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Un mese ad Heidelberg: il castello di Schwetzingen

Durante il mese trascorso in Germania, e precisamente ad Heidelberg, ho visitato molti luoghi storici e castelli fiabeschi. In una bella giornata estiva, con un brillante sole che mi ha accompagnato per tutta la giornata (stranamente!), ho potuto visitare il castello di Schwetzingen, situato nella cittadina omonima.

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Il Palazzo visto dai giardini

Schwetzingen, conosciuta come la “Piccola Versailles” del Palatinato, è stata l’abitazione estiva del Principe Elettore Carlo Teodoro del Palatinato, che ne fece un luogo lussuoso e ricco di fascino. Precedentemente costruita come una fortezza e poi come una residenza di caccia, Schwetzingen divenne un luogo brulicante di cultura e un centro focale per l’arte tedesca.

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L’elemento architettonico di maggio rilievo è senza dubbio il “circolo”, una serie di edifici ad un piano disposti a semicerchio su entrambi i lati del castello. Questa particolarità è unica in Europa e si trova soltanto presso questa residenza. Nella parte settentrionale del circolo il Principe fece costruire un bellissimo teatro secondo lo stile rococò che ancora oggi ospita spettacoli di lirica durante il festival musicale di Schwetzingen.

Ma ciò che colpisce di più, senza dubbio, è la maestosità dei giardini. L’architetto più famoso che ci mise la sua firma fu Nicolas de Pigage che costruì l’orangerie, il teatro stesso ed altri elementi del parco. la superficie del complesso supera i 72 ettari e per visitarla tutta occorre almeno mezza giornata.

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Nel parco si trovano numerosi laghetti, rifugio di molti uccelli e di odonati, e fontane che regalano spettacoli acquatici davvero unici. Degna di nota è la moschea costruita proprio nel centro del parco nord, che regala un’atmosfera orientaleggiante ed unica.

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Da buona curiosa e vagabonda, non posso che ammirare le bellezze di questi giardini, esplorando ogni angolo recondido per cercare l’inquadratura perfetta e per scoprirne i segreti. E’ così che incontro un’enorme varietà di uccelli, tra cui verdoni (Chloris chloris) e picchi muratori (Sitta europaea), oltre che un numero davvero elevato di odonati di varie specie, come il frecciazzurra puntanera (Orthetrum cancellatum) che stranamente si fa fotografare!

Che si voglia venire qui per trascorrere un lieto pomeriggio o per riposarsi, c’è davvero l’imbarazzo della scelta: si possono scattare fotografie, si può leggere un libro all’ombra dei tanti alberi, o farsi una bella passeggiata ristoratrice.

Un mese ad Heidelberg: Heidelberg e le sue meraviglie

Nell’estate del 2017 ho deciso di intraprendere un viaggio in solitaria per studiare il tedesco e così mi sono iscritta alla International Summer School of German Language di Heidelberg, tutta frebbricitante per la nuova avventura che stava per cominciare. Detto fatto, dopo l’iscrizione in un batter d’occhio era ora di partire! E così, dal 2 agosto al 2 di settembre mi sono trasferita ad Heidelberg, per vivere questa emozionante esperienza in terra teutonica.

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La statua della Madonna con Bambino a Kornmarkt ed il Castello sullo sfondo

Questa rubrica non può che iniziare con la sua protagonista, Heidelberg, perla del Baden-Württemberg, città storica incastonata nella valle del fiume Neckar.

La città è un importante centro industriale grazie alle numerose industrie del tabacco, meccaniche, elettrotecniche e cartarie. E’ tuttavia per l’Università che questo centro è conosciuto: l’Università di Heidelberg è la più antica della Germania, fondata del 1386 da Roberto I.

La città fu fondata nel XII secolo ma la sua storia risale fino al tempo dei Celti e dei Romani, che si stabilirono qui su insediamenti già esistenti dell’età della pietra. Nei pressi di Heidelberg, Daniel Hartmann scoprì il 21 ottobre 1907 la mandibola del noto Homo heidelbergensis, da cui deriva il più famoso Homo neanderthalensis. I resti sono conservati al Museo del Palatinato (leggi la mia visita in questo articolo).

La più antica testimonianza scritta su Heidelberg è del 1196 e la costruzione primitiva del suo famoso castello fu innalzata nel XIII secolo. Il Palatinato, regione storica in cui si trova Heidelberg, divenne sempre più importante nel Medioevo, e i suoi Conti divennero elettori del Sacro Romano Impero grazie alla Bolla d’oro del 1356. Nel 1386 Roberto I fondò l’Università ed Heidelberg si porta così sulla scena della storia.

Nell’ultima legge promulgata dal Sacro Romano Impero (Reichsdeputationshauptschluss), il Palatinato fu abolito, e i territori alla destra del Reno, quindi anche Heidelberg, furono riuniti al Granducato di Baden.

All’inizio del secolo XIX la città sul Neckar divenne uno dei luoghi simbolici del romanticismo tedesco.

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Con l’avvento del Nazismo, la città fu sconvolta dalla persecuzione razziale e dalle deportazioni (numerose sono infatti le pietre d’inciampo poste in tutta la città). Più di 6000 Ebrei vennero deportarti nei campi di concentro, la maggiorparte a Dachau (leggi il mio viaggio a Dachau, in questo articolo). Heidelberg era una città importante per la Wehrmacht, piena di ospedali militari, che non subì pesanti bombardamenti. Il 29 marzo del 1945 l’esercito tedesco fece saltare il Ponte Vecchio durante la ritirata, il giorno dopo le truppe americane entrarono in città senza incontrare resistenza.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale Heidelberg rifiorì e divenne un centro turistico rinomato in tutta l’Europa.

Chi la visita per la prima volta, non può che rimanere sbalordito dal profumo di storia che si respira in questa città: da Marktplatz, a Bismarckplatz, moderno ed antico si amalgamano in un tripudio di bellezza. Che si arrivi in auto o in treno, Heidelberg è ben servita di parcheggi e mezzi pubblici.

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Per le tappe prettamente “turistiche” non si può non visitare il suo Castello, che domina tutta la città dalla sua posizione sopraelevata, il Ponte Vecchio, ricostruito esattamente come l’originale, il Carcere studentesco (leggete del Carcere in questo articolo), luogo affascinante e ricco di leggende, la festosa Hauptstraße ricca di negozi all’ultima moda, la Heiliggeistkirche,
imponente chiesa protestante di Marktplatz.

I palazzi storici e il fiume Neckar incorniciano questa città meravigliosa e vivibile, che offre tanto di giorno quanto di sera: se durante le ore più calde possiamo rilassarci all’ombra degli alberi del giardino del Castello, di notte la città si anima di giovani che frequentano i numerosi Kneipe di Untere Straße, ritrovi musicali e ricchi di vita.

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Se la giornata è bella, si può fare un piacevole giro in battello sul Neckar, con la possibilità di effetuare crociere anche in altre città con punto di partenza Heidelberg. Gli amanti delle passeggiate non disdegneranno la Philosophenweg, la camminata dei filosofi, un percorso tra i boschi che ci permette di scorgere la città dall’altra sponda del fiume, e Königstuhl, il punto più alto della città, raggiungibile tramite la stessa cabinovia che collega il centro storico con il Castello (biglietto acquistabile con un sovrapprezzo).

Da ricordare come attrazioni lo Zoo di Heidelberg, nel quartiere di Neunheim, e i vari negozi dell’antiquariato, sparsi in tutta la città.

Per gli amanti della squisita cucina tedesca, consiglio vivamente i ristoranti Weisser Schwan (in Hauptstraße) e Vetter’s Alt Heidelberger Brauhaus (in Steingasse). Se invece siete nostalgici e avete voglia di un buon espresso italiano, niente è meglio di Peppino, sempre in Hauptstraße, dove l’ospitalità è di casa e dove potrete ritrovare il gusto autentico della nostra amata Italia.

Non mi rimane che consigliarvi questa città, anche per viverci, perchè una volta visitata, ve ne innamorete letteralmente.

Diario di viaggio: Stoccarda e dintorni – giorno 2

Con un bel sole e la prospettiva di una giornata molto intensa, siamo pronte per metterci in viaggio, zaino in spalla, destinazione: Schloss Solitude e Ludwigsburg.

Raggiungere Schloss Solitude non è difficile dal nostro quartiere, basta prendere un autobus di linea che porta direttamente al famoso castello: le indicazioni sono chiare ed il tragitto è di soli 40 minuti.

Il castello Solitude, o Schloss Solitude in lingua tedesca, è una residenza suburbana dei Duchi del Württemberg eretta in stile rococò: la residenza fu commissionata da Carlo II Eugenio del Württemberg come luogo di pace e tranquillità (da qui il nome Solitude). La costruzione fu affidata a Philippe de la  Guêpière ed i lavori iniziarono nel 1763. Il castello fu completato quattro anni dopo. Oltre al castello, Carlo II Eugenio fece commissionare la costruzione della Solitude Allee, il lungo viale che porta fino a Ludwigsburg, ancora oggi intatto. Nel XX secolo il castello cadde però in abbandono, fino agli 70 quando la Repubblica Federale Tedesca lo restaurò. Oggi Solitude e gli edifici annessi ospitano la Akademie Schloss Solitude, volta alla promozione di giovani artisti.

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Schloss Solitude

Arrivate al castello quello che proviamo è proprio ciò che cercava Carlo II Eugenio: pace e tranquillità. L’interno del castello è visitabile solo con una visita guidata in tedesco o in inglese ma è prevista solo una visita all’ora, quindi decidiamo di attendere girovagando per il bellissimo giardino, dove troviamo molte famiglie tedesche trascorrere una bella giornata in compagnia: chi legge un libro, chi gioca con il proprio cane, o chi fa un pic nic. Adoro la spontaneità dei tedeschi!

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Dopo la piacevole visita guidata, in cui però non ho potuto scattare fotografie, torniamo verso Stoccarda per prendere la metropolitana: direzione Ludwigsburg! Da notare come i castelli nei dintorni di Stoccarda siano ben collegati con la capitale dello stato del Baden, l’efficienza è massima. Dopo circa mezz’ora di metro, arriviamo alla ridente citadina: il sole è alto e fa caldo, quindi decidiamo prima di pranzare e aspettare che la calura estiva passi leggermente, poi ci dirigiamo al sontuoso castello, distante 20 minuti a piedi dala stazione. La passeggiata è piacevole e ci permette di scoprire la dolce atmosfera di questo ridente borgo: sembra di essere in un paese delle favole!

Il castello di Ludwigsburg si palesa a noi come un luogo magico e meraviglioso, con il suo immenso parco e i giardini circostanti. Il castello è stato costruito per volere del duca Eberardo Ludovico di Württemberg a partire dal 1704, che fondò anche la città. L’immensa residenza conta 452 stanze e si sviluppa in 4 ali ed è in stile barocco, seguendo lo stile architettonico dei palazzi imperiali di Vienna e Praga. Dal 1718 Ludwigsburg divenne la residenza ufficialae del duca e la città fu elevata a capitale del Württemberg. Con la costruzione del Palazzo Nuovo a Stoccarda, la residenza reale torna nella prima capitale e sotto il regno di  Federico I del Württemberg, il Castello di Ludwigsburg venne eletto a residenza estiva e i giardini vennero modificati in parte, trasformandoli in stile inglese.

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Quello che si palesa davanti a noi è un trionfo di bellezza e di sontuosità: i colori tenui, i giardini, le ampie stanze, tutto è meraviglioso! Ammaliate dall’imponenza di questa residenza, decidiamo di visitare alcuni suoi musei, come quello delle ceramiche e quello degli abiti d’epoca (purtroppo non si potevano scattare fotografie nemmeno qui), per poi dirigerci ai sontuosi giardini: per ammirarli bisogna pagare un biglietto a parte, ma i soldi sono davvero ben spesi! Il roseto, il laghetto, le statute e le architetture rendono unico tutto ciò che vediamo! Ci sembra di essere a Versailles, una Versailles in miniatura. Con un dolce in mano ci sediamo su una delle panchine e ci godiamo un po’ il fresco, si sta annuvolando e la temperatura è diventata gradevole. Non riusciamo tuttavia visitare tutti i giardini a causa dell’orario di chiusura ravvicinato: un consiglio, passate tutta la giornata a Ludwigsburg e dedicate la mattina ai musei ed il pomeriggio ai giardini, non ne rimarrete delusi affatto! Inoltre, d’estate, sono allestite delle piccole bancarelle dove poter acquistare cibo e bevande ed è possibile anche pranzare all’interno del ristorante dei giardini.

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E’ dunque ora di tornare a Stoccarda, con occhi sognanti e grande soddisfazione.

Per leggere il primo giorno a Stoccarda, cliccate qui.

Diario di viaggio: Stoccarda e dintorni – giorno 1

Con tre giorni liberi e la voglia di tornare in Germania, io e mia madre decidiamo di partire per Stoccarda, città storica della regione del Baden-Württemberg e capitale del distretto amministrativo omonimo. Perchè proprio Stoccarda? Cercavamo una meta vicina, in Germania, che si potesse visitare in quattro giorni, e così la scelta è ricaduta su questa città, che non ci ha per niente deluso!

Dopo essere arrivate all’aereoporto, ci dirigiamo verso il nostro albergo, l’Hotel am Feuersee, grazioso hotel a conduzione famigliare non lontano dal centro città, nel quartiere di Feuersee appunto, a soli 10 minuti a piedi dalla Königstraße, la strada principale di Stoccarda.

Appena fuori dall’hotel, c’è già un monumento da vedere: la chiesa evangelica di San Giovanni. La chiesa è stata costruita durante il 19esimo secolo ed inaugurata nel 1876 ed è in stile gotico, come molte chiese evangeliche tedesche. Vicino alla chiesa sorge il piccolo laghetto artficiale di Feuersee, da cui il quartiere prende il nome. Dopo aver fotografato i suoi simpatici abitanti, alcune oche, cigni e germani, ci dirigiamo verso il centro.

 

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Facciata della chiesa di San Giovanni.

 

In men che non si dica siamo sulla Königstraße e qui vediamo la Stoccarda che vive e che gioisce: decine di negozi aperti, turisti affaccendati a spendere e macchine di lusso che sfrecciano. Eh si, perchè Stoccarda è la città delle automobili: imarchi d’auto Mercedes-Benz, Maybach-Motorenbau e Porsche provengono tutti da questa zona, così come le multinazionali Bosch e Mahle. Una città industriosa ed industriale, ma dal fascino storico, che captiamo subito dalle chiese antiche e dai palazzi sontuosi. Le piccole piazze nascoste, le statue dei grandi filosofi e l’atmosfera che si respira ci fa davvero sorridere, finalmente siamo tornate in Germania!

 

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Schillerplatz

 

Stoccarda, nonostante tutto, è completamente diversa da Monaco di Baviera (leggi il mio diario di viaggio di Monaco di Baviera, iniziando da qui), ma non per questo meno bella! Mentre camminiamo, sotto un tiepido sole, notiamo musei e palazzi da visitare.

 

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La Torre di Mercurio

 

Arriviamo dunque alla famosa Schlossplatz, la piazza del Palazzo Nuovo: il Palazzo nuovo è stato il palazzo dei duchi e dei re della regione. Costruito per volere del duca Carlo II Eugenio di Württemberg nel 1744, è l’ultimo grande palazzo cittadino costruito nella Germania meridionale. L’imponenza della sua struttura richiama chiaramente Versailles, anche se oggi, al contrario del suo “rivale” francese, non è visitabile al suo interno in quanto ospita degli uffici ministeriali, anche se spesso viene affitata una sua ala per cerimonie ed eventi. Il Palazzo, che è davvero enorme, è attorniato da uno stupendo parco.

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Perchè Stoccarda, oltre ad essere la città delle automobili, è anche la “città verde” della Germania, con numerosi parchi e giardini. I tedeschi adorano riposarsi al sole e leggere un libro, e noi non siamo da meno, così, dopo aver scattato un po’ di foto, ci sdraiamo al sole godendoci il tepore della giornata.

Dopo esserci riposate un pochino, ci dirigiamo verso uno dei luoghi che volevo visitare da anni: il museo di Claus von Stauffeberg. Chi mi segue dall’inizio della mia avventura, sa quanto questa figura sia per me importante, per gli altri rimando alle seguenti pagine:

Su di me

Diario di viaggio: Monaco di Baviera – Giorno 2

Non posso quindi non visitare il piccolo museo nella sua città, che raccoglie i suoi oggetti personali e quelli della sua famiglia (in particolare del fratello Berthold, anche lui fucilato per l’attentato del 20 aprile). L’emozione è tanta, benchè l’esposizione sia davvero minima, in quanto molti dei suoi averi sono stati distrutti dalla rappresaglia nazista. Quel che c’è basta a farmi vivere un’esperienza molto toccante e commovente. Non si potevano scattare foto, quindi mostrerò solo l’esterno di questo memoriale. Prima di uscire mi intrattengo a chiacchierare con il custode/carriere che è anche uno dei curatori dell’esposizione: gli racconto di quanto ammiri Claus von Stauffenberg e di quanto la sua figura sia importante per me. Il curatore rimane colpito dal vedere che anche un’italiana conosce la storia di questo eroe e mi stringe la mano in segno di amicizia e rispetto. Naturalmente non posso esimermi dall’acquistare la biografia completa in tedesco di Stauffenberg, ovviamente.

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Con il groppone in gola, e lo stomaco brontolante, ci dirigiamo verso il mercato coperto, per il pranzo: il mercato coperto, appena dietro al museo, ci accoglie con tantissime bancarelli e con una moltitudine di cibi. Non facciamo fatica a trovare qualcosa da sgranocchiare; la varietà dei negozi è enorme, e non si vendono soltanto cibarie e leccornie, ma anche oggetti per la casa e per il giardino. Oltre agli stand, c’è anche un ristorantino che sembra molto invitante.

 

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Il mercato coperto.

 

E’ ora di continuare il nostro tour, e proseguiamo per la Königstraße infilando la testa nei numerosi negozi e centri commerciali fino a sera.

La giornata finisce presto, con un piacevole itinerario già segnato e con la dolce sensazione di essere di nuovo in terra teutonica.

Pronte dunque per il secondo giorno!