Un’escursione in giornata: Brescello

Brescello, piccolo paese della bassa emiliana. Per molti il nome di questo piccolo paesino non dice nulla, per altri è meta addirittura di pellegrinaggio, ma non religioso. Eh sì, perchè Brescello è il paese protagonista delle vicende di due personaggi un po’ bislacchi, di altri tempi: Peppone e Don Camillo, nati dalla penna di Giovannino Guareschi, lo scrittore italiano più tradotto all’estero in assoluto.

Per il lunedì dopo la Pasqua, io e mia madre abbiamo deciso di visitare questo paesino, dalla fama ormai mondiale. Io l’avevo visitato già qualche anno fa, ma ritornarci è sempre un piacere.

La sua posizione è un po’ l’ombelico del mondo, nel senso che si trova in provincia di Reggio Emilia, ma cofina con il comune di Viadana, provincia di Mantova. Siamo nella bassa padana, terra di storie e di sapori.

Arrivate senza difficoltà, parcheggiamo la macchina proprio vicino al centro, chiuso al traffico in occasione dell’afflusso turistico. Notiamo che oltre a tanti italiani, ci sono molti stranieri, soprattutto tedeschi, sulle tracce di quei due personaggi bontemponi: sì, perchè proprio Peppone, il sindaco comunista dai modi un po’ rudi ma dal cuore tenero, e Don Camillo, più un politico che un prete ma sempre pronto a porgere l’alta guancia al suo caro rivale, hanno fatto la fortuna di questo piccolo paese, con un percorso dedicato alla ricerca dei luoghi che hanno fatto da sfondo alle vicende politiche dei nostri protagonisti.

Ci dirigiamo dunque subito verso il Museo di Don Camillo e Peppone, diviso in due sedi: la prima, dove si fanno i biglietti, che mostra fotografie e attrezzi di scena, la seconda, in una sede attigua, dove si trovano locandine, testimonianze e molti gadget dei nostri beniamini. Prima di entrare al museo, ci fermiamo davanti al famoso Carro Armato, protagonista del film “Don Camillo e l’Onorevole Peppone” che doveva essere un carro tedesco, ma in realtà era un carro americano. Da buona appassionata di armi e di guerra, fotografo ogni dettaglio, e faccio attenzione alla targa riportata: un M26, di certo non tedesco! Molti sono i bambini che si fanno immortalare davanti al carro, forse più attirati dal carro in sè che non dalla sua storia nel film.

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Io con il mitico M26.

Non entriamo subito ai musei, in quanti chiusi per la pausa pranzo, allora, dato che il languorino si fa sentire, facciamo tappa alla celebre “Bottega di Don Camillo“, dove la cara Marisa è sempre pronta ad accogliere i clienti con gentilezza e simpatia: il locale è una vera istituzione per gli appassionati del “Piccolo Mondo”, infatti al suo interno si rivivono tutte le scene dei film, con tante fotografie e la memorabilia. L’antipasto di salumi misti e le tagliatelle al culatello, nonchè i ravioli di zucca, sono delle vere specialità. La vera Emilia si respira, e si gusta! E si sà, in pochi possono competere con questa cucina genuina e d’altri tempi, ma sempre molto attuale.

Dopo un lauto pasto, ricordando e ridendo delle vicende dei nostri preferiti, ci dirigiamo verso la piazza principale, la celebre Piazza Matteotti, con il Comune da una parte e la Chiesa di Santa Maria Nascente dall’altra, simbolo dell’eterna lotta tra Don Camillo e Peppone, ma anche dell’eterna amicizia che legava non solo i personaggi, ma anche gli attori che li interpretavano, ovvero Fernandel e Gino Cervi. Entrando nella chiesa, si può ancora vedere il famoso “Cristo parlante”, che consigliava Don Camillo.

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Piazza Matteotti e la Chiesa di Santa Maria Nascente.

Uscendo dalla chiesa ci intrufoliamo nei vicoli, dove vediamo la vecchia campana Gertrude, la casa di Peppone, fino ad arrivare alla mitica stazione di Brescello e alla Madonnina del Borghetto, che Peppone voleva spostare per far largo al progresso.

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Il Cristo parlante.

Tornando ai nostri musei, finalmente riusciamo ad entrare e ad immergerci ancora di più nell’atmosfera del Piccolo Mondo: troviamo la mitica bicicletta da corsa di Camillo, gli abiti dei protagonisti, locandine, fotografie, e perfino tesi di laurea che analizzavano la tecnica e la sceneggiatura dei film.

Ma Brescello non è solo la storia di Don Camillo e Peppone: la città fu fondata dai Cenomani attorno al VII secolo a.C. e poi venne ribattezzata Brixellum dai Romani. Presso il museo archeologico, gemellato con quelli di Don Camillo e Peppone, possiamo rinvenire i resti e le testimonianze dei Romani: anfore di indubbio valore, pervenuteci intatte, piastrelle, statute e mosaici furono ritrovati durante una campagna di scavo solo pochi anni fa. Purtroppo nel museo non si possono scattare fotografie, quindi non mi resta che invitarvi a visitarlo, perchè ne vale proprio la pena.

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La stazione di Brescello.

Dopo una bella giornata, sulle orme di Guareschi, è ora di rientar in Lombardia, con il cuore colmo di gioia e di ricordi.

L’escursione in pillole:

  • Periodo di viaggio: aprile
  • Durata: mezza giornata
  • Difficoltà: 1/5
  • Viaggio organizzato: no
  • Adatto a famiglie e bambini: sì

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