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Le mostre più belle: Mineralpavia

Da tre anni ormai si ripete il consueto appuntamento con Mineralpavia, Fiera e Borsa-Scambio di Minerali e Fossili.

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Quest’anno, Mineralpavia torna il 27 maggio, domenica, con tante novità e più di 70 espositori provenienti da tutto il nord Italia.

Ormai diventata un appuntamento fisso, la manifestazione si sposta quest’anno in una nuova location, presso il Centro Polifunzionale di San Genesio ed Uniti, in Via Parco Vecchio 21.

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Come per le scorse edizioni, la mostra prevede la vendita e lo scambio di minerali, fossili, monili, pietre preziose, gemme e oggetti preziosi. Mineralpavia è il luogo di ritrovo di appassionati, collezionisti o semplice pubblico attirato dalla bellezza della mineralogia e della paleontologia. Una giornata unica in tutto l’anno, ed una manifestazione senza precedenti all’interno della realtà pavese e del suo territorio: Mineralpavia è infatti l’unica fiera del settore del territorio pavese, che riunisce non soltanto persone della provincia, ma anche di Milano, Torino, Genova, e da tante altre città.

Oltre alla vendita e allo scambio aperto al pubblico, alla manifestazione sarà presente una mostra fotografica naturalistica con le fotografie dei fotografi Milo Ramella, Luciano Girotto e Silvia Moretti, esperti naturalisti.

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Anche quest’anno, l’organizzazione è affidata all’Associazione Mineralogica e Paleontologica Pavese (di cui sono il Presidente), che con tanto entusiasmo cerca di migliorare l’evento sempre di più.

L’ingresso al pubblico è gratuito.

La Fiera Mineralpavia si terrà il giorno 27 maggio 2018 e sarà aperta al pubblico dalle ore 9:00 alle ore 18:30, presso il Centro Polifunzionale di San Genesio ed Uniti (Pv), in via Parco Vecchio 21.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale, l’evento ufficiale su Facebook o inviate una mail ad info@amppavia.it

Le mostre più belle: Icons – Steve McCurry a Pavia

Dal 3 febbraio al 3 giugno 2018 le Scuderie del Castello Visconteo, a Pavia, ospitano la mostra personale del fotografo statunitense Steve McCurry: Icons.

Questa mostra, con oltre 100 scatti ad alta risoluzione, ci mostra una panoramica dei viaggi del famoso fotografo: dall’Afghanistan all’India, dal Tibet al Brasile, si ripercorrono le tappe dei suoi più famosi tour in giro per il mondo. Ogni scatto immortala un volto, una situazione particolare, o, come direbbe proprio il grande artista, uno spaccato di storia.

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In una location suggestiva, le opere ci vengone presentate con una grandezza che risalta i colori anche delle foto meno recenti, scattate all’epoca ancora su pellicola. McCurry visita posti e ci regala spettacoli difficili da dimenticare, come il famoso ritratto della Ragazza Afghana (Sharbat Gula), forse il suo scatto più famoso.

 virgoletteL’esposizione è vasta e attira sia gli appassionati di fotografia che i semplici curiosi.

Molte opere sono anche approfondite grazie all’adioguida, chiara ed esaustiva.

Quando si esce dalla mostra si rimane soddisfatti di questo fantastico viaggio appena concluso.

~ Giuseppe Intruglio – Fotografo e visitatore

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Oltre alla ricca esposizione, si possono vedere due video molto interessanti: uno, il più breve, è raccontato da McCurry stesso, che ci spiega la sua fotografia attraverso le “sue massime”. Il secondo, di circa 50 minuti, è un documentario che ripercorre il viaggio di ritorno del reporter in Afghanista, alla ricerca della ragazza divenuta famosa, ormai adulta.

La mostra non è soltanto visiva, ma anche interattiva: i bambini infatti ricevono un piccolo kit didattico in omaggio, che possono subito utilizzare presso uno spazio dedicato. Di certo non si annoieranno a scoprire culture e mondi lontani.

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Non è facile organizzare una solitaria di Steve McCurry, ma a Pavia ci sono proprio riusciti.

La mostra è curata da Biba Giacchetti ed è promossa da Vidi, Civita Mostre, SudEst57, Fondazione Teatro Fraschini e patrocinata dal Comune di Pavia.

Il biglietto intero è di 12 euro, il ridotto di 10 euro, mentre quello per le scuole è di 5 euro. Per i possessori della Carta Musei della Lombardia è prevista la riduzione.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale.

Pro

  • Mostra ben articolata con grandi opere famose.
  • Situata in un punto nevralgico della città.
  • Percorso interessante e ricco di spunti anche per i più piccoli.
  • Opere non riproposte in altre mostre personali di Steve McCurry.
  • Organizzatori/curatori disponibili e molto cordiali.
  • Il periodo di apertura è adeguato.

Contro

  • Il prezzo del biglietto è leggermente alto.

Le mostre più belle: Manet e la Parigi moderna

Da grande appassionata di arte, soprattutto quella impressionistica, e da grande amante di Manet (che ricordo sempre non essere un’impressionista, nonostante sia vissuto durante la nascita di questo movimento), non potevo perdermi la mostra “Manet e la Parigi moderna” che si è tenuta a Milano, a Palazzo Reale, dall’ 8 marzo a 2 luglio 2017.

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Questa grande esposizione intendeva ripercorrere la storia del grande pittore, dagli inizi alla fine della sua carriera molto intensa (430 dipinti in totale). Oltre alla figura di Manet, vengono menzionate, attraverso l’eposizione delle loro opere, altri pittori suoi contemporanei, come Tissot, Signac, Gaugin e il suo grande amico Monet.

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Con Manet, l’arte moderna si rivoluziona, assume tratti completamente diversi dai canoni prestabiliti dal celebre Salon e inizia un percorso assolutamete innovativo. Rifiutato dai critici contemporanei perchè troppo fuori dagli schemi, il pittore non si scoraggia e continua seguendo la sua linea di pensiero, creando opere d’arte ineguagliabili.

Le opere presenti in mostra arrivano dalla collezione del Musée d’Orsay di Parigi: un centinaio di opere, tra cui 55 dipinti – di cui 17 di Manet e 40 di grandi maestri coevi. Alle opere su tela si aggiungono 10 tra disegni e acquarelli di Manet, una ventina di disegni degli altri artisti e sette tra maquettes e sculture.

 

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Il simbolo della mostra: Edouard Manet
Il pifferaio, 1866
Olio su tela – Parigi, Musée d’Orsay

 

La mostra è stata assolutamente una chicca per chi ama la pittura, in particolare quella del maestro Manet. Purtroppo non è stata riproposta in altre città ed il tempo di permanenza non è stato forse sufficiente per tutti, soprattutto per chi venisse da fuori Milano.

 

Pro

  • Mostra ben articolata con grandi opere famose
  • Oltre a Manet, vengono mostrate altre opere di artisti famosi e coevi
  • Il percorso è armonico e l’audioguida molto approfondita

Contro

  • Il tempo di permanenza della mostra è risultato non essere molto adeguato
  • La mostra non è stata riproposta in altre città

Le fotografie di questo articolo sono state prese liberamente da internet, in quanto non era possibile scattarne all’interno della mostra.

Per maggiori informazioni sulla mostra, visitate il sito ufficiale.

 

Le mostre più belle: Nel segno di Manara

Dal 22 settembre 2017 al 21 gennaio 2018 Bologna è lieta di ospitare una mostra dedicata ad uno dei più grandi fumettisti ed artisti italiani di tutti i tempi: Milo Manara.

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La mostra, dal titolo “Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara” vede esposte 130 opere, tra le più belle del disegnatore, divise in sezioni: è così che vediamo quella dedicata a Caravaggio, o “Zodiac”, continuando con quella dedicata all’omaggio a Brigitte Bardot.

La grande raccolta non può che soddisfare l’appasionato lettore di Manara, ma anche il neofita che per la prima volta si avvicina alle opere del grande Maestro: ogni sezione è riccamente spiegata da un’introduzione bilingue e sotto ogni opera è riportato il titolo e l’anno di composizione. E’ così che assistiamo ad una bella carrellata di disegni, bozzetti e acquerelli che hanno toccato tutte le tappe della vita artistica del fumettista noto in tutto il mondo.

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La mostra antologica si impone sullo spettatore come un’opportunità per un viaggio a tutto tondo nella carriera del rivoluzionario autore.

Perchè Manara incanta, eccita e diverte, spaziando tra cinema, fumetto e pubblicità, il tutto attraverso lo sguardo rapace e scanzonato della “sua donna”. procace musa in un viaggio che abbraccia tutte le arti.

~ Gabriele Casnedi – Appassionato e visitatore

Non solo erotismo in questa mostra, che riprende anche tematiche care all’autore, quale il viaggio e la storia, attaverso l’esposizione di disegni del Caravaggio o caricaturali dei volti politici italiani. Un Manara intrigante e tutto da scoprire, dunque.

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La mostra fa parte del circuito della Bologna Welcome Card. È previsto uno sconto  speciale dedicato ai possessori della Card ed è a cura di Claudio Curcio e promossa dal gruppo Pallavicini S.r.l in collaborazione con Comicon.

Per ulteriori informazioni, cliccate qui per visitare il sito ufficiale.

Pro

  • La mostra è aperta in un periodo di forte affluenza (periodo delle feste natalizie)
  • I pannelli esplicativi sono biligui e molto esaustivi
  • La mostra ripercorre la carriera artistica del fumettista in un percorso ben articolato
  • Il prezzo del biglietto può essere ridotto per chi possiede la Bologna Welcome Card
  • Si possono scattare fotografie e acquistare parecchie gadget e souvenir

Contro

  • Il prezzo del biglietto è leggermente alto

 

Le mostre più belle: Robert Doisneau – Pescatore di immagini

Un’altra mostra che merità senz’altro una visita è quella di “Robert Doisneau – Pescatore di immagini“, ospitata al Palazzo del Broletto di Pavia dal 14 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018. L’esposizione conta 70 immagini in bianco e nero, le più rappresentative di tutta la carriera fotografica del grande artista francese, che cercava sempre di immortalare momenti che potessero offrire più di una interpretazione, le cosiddette fotografie “a finale aperto”.

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Ritratto di Robert Doisneau del 1949

Il percorso espositivo si apre con un autoritratto del 1949 e continua mostrando i soggetti preferiti del fotografo francese: i parigini. Che siano donne, bambini, innamorati, o anziani, le persone ritratte da Doisneau sono espressive, comunicano un sentimento, senza che per forza guardino dritti verso il pubblico. Si potrebbe definire un ritrattista, ma non è stato un semplice fotografo di volti: Doisneau cercava una retorica in tutti i suoi scatti, e anche ogni spicchio della vita quotidiana di un contadino diventava un’opera d’arte.

Tra le opere più famose, sono esposte le fantastiche “Le Baiser de l’Hôtel de Ville“, “Prévert au guéridon”, Les pains de Picasso”.

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La mostra vale proprio la pena di essere visitata, anche se non è di grandi dimensioni. Gli appassionati di fotografia non possono farsela sfuggire assolutamente!

Pro

  • La mostra è aperta in un periodo di forte affluenza (periodo delle feste natalizie)
  • Le audioguide sono chiare ed esaustive
  • La mostra ripercorre la carriera artistica del fotografo in un percorso ben articolato
  • Il prezzo del biglietto può essere ridotto se si visita un’altra mostra della città (“Longobardi” presso il Castello Visconteo)
  • Se si possiede la tessera musei della Regione Lombardia, l’ingresso è gratuito.

Contro

  • Il prezzo del biglietto è forse troppo alto se si visita solo una delle mostre
  • La mostra non è molto pubblicizzata
  • Il sito internet non risulta essere molto esaustivo

Le fotografie di questo articolo sono state prese liberamente da internet.

Per altre informazioni, visitate il sito internet ufficiale.