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Diario di viaggio: Lubiana e Bled – giorno 3

L’ultimo giorno in Slovenia non l’ho passato nella capitale, bensì a Bled. Incuriosita da ciò che mi avevano detto alcuni amici in proposito, decidi di visitare questa graziosa località situata sull’omonimo lago, a circa un’ora di auto da Lubiana. Purtroppo, ancora una volta, il tempo atmosferico mi è avverso e parto dalla città con una pioggia battente… Speriamo nel bel tempo una volta arrivata là!

 

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Il Lago di Bled

 

Bled è una piccola cittadina situata nel nord-ovest del paese, conosciuta principalmente per il suo lago di origine glaciale: al centro di questo si trova una piccola isola su cui è stata costruita una chiesa dedicata a San Martino. L’isola, tra l’altro, è l’unica isola lacustre della Slovenia e può essere raggiunta tramite alcune barchette a noleggio.

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Arrivata presso il piccolo centro, cerco subito un comodo parcheggio per fare il giro del lago. Il tempo sembra migliorare ma non canto vittoria, infatti poco dopo il mio arrivo ricomincia a piovere, ma questa volta si tratta solo di brevi scrosci. Nonostante ciò, il lago è assai suggestivo e la vista è impressionante.

Il giro del lago è lungo circa due chilometri, ma non lo faccio tutto, perchè preferisco fermarmi e scattare qualche foto: tra l’altro, durante la mia visita, si stanno svolgendo i campionati mondiali di canottaggio, quindi non posso perdermi l’occasione di immortalare un simile evento!

 

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Pronti per la partenza!

 

Dopo essermi goduta il lago, decido di visitare il Castello di Bled, poco distante, che domina il bellissimo lago: il castello medievale è costruito su una rocca che sovrasta il lago ed è probabilmente il più antico castello sloveno. Le origini risalgono al XI secolo, quando l’imperatore Enrico II decise di concedere in donazione il feudo ai vescovi di Bressanone che qui eressero il Castello, successivamente passato sotto il governo degli Asburgo nel 1278. Il Castello non venne mai abitato, ma aveva una funzione difensiva in quanto si trova su un promontorio che permette di contollare tutta la valle circostrante. Nel medioevo furono costruite le alte torri e consolidato il sistema di fortificazione.

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La struttura caratteristica di questa roccaforte è doppia e la parte bassa è collegata a quella superiore tramite una scalinata. All’interno dei due cortili si trovano alcune botteghe, come la conceria e il negozio di souvenir, ed un bar dove pranzare: io non sono da meno e mi mangio un bel panino con salame godendomi la vista illuminata da un timido sole.

Presso il secondo terrazzo si trovano anche un museo della storia antica di Bled e la cappella del Castello.

Dopo qualche piccola compera al negozio di souvenir e qualche fotografia, decido di rientrare verso Lubiana. Ormai sono arrivata alla fine di questo “viaggio-lampo” e l’indomani dovrò rimettermi in viaggio verso l’Italia.

 

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Il tempo sembra essersi fermato a Bled…

 

Lubiana e Bled mi hanno colpito molto, scoprire queste bellezze dell’Europa dell’Est è stato veramente magico. Storie, miti, leggende: la Slovenia ne è ricca e le sfoggia con grande maestria, costruendo attrazioni per grandi e piccini, sempre all’avanguardia ma con un fascino del passato.

Questo viaggio in Slovenia segna la fine dei miei viaggi all’estero del 2017: la Camargue, Stoccarda, Heidelberg, Monaco di Baviera e Lubiana. Il 2018 sarà ancora più ricco!

Per leggere gli altri giorni, cliccate sui link sottostanti:

Giorno 1

Giorno 2

 

 

 

 

Diario di viaggio: Lubiana e Bled – giorno 2

Una giornata intensa mi aspetta a Lubiana! Ora che la città mi è più famigliare, è ora di visitare i suoi angoli più nascosti. Purtroppo il meteo non è dalla mia parte e mi risveglio sotto il diluvio più insistente: non è una novità quando viaggio, quindi non mi faccio scoraggiare e decido di iniziare a visitare i musei più importanti e famosi della città: Il Museo Nazionale di Slovenia (leggi qui il mio articolo), il Museo di Storia Naturale e la Galleria Nazionale (Narodna galerija) che si trovano tutti nel quartiere dei Musei, difronte al Parco Tivoli.

Parcheggiato nei dintorni, mi dirigo subito al Museo Nazionale di Slovenia, che ospita una grande quantità di reperti archeologici dell’età Romana, quando Lubiana era ancora un piccolo insediamento provinciale del vasto Impero. Epigrafi, capitelli, resti di colonne: le testimonianze sono numerose e molto interessanti.

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Al primo piano si trova invece il Museo di Storia Naturale: un museo all’avanguardia, di modeste dimensioni ma con molti reperti interessanti. Degna di nota è la collezione mineralogica intitolata al mineralogista Sigmund Zois, nato a Trieste e vissuto a Lubiana: Zois è stato un grande scienziato del 1700 e un’illuminista dalle grandi vedute. E’ stata una delle figure di spicco della scienza slovena e ancora oggi il premio scientifico sloveno più prestigioso è il “Premio Zois”: lo scienziato è stato anche colui che ha scoperto e classificato la Zoisite, un minerale molto importante del gruppo degli epidoti (conosciuta e apprezzata è la varietà Tanazanite).

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La collezione Zois è molto variegata ed è legata più alla sistematica che all’esteticità. Oltre ai minerali, sono presenti molti campioni di fossili anche di un certo spessore e sono stati ricostruiti diorami di alcuni ecosistemi che si possono ritrovare in Slovenia. Le sale sono ampie e ben descritte, in sloveno e in inglese. Non mancano anche le attività per i più piccoli, con schede interattive e attività ludiche. Un museo attento alle esigenze di tutti, grandi e piccini, come molti musei sloveni.

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Dato che il tempo non migliora, decido di dedicarmi ad un altro museo, questa volta una pinacoteca: la Galleria Nazionale.

La Narodna galerija è la principale galleria slovena per l’arte antica e custodisce la più grande collezione d’arte figurativa dall’alto medioevo al XX secolo. La collezione è suddivisa secondo il criterio cronologico e ospita più di 600 opere europee e slovene, che ripercorrono tutti i più grandi periodi artistici, dalbarocco all’impressionismo sloveno, dall’arte sacra medioevale al neoclassicismo.

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Il museo è grande ed ospita davvero moltissime opere: è frequentato da molti turisti e dagli sloveni stessi, infatti non mancano le scolaresche o i semplici cittadini.

Ormai è ora di pranzo, e decido di tornare verso il centro. Con un pranzo al volo, decido poi di andare a visitare il Castello di Lubiana.

 

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L’interno del castello

Il Castello è stato riscostruito nel 2960 in stile medievale su preesistenti fortificazioni e si trova collocato in cima alla collina nel centro storico di Lubiana. Il castello è menzionato per la prima volta nel 1144 come sede del Ducato di Carinzia, e fu distrutto nel 1335 quando il ducato entrò nell’Impero austro-ungarico. Tra il 1485 ed il 1495 fu ricostruito come lo vediamo oggi. Dopo il periodo napoleonico la fortezza viene adibita a prigione fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

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Il Castello visto dal centro storico

Oggi il Castello è un’attrazione turistica che vale davvero la pena visitare: si può salire sulla torre e vedere tutta Lubiana, in una delle viste più belle. Inoltre, si possono visitare le prigioni, gli interni e numerose sale oggi trasformate in musei di vario genere. Il cortile è sede di spettacoli ed eventi: al suo interno c’è anche un ristorante.

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Vista di Lubiana dalla Torre del Castello

Il Castello è raggiungibile sia in auto che tramite una funicolare ed io preferisco accedervi grazie a questa, che è davvero molto suggestiva!

Dopo la visita al Castello, sfrutto il tempo leggermente migliorati per fare un bel giro tra le vie del centro ed in battello sul fiume: per fortuna la pioggia mi grazia!

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Dopo una giornata così impegnativa, è ora di tornare in albergo a riposare. A cena, naturalmente, si va al ristorante Das Ist Valter.

 

 

 

 

Diario di viaggio: Lubiana e Bled – giorno 1

Come sapete, quando posso “scappo” per un weekend lungo a visitare qualche città a me non famigliare. Questa è la volta di Lubiana, visitata dal 6 al 9 settembre del 2017.

Vi chiederete perché Lubiana? A dire la verità non c’è un motivo preciso: cercavo una città non troppo lontana, ad est (dopo aver toccato l’ovest con la Camargue, il nord con Stoccarda ed Heidelberg) e che fosse interessante sia per i risvolti storici che culturali. Amo molto la Slovenia, l’avevo già visitata due volte ma sempre con viaggi naturalistici e mai alla scoperta delle città. Quindi computer alla mano, guida nello zaino e via! Partenza verso una nuova meta: Lubiana e le sue bellezze mi attendono!

 

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Amore a Lubiana…

Prima, come di consueto, un po’ di storia.

Lubiana ha origini molto antiche, infatti già dal 2000 a.C. la zona in cui attualmente sorge questa capitale fu colonizzata da uomini che vivevano su palafitte. Il territorio poi fu colonizzato da varie tribù, come i Veneti, gli Iapodi ed i Taurisci. Siamo nel III secolo a.C..

Successivamente arrivarono i Romani che edificarono il castrum di Aemona. Dopo il passaggio degli Sloveni e dei Franchi, la città viene prima conquistata da Ottone II di Boemia e poi fu inglobata nei feudi di Rodolfo I d’Asburgo: Lubiana rimarrà asburgica fino al 1809.

Con la Prima Guerra Mondiale, la Slovenia diventa parte del Regno di Jugoslavia e con la Seconda Guerra Mondiale viene occupata ed annessa al Regno d’Italia. Nel 1945 gli eserciti dell’Asse si arrendono alle forze di Tito.

Dopo essere stata a lungo sotto il governo jugoslavo, la Slovenia diventa indipendente nel 1991 e nel 2004 lo Stato entra a far parte dell’Unione Europea.

Arrivata a Lubiana, dopo circa 6 ore di automobile, lascio i miei bagagli presso l’Hotel Asteria, a soli 15 minuti a piedi dal centro. Il sole splende sulla bellissima città mitteleuropea e quindi mi immergo subito nella sua atmosfera davvero magica: Lubiana è la città dei draghi e delle favole. Già, perché anche il simbolo di questo centro multietnico è un drago, che in origine proteggeva gli abitanti dalla cima del castello che sovrasta tutta Lubiana.

Arrivata in centro noto come tutto sia a misura di pedone: le vie sono chiuse al traffico e davvero comode per chi si sposta in bici, in carrozzina o semplicemente a piedi. Lubiana dunque si dimostra anche attenta alle esigenze dei suoi cittadini e all’impatto ambientale, tagliando l’inquinamento fuori da tutto il centro nevralgico.

Il suono delle fisarmoniche dei musicisti di strada mi proietta in un’epoca romantica, quasi settecentesca, con questi alti palazzi bianchi che incorniciano la suggestiva Piazza Civica, con la famosa Fontana del Robba, uno dei simboli della barocca Lubiana.

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Piazza Civica con la Fontana del Robba

Svoltando a destra, si incontra subito il punto nevralgico di questa città antica ma estremamente giovane nel suo aspetto: il Triplo Ponte. In sloveno chiamato Tromostovje, è in realtà un gruppo di tre ponti sul Ljubljanica. Questo “ponte” storico collega il centro storico di Lubiana con la parte moderna. Il ponte centrale è costruito in pietra glinica mentre le altre parti sono in calcestruzzo. Il bianco è davvero sfolgorante e stando sul ponte mi sembra di essere proprio nell’ombelico della città.

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Il Ponte Triplo e la Chiesa francescana dell’Annunciazione

Continuando il tour si arriva alla centralissima Piazza Prešeren, il cuore di Lubiana, dove si trova la famosa Chiesa francescana dell’Annunciazione di colore rosso vivo. La chiesa è piccola ma è estremamente bella dal punto di vista architettonico, con il Barocco che la fa da padrone, ancora una volta.

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Ritornando in piazza Prešeren, che deve il suo nome al poeta romantico sloveno France Prešeren, continuo il mio giretto tra le viuzze del centro, senza una meta precisa, ma solo per scoprire le bellezze di questa capitale.

Arrivo dunque al Ponte dei Draghi, con 4 statue di Dragoni poste alle due entrate in entrambi i sensi. Una foto qui non può mancare.

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Uno dei quattro draghi

Ciò che mi trasmette questa città è pace, tranquillità ma anche voglia di vivere e spensieratezza. Mi perdo letteralmente tra i suoi alti palazzi che mi ricordano Vienna e osservo gli sloveni che si godono un bel pomeriggio di fine estate, così allegri come la loro capitale.

Tra le vie noto negozi e botteghe di ogni genere e colore, alcune davvero bizzarre, e delle scarpe appese sui cavi che collegano le case: è tradizione che gli studenti stranieri prima di andarsene lancino un paio di scarpe su uno dei fili, per ricordare che sono stati qui (tradizione osservata anche in alcune città tedesche).

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Le caratteristiche scarpe appese

Decido ora di ripercorrere il centro in senso opposto, seguendo il lungofiume, sprizzante e multicolore grazie ai numerosi bar e localetti. Qui si può degustare la birra locale o un fresco cocktail osservando i numerosi battelli che trasportano i visitatori in un tour romantico sul placido fiume.

Anche io mi fermo su una delle numerose panchine e mi godo qualche momento di relax.

Dopo poco, continuo sul lato sinistro del Triplo Ponte, dove le vie diventano grandi e ricche di negozi di grandi marchi. Arrivo fino alla Piazza del Congresso, dove si affacciano numerosi es interessanti monumenti, come l’Università, la Chiesa delle Orsoline della Santissima Trinità, l’Ancora e l’Orchestra Filarmonica Slovena.

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Il pomeriggio è quasi terminato ed io ho proprio bisogno di riposarmi dopo una giornata intensa e meravigliosa. È giunto il momento di tornare in hotel, e di cenare nel ristorante affianco all’albergo, il ristorante Das Ist Valter, un vero faro della cucina slovena.

Il primo giorno è terminato, e non vedo l’ora di continuare ad assaporare lo spirito autentico della Slovenia.

Il museo di gennaio: il Museo Nazionale di Slovenia

Mi trovavo a Lubiana a settembre e, come ormai ben sapete, adoro visitare le città ma anche i musei caratteristici: purtroppo il meteo non è stato clemente durante questo viaggio ma non ci si annoia mai quando si è in viaggio e la pioggia allieta sempre una visita in museo. Dunque perchè non visitare il Museo Nazionale di Slovenia?

 

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Veduta del museo

 

Il museo storico custodisce numerosi oggetti provenienti dallo stato sloveno, sia dal carattere lapideo, che strumenti e manufatti. Il museo ha sede nel palazzo neorinascimentale costruito da Viljem Treo e conta alcune esposizioni permanenti:

  • I tesori preistorici
  • Storie romane
  • Lapidario romano

Nella sezione dei tesori preistorici, sono esposti numerosi manufatti preistorici, tra cui particolari ed antichi strumenti musicali, come il famoso “flauto” dell’uomo di Neandertal di Divje babe.

 

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Strumenti musicali preistorici

 

La sezione delle storie romane raccoglie invece reperti risalenti al periodo in cui la Slovenia era un territorio dell’Impero romano: Lubiana è stata fondata proprio dai romani, con il nome di Emona. La sezione comprende anche dimostrazioni pittoriche e filmati. Correlata è anche la sala dei reperti egizi.

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Il lapidario romano comprende una vasta collezione (quasi 200 pezzi) di monumenti in pietra con iscrizioni romane in latino, quasi tutti provenienti dalla città di Emona.

Il museo è di ridotte dimensioni e si sviluppa tutto su un piano (al piano di sopra risiede il museo di mineralogia e il museo di scienze naturali) ma è assolutamente una chicca da vedere per chi visita Lubiana. La visita è piacevole e molto interessante: le collezioni sono esplicate in due lingue, sloveno e in inglese.

L’ingresso del museo è a pagamento e comprende anche il museo di storia naturale e quello di mineralogia. Il costo è davvero basso se si considera la quantità di oggetti che è possibile vedere (6 euro per gli adulti, 4 euro per studenti e pensionati).

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale cliccando qui.