Diario di viaggio: New York – giorno 6

Ultimo giorno nella Grnde Mela, prima di rientrare in Italia. Come per ogni mio viaggio, l’ultimo giorno è quello più soft, quindi dedicato a compere e a visite non troppo impegnative. Alla mattina, io e mia madre ci dirigiamo verso il Brooklyn Botanic Garden, un giardino di ben 21 ettari che conserva le più diverse specie di piante: il giardino è stato fondato nel 1910 ed è diviso in sezioni. Particolarmente interessanti, sono le sezioni delle serre tropicali, la serra dei bonsai, il giardino giapponese, l’immenso roseto con varietà speciali e famose di rose.

Con gli occhi all’insù, ad ammirare la folta chioma degli alberi, ci gustiamo la bellissima e fresca giornata: lo smog della grande metropoli sembra così lontana in questo Eden, gli uccellini gorgheggiano e la tranquillità regna sovrana. Dopo una bella passeggiata attraverso la via dei ciliegi, dove ogni essenza ha categoricamente un cartellino ben visbile e aggiornato che ci esplica la specie, raggiungiamo il giardino giapponese: qui troviamo un bellissimo laghetto con le carpe Koi e un arco rosso, tipico simbolo del Giappone. Un piccolo capanno di osservazione, funge anche come luogo di ristoro. Oltre a noi, notiamo che non ci sono tanti turisti stranieri, bensì molti americani, che passano una giornata tranquilla e diversa insieme alla loro famiglia.

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Il giardino giapponese

Dopo aver scattato qualche foto, ci dirigiamo verso le serre: davanti a queste c’è un ottimo punto di ristoro, dove potrete mangiare senza spendere molto. Le serre sono davvero magnifiche: in una ritroviamo le piante tipiche della foresta pluviale, con una bellissima varietà di orchidee epifite, oltre ad altre piante molto lussureggianti. La serra, prosegue con la ricostruzione degli ambienti aridi, con molte spoepecie di cactacee e altre succulente, da osservare tramite un piccolo percorso guidato. La serra affiancata, invece, custodisce una bellissima collezione di bonsai, che apprezzo particolarmente: li fotografo tutte, queste piccole meraviglie.

Dopo un bel giro nelle serre, continuiamo il nostro toru, scoprendo anche la parte adibita ai bambini: una zona con tanti laboratori didattici, piccole aiole dove i bambini posso piantare i fiori durante le attività proposte. Una cosa salta all’occhio, girando per il Garden: l’ordine, la pulizia, la manutenzione eccellente di questo giardino botanico. Noi italiani dovremmo solo prendere esempio, e sistemare i tanti giardini botanici che riversano in stato critico nel nostro “Bel Paese”.

Dopo un bel giretto attraverso il bosco delle essenze spontanee, arriviamo al roseto: prima di visitarlo, ci sdraiamo per una bella pausa nel prato che lo attornia. Qui, vediamo tanti americani giocare con i figli, leggere un libro, ma anche conversare e riposarsi. Come per il Central park, il Brooklyn Botanic Garden deve essere un bell’esempio di tranquillità per i Newyorkesi.

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La statua davanti al roseto

Davanti al roseto, non posso che rimanere estasiata, da coltivatrice appassionata di queste piante: il roseto è stato costruito nel 1927, grazie ad una donazione di 15,000 dollari da parte dell’ingegnere Walter V. Cranford. Qui, sono piantate più di 5000 cespugli, di 1400 varietà diverse, che includono specie selvatiche, antiche rose del giardino, grandiflore, floribundas, polyanthas, rose in miniatura e varietà di TEA. Per un approfondimento sulle rose, vi invito a leggere qui. Fotografo minuziosamente tutte le piante e il loro cartellino, e sospiro, sognando anche io un giardino di rose come questo.

Passiamo quasi l’intera giornata al giardino, ma poi dobbiamo inevitabilmente lasciarlo, per raggiungere il resto del gruppo; prima però acquisto la spilla del giardino botanico e un libro sull’avifauna americana. Il negozio dei ricordini è davvero ben fornito, vendono anche le piante!

Raggiungiamo la ciurma di viaggiatrici, che ritroviamo al grande magazzino Macy’s. Io odio fare shopping, ma qualche ricordo lo devo portare a casa. Avrei preferito rimanere di gran lunga al Garden, non posso non ammetterlo: i grandi magazzini mi mettono davvero

La mattina seguente, è il 4 luglio, e la nazione è in festa. Facciamo tempo a comprare qualche gadget prettamente americano per immergerci nello spirito festoso, ma poi dobbiamo andare all’aereoporto.

Ciao New York, sei stata una piacevole sorpresa, una città di contrasti che merita almeno una visita, una volta nella vita.

Per rileggere tutti i giorni del diario di viaggio,

Giorno 1

Giorno 2

Giorno 3

Giorno 4

Giorno 5

 

 

 

 

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