Articoli

Blog

Torricella Verzate

Come sapete ci tengo molto a valorizzare tramite articoli e fotografie il territorio pavese e l’Oltrepò. E’ così che, quando il tempo lo permette, decido di prendere l’auto e di salire sulle bellissime colline pavesi, alla ricerca di scorci e borghi di altri tempi. Con questo articolo vi voglio far scoprire la piccola cittadina di Torricella Verzate.

VAGABONDAMETA(2)

Luogo Storico

Perchè Torricella Verzate? Un giorno di inverno io e Gabriele abbiamo deciso di visitare il Paese e Gabriele ne è rimasto veramente colpito, sia perchè questo luogo è davvero particolare per la presenza di un Santuario così ben visibile e distinguibile, sia perchè nonostante la sua bellezza è davvero poco conosciuto: quel giorno, infatti, non c’era nessuno per le strade e nemmeno nei paraggi del suo Santuario.

Torricella_2

Torricella Verzate da Oliva Gessi, in lontananza Milano

Così, decisa ad approfondire la storia di questo luogo, ho deciso di scrivere al Sindaco di Torricella Verzate, Marco Sensale, il quale mi ha, con grande felicità, riservato una visita guidata presso il Santuario.

Dunque sono tornata a Torricella Verzate, curiosa di scoprire la storia del suo Santuario, accompagnata non solo dal gentile e assai disponibile Marco, ma anche da Don Luciano, storico parroco del Santuario, al quale tutto il Paese (e non solo) deve molto.

Prima di raccontarvi il tour guidato, vi faccio conoscere un po’ di storia, come in ogni mio articolo di questa rubrica.

Torricella Verzate è un piccolo comune di circa 800 abitanti che si trova nell’Oltrepò Pavese, nella valle del torrente Verzate. I primi cenni di questa cittadina risalgono al 972 d.C., all’epoca di Ottone I di Sassonia, che donò i beni fondiari al Papa, facenti parte del Monastero della Croce, fra cui Oliva, Montalto, Mairano e appunto Torricella. Il toponimo di Turricella appare per la prima volta nel XIII ma non è chiaro se si può ricondurre alla località Isella nota dal medioevo.

Nella frazione di Verzate sorgeva una casa dei Templari che, con altri beni del Tempio, fu assegnata agli Ospitalieri di San Giovanni, cui rimase fino all’epoca napoleonica. Tra gli storici e gli studiosi vi è chi ipotizza che i Templari stessi abbiano avuto un ruolo nello sviluppo di Torricella.

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il nome Torricella deriva dalla presenza di una torre Saracena che si trova a ridosso della Chiesa parrocchiale e del Santuario: già, perchè questa piccola località è famosa per la presenza del Santuario di Santa Maria della Passione. E’ proprio questo il luogo su cui vorrei soffermarmi: il Santuario fu edificato sulla nuda roccia, tra il 1764 e il 1770. La sua posizione sopraelevata e le fondamenta sulla viva pietra ancora ben visibile lo rendono davvero unico e protagonista di tutta la vallata. Il Santuario, oltre che della chiesa, consta di 14 cappellette (ultimate nel 1781) sempre edificate su pietra viva che ripercorrono la Via Crucis: all’interno di esse si trovano 52 statue in terracotta policroma e figure in bassorilievo dell’artista Pietro Ferroni. Tra le cappellette sorge anche la Cappella dedicata ai caduti sul lavoro, sorta su un precedente cimitero di epoca Napoleonica: ancora oggi si possono notare alcuni affreschi ancora più antichi, risalenti al 1600. Questa cappella viene utilizzata per celebrare le messe in ricordo delle vittime sopracitate.

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Sindaco è stato ben felice di accogliermi e di accompagnarmi in questo breve tour e mi ha raccontato tutte le vicende del Santuario insieme all’instancabile da Don Luciano: Don Luciano, cinquant’anni architetto e venticinque Sacerdote, ci ha mostrato il luogo nella sua interezza, raccontandoci di come, ad esempio, le Cappellette siano state danneggiate da un vandalo durante gli anni ’70 o di come ha scoperto un antico forno del 1600 ancora funzionante, situato nella Canonica. Un personaggio davvero eclettico Don Luciano, che ha dedicato gli ultimi anni alla scoperta e alla rivalorizzazione del Santuario, mettendolo a disposizione della comunità tutta. E’ a lui e alla generosità degli abitanti di Torricella Verzate che si devono gli importanti lavori di ristrutturazione del Santuario e la costruzione di un percorso adatto alle persone diversamente abili e con carrozzina. Negli occhi del Sindaco Marco (e non solo nei suoi) traspare l’ammirazione per un uomo che con tanta fede ha promosso la conoscenza di Torricella Verzate e del suo Santuario.

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Grazie alla disponibilità del Sindaco e del Parroco, sono dunque entrata nel Santuario per scoprire la bellezza di questo luogo: all’interno ci sono vari affreschi del 1700 e un organo del Lingiardi 1800. Di notevole importanza è anche la Cappella dedicata alle Reliquie della Santa Croce, riammodernata dallo stesso Don Luciano. Oltre a questa cappelletta, ne esiste un’altra, più piccola, posta in posizione rialzata e normalmente non visitabile.

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Santuario nasconde molto di più di quello che l’occhio non vede: proprio accanto alla Chiesa sorge la Scala Santa, dedicata alle vittime di incidenti stradali: i gradoni, secondo la tradizione, dovevano essere saliti a ginocchioni, in modo tale da ottenere l’indulgenza da tutti i peccati. Oggi numerose foto adornano le pareti della scalinata e una volta all’anno i parenti delle vittime si ritrovano qui per celebrare una solenne Messa in loro ricordo. La Scala Santa è stata costruita ispirandosi alla celebre Scala Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano. Oltre alla presenza della Scala, il Sindaco e il Parroco mi mostrano la meravigliosa grotta sottostante la chiesa, che racchiude le fondamenta non solo della chiesa stessa, ma anche dell’antico castelletto appartenuto alla famiglia Belcredi, che qui sorgeva: di questo antico avamposto si riconosce ancora molto bene un’antica feritoria. Dalla grotta si può ben notare come il Santuario fu costruito sulla pietra viva e come questo luogo sia indissolubilmente legato a queste rocce.

Per ultima, ma non meno importante, visito la Canonica, con soffitto originale settecentesco e vedo il mitico forno con cui, ancora oggi, si preparano gustose pizze: dal 1600 ad oggi, questo forno ha resistito al tempo e agli innumerevoli eventi che hanno caratterizzato questo territorio.

Dopo una interessante ed istruttiva visita di circa un’ora, mi congedo dai miei due accompagnatori, preziosi costruttori di sapere e amanti del loro territorio.

Prima però di lasciare Torricella, parlo con il Sindaco rispetto alla valorizzazione del territorio: entrambi siamo concordi che ciò che manca a questo splendido territorio è la presenza di una rete efficace che valorizzi e promuova l’Oltrepò Pavese: “purtroppo è difficile imboccare una strada comune e i mezzi che si hanno a disposizione sono sempre meno” – mi dice Marco. Comprendo assolutamente ciò che vuol dire Marco e spero vivamente che lo Stato italiano riconosca la bellezza di questo territorio (ma non solo, tutta la Provincia di Pavia) e che incentivi il suo sviluppo. Io, nel mio piccolo, spero che questo articolo attragga persone verso un territorio meraviglioso e che le porti alla scoperta di Torricella Verzate, luogo ricco di storia e di meravigliosa natura.

Ringrazio vivamente il Sindaco Marco Sensale, per avermi fatto da guida e per la sua disponibiltà e il gentile Don Luciano per avermi permesso di scoprire i segreti del Santuario. Grazie di cuore!

Consigli

Informazioni tecniche per la visita: il Santuario è normalmente chiuso al pubblico ma si può visitare previo contatto telefonico con il custode. Questo luogo è ben segnalato in tutto il paese e non è difficile arrivarci, sia a piedi che in automobile: un parcheggio proprio al di sotto permette il facile accesso tramite delle scalinate o tramite un percorso per carrozzine.

Parcheggiata l’auto proprio ai piedi del Santuario si gode di una meravigliosa vista sulle colline e sulle Alpi: questo è un luogo di pace e di raccoglimento ma anche ottimo per scattare delle belle fotografie!

Cosa vedere e fotografare: Se volete vedere Torricella Verzate da una prospettiva più ampia e volete scattare delle belle panoramiche vi consiglio di recarvi ad Oliva Gessi, magari a giugno quando ci sono i campi di grano imbionditi, e di scendere sulla strada SP46 in direzione di Corvino San Quirico per godere di una vista su Torricella Verzate e sulle colline davvero unica ed inimitabile! Se siete nei dintorni visitate anche Cigognola, Mornico Losana e Pietra de’ Giorgi! Non ve ne pentirete!

Rispondi

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit sed.

Follow us on
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: