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Dalla Toscana ai Castelli Romani – Giorno 6

Siamo giunti al sesto giorno di questo incredibile e ricchissimo Diario di Viaggio che mi ha fatto letteralmente innamorare di un territorio unico, quello dei Castelli Romani. Questo è l’ultimo giorno in cui soggiorniamo a Grottaferrata, dal giorno seguente ci sposteremo a Nemi, più a sud. In questo sesto giorno due erano le attività previste: la visita guidata alle Ville Tuscolane di Frascati durante la mattinata e il giro in EMTB durante il pomeriggio. Siete pronti a partire?

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Come sempre vi riporto la tabella delle attività così da tenere sempre sotto controllo ciò che leggerete e per scoprire ciò che faremo nei prossimi giorni.

Quarto giorno - 6 luglioQuinto giorno - 7 luglioSesto giorno - 8 luglioSettimo giorno - 9 luglio
Mattina: visita alle Ville Tuscolane di Frascati – Pomeriggio: tour in e-MTBike sul Tuscolo
Mattina: visita guidata all’Abbazia di San Nilo di Grottaferrata – spostamento a Nemi – visita del tempio di Diana Nemorense – visita di Nemi
Mattina: visita guidata di Albano Laziale – Pomeriggio: visita guidata alla “Tognazza” – Visita guidata di Velletri
Mattina: trekking tra i due laghi – Pomeriggio: esperienza di avvicinamento ai cavalli presso Buttero contemporaneo

Svegliati di buon mattino raggiungiamo il punto di incontro designato dove incontriamo Valerio e la nostra guida Cecilia dell’Associazione Diakronica. Purtroppo a causa del COVID-19 e per lavori di ristrutturazione le Ville Tuscolane non sono visitabili: una pessima notizia ma non ci scoraggiamo in quanto questa visita non sarà prettamente visiva, ma anche “immaginaria”. Basandoci su determinati documenti e su alcuni testi riusciremo a scoprire la storia delle Ville e le leggende che ancora oggi le circondano. La prima tappa della nostra visita è la Chiesa di San Francesco d’Assisi: questa chiesa, con annesso il convento di padri Cappuccini e il Museo etiopico, è una piccola chicca del territorio di Frascati e di tutti i Castelli Romani. Papa Gregorio XIII si interessò costantemente ai lavori di edificazione di tale luogo di culto e, sempre per sua decisione, la rese cappella papale. Nel convento trascorse gli ultimi anni di vita il cardinale Guglielmo Massaja e lì venne sepolto. In suo onore nel 1909 venne aperto nel convento il Museo etiopico.

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La Chiesa di San Francesco

Il convento di Frascati è tra i più importanti per l’ordine dei Capuccini, tanto che dal 1911 ha qui sede un collegio internazionale. La chiesa, piccola e raccolta, ci si pone come una magnifica opera d’arte grazie ai suoi numerosi affreschi.

Terminata la visita ci siamo diretti a Villa Tuscolana, oggi trasformata in un bell’hotel di lusso. Prima di raccontarvi la sua storia è però doverosa un’introduzione sulle Ville Tuscolane: queste furono edificate su volere dei Papi e delle nobili famiglie come luogo di quiete, ristoro della mente, non lontano da Roma. Infatti, le ville distavano circa 2 o 3 ore di carrozza dalla capitale e i proprietari potevano scendere o salire verso le ville a seconda delle loro esigenze. L’aria dei Castelli era inoltre più salubre di quella di Roma e non solo i Papi ma anche molti nobili amavano trascorrere periodi più o meno lunghi al di fuori della capitale. Le ville erano quasi tutte fortificate, semplici, rustiche e non troppo sfarzose. In totale, le ville rimaste sono 12 e risiedono nei comuni di Frascati, Monte Porzio Catone e Grottaferrata. I loro nomi sono:

  • Villa Aldobrandini
  • Villa Falconieri
  • Villa Torlonia
  • Villa Parisi
  • Villa Lancellotti
  • Villa Tuscolana (o Rufinella)
  • Villa Sora
  • Villa Sciarra
  • Villa Mondragone
  • Villa Grazioli
  • Villa Muti
  • Villa Vecchia

Non sono tutte visitabili in quanto beni privati, ma alcune aprono le loro porte in determinati periodi dell’anno. Dove oggi sorgono le ville un tempo sorgevano i famosi Castelli che hanno dato il nome a questo territorio.

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Mentre osserviamo dal suo cortile Villa Tuscolana, Cecilia ci racconta la sua storia: Villa Tuscolana, o Villa Ruffinella, è la più alta villa sulla collina sopra la città di Frascati. Venne fatta edificare dal Monsignor Alessandro Ruffini e il suo nome, Ruffinella, potrebbe derivare dalla sua amante, Silvia Rufina. L’aspetto attuale si deve all’architetto Luigi Vanvitelli. Nel 1804 la villa venne venduta al fratello di Napoleone Bonaparte, Luciano Bonaparte, che iniziò una campagna di scavi archeologici nell’area di proprietà della villa e nella città di Tusculum, mandando molti dei manufatti ritrovati ai musei di Parigi. Riguardo a ciò Cecilia ci ha raccontato un aneddoto abbastanza divertente: nel 1817 una banda di briganti guidata da Tommaso Transferici decise di rapire il nobile francese ma in seguito ad uno scambio di persona finì per rapire un pittore francese che risiedeva all’interno della villa. Dopo svariati giorni di prigionia e dopo alcuni maldestri tentativi di farsi riconoscere il capo brigante comprese infine che quello non era Bonaparte, ma un umile pittore. Preso dunque un foglio di pergamena gli disse:

“Sei pittò? E mo pigni!”

L’artista dimostrò quindi le proprie capacità dipingendo un ritratto di ciascun membro della banda. Ormai consci dello sbaglio i briganti cercarono comunque di guadagnare da una simile disavventura. Ai camerieri e ai servi rimasti alla villa (Luciano Bonaparte se ne era ben visto ed era tornato in Francia) fu perciò chiesto di versare un riscatto che, alla fin fine, fu pagato proprio dalla servitù. Il povero pittore tornò nel suo paese d’origine e non mise più piede in Italia. Povero pittò!

La villa passò poi più volte di mano, venne venduta da Luciano Bonaparte a Maria Anna di Casa Savoia, la regina Maria Cristina di Borbone-Napoli, moglie di Carlo Felice di Savoia, ereditò la Villa per lascito testamentario della duchessa Maria Anna. Dopo il 1849 la Villa diviene proprietà del re Vittorio Emanuele II che nel 1872 la vendette a donna Elisabetta Aldobrandini Lancellotti. Appartenne in seguito alla famiglia Lancellotti. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu occupata  dall’esercito tedesco e fu pesantemente bombardata. Oggi è di proprietà privata e ospita, appunto, un hotel lussuoso.

Lasciata Villa Tuscolana ci siamo diretti a piedi verso Villa Falconieri attraverso il sentiero 501 dei Castelli Romani. Mentre procediamo continuiamo a perderci tra i racconti e le storie che Cecilia con maestria ci racconta sull’aspetto che le ville avevano un tempo e di come queste furono sempre un punto di riferimento per la nobiltà romana e non. (in particolar modo per le famiglie Borghese e Aldobrandini). Purtroppo non possiamo entrare nemmeno a Villa Falconieri a causa delle disposizioni COVID e quindi ci limitiamo a vederla da fuori, oltre l’immensa cancellata, accompagnati anche da una simpatica gattina che si lascia andare a qualche coccola.

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Micia e l’ingresso di Villa Falconieri

La visita procede verso Frascati dove possiamo ammirare Villa Aldobrandini che si staglia proprio all’ingresso della città, su di un’altura: anch’essa risulta di solito essere visitabile, almeno per quanto riguarda i giardini, ma a causa dei lavori in corso (rifacimento della facciata e sistemazione proprio dei giardini) la visita ci è preclusa (quando parli di sfortuna…).

Ci dirigiamo dunque a Villa Torlonia, oggi di proprietà del comune e divenuta parco comunale. Ciò che resta di essa dopo i bombardamenti del periodo bellico sono la fontana e il Teatro delle Acque: voi quindi vi immaginerete di vedere giochi d’acqua, spruzzi e meravigliosi effetti… Sbagliato, perché a quanto pare il Comune non accende mai la fontana e il sistema idrico non è funzionante (o così si dice). Ciò che si staglia di fronte ai nostri occhi è dunque una struttura potenzialmente incredibile ma mal gestita, deturpata da scritte realizzate con la bomboletta. Il parco, d’altro canto, riesce comunque a catalizzare la nostra attenzione: ricco di fascino e di piacevoli zone d’ombra ci offre un piacevolissima pausa dalla calura di Luglio. Decisamente perfetto per passeggiare o per fare jogging.

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Tornando verso il centro, prima di salutarci, Cecilia ci racconta infine della Pupazza frascatana, un dolce tipico della città che raffigura una donna con tre seni: dietro a tale rappresentazione vi è ovviamente una spiegazione: Cecilia ci narra difatti di come la Pupazza nasca da una “donna mitologica” che si occupava di allattare i bimbi delle contadine che dovevano coltivare la terra e lavorare nei campi. La presenza di tre seni, due che allattano con il latte e uno con il vino, stanno ad indicare che quando il bambino piangeva (e magari non ne voleva sapere di di trovar quiete) questo veniva allattato con il vino “che faceva calmare”. Ovviamente questa è solo una leggenda, ma vi è un fondo di verità: non è casuale che dal “terzo seno” sgorga il vino dal momento che il vino di Frascati e dei Castelli è da sempre considerato come un bene prezioso, in grado tanto di allietare quanto di abbassare i bollenti spiriti.

Il nostro tempo con Cecilia è purtroppo giunto al termine: la ringraziamo di cuore per tutte le sue spiegazioni e per la sua splendida compagnia, molto interessante ed esaustiva. Decidiamo dunque di mangiare un boccone prima di dirigerci a Villa Cavalletti per prendere parte ad una delle esperienze più faticose ma senza dubbio entusiasmanti di tutto questo viaggio: il tour alla scoperta del Tuscolo in EMTB.

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Con Fabrizio alla scoperta del Tuscolo!

Giunti a Villa Cavalletti troviamo ad accoglierci Lorenzo, receptionist del complesso, che ci accompagna alla scoperta di questa struttura: si tratta di una casa vacanze e di un agriturismo circondate da ben 27 ettari di ulivi e vigneti, un luogo senza dubbio fuori dal comune! Lorenzo ci ha mostrato le varie tipologie di stanze della struttura, tutte molto accoglienti e di grandi dimensioni, provviste di ogni confort e servizio: molte sono dotate anche di cucina, come veri e propri appartamenti. Villa Cavalletti possiede inoltre una splendida terrazza adibita a spazio per gli eventi, con una vista incredibile (davvero invidiabile) sui Castelli Romani. Non a caso proprio di questa terrazza mi sono innamorata a tal punto da ricontattare Lorenzo allo scopo di organizzare un bell’evento (magari una mostra fotografica sui Castelli) per l’anno prossimo: non vedo l’ora, sarebbe davvero un sogno!

Terminato il tour io, Gabriele e Valerio abbiamo incontrato Fabrizio Rossi, il nostro istruttore e accompagnatore per questa gita in mountain bike elettrica. Fabrizio è un esperto guidatore ed è l’istruttore che Villa Cavalletti ci ha messo a disposizione per questo tour: Villa Cavalletti infatti non è solo una struttura alberghiera ma un centro dove si organizzano corsi ed escursioni in EMTB, corsi di mosaico, tour guidati dei Castelli Romani e attività wellness sia individuali che non. Insomma, qui avete davvero l’imbarazzo della scelta e una professionalità che non troverete da altre parti!

Io e Gabriele non eravamo mai saliti in sella ad una di queste biciclette ed eravamo emozionati ma anche un po’ intimoriti (forse). Spiegate le basi e il meccanismo delle marce siamo partiti alla scoperta del Monte Tuscolo.

Se in strada tutto è filato liscio, quando ci siamo infilati nel bosco per fare un po’ di fuori pista e per provare la bici sui sentieri la faccenda si è fatta davvero tosta: tra lo sterrato, i rami caduti, i rovi che imperversavano sul nostro tragitto e la salita che si faceva sentire tutta, l’esperienza bucolica che ci eravamo prefissati si è trasformata in una prova di endurance per veri eroi. Non la sto facendo più grande di quella che è: effettivamente noi non eravamo proprio abituati e questo battesimo è stato una prova di sopravvivenza (sto sghignazzando mentre scrivo queste parole perché il ricordo che ne ho è davvero meraviglioso e rifarei tutto se potessi tornare indietro).

Valerio riusciva a stare al passo con Fabrizio, esperto istruttore, mentre io arrancavo e Gabriele beh.. Gabriele era il fanalino di coda. Sembra assurdo ma la cosa più difficile sapete qual è stata? Risalire e ripartire una volta fermati durante le pause! Oh, vi giuro, io più di un’occasione ho rischiato di cadere per terra, un po’ per il peso della bicicletta e un po’ perché era troppo alta per le mie chiappette (non che non l’avessimo regolata, sono io ad essere “bassina”).

Non sono poi mancati i momenti ilari dovuti al percorso impervio: in alcuni momenti le biciclette sono state sollevate e portate a braccio a causa dell’inagibilità del percorso e questo ha creato situazioni “fantozziane” ma che ci riportavano il sorriso sul volto segnato dalla fatica.

Lasciato il (non) sentiero e percorso un tratto più semplice di strada asfaltata siamo finalmente giunti al Monte Tuscolo, a 670 metri sul livello del mare. Affacciandoci sulle sue pendici capiamo che tutto quello sforzo e quel sudore sono valsi davvero la pena: la vista sui Castelli è impagabile. Da qui si vedono molte delle montagne dei Colli Albani e Rocca di Papa, in tutto il suo splendore. Il Tuscolo è inoltre noto per essere sede degli scavi archeologici di Tusculum, antica città pre-romana, romana e medioevale, oltre che luogo privilegiato di estrazione della pietra sperone del Tuscolo. Si presenta inoltre come uno dei punti panoramici per eccellenza volti verso la città di Roma, assieme a Monte Gennaro, Monte Guadagnolo e Monte Cavo.

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Meraviglioso, un luogo unico. Eravamo stanchi, oserei dire distrutti (lo so, siamo mezze cartucce in bicicletta) ma eravamo completamente felici di essere lì, a goderci quel meraviglioso spettacolo.

Ma il tour non era ancora finito perché per la discesa dovevamo percorrere altri 12 chilometri circa prima di tornare a Villa Cavalletti, per un totale di 17 chilometri: l’escursione originale prevedeva un giro di 40 chilometri ma Fabrizio ha avuto letteralmente pietà di noi accompagnandoci per “soli” 17 chilometri. Aò! Con le bici non ci sappiamo fare ma con tante altre cose… Direi di sì!

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Durante il tragitto di rientro non poteva non capitarmi qualche sciagura (ce l’ho un po’ scritto in fronte in effetti): dopo un tratto di salita nel bosco ci siamo trovati in una piccola radura a picco sulle colline e un signora ha avuto la brillante idea di fermare Gabriele per chiedergli “se avevamo visto dei cinghiali durante la salita”cinghiali, alle 5 del pomeriggio… Mezziogiorno, topi morti? Ecco non so se avete compreso la citazione leggermente modificata ma questo è ciò che è balenato in testa ad entrambi a sentire una simile richiesta (tra l’altro in un bosco molto frequentato e dove abbiamo incontrato almeno una decina di persone che salivano a piedi o in bicicletta). Va beh, mentre aspettavo Gabriele che si svincolava dall’imbarazzante conversazione io mi sono fermata appoggiando il piede in una piccola discesa e…

Sono ruzzolata giù.

Con la bici al seguito.

In mezzo ai cardi.

Secchi e spinosi.

Eliana Intruglio – “La Bicicletta Elettrica – Ricordo di un’estate romana” – 2020 – Edizioni “Mal de can”

Oh, io non l’ho vista proprio questa discesina, mi pareva di aver messo il piede sull’erba e invece sò bürlà giù come si dice in dialetto pavese.

Vi dico solo che ci ho messo 3 giorni per togliermi tutte le spine maledette che si erano conficcate ovunque! Ginocchia, palmi della mano, braccia, persino nei piedi…

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Scesi dalle colline e rientrati in strada, il giro in bicicletta è terminato con un meraviglioso tour all’interno del parco di Villa Cavalletti, tra vigneti e ulivi: avete presente le immagini classiche della Toscana con i vigneti e il sole che tramonta su di essi donando al tutto una luce meravigliosa? Ecco, noi abbiamo vissuto i nostri ultimi attimi in bicicletta con questa immagine, da sogno! E così che ci lasciamo andare in un abbraccio, guardando Grottaferrata tinta di arancio e di rosso, stanchi ma davvero soddisfatti per questa meravigliosa esperienza!

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Salutato il nostro paziente, disponibile e simpaticissimo istruttore Fabrizio (mi raccomando, affidatevi a lui per un bel giro in EMTB e non solo!) siamo rientrati a Grottaferrata per cenare con tutta tranquillità.

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I ciclisti provetti che si godono il panorama

Decidiamo dunque di fermarci al ristorante “Il Mangiafuoco” e di gustare altri piatti tipici della zona: il nostro stomaco ha ringraziato, la fame era davvero tanta dopo tutto quel pedalare!

Termina dunque qui un’altra giornata indimenticabile ai Castelli Romani in compagnia di Valerio di Visit Castelli Romani, di Cecilia dell’Associazione Diakronica, di Lorenzo di Villa Cavalletti e di Fabrizio Guida Mountain Bike Lazio.

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Commenti

  • 5 Settembre 2020

    Sono stata spesso a Roma e a Frascati, ma non ho mai visitato i Castelli Romani. Villa Tuscolana sembra davvero bella. Sicuramente rimedierò alla mia mancanza. 🙂

    Rispondi
  • 8 Settembre 2020

    Non ho mai visitato i Castelli Romani pur essendo andata spesso a Roma. Ti ho seguita e mi hai incuriosita, grazie delle info!

    Rispondi

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