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Piran

Durante il mio viaggio del 2019 tra Slovenia, Austria e Italia mi sono spinta l’ultimo giorno in Istria per visitare una città che avevo conosciuto grazie alla BIT 2019: Piran, o Pirano in italiano.

Per orientarsi

  • Cosa fare: visitate la città in una giornata estiva, salite sul campanile di San Giorgio
  • Cosa mangiare: assaggiate il pescato del giorno e i piatti della tradizione culinaria slovena
  • Cosa acquistare: il pesto e il sale piranese in una delle bancarelle del mercato

Storia di Piran

Piran è una placida cittadina affacciata sul Mar Adriatico nell’Istria slovena, a pochi chilometri dal confine con la Croazia.

La località di Piran viene citata per la prima volta dall’Anonimo Ravennate nel VII secolo, col nome di Piranòn (Πιρανὸν). Non sono note informazoni sulla nascita e lo sviluppo dell’insediamento originario, anche se si può supporre sia stata fondata nel periodo finale dell’Impero Romano con l’arrivo di popolazioni che sfuggivano alle invasioni barbariche. Secondo la tradizione, Piran sarebbe infatti sorta, come insediamento per profughi aquileiesi fuggiaschi di fronte agli Unni. Fino al XII secolo le sorti dell’insediamento furono le stesse di tutto il territorio istriano. Tra il XII e il XIII secolo avvenne il sodalizio tra Piran e la Repubblica di Venezia, terminato solo con la caduta della Serenissima nel 1797.

La città di Piran era dotata di imponenti mura (i cui resti sono visibili ancora oggi) che le consentirono di respingere due assedi genovesi nel 1354 e nel 1379 e altri attacchi di pirati e nemici della Serenissima. Non venne però risparmiata dalle epidemie come quella di peste del 1558 che sterminò i due terzi dei suoi abitanti.

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La sua autonomia amministrativa non venne mai messa in discussione: dal 1270 la città possedeva uno statuto e a capo del territorio vi era un delegato veneziano con funzioni giurisdizionali e governative; al suo fianco era presente un consiglio di nobili locali.

L’economia si basava sul commercio e sulle vicine saline di Fasano, Strugnano e Sicciole.

Dopo la crisi verificatasi con il crollo di Venezia, Piran riprese a fiorire grazie all’attività estrattiva del sale: divenuta un porto succedaneo a Trieste, la città assunse grande importanza grazie alla costruzione del cantiere navale cittadino. A quell’epoca la città era abitata prevalentemente da italiani.

Nella seconda metà del XIX secolo, Piran risentì positivamente dei flussi turistici, che fecero della vicina Portorose uno dei luoghi di maggior richiamo dell’intero Impero Austroungarico.

Facendo un salto temporale si giunge al termine della Seconda Guerra Mondiale: l’area di Pirano venne assegnata nella zona B del

Territorio Libero di Trieste, soggetta all’amministrazione militare jugoslava. A seguito del Memorandum di Londra del 1954, la quasi totalità della popolazione autoctona di Pirano esodò, sostituita da popolazioni jugoslave dell’interno, in maggioranza slovene ma anche croate e bosniache. L’esodo impoverì la città delle sue tradizioni, delle feste popolari e delle credenze, nonchè dell’artigianato e dell’arte locale. Un periodo buio fu questo per Pirano che cambiò completamente volto con uno stravolgimento totale della realtà cittadina. Solo di recente, dopo che la Slovenia ottenne l’indipendenza, si è sviluppato un nuovo tentativo di recupero delle antiche radici con la popolazione italiana che è tornata parzialmente ad abitare questa città.

Piran oggi

Oggi Piran è un centro vivo e turistico non di massa ma piuttosto di nicchia, un turismo sì marittimo ma anche responsabile, che apprezza le dimensioni estremamente ridotte della città e le opportunità che offre. Divenuta totalmente pedonale (a parte per i residenti), Piran è un luogo da scoprire lentamente e con il naso all’insù: all’interno dei suoi stretti vicoli si può percepire il profumo di salsedine e l’odore delle antiche tradizioni. Oggi Piran accoglie il visitatore con la sua stupenda Piazza Tartini, che prende il nome dal compositore Giuseppe Tartini, che proprio qui nacque e d’un tratto ci si sente catapultati in una Venezia ma in miniatura, con il campanile della Chiesa di San Giorgio a farla da padrone.

Piran è sottile, sdraiata su un lembo di terra circondato su tre lati dal mare e con le dolci alture circostanti in dolce declivio.

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Piazza Tartini con le splendide architetture

Cosa fare a Piran

Giunti a Piran fate una tappa all’ufficio del turismo sito proprio in Piazza Tartini e visitate la cittadina senza pretese ma con passo leggero: sulla costa troverete molti bagnanti tuffarsi dagli scogli e la statua di una sirena qui scolpita da un’artista sconosciuto. Alla punta estrema della città incontrerete il piccolo faro (Piranski svetilnik) con il suo punto panoramico. L’attrazione principale è senza dubbio il campanile della Chiesa di San Giorgio dalla cui sommità godrete di una spettacolare vista su tutta Piazza Tartini.

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Ciò che colpisce della città è la sua architettura: gli edifici sono bassi ma allungati verso l’alto e spesso hanno dei colori davvero meravigliosi, dalle sfumature pastello; il bianco del marmo e fa poi risplnedere ancora di più questa incredibile città.

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Le splendide e caratteristiche case colorate

Se poi volete vedere la città dall’altro dirigetevi verso le mura di Piran ma non fatelo in una giornata calda, il cammino è spesso sotto il sole cocente!

A Piran non avrete difficoltà a trovare un ristorante o una tavola calda: da entrambe le parti della città troverete numerosi locali (ristoranti e pizzerie) che servono piatti della cucina italiana e slovena e del pesce davvero gustoso.

Non perdetevi poi gli appuntamenti con il mercato delle prelibatezze locali sulla spiaggia di Portorose e quello dell’artigianato di Piazza Tartini.

Piran è una città viva che risplende di luce propria e, a mio avviso, è il mio luogo ideale per il futuro buen retiro.

Per una visita senza pensieri: se giungerete in auto a Piran dovrete lasciare il vostro mezzo in uno dei parcheggi a pagamento al di fuori del centro storico. Vista l’affluenza sempre crescente, soprattutto nei mesi estivi, la città si è attrezzata con la costruzione di un comodissimo parcheggio multipiano e con l’istituzione di una navetta gratuita che vi condurrà proprio a pochi passi da Piazza Tartini. La città è quindi completamente pedonale (a parte i mezzi dei proprietari) e quindi perfetta per passeggiare anche con carrozzine e sedie a rotelle.

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Commenti

  • 9 Settembre 2020

    Sembra una bellissima cittadina. Non sono mai stata in quelle zone, però è interessante conoscere nuovi luoghi da poter visitare.

  • 9 Settembre 2020

    Ci sono stata molti anni fa, da piccola, ma non ho molti ricordi purtroppo. Potrebbe essere una bella idea per un weekend di fine estate, al profumo di salsedine. Grazie per il suggerimento!

  • 11 Settembre 2020

    Ci sono stata un paio di volte, ma ci tornerei tanto volentieri. Piran è un vero gioiellino e tra l’altro c’è un ristorante dove si mangia davvero bene!

  • 11 Settembre 2020

    Molto interessante questo tuo articolo. È sempre bello conoscere posti nuovi.

  • Lorenza
    11 Settembre 2020

    Brava! Bella descrizione di Pirano, io qui gioco un po’ in casa, Trieste – Pirano 40 km circa. Per me è un posto per una passeggiata nel pomeriggio o per andare a bere un caffè o mangiare una fetta di torta all’ombra della statua di Tartini! Un posto quindi in cui tornare sempre con piacere…

  • 12 Settembre 2020

    Da come hai descritto Piran noto una certa somiglianza con Procida, magnifica isola campana che da due anni a questa parte adoro visitare. Sinceramente non la conoscevo (per mia ignoranza ammetto di conoscere poco questa zona dell’Europa). Urge rimediare!

  • 14 Settembre 2020

    Piran è stata una delle prime località che ho visitato con quello che sarebbe diventato mio marito 27 anni fa. Ci sono tornata diverse volte e ogni volta è una sorpresa.

  • 15 Settembre 2020

    Ci sono stata proprio in estate e faceva caldo anche la sera, quindi non mi dispiacerebbe tornare magari in un altro periodo, con temperature più miti che mi permettano anche di camminare senza sentirmi mancare 😉 Ricordo che avevo comprato un paio di orecchini di corallo in uno dei tanti negozietti.

  • 16 Settembre 2020

    Dal tuo racconto sembra davvero una cittadina che merita una visita. La Slovenia non la conosco affatto abitando all’estremo opposto dell’Italia ma, che prima o poi, vorrei visitare. Sicuramente quando lo farò inserirò anche Piran nel mio itinerario.

  • Raf
    16 Settembre 2020

    Pirano (come la chiamiamo noi friulani) è davvero una piccola bomboniera. Hai saputo descriverla davvero perfettamente: l’eleganza degli edifici, la tranquillità del luogo e la genuinità della cucina locale. Ecco perché non mi stanco mai di tornarci.

  • 16 Settembre 2020

    Non ci sono mai stata ma è abbastanza vicina all’Italia e potrei pensare a una visita, sembra molto carina!

  • 17 Settembre 2020

    Devo dire che l’Istria mi affascina davvero molto. Piran non la conoscevo, ma mi sembra davvero un’ottima idea!

  • Alessandra
    18 Settembre 2020

    Sono stata a Piran diversi fa in occasione di una vacanza di alcuni giorni a Trieste. È stata una visita veloce, ma mi è piaciuta molto. Ci tornerei volentieri con più calma e concordo con te nel dire che forse fuori stagione dà il suo meglio.

  • 18 Settembre 2020

    Che carina questa cittadina! Siamo stati in Istria, ma ci è sfuggita..dalle foto si vede che ha un passato storico molto forte! Grazie per il tuo racconto 😉

  • 18 Settembre 2020

    Sembra veramente interessante! Mi piace il fatto che sia quasi del tutto pedonale, adoro girare a piedi dove ci sono pochissime macchine che girano. Adoro che ci siano sempre riferimenti storici nei tuoi articoli, è una delle parti che preferisco quando leggo di un luogo nuovo 💕

  • 22 Settembre 2020

    Correva l’anno 2015 quando mi trovai a Pirano per caso, in un’improvvisata e leggermente catastrofica vacanza. Pirano è stata tra i posti più belli visitati devo dire 🙂

  • 24 Settembre 2020

    Ma sai che non avevo mai sentito parlare di questa città? Eppure dalle tue foto e dal tuo racconto sembra davvero splendida! Me la segno tra le cose da vedere assolutamente

  • 28 Settembre 2020

    Sai che non avevo mai sentito parlare di questa località? Grazie dunque per avermela fatta conoscere, sembra davvero graziosa. Ci sono probabilmente passata accanto andando a Rovigno, peccato non essersi fermati!

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