Vagabondiary: Kasbah Marocco 2024 – Parte 1
Un viaggio alla scoperta di un Paese dalle tradizioni millenarie e dalle bellezze sconvolgenti attraverso le città imperiali e il deserto, snodandosi tra i suq variopinti, le monumentali kasbah, i profumi delle spezie: è il Marocco, un luogo eccezionale che è riuscito a conquistare me e Uomo Moribondo già dalle primissime esperienze quivi vissute facendoci vivere un turbinio di emozioni contrastanti e continuamente amplificate. In questo articolo scopriamo insieme la prima parte del Vagabondiary: Kasbah Marocco, un viaggio nel viaggio che vi permetterà di approfondire il nostro itinerario con tutti i dettagli utili per un vostra pianificazione. Pronti? E allora Yalla!

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Marocco
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28 Luglio – 11 Agosto 2024
Media passi giornalieri: 14645 – 112,68 km totali percorsi a piedi – 2340 km percorsi con pullman (circa)
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Giorno 1 – Pavia – Aeroporto Milano Malpensa – Casablanca
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Automobile di proprietà per raggiungere l’aeroporto – Aereo – Pulmino turistico
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Moroccan House Hotel Casablanca
Il “Vagabondiary: Kasbah Marocco” inizia a Pavia: grazie al metodo “rotolino” siamo infatti riusciti a fare una valigia da 12 kg per 15 giorni per due persone e per essere la prima volta che utilizziamo questo metodo siamo stati molto soddisfatti! Dunque si parte verso questa nuova avventura tutti emozionati. Uomo Moribondo è infatti alla sua primissima esperienza con un viaggio di gruppo di Avventure nel Mondo e non sa bene cosa aspettarsi: effettivamente anche io ho qualche perplessità dettata dal fatto che sono ben 10 anni che non affronto un viaggio del genere.
La voglia smaniosa di partire verso il Continente Vero è però talmente forte da farmi dimenticare le inutili preoccupazioni e così raggiungiamo l’aeroporto di Milano Malpensa pronti per incontrare una parte dei nostri compagni di viaggio: qui infatti conosciamo subito Jeanette, Marco, Marco e il Coordinatore Gabriele che subito ci mettono a nostro agio e ci raccontano le loro innumerevoli esperienze come la Patagonia, l’India, il Vietnam, l’Indonesia. Sono tutti viaggiatori rodati e navigati e hanno tanta voglia di partire: noi ci sentiamo i “piccoli” del gruppo (e Gabriele lo sarà all’effettivo dato che è anche il più giovane) e abbiamo molta voglia di imparare dalle loro esperienze.
Terminati i controlli e imbarcato il nostro bagaglio, raggiungiamo il gate: il volo è in orario e siamo pronti per partire. Varchiamo l’ingresso dell’aereo con il cuore che ci scoppia nel petto, stiamo infatti partendo per una nuova ed eccitante avventura!
Il viaggio è tutto sommato tranquillo, siamo in ultima fila e io ne approfitto per conoscere meglio Marco, che diventerà anche il nostro cassiere, dato che siamo seduti vicini: sogno attraverso i suoi racconti riguardanti trekking e cammini fatti in tutto il globo, un vero amante di questo genere di viaggi!
Atterriamo finalmente a Casablanca dove ci attendono tutti i controlli e il nostro primo timbro sul passaporto: per Uomo Moribondo è proprio il primissimo mentre per me è il primo del nuovo documento, ricevuto nel 2021 ma mai ancora sfruttato. Nonostante le nostre indicazioni su dove porlo (in prima pagina), l’addetto se ne infischia bellamente e lo inserisce alla fine: eh va beh, speriamo di riempire tutte le pagine precedenti al più presto!
Incontriamo dunque la restante parte del gruppo, tutto al femminile: Francesca, Francesca, Giusi, Marina, Simona e Chiara, provenienti da ogni parte del centro e sud Italia. Un gruppo molto eterogeneo ma già affiatato dalle prime chiacchiere insieme e voglioso di condividere il più possibile.
Appena usciti dal terminal incontriamo il nostro autista, Nordine. Con il pullmino messo a disposizione dai referenti marocchini ci dirigiamo al Maroccan House di Casablanca: un alloggio modesto facilmente raggiungibile dal nostro mezzo. La prima nottata è stata un delirio per la vostra Vagabonda che non è riuscita praticamente a chiudere occhio a causa del baccano incontrollato degli altri ospiti dell’hotel: se c’è una cosa che davvero non riesco a sopportare è la mancanza di sonno che mi causa emicrania, raffreddore e rallenta tutti i miei movimenti oltre che rendermi nervosa a livelli cosmici.
Spese per questo giorno (conteggiate per due persone. Le spese in Italia saranno scritte in euro mentre quelle in Marocco saranno scritte nella valuta locale Dirham marocchino)
5,90 euro merenda aeroporto
Totale 5,90 euro
Giorno 2 – Casablanca – Rabat – Chefchaouen
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Maison d’hôtes Bousaid
Superato il primo negativo impatto e fatta colazione ci dirigiamo subito a Rabat dove visitiamo due siti prima di raggiungere la meta del nostro secondo giorno, Chefchaouen: qui abbiamo subito un primo assaggio di cultura marocchina grazie alla caratteristica Kasbah degli Oudaïa costruita con edifici bianchi e azzurri e con il Mausoleo Mohammed V, meta di devozione da parte dei marocchini che qui possono rendere omaggio al nonno dell’attuale sovrano Mohammed VI.
I nostri occhi si riempiono subito di magia, in particolare i miei che qui vedono per la prima volta un numero indefinito di gatti: sapete quanto io sia “gattara inside” e quindi tutti questi pelosetti continueranno ad attirare la mia attenzione. Scoprirò poi che il Marocco ha davvero enormi problemi con il randagismo felino e canino tanto da mettere in pratica una campagna di sterilizzazione di massa dei gatti: in generale i marocchini si dimostrano indifferenti ai loro coinquilini con baffi e coda e questo porta inevitabilmente tali animali a vivere di espedienti e a contrarre numerose malattie, oltre che procreare in maniera incontrastata.

Il nostro gruppo alla Kasbah degli Oudaïa
Lasciamo Rabat per dirigerci a Chefchaouen: il viaggio è molto lungo (circa 340 chilometri) ed estremamente caldo. Dobbiamo infatti abituarci alla mancata presenza dell’aria condizionata, una costante che ci accompagnerà per tutto il viaggio. Durante questa e le altre lunghe traversate abbiamo modo di osservare i villaggi rurali del Marocco: poche case sparpagliate, il terreno arso, l’asinello come mezzo di conduzione preferito, rifiuti (ahinoi) ovunque trasportati dal vento. Ci interroghiamo sullo stile di vita della popolazione locale e intanto approfondiamo la nostra conoscenza con i compagni di viaggio.

Il Mausoleo Mohammed V
Poco prima del tramonto giungiamo a Chefchaouen e siamo rapiti dalla bellezza della città dall’alto: siamo impazienti di visitarla quindi chiediamo subito al nostro autista di accompagnarci in hotel per sbrigare le formalità del check in. Il nostro piccolo alberghetto, la Maison d’hôtes Bousaid si trova appena al di fuori del quartiere centrale della Medina, in una zona tranquilla: si spera che la notte dunque trascorra serena e senza schiamazzi.

Donna Vagabonda e la città di Chefchaouen
Ci dirigiamo subito alla scoperta di questa meravigliosa città accompagnati da un ragazzo locale che vive accanto all’hotel e che il gestore ci consiglia: insieme esploriamo gli angoli più pittoreschi e particolari di questa famosissima città blu, un luogo che, seppur estremamente turistico, è avvolto da un fascino incredibile e ci conquista letteralmente. Le sue pareti color “blu supersonico“, le caratteristiche botteghe scavate nella pietra, i banchetti delle spremute ma anche il legame del suo popolo con il ruscello Fouara che viene deviato in alcune vasche per poter lavare le arance: un’atmosfera davvero unica nel suo genere, una bellezza davvero sconfinata.

La splendida città di Chefchaouen
Il blu ci abbraccia in una calda stretta e ci fa innamorare perdutamente di questo Paese nonostante sia davvero poco il tempo qui trascorso: non ci sbaglieremo e il nostro sentimento continuerà a crescere sempre di più!
Dopo una ricca e gustosa cena a base di Tajine (la prima di una lunghisssssssima serie) rientriamo e salutiamo la città blu con le luci brillanti della sera.

Tutto è blu a Chefchaouen
Spese per questo giorno (conteggiate per due persone)
40 Dirham merenda
130 Dirham souvenir
10 Dirham acqua
Totale 180 Dirham
Giorno 3 – Chefchaouen – Volubilis – Moullay Idris – Meknès
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Ryad Bahia
Prosegue il mio racconto del Vagabondiary: Kasbah Marocco!
Svegliata di buona lena decido, assieme alla mia nuova amica Francesca, di scoprire la cittadina di Chefchaouen senza la calca dei turisti: i bazar sono ancora chiusi, i bar vuoti, la Città Blu sta ancora dormendo e solo alcuni cani randagi ci accompagnano in questo tour silenzioso che ci porta a vedere l’anima sopita di questo incredibile luogo. Riusciamo quindi a trarre il meglio da questo luogo e scattiamo numerosissime fotografie immortalando il silenzio e la pace.

I silenziosi vicoli di Chefchaouen
Fatta colazione è ora di salire sul pulmino in direzione Volubilis e Meknès, un tragitto di circa 190 chilometri: il caldo ci stringe nella sua morsa ma per fortuna siamo tutti più riposati rispetto al giorno precedente e siamo ansiosi di scoprire il Marocco.
Arriviamo a Volubilis a mezzogiorno e, puntualmente, io e Uomo Moribondo onoriamo la nostra promessa di visitare, anche quest’anno, un sito archeologico nelle ore più calde: del resto Villa Adriana a Tivoli nel 2023 e Le Tombe dei Re di Paphos nel 2022 ci avevano già abbondantemente temprati (ormai non ci spaventava più nulla)!

Donna Vagabonda a Volubilis
Assoldata una guida locale parlante italiano (le “guide” o presunte tali sono ovunque in ogni parte del Marocco e per qualche Dirham sono disposti a fare tour anche molto lunghi) ci siamo diretti alla scoperta di questo antico sito archeologico di età romana nominato Patrimonio dell’Umanità UNESCO: si tratta di un complesso non ancora del tutto scoperto (si stima che i lavori di scavo siano circa al 45%) comprendente numerose domus, la basilica con due esedre contrapposte, il capitolium dei Severi, templi del I secolo, l’acquedotto e le terme. Ciò che forse stupisce di più è la presenza di eccezionali mosaici policromi che raffigurano divinità e personaggi mitologici come Orfeo e Diana.

Il minareto circolare di Moulay Idriss
Da qui decidiamo poi di modificare il nostro itinerario e visitare subito la città sacra di Moulay Idriss: ritenuta santa dai Musulmani è stata fondata da Moulay Idriss, colui che ha portato nella regione del Maghreb l’Islam. Questo carismatico personaggio storico è molto importante se si vuole apprendere la storia del Marocco: oltre alla fondazione di questa città probabilmente si deve a lui e a suo figlio la fondazione della non distante Fès. Data l’importanza di Moulay Idriss questa città è stata candidata per essere Patrimonio UNESCO (dal 1995, in attesa di esito) e viene considerata dai marocchini alla pari de La Mecca: se infatti il credente non riesce a compiere il pellegrinaggio presso la Città Santa per gli islamici è sufficiente recarsi qui sette volte (alcune guide dicono invece cinque) e si può considerare compiuto il pellegrinaggio sacro.
L’assenza di turisti crea un’atmosfera quasi surreale: non si può visitare la tomba del suo fondatore (né tantomeno la moschea che la custodisce) ma camminare tra i vicoletti (sempre accompagnati dalle “guide” locali) ci fa immergere in un’atmosfera fatta di sacralità e silenzio. L’accesso alla città di Moulay Idriss è stato infatti a lungo vietato ai non musulmani e solo dal 1916 anche gli appartenenti ad altre religioni possono visitarla, eccezion fatta per le sue moschee.

Panorama della città di Meknès
Stanchi e molto accaldati finalmente raggiungiamo la città di Meknès: qui alloggeremo, per la prima volta, in un autentico Riad: un Riad è una casa tradizionale marocchina composta da un insieme di stanze disposte su più livelli divise da cortili, giardini, patio e con la presenza (molto spesso ma non è obbligatorio) di alcune fontane decorative, specialmente al pianterreno. La parola “Riad” deriva da “riyāḍ” che significa “giardino” ed è per questo che spesso i cortili interni di queste abitazioni sono adornati da piante e da essenze floreali. La nostra meta è il Ryad Bahia gestito da Bouchra e dalla sua famiglia: sviluppato su più piani offre camere accoglienti e spazi ampi dove potersi rilassare e godere di pace e tranquillità. Situato all’interno della Medina di Meknès (ma abbastanza distante dai caotici vicoli del mercato) è una sistemazione perfetta per chi vuole esplorare ogni angolo della città e i suoi luoghi più pittoreschi come la Porta Bab El Mansour (purtroppo in ristrutturazione al nostro arrivo), la Medina e il Mausoleo di Moulay Ismail.

Uomo Moribondo e il proprietario del Riad El Mansour, il negozio di Kilim
Dopo esserci adeguatamente rinfrescati io e Uomo Moribondo decidiamo di partire all’esplorazione solitaria della Medina: dopo questo viaggio abbiamo capito che è sempre meglio girare le medine in gruppo perché in coppia o da soli si è costantemente assillati dai venditori e dalle “faux guides”, ovvero le false guide che ti promettono di portarti in luoghi eccezionali e invece ti fanno fare una specie di giro dell’oca verso negozi di loro interesse pur di guadagnarci qualcosa (ne avremo la prova definitiva a Fès). Nonostante ciò ci siamo riusciti ad orientare abbastanza bene e a capire quali erano i luoghi meritevoli della nostra attenzione e quali no. Presso il Riad El Mansour, a poca distanza dal nostro alloggio, abbiamo potuto acquistare un eccezionale e autentico Kilim blu con trame berbere: dopo un’accesissima contrattazione siamo riusciti a strapparlo ad un prezzo davvero ottimo e ora questo autentico pezzetto di Marocco decora la nostra stanza da letto.
La giornata si conclude con una gustosa cena marocchina a base di Tajine, Kefta e altre prelibatezze come ospiti da Bouchra che sarà anche nostra guida per la giornata successiva: di questo, però, ve ne parlerò nel prossimo articolo dedicato al Vagabondiary: Kasbah Marocco.
Spese per questo giorno (conteggiate per due persone)
40 Dirham acqua
240 Dirham pranzo
100 Dirham mancia
800 Dihram Kilim
Totale 1180 Dirham



Lisa Trevaligie Travelblog
Non ho ancora mai sperimentato il metodo “rotolino” per fare i bagagli ma devo assolutamente provare. Non sono ancora mai stata in Marocco ma sarà la mia prossima meta in solitaria, dopo aver esplorato la Cappadocia. terrò a mente i tuoi articoli a riguardo quando inizierò la pianificazione.
Donna Vagabonda
Se hai bisogno di qualche informazione chiedi pure, noi con Avventure ci siamo trovati davvero bene!
Lisa Trevaligie Travelblog
Ho sempre il problema di mio marito che al momento non riesce a prendere l’aereo. Sbloccato questo livello sicuramente mi fionderei in questo territori di straordinaria magia, che tanto mi ricordano le storie di Le mille e una notte
Silvia The Food Traveler
Come ti ho già scritto questo vostro viaggio in Marocco mi incuriosisce molto. A partire dalla meta, che non conosco per niente, e anche per il discorso del viaggio di gruppo al quale io sono un po’ “allergica”. Vedo però con piacere che c’è stata anche la possibilità di un cambio di itinerario, cosa che mi fa pensare che quindi non si debba per forza fare sempre le cose prestabilite e questa è un’ottima cosa. E poi il gruppo di viaggiatori, che alla fine non è troppo grande e comunque formato da persone che hanno interessi comuni.
Non vedo l’ora di conoscere la prossima tappa!
Donna Vagabonda
Sì alla fine si possono fare anche dei cambi, soprattutto se non si desidera prendere parte ad alcune attività. Quando si è in città è molto più libero muoversi mentre negli spostamenti lunghi bisogna seguire il gruppo.
Veronica
Non vedevo l’ora di leggere del tuo viaggio in Marocco e di trsportarmi in questo meraviglioso paese attraverlo le tue parole e le tue esperienze. Questo è uno di quei paesi che mi affascino ma che ancora non ho trovato il coraggio di visitare ma sicuramente mi hai ispirata moltissimo soprattutto a visitare Rabat, Volubis (che non conoscevo) e, ovviamente, Chefchaouen la città blu che ho nella mia lista da posti di visitare da anni!
Curiosissima di scoprire il resto del viaggio!
Donna Vagabonda
In questi giorni pubblicherò la parte numero 4 con l’escursione nel deserto! Il Marocco è davvero straordinario e mi ha molto emozionata!
Arianna
Il Marocco è un paese bellissimo, ero certa che ne saresti stata conquistata, mi fa piacere che anche con il gruppo ti sia trovata, non è da tutti condividere la bella esperienza di un viaggio ma se si creea una bella sinergia può anche essere un plus in più
Donna Vagabonda
Assolutamente e più ci penso e più credo che certi luoghi, come questo e almeno per la prima volta, vadano scoperti in gruppo!
Francesca
Sono rimasta con la curiosità di conoscere le tappe successive!Dalla mappa e dai chilometri percorsi sembra un viaggio ricco e compelto di tutte le sfumature del bellissimo paese che è il Marocco. Curiosa di sapere di più anche del gruppo e se è stato un elemento di arricchimento del viaggio.
Donna Vagabonda
Sì il gruppo è stato fondamentale per la buona riuscita del viaggio: senza i suoi membri non sarebbe mai stato così divertente ed entusiasmante!
lara uguccioni
Questo viaggio attraverso il Marocco sembra un’esperienza unica e avvolgente, mi hai fatto sognare con le descrizioni delle kasbah e dei suq! Non vedo l’ora di leggere la seconda parte del Vagabondiary. Le tue parole riescono davvero a trasmettere la magia del Marocco! Grazie per i preziosi dettagli sull’itinerario, sarà sicuramente utile per pianificare un’avventura simile.
Donna Vagabonda
Mi fa piacere che l’articolo possa essere d’ispirazione per un eventuale futuro viaggio! Il Marocco è a dir poco sorprendente!
Trottole in Viaggio
Il metodo rotolino è eccezionale! Grazie a questo metodo io sono riuscita a metter il necessario per trascorrere 15 giorni in Perù dentro uno zaino (quello che vale come bagaglio a mano) di circa 7kg!
Donna Vagabonda
E lo riproporrò sia per il Giappone che per l’Uganda! È davvero comodo e veloce!
Sara - Slovely.eu
Questa zona del Marocco l’abbiamo solo attraversata col treno lungo il rientro da Fes a Marrakech durante il nostro viaggio marocchino on-the-road di taaaaaanti (troppi!) anni fa. E a giudicare dalle tue foto e dai tuoi racconti è stato un peccato, perché sicuramente meritava, ma ahimé avevamo finito i giorni a nostra disposizione. Ma del resto bisogna sempre tenersi qualcosa da vedere per un secondo giro, no? 😉 Mi piacerebbe tornare in Marocco, luoghi davvero magici!
Donna Vagabonda
Hai proprio ragione e sono sicura che quando organizzerai un nuovo viaggio in Marocco ne rimarrai deliziata!
antomaio65
Aspettavo con ansia il resoconto del tuo viaggio in Marocco, una destinazione che mi attira moltissimo dato che conosco solo Marrakech. Io nutro una certa allergia ai viaggi di gruppo, per quanto possa essere piccolo e affiatato, ma potrei fare uno sforzo e lasciarmi tentare da questo itinerario che tocca luoghi interessantissimi e curiosi come la città blu di Chefchaouen
Donna Vagabonda
Sì questo è un itinerario molto ricco e suggestivo che permette di avere ben più di una visione generale del Marocco. Vale proprio la pena viaggiare con i gruppi di Avventure nel Mondo!
Paola
Che racconto meraviglioso del tuo viaggio in Marocco! Anch’io sono stata in questo paese affascinante e, leggendo il tuo diario, ho rivissuto la magia dei suoi paesaggi, della cultura e delle persone. Chefchaouen, con le sue tonalità di blu, è davvero un luogo unico, e la descrizione di Volubilis e Meknès mi ha fatto venire voglia di tornare a vedere questa parte che mi manca.
Donna Vagabonda
Sono luoghi che davvero ti rimangono nel cuore e sono contenta che il mio racconto abbia fatto breccia nei tuoi ricordi!
Tamara Bonfrate
La Kasbah sembra essere proprio un simbolo di storia e cultura, un labirinto di fascino e tradizioni antiche che mi piacerebbe un giorno poter visitare.
Donna Vagabonda
Sì è proprio un tratto distintivo della cultura marocchina!
LA KRY
Devo sperimentare questa tecnica del rotolino anche io, che devo sempre sedermi sulla valigia per chiuderla. Dovremo sperimentare anche il Marocco prima o poi, perché ogni esperienza di viaggio che leggo mi riaccende la voglia di visitare questo paese. Più gatti per tutti!
Donna Vagabonda
Guarda da questo viaggio in poi farò sempre metodo rotolino! E farò un video della valigia in modo che sia comodo per chi vuole sperimentare questo metodo. Gatti? Ce n’è sempre bisogno!
Marina
Sono tanti anni che non faccio viaggi di gruppo, a parte i media tour, ma direi che ti sei trovata bene con Avventure nel mondo e per fortuna sei anche riuscita a ritagliarti degli spazi per visitare e fotografare i luoghi in pace!
Donna Vagabonda
Sì devo dire che è stato un viaggio perfetto in cui è stato possibile vivere bene le dinamiche di gruppo ma anche girare liberamente.
Bru
Vi ho seguito durante il vostro viaggio e ho visto tante belle immagini di gente allegra e sorridente, quindi mi pare sia andato tutto alla grande.
Donna Vagabonda
Sì più che alla grande, divinamente! Rifarei questa esperienza all’infinito!
Claudia
Che viaggio incredibile! Non vedo l’ora di leggere in dettaglio tutte le parti del viaggio! Io del Marocco per ora ho visto solo Marrakesh!
Donna Vagabonda
E secondo me hai visto il luogo più turistico e meno affascinante, totalmente snaturato del Marocco. Vale la pena ritornarci, credimi 😁
Julia
Nel primo viaggio in Marocco Scoprii il paese Con un tour organizzato. Me ne innamorai. Proprio per questo motivo sono tornata lo scorso febbraio a Marrakech con i miei figli
Donna Vagabonda
Ma sai che Marrakech è la città che mi ha trasmesso meno in assoluto? Peccato, mi aspettavo di più invece l’ho trovata troppo turistica.
Martina Currà
che bellezza, attraverso il tuo racconto ho rivissuto in parte il mio viaggio in Marocco, anche se per me si è trattato solo di un weekend lungo a Fes, con una puntatina a Volubilis. Leggerò con piacere anche gli altri tuoi articoli sul Marocco, paese che mi ha affascinato moltissimo!
Donna Vagabonda
Mi fa proprio piacere che tu abbia ritrovato i tuoi attimi di viaggio in questo racconto!
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Paola
Tutto quel blu di Chefchaouen mi attrae notevolmente, quindi vorrei proprio tornare in quella terra meravigliosa. Il Marocco ci era piaciuto tantissimo ed abbiamo avuto un clima veramente piacevole, ma noi siamo stati ad ottobre
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