altes Schloss) e si snoda dalle cantine fino al piano più alto.

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Nonostante la pioggia battente, scopro con sorpresa che il museo è pieno di turisti, per lo più tedeschi (famiglie con bambini soprattutto): la cultura vince anche sulle avversità atmosferiche!

La quantità di oggetti e manufatti esposti è impressionante: si passa dagli oggetti degli uomini preistorici, alle corone scintillanti dei regnanti di questo stato. Le spiegazioni sono bilingue e posso così facilmente capire ogni dettaglio riguardante la storia del pezzo. Ciò che mi ha colpito particolamente è la stanza delle meraviglie: questa stanza, costruita intorno al 1700, doveva raccogliere tutto ciò che era straordinario, come fossili o scheletri di animali. Ancora oggi è così: la camera è totalmente preservata e quando ci si entra sembra di varcare la soglia di un mondo fantastico.

 

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La stanza delle meraviglie

 

Passo l’intera mattinata nel museo, che merita davvero almeno 3 ore di visita. Il tempo sembra migliorare quindi decido di fare un breve giretto per le vie del centro per pranzare con qualcosa di sfizioso, prima di dirigermi alla Pinacoteca di Stoccarda.

La Staatgalerie Stuttgart si trova proprio in centro ed è facilmente raggiungibile con la metropolitana: le opere custodite sono circa 400 e spaziano per quanto riguarda lo stile ed il periodo storico di realizzazione. Per quanto riguarda questo museo, ho già scritto un articolo di approfondimento (cliccate qui per leggerlo, ne vale la pena!).

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Con un bel sole splendente, non c’è niente di meglio che rilassarsi nel parco della Nuova Residenza e godermi uno snack all’ombra degli alberi. Un’altra giornata volge al termine e già sono malinconia, perchè il prossimo sarà l’ultimo giorno e a malincuore dovrò lasciare la Germania.

Per leggere gli altri articoli, visitate queste pagine:

Giorno 1

Giorno 2

 

Diario di viaggio: Stoccarda e dintorni – giorno 2

Con un bel sole e la prospettiva di una giornata molto intensa, siamo pronte per metterci in viaggio, zaino in spalla, destinazione: Schloss Solitude e Ludwigsburg.

Raggiungere Schloss Solitude non è difficile dal nostro quartiere, basta prendere un autobus di linea che porta direttamente al famoso castello: le indicazioni sono chiare ed il tragitto è di soli 40 minuti.

Il castello Solitude, o Schloss Solitude in lingua tedesca, è una residenza suburbana dei Duchi del Württemberg eretta in stile rococò: la residenza fu commissionata da Carlo II Eugenio del Württemberg come luogo di pace e tranquillità (da qui il nome Solitude). La costruzione fu affidata a Philippe de la  Guêpière ed i lavori iniziarono nel 1763. Il castello fu completato quattro anni dopo. Oltre al castello, Carlo II Eugenio fece commissionare la costruzione della Solitude Allee, il lungo viale che porta fino a Ludwigsburg, ancora oggi intatto. Nel XX secolo il castello cadde però in abbandono, fino agli 70 quando la Repubblica Federale Tedesca lo restaurò. Oggi Solitude e gli edifici annessi ospitano la Akademie Schloss Solitude, volta alla promozione di giovani artisti.

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Schloss Solitude

Arrivate al castello quello che proviamo è proprio ciò che cercava Carlo II Eugenio: pace e tranquillità. L’interno del castello è visitabile solo con una visita guidata in tedesco o in inglese ma è prevista solo una visita all’ora, quindi decidiamo di attendere girovagando per il bellissimo giardino, dove troviamo molte famiglie tedesche trascorrere una bella giornata in compagnia: chi legge un libro, chi gioca con il proprio cane, o chi fa un pic nic. Adoro la spontaneità dei tedeschi!

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Dopo la piacevole visita guidata, in cui però non ho potuto scattare fotografie, torniamo verso Stoccarda per prendere la metropolitana: direzione Ludwigsburg! Da notare come i castelli nei dintorni di Stoccarda siano ben collegati con la capitale dello stato del Baden, l’efficienza è massima. Dopo circa mezz’ora di metro, arriviamo alla ridente citadina: il sole è alto e fa caldo, quindi decidiamo prima di pranzare e aspettare che la calura estiva passi leggermente, poi ci dirigiamo al sontuoso castello, distante 20 minuti a piedi dala stazione. La passeggiata è piacevole e ci permette di scoprire la dolce atmosfera di questo ridente borgo: sembra di essere in un paese delle favole!

Il castello di Ludwigsburg si palesa a noi come un luogo magico e meraviglioso, con il suo immenso parco e i giardini circostanti. Il castello è stato costruito per volere del duca Eberardo Ludovico di Württemberg a partire dal 1704, che fondò anche la città. L’immensa residenza conta 452 stanze e si sviluppa in 4 ali ed è in stile barocco, seguendo lo stile architettonico dei palazzi imperiali di Vienna e Praga. Dal 1718 Ludwigsburg divenne la residenza ufficialae del duca e la città fu elevata a capitale del Württemberg. Con la costruzione del Palazzo Nuovo a Stoccarda, la residenza reale torna nella prima capitale e sotto il regno di  Federico I del Württemberg, il Castello di Ludwigsburg venne eletto a residenza estiva e i giardini vennero modificati in parte, trasformandoli in stile inglese.

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Quello che si palesa davanti a noi è un trionfo di bellezza e di sontuosità: i colori tenui, i giardini, le ampie stanze, tutto è meraviglioso! Ammaliate dall’imponenza di questa residenza, decidiamo di visitare alcuni suoi musei, come quello delle ceramiche e quello degli abiti d’epoca (purtroppo non si potevano scattare fotografie nemmeno qui), per poi dirigerci ai sontuosi giardini: per ammirarli bisogna pagare un biglietto a parte, ma i soldi sono davvero ben spesi! Il roseto, il laghetto, le statute e le architetture rendono unico tutto ciò che vediamo! Ci sembra di essere a Versailles, una Versailles in miniatura. Con un dolce in mano ci sediamo su una delle panchine e ci godiamo un po’ il fresco, si sta annuvolando e la temperatura è diventata gradevole. Non riusciamo tuttavia visitare tutti i giardini a causa dell’orario di chiusura ravvicinato: un consiglio, passate tutta la giornata a Ludwigsburg e dedicate la mattina ai musei ed il pomeriggio ai giardini, non ne rimarrete delusi affatto! Inoltre, d’estate, sono allestite delle piccole bancarelle dove poter acquistare cibo e bevande ed è possibile anche pranzare all’interno del ristorante dei giardini.

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E’ dunque ora di tornare a Stoccarda, con occhi sognanti e grande soddisfazione.

Per leggere il primo giorno a Stoccarda, cliccate qui.

Diario di viaggio: Stoccarda e dintorni – giorno 1

Con tre giorni liberi e la voglia di tornare in Germania, io e mia madre decidiamo di partire per Stoccarda, città storica della regione del Baden-Württemberg e capitale del distretto amministrativo omonimo. Perchè proprio Stoccarda? Cercavamo una meta vicina, in Germania, che si potesse visitare in quattro giorni, e così la scelta è ricaduta su questa città, che non ci ha per niente deluso!

Dopo essere arrivate all’aereoporto, ci dirigiamo verso il nostro albergo, l’Hotel am Feuersee, grazioso hotel a conduzione famigliare non lontano dal centro città, nel quartiere di Feuersee appunto, a soli 10 minuti a piedi dalla Königstraße, la strada principale di Stoccarda.

Appena fuori dall’hotel, c’è già un monumento da vedere: la chiesa evangelica di San Giovanni. La chiesa è stata costruita durante il 19esimo secolo ed inaugurata nel 1876 ed è in stile gotico, come molte chiese evangeliche tedesche. Vicino alla chiesa sorge il piccolo laghetto artficiale di Feuersee, da cui il quartiere prende il nome. Dopo aver fotografato i suoi simpatici abitanti, alcune oche, cigni e germani, ci dirigiamo verso il centro.

 

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Facciata della chiesa di San Giovanni.

 

In men che non si dica siamo sulla Königstraße e qui vediamo la Stoccarda che vive e che gioisce: decine di negozi aperti, turisti affaccendati a spendere e macchine di lusso che sfrecciano. Eh si, perchè Stoccarda è la città delle automobili: imarchi d’auto Mercedes-Benz, Maybach-Motorenbau e Porsche provengono tutti da questa zona, così come le multinazionali Bosch e Mahle. Una città industriosa ed industriale, ma dal fascino storico, che captiamo subito dalle chiese antiche e dai palazzi sontuosi. Le piccole piazze nascoste, le statue dei grandi filosofi e l’atmosfera che si respira ci fa davvero sorridere, finalmente siamo tornate in Germania!

 

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Schillerplatz

 

Stoccarda, nonostante tutto, è completamente diversa da Monaco di Baviera (leggi il mio diario di viaggio di Monaco di Baviera, iniziando da qui), ma non per questo meno bella! Mentre camminiamo, sotto un tiepido sole, notiamo musei e palazzi da visitare.

 

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La Torre di Mercurio

 

Arriviamo dunque alla famosa Schlossplatz, la piazza del Palazzo Nuovo: il Palazzo nuovo è stato il palazzo dei duchi e dei re della regione. Costruito per volere del duca Carlo II Eugenio di Württemberg nel 1744, è l’ultimo grande palazzo cittadino costruito nella Germania meridionale. L’imponenza della sua struttura richiama chiaramente Versailles, anche se oggi, al contrario del suo “rivale” francese, non è visitabile al suo interno in quanto ospita degli uffici ministeriali, anche se spesso viene affitata una sua ala per cerimonie ed eventi. Il Palazzo, che è davvero enorme, è attorniato da uno stupendo parco.

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Perchè Stoccarda, oltre ad essere la città delle automobili, è anche la “città verde” della Germania, con numerosi parchi e giardini. I tedeschi adorano riposarsi al sole e leggere un libro, e noi non siamo da meno, così, dopo aver scattato un po’ di foto, ci sdraiamo al sole godendoci il tepore della giornata.

Dopo esserci riposate un pochino, ci dirigiamo verso uno dei luoghi che volevo visitare da anni: il museo di Claus von Stauffeberg. Chi mi segue dall’inizio della mia avventura, sa quanto questa figura sia per me importante, per gli altri rimando alle seguenti pagine:

Su di me

Diario di viaggio: Monaco di Baviera – Giorno 2

Non posso quindi non visitare il piccolo museo nella sua città, che raccoglie i suoi oggetti personali e quelli della sua famiglia (in particolare del fratello Berthold, anche lui fucilato per l’attentato del 20 aprile). L’emozione è tanta, benchè l’esposizione sia davvero minima, in quanto molti dei suoi averi sono stati distrutti dalla rappresaglia nazista. Quel che c’è basta a farmi vivere un’esperienza molto toccante e commovente. Non si potevano scattare foto, quindi mostrerò solo l’esterno di questo memoriale. Prima di uscire mi intrattengo a chiacchierare con il custode/carriere che è anche uno dei curatori dell’esposizione: gli racconto di quanto ammiri Claus von Stauffenberg e di quanto la sua figura sia importante per me. Il curatore rimane colpito dal vedere che anche un’italiana conosce la storia di questo eroe e mi stringe la mano in segno di amicizia e rispetto. Naturalmente non posso esimermi dall’acquistare la biografia completa in tedesco di Stauffenberg, ovviamente.

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Con il groppone in gola, e lo stomaco brontolante, ci dirigiamo verso il mercato coperto, per il pranzo: il mercato coperto, appena dietro al museo, ci accoglie con tantissime bancarelli e con una moltitudine di cibi. Non facciamo fatica a trovare qualcosa da sgranocchiare; la varietà dei negozi è enorme, e non si vendono soltanto cibarie e leccornie, ma anche oggetti per la casa e per il giardino. Oltre agli stand, c’è anche un ristorantino che sembra molto invitante.

 

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Il mercato coperto.

 

E’ ora di continuare il nostro tour, e proseguiamo per la Königstraße infilando la testa nei numerosi negozi e centri commerciali fino a sera.

La giornata finisce presto, con un piacevole itinerario già segnato e con la dolce sensazione di essere di nuovo in terra teutonica.

Pronte dunque per il secondo giorno!

 

 

 

 

Il museo di ottobre: la Staatsgalerie Stuttgart – La pinacoteca di Stoccarda

Mi trovavo a Stoccarda a giugno, durante i miei innumerevoli giri per il mondo, e ovviamente non potevo perdermi l’occasione di visitare la pinacoteca della città, essendo, come ormai sapete, appasionata di arte, in particolare di pittura.

La Staatsgalerie Stuttgart è una delle pinacoteche tedesche più importanti, sia per la propria architettatura che per la collezione che copre davvero secoli di storia. L’edificio originale fu costruito per ordine del Re Guglielmo I del Württemberg tra il 1838 e il 1843. L’architetto James Stirling ci pone la firma più di 100 anni dopo, realizzando l’ampliamento e donandogli l’aspetto che vediamo oggi.

 

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La Porta Rossa – Marc Chagall

 

Con circa 400 opere, la galleria ospita dipinti d’arte alto-tedesca, italiana, olandese e del cassicismo svevo, propri di questa regione. Notevole è la collezione relativa al XX secolo, con grandi opere del movimento “Die Brücke” (prime su tutte le opere di Ernst Ludwig Kirchner), spaziando poi a Kandiskij o a Schlemmer. Troviamo anche tele di Picasso, fino a tempi ancora più recenti, dove non mancano Warhol e Fontana. Oltre alle pitture, sono presenti anche sculture ed istallazioni, sempre moderne e post-moderne.

Tra le varie sale, non mancano quelle della pittura del 1700, con i grandi paesaggi e le immense vedute, soprattutto di artisti italiani.

 

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Veduta di una baia con resti antichi e di un veliero durante una tempesta – Leonardo Coccorante

 

Il museo, facilmente raggiungibile tramite la metropolitana, con la fermata a pochi passi dall’edificio, è aperto tutti i giorni della settimana tranne il lunedì, ed oltre alla collezione permanente ospita molte mostre temporanee, dando spazio ad artisti emergenti o mostrando collezioni private.

Da buona amante dell’arte e del periodo impressionista, non posso fare a meno che cercare opere riconducibili a quel periodo, e così faccio: trovo subito un’intera ala della pinacoteca che ospita opere di Monet e Pissarro, tra le più famose ed iconiche.

Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale della Pinacoteca.

Presto leggerete il mio diario di viaggio di Stoccarda, non perdetevelo!