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Il turismo durante COVID-19: Donna Vagabonda indaga il fenomeno

Il turismo è un settore duramente colpito dalla pandemia di COVID-19, è innegabile, forse è proprio il più colpito e non solo in Italia ma in tutto il mondo. L’anno scorso ho voluto, ottimisticamente, chiedervi come sarebbe cambiato secondo voi il turismo al termine di questo evento così catastrofico e davvero imprevisto. Dato che dopo un anno da quel sondaggio la situazione non è così cambiata ho voluto chiedervi, sempre tramite un sondaggio, come si sta sviluppando (o non) il turismo durante questa pandemia con cui ormai dobbiamo convivere. In molti, ben 143, mi avete risposto sinceramente condividendo con me dubbi, timori ma anche tanta tanta speranza. Vediamo insieme i risultati di questo sondaggio!

Uno sguardo al passato e uno al futuro

Secondo il bollettino ENIT numero 10 i visitatori internazionali e nazionali in Italia sono diminuiti del 60% nel 2020 rispetto all’anno precedente e rimarranno del 36% al di sotto dei valori del 2019 nel 2021, per un totale di 68 milioni di visitatori in meno nel 2020. Si prevede inoltre che i pernottamenti turistici totali diminuiranno di ben 224 milioni e la spesa di ben 95 miliardi di euro.

Fonte GFK e bollettino ENIT n.10

La ripresa, dunque, è prevista solo per il 2022 sul mercato interno e sul 2024 su quelli internazionali. Entro il 2023, sempre secondo le previsoni ENIT, il turismo complessivo avrà ripreso a superare leggermente i volumi del 2019: questo miglioramento sarà trainato dal turismo interno, mentrei i visitatori internazionali pernottanti saranno ancora inferiori del 5% rispetto ai volumi del 2019 nel 2023.

Secondo tutti gli osservatori e gli esperti si assisterà nel 2021, come nel 2020, ad una predilizione del turismo di prossimità e di viaggi brevi non lontani dalla propria abitazione.

Consistente, già dal 2021 ma soprattutto nel 2022, sarà il fenomeno del “revenge travel”, il “viaggiare per vendetta”, per rifarsi del tempo perduto: molti viaggiatori abituali infatti tenderanno a viaggiare di più e a spendere di più, sia in Italia che all’estero (ove consentito). Si prediligeranno viaggi esperienziali e di lusso e dove le norme anti-covid siano sempre rispettate (come distanziamento, pulizia extra e disinfezione).

I risultati del sondaggio

I partecipanti

A questo sondaggio hanno preso parte 143 persone, un campione selezionato all’interno di realtà del mondo dei viaggi (gruppi di settore su Facebook, Instagram e altri), costituito da una maggioranza prettamente femminile (ben 108). Il fatto che più donne abbiano compilato il sondaggio è indicativo del fatto che il pubblico femminile è più presente sui social ed è più propenso ad interagire con il pubblico tramite pubblicazione di contenuti (pensiamo alla community delle Travel Blogger Italiane che ha contribuito alla riuscita di questo progetto) e partecipazione a progetti di questo genere.

137 persone provengono dall’Italia mentre le restanti provengono da Belgio, Gran Bretagna, Germania, Francia, Svizzera, Australia.

Andando ad indagare la regione di provenienza si è osservato il seguente trend (le regioni non inserite non avevano partecipanti):

Regione Frequenza assoluta – Percentuale
Lombardia 50 – 36,5%
Piemonte 14 – 10,2%
Emilia Romagna 12- 8,8%
Lazio 12 – 8,8%
Veneto 9 – 6,6%
Toscana 7 – 5,1%
Marche 6 – 4,4%
Friuli Venezia Giulia 5 – 3,6%
Liguria 4 – 2,9%
Sicilia 4 – 2,9%
Campania 4 – 2,9%
Puglia 3 – 2,2%
Umbria 3 – 2,2%
Sardegna 1 – 0,7%
Trentino Alto Adige 1 – 0,7%
Abruzzo 1 – 0,7%
Basilicata 1 – 0,7%

I dati attesi sono stati confermati: la Lombardia è la regione che ha visto la partecipazione più massiccia, sia perchè il pubblico del mio blog e in maggioranza lombardo e sia perchè ho condiviso su gruppi locali la possibilità di partecipare al sondaggio.

Per quanto riguarda l’età il pubblicò è così diviso:

Età Frequenza assoluta – Percentuale
19-29 22 – 15,4%
30-49 87 – 60,8%
50-69 33 – 23,1%
Più di 69 1 – 0,7%

Anche questo dato era atteso: la maggior parte dei viaggiatori presenti sui social sono compresi nella fascia 30-49 e questa è anche la fascia di lettori preponderante del mio blog.

Abitudini dei viaggiatori

In questa sezione ho voluto tracciare il profilo dei partecipanti al concorso facendo loro domande specifiche sulle abitudini riguardo ai viaggi.

Alla domanda “Ti ritieni un appassionato di viaggi (viaggi almeno 3 volte all’anno)?” 129 partecipanti hanno risposto “sì”, il restante campione invene ha risposto no. Partendo da questa domanda ho voluto indagare più approfonditamente le abitudini dei viaggiatori facendo loro questa domanda prima dell’emergenza COVID-19  quante volte viaggiavi? I risultati sono i seguenti:

Frequenza dei viaggi in un anno Frequenza assoluta
Meno di una volta all’anno 1
Una volta all’anno 7
Due volte all’anno 22
Più di due volte all’anno 113

Questo dimostra che la maggioranza dei partecipanti si considera un viaggiatore abituale e non disdegnava prima della pandemia di viaggiare anche più di due volte all’anno.

La domanda seguente chiedeva ai viaggiatori di scegliere le loro tipologie di viaggio preferite.

Il viaggio culturale, quindi verso città d’arte o all’insegna di attività legate alla storia, all’arte e alle tradizioni, prevale nettamente sugli altri: questo dato è molto importante soprattutto per il turismo nostrano dato che le città d’arte in Italia registrano sempre moltissimi arrivi e sono quelle più penalizzate da questa pandemia a causa dei possibili assembramenti e della massiccia presenza. Venezia e Bologna sono tra gli esempi più lampanti di overbooking e questo deve essere tenuto in considerazione a fronte di un’evoluzione del turismo, che sicuramente avverrà in tempi brevi e già ha fatto vedere i suoi inizi nel 2020.

Seguono, a pari punteggio, i viaggi “on the road” quindi viaggi dinamici e impostati su più tappe, con spostamenti più o meno lunghi, e i viaggi verso località balneari e/o montane, quindi le vacanze per antonomasia, quelle all’insegna del relax e forse più della routine. Curioso che queste due tipologie di viaggio siano a parimerito, segno che il viaggiatore medio che ha risposto al sondaggio ama sì l’avventura ma anche il relax.

Turismo lento e viaggi naturalistici si posizionano appena dopo, segno che il turismo di prossimità e slow non è una novità portata da questa pandemia ma una tendenza che già prima dello scoppio della pandemia si stava affermando.

La domanda seguente riguardava le strutture ricettive preferite dai viaggiatori: dove alloggiavano prima della pandemia?

Si nota una fortissima preponderanza verso le strutture ricettive gestite da terzi come hotel e Bed and Breakfast: la maggior parte dei viaggiatori è dunque abituata alla fornitura dei servizi di pulizia e di hotelerie (colazione garantita, reception aperta e disponibile anche in orari serali, presenza più o meno costante dello staff per ogni esigenza, pulizia giornaliera delle stanze ecc.). Seguono gli appartamenti, preferiti da viaggiatori più indipendenti ma anche dalle famiglie e in linea con il risultato precedente che vedeva un buon numero di viaggiatori che preferivano viaggi verso località balneari e montane.

Dopo questi risultati vorrei analizzare con voi le risposte alla domanda “rispetto ai viaggi prima della pandemia le tue abitudini riguardo alle strutture ricettive…

Si evidenzia come la maggioranza segnala che le abitudini sono rimaste le stesse, segno che la fiducia verso queste strutture, a prescindere da quali fossero, non è venuta meno e che i viaggiatori non rinuncerebbero ai propri usi quando si tratta di viaggiare.

Per chi ha cambiato le proprie abitudini 16 hanno dichiarato di scegliere alloggi più piccoli, 8 di scegliere alloggi senza contatti con l’host o con contatti estremamente ridotti e in controtendenza 6 hanno risposto di preferire di più gli hotel, probabilmente per una maggiore sicurezza verso il rispetto delle norme anti-COVID e per la presenza di controlli serrati da parte delle autorità competenti sul rispetto delle stesse.

Ho chiesto poi ai partecipanti di indicare la durata dei viaggi pre-pandemia e la maggioranza ha risposto “2-3 giorni” (93 persone – 65%). Questa tendenza sarà probabilmente confermata anche dopo l’uscita di scena del coronavirus dato che la durata non dipende dalla pandemia ma piuttosto da stile di vita e attività lavorativa: pensiamo alle famiglie, spesso queste si muovono nel weekend sia per la presenza di attività lavorativa infrasettimanale sia per la frequenza scolastica dei figli. Segue come seconda opzione “viaggi più lunghi di una settimana” (76 persone – 53,1%), indice che i viaggiatori non disdegnavano viaggi anche piuttosto lunghi e forse più impegnativi.

I viaggi del 2020

Entriamo nel vivo del sondaggio con la parte che riguarda espressamente i viaggi avvenuti durante la pandemia da coronavirus. Si sono dunque considerati i viaggi effettuati da marzo 2020 ad aprile 2021. La prima domanda è stata proprio “hai viaggiato durante la pandemia, da marzo 2020 in poi?” – 129 partecipanti hanno risposto “sì” mentre 14 “no”: questo è un dato importante perchè, nonostante le problematiche legate al COVID-19, i viaggiatori comunque si sono spostati. Nel limite del possibile dunque hanno contributo alla ripresa di un settore così fortemente danneggiato, quello del turismo.

La domanda che segue riguarda il periodo in cui i viaggiatori sono partiti e i risultati sono in linea rispetto alle previsioni:

La maggior parte dei viaggiatori ha concentrato i suoi spostamenti all’interno dell’estate del 2020: in questo periodo infatti sono venuti meno i divieti di spostamento sia tra le regioni che tra i singoli Stati, almeno dell’Europa e di alcuni dell’Africa-Asia. Durante questo periodo di “pausa” i viaggiatori hanno concentrato i propri viaggi anche per motivazioni legate al lavoro e alla famiglia: la fine della scuola, la possibilità di prendere ferie, abitudini legate ad ogni famiglia e così via. Non è da sottovalutare anche il dato inerente il numero degli spostamenti avvenuti in autunno nonostante un aumento delle restrizioni e lockdown localizzati in alcune parti d’Italia: quando c’è la possibilità di viaggiare il “partecipante viaggiatore” non si fa scoraggiare e decide di partire.

La domanda seguente chiedeva dove fossero stati i viaggiatori durante il loro vagabondare e la maggioranza ha indicato l’Italia come meta preferita durante questo periodo: anche questo era un dato assolutamente prevedibile, in molti hanno scoperto il “turismo di prossimità” e luoghi non lontani da casa. Molti blogger hanno cambiato il loro modo di viaggiare e si sono adattati a riscoprire, a volte non senza rammarico, il turismo italiano. Parlando anche con altre colleghe blogger ho potuto constatare che in molte hanno molto apprezzato il turismo di prossimità ma che si sentiranno davvero libere quando sarà consetito di viaggiare anche all’estero senza restrizioni.

Chiedendo ai viaggiatori che hanno viaggiato in Italia dove si sono spostati e la maggior parte, 73 persone, hanno dichiarato di aver visitato sia la propria regione che altre, a dimostrazione che non solo la propria regione sia stata una meta ma anche altre, in un’ottica di riscoperta completa dell’Italia in tutta la sua interezza.

Per chi invece si è diretto all’estero le mete sono state davvero variegate anche se la maggior parte dei viaggiatori è rimasto in Europa:

Mete estere Frequenza assoluta
Austria 6
Francia 4
Germania 3
Svizzera 3
Portogallo 3
Spagna 3
Lettonia 2
Regno Unito 2
Slovenia 2
Paesi Bassi 2
Grecia 1
Croazia 1
Lituania 1
Belgio 1
Danimarca 1
Marocco 1
Egitto 1
Australia 1
Caraibi 1

La domanda seguente chiedeva ai viaggiatori un feedback sulle norme di sicurezza presenti presso i luoghi che hanno visitato, sia in Italia che all’estero: 76 persone, il 58,5%, ha dichiarato che le normative anticontagio come distanziamento sociale, ingressi contingentati e uso delle mascherine, sono state sempre rispettate. Il dato rileva che solo poco più della metà ha riscontrato un rispetto continuativo delle norme, forse troppo poco rispetto alle previsioni. 3 persone, il 2,3%, hanno dichiarato che non esistevano restrizioni presso i luoghi visitati mentre i restanti 51 partecipanti, costituenti il 39,2%, ha dichiarato che non sempre, seppure presenti, sono state rispettate le normative: questo dato è estremamente interessante e predittivo, probabilmente, anche della situazione di graduale peggioramento della situazione epidemiologica da settembre 2020 in poi. Certo, non basta da solo per essere ritenuto responsabile della “seconda ondata” ma sicuramente può essere un dato in più che conferma che se non si rispettano le regole i contagi risalgono irrimediabilmente.

Successivamente ho chiesto ai partecipanti come si sono sentiti emotivamente durante i viaggi:

81 partecipanti hanno dichiarato di essersi sentiti tranquilli e rilassati e probabilmente questo dato coincide con quello sul rispetto delle regole: in generale, quando le regole vengono rispettate, di qualunque genere esse siano, gli individui si sentono più rilassati. 51 persone hanno dichiarato di non sentirsi sempre al sicuro e in stato di tranquillità a causa di vari fattori legati al non rispetto delle regole. I restanti si sono sentiti ansiosi o non hanno viaggiato durante il periodo.

La domanda seguente riguardava le attività predilette durante i viaggi effettuati e ben 105 persone, il 74,5% dei partecipanti, hanno indicato “attività all’aria aperta”: questo dato era prevedibile in quanto la probabilità di contagio all’aperto di riduce sensibilimente rispetto a quella nei luoghi chiusi. Inoltre numerose città e realtà hanno puntato tutto sull’organizzazione di eventi all’aperto e ridotto quelli all’interno di luoghi chiusi. Seguono, al secondo posto, con ben 88 preferenze (62,4%) la visita a città d’arte comprensiva di visita ai musei: le città d’arte sono tra le più colpite dal calo di turismo dovuto alla pandemia ma questo dato va in controtendenza, segno che il viaggiatore ha fame di cultura, soprattutto dopo mesi di “astinenza”. Seguono le esperienze e ogastronomiche con 36 preferenze (25,5%), e la scelta di stabilimenti balneari (35 preferenze, 24,8%).

Turismo di prossimità e nuove tendenze

Al termine di questa pandemia si prevede che il fenomeno turistico muti drasticamente rispetto a quello pre 2020: il viaggiatore oggi non è più un fruitore passivo ma una figura che è al contempo attore e consumatore. Da qui si è coniato un nuovo termine, quello di “prosumer“, derivante dalla fusione in lingua inglese di “producer” e “consumer”. Il viaggiatore non è solo colui che vuole scoprire e vedere nuovi luoghi ma anche colui che si rende protagonista del viaggio, inteso come esperienza di vita.

Questa evoluzione si stava già osservando prima della pandemia e verrà confermata dopo questa battuta d’arresto del settore turistico: sempre di più si cerca nel viaggio un senso, emozioni, ricordi, non solo da vivere ma anche da condividere sia durante che dopo il viaggio. É così che molti settori del turismo come l’ecoturismo, il turismo esperienziale, quello di prossimità, continueranno a crescere per rispondere a questo fabbisogno di esperienzialità.

Ciò che ho potuto constatare parlando con colleghe blogger e con viaggiatori non blogger ho potuto osservare queste due opinioni:

  1. Il turismo di prossimità mi è piaciuto ma non appena possibile tornerò alle mie abitudini (viaggiare all’estero)
  2. Il turismo di prossimità mi è piaciuto e continuerei a muovermi verso quella direzione

Queste opinioni sono state confermate all’interno del sondaggio:

Per 73 persone la pandemia ha quindi avuto un risvolto anche positivo in quanto è riuscita a far scoprire luoghi vicini a casa che prima non erano così accessibili, sia per scelta che per possibilità ma, forse, anche per non disponibilità da parte delle stesse mete. L’entusiasmo verso il turismo di prossimità era stato espresso anche prima della pandemia, come affermano 33 partecipanti, mentre 16 dichiarano di non essere stati entusiasti di questo modo di viaggiare e di questo tipo di turismo, probabilmente perchè abituati a visitare mete estere solamente. 41 partecipanti infine non hanno disdegnato questa esperienza ma preferiscono comunque visitare Paesi esteri. L’opinione degli intervistati quindi è letteralmente spaccata.

Alla domanda pensi che questa pandemia di Covid-19 abbia modificato la percezione dei viaggiatori di un Paese o di un luogo specifico?” 113 persone (il 79%) ha risposto “no” quindi probabilmente queste persone continueranno a voler visitare un determinato luogo a prescindere da ciò che è successo/sta succedendo.

La domanda successiva riguardava la possibilità di tornare presso luoghi visitati durante il periodo di viaggio 2020 e quasi il 60% ha dichiarato di volerci tornare ma solo dopo aver visto altri luoghi, mostrando una tendenza alla scoperta di luoghi sempre nuovi piuttosto che all’abitualità.

In base alle previsioni delle organizzazioni più importanti riguardanti il turismo probabilmente si tornerà alla normalità non prima del 2022-2023. Interrogati sulla possibilità di viaggiare, i partecipanti hanno risposto in modo più che convinto:

Il 99,3%, 137 persone, viaggiarebbe anche verso destinazioni italiane ed estere, a dimostrazione che non è una pandemia che può “spegnere” la voglia di viaggiare: magari rimanendo in Italia o all’interno della propria regione, in ogni caso i partecipanti a questo sondaggio continueranno a viaggiare.

L’ultima domanda chiedeva se per l’estate 2021 il viaggiatore avrebbe prenotato un viaggio:

Il 41,3%, 59 persone, ha dichiarato di aver già organizzato almeno un viaggio: si presume che questi viaggiatori viaggeranno, o almeno ci proveranno, all’estero, luogo che richiede maggiore necessità di organizzazione, magari con opzioni flessibili come la cancellazione gratuita degli alloggi o il rimborso in voucher dei biglietti aerei. 73 persone, il 51%, ha manifestato comunque l’intenzione di voler organizzare e solo il 7,7%, 11 persone, dichiara di vole rimanere a casa probabilmente a causa delle incertezze dettate dalla situazione epidemiologica.

Voglio terminare questo articolo con alcuni commenti di chi ha compilato il questionario riguardante la personale esperienza di viaggiatori e viaggiatrici e di come questa sia stata influenzata dalla pandemia in corso.

Principalmente ho sempre viaggiato all’estero, ho visitato 24 stati differenti, nell’estate 2020 ho trascorso le vacanze in marmolada veneto e trentino con un breve sconfinamento in macchina all’estero, solitamente avrei fatto solo estero, inoltre ovviamente l’attenzione necessaria a seguire le nuove regole ha condizionato spesso i miei viaggi nel 2020.
Il Covid-19 ha reso la prenotazione dei trasporti (es. treni, aerei) più difficoltosa: più controlli, più pratiche, ma sono disposta ad andare oltre questi “ostacoli” perché la voglia di viaggiare è superiore e sempre più forte.
La pandemia ha solo reso più chiara la mia curiosità e voglia di evadere, scoprire posti nuovi, ma nel rispetto delle popolazioni locali (sarò vaccinato e/o farò tamponi) e dei miei concittadini.
Ho preferito altre mete rispetto alla classica vacanza al mare per evitare assembramenti, scegliendo una località di montagna per passeggiate naturalistiche e visita di siti di interesse culturale. “Grazie” alla pandemia ho tuttavia potuto visitare al meglio Venezia in pieno agosto con pochi turisti e ad un prezzo più che ragionevole.
Sento un blocco e credo che come me molte persone lo sentano. Io sono una che stava sempre in giro e lavoro con i viaggi. Non viaggiare mi sta facendo impazzire.

Ringrazio di cuore tutti i partecipanti per la loro sincerità e per la voglia di mettersi in gioco ancora una volta rispondendo a questo sondaggio.

Ringrazio sentitamente e ancora una volta la community delle Travel Blogger Italiane per aver partecipato con tanto entusiasmo!

Spero che i risultati possano essere utili sia ai blogger che ai professionisti del turismo per organizzarsi al meglio di fronte alle riaperture!

Commenti

  • 14 Maggio 2021

    Ho letto tutto di un fiato. Molto interessante… Avevo partecipato al sondaggio) questionario.
    Sarà interessante capire fra un anno come si evolveranno queste tendenze.

    Intanto grazie mille per questo lavoro immenso!

    Un abbraccio
    Mimì

    reply
  • Lisa Trevaligie Travelblog
    14 Maggio 2021

    Un articolo esaustivo, chiaro, assolutamente indispensabile al momento per poter capire la situazione a livello nazionale nel settore turistico. Ho letto con particolare interesse le risposte dei sondaggi, e sono curiosa di sapere come andrà davvero a finire, se ci sarà un’improvvisa virata a favore dei viaggi oltreocenao o se come stimato, ci Si concentrerà in maniera maggiore sull’esplorazione dei dintorni o dei territori italiani.

    reply
  • 14 Maggio 2021

    Avevo partecipato volentieri al sondaggio ed ero curiosa di leggere i risultati. Grazie per il lavoro svolto!

    reply
  • viaggiacorrisogna
    15 Maggio 2021

    Che lavorone, complimenti! Sinceramente sarei anche un po’ stanca di stare in Italia, quindi spero di poter tornare al più presto a viaggiare come ho sempre fatto, e soprattutto dove voglio, anche oltre Oceano

    reply
  • 17 Maggio 2021

    Grazie di cuore per questo lavorone! Il risultato è estremamente interessante come lo era già stato il precedente. Speriamo che non ci sia bisogno di rifarlo anche l’anno prossimo! O perlomeno che possa essere solo per come è cambiato il modo di viaggiare e non perché si viaggi ancora poco!

    reply
  • 18 Maggio 2021

    Sono veramente contenta di aver partecipato anche se posso dire che tra i miei amici penso che sarò tra i pochi che partirà quest’estate. C’è da dire però che non ho amici che amano molto viaggiare… giusto un paio, il resto sono molto casalinghi.

    reply
  • antomaio65
    18 Maggio 2021

    Sempre molto interessanti e istruttivi i tuoi articoli cara Eliana. Io ho voglia di un bel viaggione, di quelli on the road dove non prenoti niente e ti fermi dove trovi. Credo che dovrò aspettare ancora molto, nel frattempo faccio parte di quelli del “turismo culturale”

    reply
  • Bru
    18 Maggio 2021

    Eliana , ho letto attentamente concordo che la situazione internazionale non si sistemrà prima della metà del 2022, spero proprio che il “revenge travel” sia assolutamente vero !

    reply
  • 19 Maggio 2021

    Questo sondaggio me lo sono perso, ma credo che sia una cosa molto interessante. Io personalmente avrei tanta voglia di fare un bel viaggio in posti lontani, ma credo che resterò nella mia zona ancora per un po’.

    reply
    • 22 Maggio 2021

      Wow! Che bel lavoro che hai fatto! Cmq è vero, anch’io credo che questanno sarà pressoché fatto di viaggi di prossimità e che sarà il revenge travel a guidare praticante tutti. Io spero solo che tutto torni alla normalità ora che siamo arrivati a un buon punto cn le vaccinazioni

      reply
  • 19 Maggio 2021

    Che bel Lavoro complimenti Eliana per gli approfondimenti, molto interessante io comincio a essere fiduciosa qualcosa si sta muovendo sto ricevendo varie richieste anche per l’estero e questo mi fa ben sperare

    reply
  • 20 Maggio 2021

    Complimenti per il lavoro certosino che hai fatto, speriamo tutti di poter tornare a spostarci con semplicità e di essere liberi di muoverci.

    reply
  • Alessandra
    21 Maggio 2021

    Ho partecipato anch’io al sondaggio ed ero curiosa di leggere i risultati. Complimenti! Hai fatto davvero un bel lavoro!

    reply
  • 22 Maggio 2021

    Interessante Eliana questo tuo articolo di inchiesta.
    Pian piano stiamo riacquisendo libertà e io ho approfittato del fatto che la mia regione, l’Emilia-Roamgan, fosse uscita dalla “blacklist” della Svizzera, quindi sono tornata a Zurigo senza dover fare tampone e quarantena. Non so come saranno queste vacanze estive… per me, almeno, saranno all’insegna della natura – un po’ come l’estate scorsa – e prediligerò il turismo di prossimità. A giugno, infatti, quando tornerò in Italia, visiterò la Romagna, dove, pare strano, sono stata pochissime volte.

    reply
  • 25 Maggio 2021

    Ho partecipato volentieri al sondaggio e ancora più volentieri ho letto i risultati perché in un certo senso vedere delle risposte come le mie mi ha “fatta sentire meno sola” 😉 Devo dire che quando ho risposto mi sentivo molto più pessimista mentre ora, tra il miglioramento della situazione e i vaccini mi sento un po’ meno ansiosa e quindi poco alla volta sta tornando la voglia di programmare e di partire.

    reply
  • Libera
    26 Maggio 2021

    Davvero interessante questo sondaggio che hai preparato . Mi piacerebbe avere una sfera di cristallo per sapere cosa risponderebbero le stesse persone tra un anno.

    reply
  • 27 Maggio 2021

    Complimenti davvero per il mega sondaggio!! E’ davvero interessante leggere e capire la situazione attuale.. quest’anno credo andrò un po’ controcorrente e non opterò per il turismo di prossimità, mi manca troppo andare all’estero!

    reply
  • 3 Luglio 2021

    Wow che super report che hai creato. Tante evidenze che immaginavo ma anche spunti interessanti!

    reply

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