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Palazzo d’Arco

Durante il mio ultimo viaggio a Mantova alla fine del 2022 ho avuto l’occasione di visitare musei e palazzi storici che non avevo mai avuto il piacere d’incrociare sul mio infinito cammino vagabondo: dopo avervi parlato del Museo Archeologico della città, con questo articolo vi porto invece alla scoperta di un luogo onirico e assolutamente imperdibile: Palazzo d’Arco.

Dove: Piazza Carlo d’Arco 4 – Mantova

Storia di Palazzo d’Arco

Palazzo d’Arco è uno splendido palazzo di fine Settecento: fu costruito a partire dal 1784 per volere della famiglia nobile dei d’Arco proveniente dal Trentino e stabilitasi a Mantova nel 1740. Il conte Giovanni Battista Gherardo d’Arco decise di trasformare le strutture già esistenti e precedentemente appartenute ai conti Chieppio seguendo il canone estetico del neoclassicismo e ispirandosi alle opere di Andrea Palladio, particolarmente apprezzate in quel periodo storico. Il palazzo fu, fin da subito, un notevole esempio di residenza aristocratica, lussuosa e ricca di arredi di buon gusto (oltre che costosi): questo sfarzo rifletteva l’animo eclettico del suo proprietario e della famiglia stessa che annoverava, tra gli altri, Luigi d’Arco, appassionato zoologo e naturalista.

La Sala degli Antenati

La Sala degli Antenati

Nel 1872 Francesco Antonio d’Arco acquistò anche alcuni complessi rinascimentali e un giardino esterno alla struttura così da poter riunire il tutto in un unicum armonioso e peculiare: in uno degli edifici si trova la suggestiva Sala dello Zodiaco risalente al 1515 circa, opera di Giovanni Maria Falconetto, giunta ai giorni nostri in condizioni eccellenti e attualmente ammirabile durante il percorso di visita.

L’ultima esponente della famiglia, la Signora Giovanna dei Conti d’Arco Chieppio Ardizzoni, morì senza lasciare eredi nel 1973 e costituì la Fondazione d’Arco, disponendo che, alla sua morte, tutti i suoi beni e il palazzo divenissero un pubblico Museo. Fu proprio così che, nel 1980, Palazzo d’Arco aprì le sue porte ai visitatori divenendo uno dei palazzo-museo più ricchi e suggestivi di tutto il territorio mantovano.

Le collezioni del palazzo

Le collezioni di Palazzo d’Arco sono molto variegate e comprendono numerosi pezzi d’indubbio valore storico e culturale: dalle ceramiche al mobilio, dai volumi della biblioteca alla collezione pittorica fino alla collezione di animali tassidermizzati (e non solo).

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La collezione di dipinti annovera opere di Lorenzo Costa il Vecchio e Lorenzo Costa il Giovane, Annibale Carracci, Frans Pourbus il Giovane, Lorenzo Lotto, Tintoretto e molti altri ancora, sia italiani che internazionali, finendo per sviluppare una pinacoteca di tutto rispetto. La libreria comprende una collezione pregiata di libri di storia naturale e le sale sono decorate in stili diversi ma comunque molto armoniosi tra loro. 

La Sala dello Zodiaco

La Sala dello Zodiaco

La punta di diamante di tale palazzo-museo, ciò che senza dubbio riesce a lasciare a bocca aperta tutti i visitatori, è la Sala dello Zodiaco: si tratta di una loggia classica scandita da finti pilastri decorati a grottesche dominati dai segni zodiacali. In ogni arcata è presente la raffigurazione di un mito o di una leggenda, spaziando dall’immaginario ellenistico a quello di altre culture che, all’epoca, saranno sembrate distanti, esotiche e oltremodo affascinanti. Oltre alla rappresentazione fantasiosa si può riconoscere un leitmotiv, la presenza di architetture romane o bizantine come l’Arena di Verona (che l’artista conosceva bene date le sue origini veronesi), il Colosseo, la Chiesa di San Vitale a Ravenna.

La mia visita a Palazzo d’Arco

Ho avuto il piacere di visitare Palazzo d’Arco e il suo Museo insieme a #MammaVagabonda durante il secondo giorno di visita alla città di Mantova: avevamo appena terminato la nostra esperienza a Palazzo Te e, grazie alla navetta gratuita, abbiamo potuto raggiungere Piazza Sordello in poco tempo al fine di dirigerci a piedi presso la non lontana Piazza d’Arco. Nonostante il tempo pessimo (ha piovuto per quasi tutto il nostro viaggio) abbiamo incontrato molti viaggiatori che, come noi, sono rimasti incuriositi dalla presenza di un palazzo nobiliare visitabile e non si sono lasciati sfuggire l’occasione di visitarlo.

Accompagnati dalla precisissima e super preparata Manuela, la visita ha toccato tutte le aree salienti del palazzo (tralasciando solo il museo di storia naturale, un motivo in più per ritornare dico io!) e ci ha permesso di scoprire la storia della famiglia dei d’Arco, le passioni dei suoi esponenti più illustri, l’evoluzione da palazzo nobiliare a vero e proprio museo: il fascino immutato di questa dimora è ben palpabile in ogni suo ambiente e fa pensare a un passato davvero glorioso e raffinato, nonché a un futuro brillante grazie alla scelta della Signora Giovanna, così lungimirante da comprendere come una simile location potesse continuare a splendere di luce propria soltanto aprendolo al pubblico.

Gli eleganti mobili, il numero indescrivibile di quadri, gli stucchi altezzosi e le finiture sfarzose mostrano come la famiglia, nel tempo, abbia goduto di una ricchezza non indifferente e come questa fosse ostentata grazie a eventi mondani qui organizzati: le porcellane sono della migliore manifattura e i dettagli rendono questo palazzo un vero gioiello brillante.

La guida appassionata di Manuela, divertente e coinvolgente, ci ha permesso di rivivere quei tempi sfavillanti di feste, balli, conversazioni intime e disquisizioni scientifiche e filosofiche: Palazzo d’Arco doveva essere proprio un punto di riferimento per i nobili e i letterati dell’epoca!

Se la Sala dello Zodiaco cattura irrimediabilmente l’attenzione del visitatore io posso ben affermare che anche le sale della struttura principale risultano senza dubbio suggestive e interessanti: basti solamente pensare al salone degli antenati con i quadri raffiguranti personaggi di spicco della famiglia, così austeri eppure affabili, o alla sala di Hofer che ospita enormi e impressionanti carte da parati incorniciate in sfumature di grigi raffiguranti vedute d’Italia tratte dalla serie di Dufour e Leroy. Quest’ultima è forse la sala che più mi ha colpito grazie a queste panoramiche in “grisaille” che rappresentano luoghi simbolici italiani come Amalfi e il Vesuvio: mi hanno ricordato, vagamente, i capricci di Bellotto o le grandi opere dei vedutisti suoi contemporanei e mi sono sentita come all’interno di una storia ambientata tra Napoli e la Costiera Amalfitana, luoghi così romantici e senza tempo.

La Sala di Hofer

La Sala di Hofer

La visita non poteva che concludersi con la Sala dello Zodiaco, imponente, onirica e quasi surreale: qui lo spazio e il tempo si confondono creando un ambiente arioso e colorato, un luogo incantevole ricco di simbologia ed esoterismo. Si potrebbe stare delle ore a disquisire sui dettagli delle facciate e delle vedute, ma questa non è la sede adatta: per fare ciò vi invito a visitare Palazzo d’Arco e le sue meraviglie, troverete persone preparate che stuzzicheranno la vostra attenzione con aneddoti coinvolgenti e racconti entusiasmanti.

L’unico rammarico è non essere riusciti a visitare la parte dedicata alle collezioni naturalistiche e quella del giardino d’inverno: non so come mai ma questi luoghi, nonostante le indicazioni del sito, non sono stati inseriti all’interno della nostra visita. Erano forse oggetto d’interventi di restauro o semplicemente non c’è stato il tempo per approfondirle? Un vero peccato ma questo mi spinge, ancora di più, a voler ritornare in questo luogo così peculiare quale è Palazzo d’Arco.

Curiosi di saperne di più? Pianificate la vostra visita al Palazzo visitando il sito ufficiale!

Palazzo d’Arco è una delle residenze storiche mantovane più maestose e ricche: la visita vi permetterà di scoprire la storia della famiglia e il fascino di un periodo storico lontano ma che rivive con ardore all’interno delle sue sale!

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Commenti

  • 24 Febbraio 2023

    Questo palazzo è magnifico; quello che adoro soprattutto sono i soffitti a cassettoni che si intravedono dalle foto e le pareti così riccamente decorate. Che te lo dico a fare? Lo metto nella mia lista dei desideri!

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  • 24 Febbraio 2023

    Sicuramente è molto ben tenuto, ma nei colori e negli affreschi mi ricorda molto Palazzo Trinci di Foligno. Il 500 è stato davvero un periodo molto proficuo per l’arte italiana e tesori simili vanno ben custoditi, sono davvero gioielli preziosi.

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  • 25 Febbraio 2023

    Articolo molto interessante, mi hai portato alla scoperta di un palazzo che non ho mai visitato. Grazie, lo segno per la prossima visita di Mantova.

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  • Libera
    26 Febbraio 2023

    Devo proprio tornare a Mantova, così da visitare questo splendido palazzo, che non avevo mai inserito nei miei itinerari in città. Ottimo consiglio il tuo!

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  • 1 Marzo 2023

    Bellissimo e non lo conoscevo… sento che una famiglia nobile con una storia così lunga nasconde di certo una miriade di storie buffe che potrei raccontare, quindi ci andrò il prima possibile!

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  • 2 Marzo 2023

    Ho visitato questo Palazzo anche io durante la mia visita di Mantova, davvero bello come tutta la città, così raccolta ma ricca di arte e fascino, perfetta per un week end

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  • 2 Aprile 2023

    Hanno addirittura conservato gli accessori per la tavola, magnifico! E’ raro vedere luoghi con così tanti oggetti antichi ben conservati, è veramente stupendo questo posto.

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