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Sabbioneta

Dopo tre mesi di rinunce ai viaggi, alle gite e alle escursioni in giornata finalmente si è tornati ad una “leggera normalità”. Per inaugurare questa nuova estate di viaggi e di avventure ho deciso di visitare in primis la mia regione e di partire da un luogo particolare e delizioso: Sabbioneta.

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Il meraviglioso giardino all’italiana di Palazzo Giardino

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L’escursione in pillole

  • Periodo di viaggio: maggio
  • Durata: mezza giornata
  • Difficoltà: 2/5
  • Viaggio organizzato: no
  • Adatto a famiglie e bambini: sì

Perchè Sabbioneta? Ho visitato Mantova tre volte ma non sono mai stata a Sabbioneta che si trova a circa 30 chilometri dal Capoluogo di Provincia. In molti mi hanno sempre detto “e Sabbioneta non l’hai visitata? Merita molto!” – e così ho deciso che la meta della mia prima escursione in giornata sarebbe stata proprio Sabbioneta.

Sabbioneta è un piccolo comune di circa 4000 abitanti situato nella Provincia di Mantova. Dal 7 luglio 2008 è stata dichiarata con Mantova Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO: Sabbioneta rappresenta un perfetto esempio di applicazione delle teorie rinascimentali su come vada progettata una “città ideale”; inoltre fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia ed è stata insignita Bandiera arancione del Touring Club Italiano. Incastonata tra Mantova e Parma nella dolce e suggestiva Pianura Padana, Sabbioneta è attraversata dal 45° Parallelo, la linea equidistante fra il Polo nord e l’Equatore. Il suo nome deriva dal latino sabulum che significa “sabbia”.

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Benvenuti a Sabbioneta!

Questo piccolo e delizioso borgo fu fondato e governato dal Principe Vespasiano Gonzaga Colonna tra il 1554/1556 e il 1591, anno della sua morte, nel luogo in cui sorgevano una rocca del nonno Ludovico e un antico insediamento. La sua posizione, su un terreno alluvionale tra il Po e l’Oglio, le garantiva un vantaggio e quindi il condottiero Vespasiano decise di impiegare Sabbioneta come una fortezza: la cinta muraria, oggi ancora esistente, la rendeva una dei più muniti baluardi della Lombardia di dominio spagnolo. Ma Sabbioneta non era solo un semplice avamposto ma bensì la capitale di un piccolo Stato posto tra le grandi potenze dell’epoca: il Ducato di Milano ad ovest, retto in quell’epoca dal governatorato spagnolo, il Ducato di Mantova ad est oltre il fiume Oglio, governato dalla linea primigenia dei Gonzaga, cugini di Vespasiano, e il Ducato di Parma e Piacenza a sud del Po, di dominio della casata Farnese, solidale e amica dello stesso Vespasiano. Il territorio di questo piccolo Stato costituiva un obbligato crocevia per due importanti traffici commerciali: quello del medio corso del Po e quello tra la bassa bresciana e l’Emilia. Un luogo di importanza fondamentale per i giochi di potere del Rinascimento.

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Piazza d’Armi e Galleria degli Antichi. In primo piano una meravigliosa Ford Taunus.

Spesso Sabbioneta viene conosciuta come “la città ideale”. Perchè? E’ una delle prime cose che ho scoperto di questo borgo: Sabbioneta è stata costruita sulla base dei principi umanistici della “città ideale”, concetto che descrive un insediamento il cui disegno urbanistico riflette, secondo uno schema prevalentemente geometrico, criteri e principi astratti di razionalità e funzionalità. Il concetto è portato ai suoi massimi nel Rinascimento quando la città divenne il luogo cardine in cui l’uomo poteva esprimersi. In Italia esistono diverse “città ideali” e la più celebre è senza dubbio Urbino. Dunque Sabbioneta era una delle città ideali (e a vederla oggi lo si può ben confermare).

Sabbioneta, nonostante la gloria donatagli da Vespasiano, non brillò sempre di luce propria: dopo la morte del condottiero ci furono numerose dispute sulla successione del piccolo ducato e gli eredi furono divisi per oltre un secolo. Durante il periodo austriaco e poi quello napoleonico la città venne privata di numerosi ed importanti edifici come la rocca, l’armeria e le mezzelune esterne alle mura. Un incendio del 1815 devastò Palazzo Ducale e molti arredi prestigiosi andarono perduti. Ma la storia ci insegna che dalle ceneri si può rinascere e così è stato anche per Sabbioneta che oggi può vantare di essere una delle principali attrazioni della Provincia di Mantova e della Lombardia tutta.

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Via Vespasiano e il placido borgo

E’ con tante aspettative dunque che mi sono diretta proprio qui, speranzosa di passare una splendida giornata tra storia, cultura e tanta bellezza: arrivata in compagnia di Gabriele decidiamo subito di far visita all’Infopoint di Sabbioneta che ci accoglie con molta gioia e decide di collaborare con me concedendomi due biglietti per visitare i monumenti. Se decidete di visitare Sabbioneta vi consiglio di acquistare il biglietto cumulativo dal costo di 15 euro a testa proprio presso l’Ufficio del Turismo. Grazie a questo potrete accedere a tutti i monumenti:

  • Palazzo Ducale
  • Galleria degli Antichi
  • Palazzo Giardino
  • Chiesa della Beata Vergine Incoronata
  • Sinagoga
  • Teatro all’Antica
  • Pinacoteca di San Rocco
  • Museo del Ducato (Museo di Arte Sacra “A Passo d’Uomo”)
Mantova e Sabbioneta offrono una testimonianza eccezionale di realizzazione urbana, architettonica e artistica del Rinascimento, collegate tra loro attraverso le idee e le ambizioni della famiglia regnante, i Gonzaga. Esse rappresentano gli esempi più eminenti delle due modalità più emblematiche della progettazione urbanistica del Rinascimento, rispettivamente quella evolutiva e quella fondativa” – Dal sito Mantova – Sabbioneta Unesco

Decidiamo di dividere le nostre visite tra mattino e pomeriggio (anche perchè arriviamo a mattina inoltrata grazie al nostro favoloso navigatore che come sempre non ne imbrocca una). Subito ci dirigiamo alla Chiesa dell’Incoronata: di dimensioni ridotte ma ugualmente molto interessante, dato che possiede un soffitto di grande pregio e che ospita il monumento funebre del celebre Vespasiano, costruito in marmi policromi da Giovan Battista Della Porta. La chiesa venne costruita tra il 1586 e il 1588 sulle rovine della chiesa di San Niccolò. Le decorazioni interne, datate intorno al 1770, sono opera di alcuni allievi della scuola di Antonio Galli da Bibbiena. Il monumento è solenne e celebra la grandezza del duca grazie ad una statua in bronzo che lo raffigura. Nel 1988 la sua tomba venne aperta per effettuare un sopralluogo sui resti mortali del condottiero al termine del quale questi vennero collocati in un ambiente attiguo alla chiesa. Nel 2018 i suoi resti, quelli della moglie Anna d’Aragona e dei due figli Luigi e Giulia sono tornati a riposare all’interno del monumento funebre. Intorno ad Anna d’Aragona aleggia una nube di mistero in quanto la causa della sua morte non è stata ancora del tutto accertata: sembra che Vespasiano fosse molto geloso di lei e così la rinchiuse nel Castello di Rivarolo. Qui Anna morì di stenti, lontana dal marito e dai figli.

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La Chiesa dell’Incoronata e il Mausoleo a Vespasiano

Dopo aver scattato qualche foto ci dirigiamo a Palazzo Ducale, luogo deputato all’amministrazione dello Stato: affacciato su Piazza Ducale, la domina e la rende iconica. Questo fu il primo edificio significativo fatto realizzare da Vespasiano e fu la dimora della famiglia regnante e fulcro dell’organizzazione politica e della vita del ducato. Il palazzo si sviluppa su due piani interamente visitabili. Il piano nobile è composto dalle sale d’oro, con la volta di legno dorato e dipinto: al centro del soffitto della saletta dei dardi di nota lo stemma del duca circondato dal collare del Toson d’Oro conferitogli dal re Filippo II di Spagna.

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Vi ricordate del Toson d’Oro e dell’Ordine del Vello d’Oro? Ve ne ho parlato nel mio Diario di Viaggio di Vienna, a proposito della Camera del Tesoro Imperiale!

Sono davvero interessanti le sale degli elefanti, quella dei leoni con il blasone imperiale retto dai due felici araldici, quella delle città e dell’angelo con il soffitto in cedro, quella dei grappoli e degli ottagoni che ospitavano la biblioteca di Vespasiano.

Dopo la visita al Palazzo Ducale ci siamo dedicati al pranzo e poi abbiamo colto l’occasione di visitare in tranquillità la città prima dell’apertura pomeridiana dei luoghi d’interesse: l’atmosfera era tranquilla e accogliente, sembrava di respirare il profumo di altri tempi. D’un tratto, percorrendo via Vespasiano, (la via principale del borgo) mi sono sentita catapultata in due luoghi: Brescello e Scordia. Brescello perchè questa via mi ha ricordato i libri e i film di Don Camillo: la calda estate della “Bassa”, il solitario Don Camillo che porta in spalla la croce fino al fiume Po, l’eterna lotta tra nemici politici e amici nella vita vera. Non sbaglio a pensare a Brescello dato che Sabbioneta e la città descritta da Guareschi distano tra loro solo 16 chilometri. E poi Scordia: quando sono stata in Sicilia nel 2016 sono davvero tornata alla scoperta delle mie origini e di quelle di mio padre. Se avete presente Baaria o Nuovo Cinema Paradiso e le loro location allora potete immaginare ciò a cui mi ha rimandato Sabbioneta.

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Piazza d’Armi

Sfruttando il ridotto afflusso turistico e l’orario ideale per poter visitare la città in tranquillità scatto qualche fotografia soprattutto a Piazza d’Armi: la protagonista della piazza è senza dubbio la Colonna della Dea Pallade. La statua della Dea Minerva si erge sopra ad una bella colonna ionica con capitello corinzio realizzata in marmo bottoncino intorno al 1583. La statua è un pregevole pezzo archeologico che risale all’epoca andiranea o antonina e fu acquistata durante il governo di Vespasiano Gonzaga. Fortunatamente la statua non venne trasferita durante la confisca nel 1773 e ancora oggi osserva e protegge la città con il suo sguardo austero. La Colonna si trova proprio di fronte a Palazzo Giardino, il Palazzo dove Vespasiano amava rilassarsi e raccogliersi per pensare.

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Colonna della Dea Pallade

Non può mancare qualche foto alle due porte d’accesso cittadino: Porta Imperiale e Porta Vittoria. La Porta Imperiale fu edificata nel 1579 e intitolata all’imperatore Rodolfo II d’Asburgo: questa porta è stata costruita a sud-est mentre la Porta Vittoria, costruita nel 1562, a nord-ovest. Sopra l’ingresso di Porta Vittoria si trova un’epigrafe con un’iscrizione che recita “Vespasiano Gonzaga, marchese e fondatore di Sabbioneta, dedicò questa porta alla Vittoria come buon auspicio. Sabbioneta è ancora oggi una città protetta dalle sue mura quasi in toto, con la sola eccezione di un tratto a sud-ovest e di un tratto a nord-est. Le mura vennero costruite in tre fasi differenti e oggi le strutture difensive come rivellini e mezzelune non esistono più.

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Alle 14.30, orario di apertura pomeridiana dei monumenti, ci dirigiamo verso Palazzo Giardino e la Galleria degli Antichi (sorretta da una magnifica arcata che incornicia la Piazza d’Armi). Palazzo Giardino (o “Casino”) è un palazzo costruito in stile rustico e non sfarzoso per la vita privata del duca Vespasiano: una struttura semplice ma che conserva un gioiello davvero unico, la Galleria degli Antichi (Corridor Grande), la terza più lunga galleria d’Italia (dopo quella degli Uffizi di Firenze e quella delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani) con 97 metri di lunghezza. Venne realizzata in cotto a forma di porticato sovrastato da finestre tra il 1584 e il 1586: in origine doveva contenere le collezioni di marmi antichi del duca che qui furono custodite fino al 1773 (oggi sono ospitate nel Palazzo Ducale e nel Palazzo San Sebastiano di Mantova).

All’interno della galleria sono state girate numerose pellicole e fiction tv tra le quali “I Medici” del 2017. All’esterno tra le colonne della galleria sono state girate alcune scene del film “Strategia del ragno” di Bernardo Bertolucci. Sabbioneta è dunque un perfetto set cinematografico oltre che un luogo incredibile!

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Il piano nobile di Palazzo Giardino è composto da diverse stanze tra cui spicca sicuramente il Camerino di Enea, lo studiolo del duca. Gli affreschi qui si sono ben mantenuti e non facciamo fatica ad immaginare Vespasiano intento nel suo “otium“, magari seduto nel suo studiolo a rispondere alla sua corrispondenza o a passeggiare nel ben curato giardino all’italiana.

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Le ultime tappe del nostro piccolo e piacevole tour riguardano il Teatro all’Antica, la Sinagoga e il Museo del Ducato (purtroppo la Chiesa dell’Assunta era chiusa).

Il Teatro all’Antica è davvero un’opera d’arte: fu realizzato tra il 1588 e il 1590 su progetto dell’architetto Vincenzo Scamozzi sempre su committenza di Vespasiano (un uomo davvero ricco di iniziativa, ormai lo avete capito). Questo teatro si può considerare tra i primi esempi di edifici teatrali dell’età moderna: fu il primo teatro stabile inserito in un edificio costruito appositamente. Un luogo simbolo per tutti gli amanti del teatro dunque!

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Il teatro di corte fu inaugurato, nel 1590, alla presenza del duca Vespasiano e della duchessa Margherita Gonzaga di Guastalla, sua terza consorte

La struttura elegante e raffinata mostra quanto il duca e la sua corte fossero interessati e avvezzi alle arti: al suo interno si trova una cava mistilinea sormontata da un peristilio corinzio affrescato con Cesari monocromi, coronato da statue di divinità mitologiche. La scena che si osserva oggi sul palco è una riproduzione della scena fissa che c’era a quel tempo: si tratta di un’immagine di città prospettica, lignea, policroma e monofocale. Purtroppo il duca potè godere molto poco del suo magnifico teatro, simbolo in tutto e per tutto della sua agognata e amata “città ideale” in quanto morì nel 1591 di morte naturale. Penso che questo sia uno dei luoghi più suggestivi di Sabbioneta e di tutta Italia, sia per la sua rilevanza storica che per il suo stato eccezionale di conservazione: ancora oggi il teatro è impiegato per manifestazioni ed eventi di vario genere e si può dire che è davvero l’orgoglio della città.

Entusiasti e galvanizzati dalla vista senza precedenti di questo luogo ci siamo diretti verso la Sinagoga. La Sinagoga si trova in Via Bernardino Campi I, proprio accanto a Piazza Ducale. Fu costruita nel 1824 dall’architetto Carlo Visioli all’interno del quartiere ebraico e riaperta al pubblico nel 1994 dopo anni di abbandono. Di piccole dimensioni vale comunque la pena visitarla anche solo per osservare gli antichi banchi di legno originali dell’Ottocento, così come il candelabro Hannukkah e il cancelletto di ferro battuto che limita la zona più sacra. Proprio a fianco si trova una piccola sala in cui sono conservati libri e oggetti sacri per l’Ebraismo.

Ultima tappa del nostro tour è stato il Museo d’arte sacra “A Passo d’Uomo”, posto accanto alla Chiesa di Santa Maria Assunta (in Via dell’Assunta 7): il museo, raccolto e molto interessante, ospita numerosi oggetti (sacri e non) appartenuti alla famiglia Gonzaga o riconducibili alla città. All’interno si trova anche un piccolo cortile trasformato in inserto botanico: due simpatiche tartarughe di terra (Testudo hermannii) ci tengono compagnia mentre scattiamo qualche foto e ci riposiamo prima della ripartenza verso casa. Di certo il pezzo più pregevole è sicuramente il Toson d’Oro, l’onoreficenza massima di Vespasiano, ritrovata nella sua tomba e ora qui esposta.

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Il Toson d’Oro di Vespasiano

Soddisfatti e davvero molto molto emozionati ci dirigiamo alla nostra vettura per rientrare a Pavia. Sabbioneta ci ha conquistato catapultandoci nel Rinascimento da una parte e negli anni ’50 dall’altra. Nonostante la pandemia e la chiusura forzata i suoi abitanti non si sono persi d’animo e ci hanno omaggiato con la loro gentilezza e spontaneità. Dopo questa visita possiamo davvero confermare che Sabbioneta ha mantenuto tutti i canoni della “città ideale” e, a distanza di quasi 500 anni, riesce ancora ad incantare: la visione di Vespasiano Gonzaga si è realizzata e ancora vive e pulsa in un’epoca dove spesso la bellezza viene accantonata.

Ringrazio ancora di cuore l’Ufficio del Turismo di Sabbioneta – IAT Pro Loco e il Sindaco Marco Pasquali per la loro gentilezza e collaborazione nella stesura di questo articolo.

Consigli DV

Cosa vedere e fare: Sabbioneta si inserisce nella “Bassa” padana, zona ricca di campi coltivati e borghi caratteristici. A poca distanza vi consiglio il piccolo borgo di Pomponesco, nonchè, sconfinando in Emilia Romagna, la cittadina di Brescello. Assolutamente da non perdere è Mantova, anch’essa Patrimonio UNESCO. Se vi dirigete verso Cremona invece fate tappa a Villa Medici del Vascello a San Giovanni in Croce e al borgo di Castelponzone.

 

Commenti

  • 8 Giugno 2020

    Una bellissima idea per una gita domenicale! Come te, anche io sono stata spesso a Mantova, ma mai nei paesi limitrofi. Grazie!

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  • 8 Giugno 2020

    Sono stata solo a Mantova che mi è piaciuta tantissimo e vedo molte similitudini con Sabbioneta. Che meraviglia il Palazzo Giardino! Già solo quello creda valga la visita!

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  • 8 Giugno 2020

    Abbiamo avuto il piacere di visitare in giornata questa cittadina ricca di storia e di arte. Conoscere le vicende dei Gonzaga ci ha interessato tantissimo, come fare un tuffo nel passato!

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  • 8 Giugno 2020

    Ho sentito parlare molto di Sabbioneta ed è un borgo che mi attira davvero tanto! Spero di riuscire a visitarlo preseto

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  • antomaio65
    12 Giugno 2020

    davvero molto bello e completo il tuo tour di Sabbioneta e ho letto volentieri anche la storia del borgo dove sono stata anche recentemente ma solo per una piccola sosta. Ci tornerò di nuovo presto e la visiterò con tutta l’attenzione che merita

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  • 12 Giugno 2020

    è un luogo di cui ho sentito parlare tante volte, ma nel quale non sono mai stata. Spero di rimediare preso, Sabbioneta sembra davvero interessante!

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  • 14 Giugno 2020

    Un piccolo borgo con tante cose da scoprire! Perfetto per una gita fuori porta. Se passo nelle vicinanze lo posso valutare!

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  • 19 Giugno 2020

    Non avevo proprio idea che a Sabbioneta ci fossero così tante cose da visitare. Il Teatro all’Antica è davvero favoloso! Grazie per questo articolo pieno di spunti interessanti. 😊

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  • 22 Giugno 2020

    Ho visitato Mantova ai tempi delle gite scolastiche ed è da un po’ di tempo che vorrei tornare per visitarla come si deve; Sabbioneta vorrei unirla a questo viaggio perché non l’ho mai vista e dal tuo articolo mi convince ancora di più. Grazie delle indicazioni

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  • 10 Settembre 2020

    Non avevo mai sentito parlare di questo borgo, forse perchè non è una delle rotte turistiche più conosciute, o forse perchè essendo umbra sono un pò lontana. Devo dire però che il tuo articolo mi ha incuriosita molto! Me lo segno!

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