Archivi tag: Vino

I luoghi della storia: Cigognola e il suo castello

Oltrepò dolce Oltrepò.

Chi mi segue sa quanto sia legata a questa terra, sia perchè ci sono nata sia perchè penso che meriti di essere più valorizzato. Con il blog di Donna Vagabonda mi piacerebbe contribuire in questa valorizzazione, facendo conoscere a voi lettori i luoghi e la bellezza di questo territorio. Questo articolo vi vuole parlare di Cigognola e del suo castello.

Cigognola

Ho visitato questo piccolo comune durante i miei giri in auto in Oltrepò e precisamente a giugno del 2019. Insieme a lui ho fatto tappa a Pietra de’ Giorgi (leggete qui l’articolo), a Mornico Losana e Oliva Gessi.

Cigognola è un comune di circa 1300 abitanti della Provincia di Pavia e, precisamente, si trova all’interno dell’Oltrepò Pavese. Sorge su un colle dominante lo sbocco in pianura della valle Scuropasso.

Cigognola_12
Il comune di Cigognola

Il primo cenno storico di Cigognola si trova all’interno del diploma federiciano del 1164, con cui il territorio dell’Oltrepò settentrionale e centrale venne posto sotto la giurisdizione di Pavia: è da qui che si deduce che doveva essere una località fortificata sotto un proprio signore locale (dominus loci).

Cigognola divenne poi signoria della potente casata pavese dei Sannazzaro, principale esponente di parte guelfa in Oltrepò, qui rappresentata da uno dei principali rami della famiglia (i de Cigognola). Nel 1406 furono estromessi, per gli intrighi dei Beccaria di Pavia, che si impadronirono del feudo. Nel 1415 toccò però agli stessi Beccaria farsi da parte, dato che Filippo Maria Visconti scoprì, tramite Giorgio Aicardi, una congiura da loro orchestrata ai suoi danni. Filippo Maria Visconti espropriò i Beccaria del feudo e lo affidò allo stesso Giorgio Aicardi e ai suoi famigliari, che per il privilegio concesso dai Visconti di assumere il loro cognome, diedero origine alla casata dei Visconti Aicardi, detti anche Visconti Scaramuzza dal soprannome di Giorgio.

I Visconti Aicardi Scaramuzza tennero il feudo di Cigognola fino all’estinzione nel XVIII secolo, dopodiché passò a Barbara d’Adda e al figlio di lei, Alberico XII Barbiano di Belgioioso, ultimo feudatario di Cigognola. I feudatari avevano estesissimi beni a Cigognola, comprendenti anche il castello: in epoca napoleonica furono acquistati dai Gazzaniga e passarono per eredità agli Arnaboldi-Gazzaniga e agli attuali proprietari, Brichetto-Arnaboldi.

Questo slideshow richiede JavaScript.

L’economia di Cigognola si basa soprattutto sulla coltivazione della vite e alla produzione di vini, con numerose denominazioni di origine locali come il Bonarda dell’Oltrepò Pavese, il Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese e il Sangue di Giuda Oltrepò Pavese.

Il paese di Cigognola è noto soprattutto per la presenza di un castello che svetta proprio sulla collina, dominando la valle. Il Castello di Cigognola fu costruito nella prima metà del XIII e aveva scopo difensivo, trovandosi proprio a dominare la valle. Con la fine del medioevo ospità una prestigiosa e ricca corte rinascimentale e divenne un punto di riferimento per la nobiltà del pavese. Ciò che vediamo oggi, però, non è di certo l’aspetto che il castello aveva nel medioevo: all’inizio del 1800 il proprietario Carlo Arnaboldi fece edificare sui resti del castello medioevale il castello odierno, costruito in stile neogotico con merlature ghibelline. Le ristrutturazioni continuarono agli inizi del 1900, con l’aggiunta di arredi déco all’interno.

Cigognola_2
Il castello di Cigognola

Durante la Seconda Guerra Mondiale il castello divenne tristemente noto: fu quartier generale dei nazisti durante 1944 che proprio qui avevano individuato una trasmittente che serviva ad indirizzare gli aviolanci degli alleati. La Resistenza qui non ebbe vita facile, infatti all’interno del castello avvennero interrogatori e torture. In molti vennero fucilati, anche giovanissimi, prima che l’Oltrepò divenne terra libera.

Cigognola_8
Uno dei monumenti in ricordo dei partigiani scolpiti sui muri del castello

 

Ad oggi, il castello è adibito a residenza privata e, in particolare, ospita una pregiata azienda vitivinicola di proprietà della facoltosa famiglia Moratti: i Moratti infatti sono grandi estimatori dell’Oltrepò Pavese e pionieri nella coltivazione del Nebbiolo, proprio all’interno dei terreni del castello.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il castello è stato dichiarato Patrimonio Storico del FAI, sottolineando l’importanza storica di questo edificio. Nonostante ciò il castello non si può visitare, ma è ben visibile dall’esterno.

consigli

Cosa vedere e fotografare: se visitate l’abitato di Cigognola potete procedere e visitare gli altri borghi con castelli, come quello di Pietra de’ Giorgi, quello di Mornico Losana e quello di Montalto Pavese: in tutti questi paesi però i castelli non si possono visitare ma solo ammirare dall’esterno. Nonostante ciò, una visita di sicura la meritano. Non perdete anche l’occasione di visitare il Santuario di Torricella Verzate, a poca distanza da Oliva Gessi.

 

 

Un’escursione in giornata: le Langhe – Barolo e Grinzane Cavour

Chi lo dice che si deve viaggiare solo d’estate? Anche l’autunno può regalare delle intense emozioni! Era una domenica soleggiata di ottobre quando decisi di visitare un luogo che ancora mancava alla mia lista: le Langhe.

Langhe_1.png

Non distanti da Pavia, sono la meta perfetta per un’escursione in giornata e per un tour fotografico. Approfittando dunque del tiepido sole, io e mio padre ci siamo diretti verso Barolo, uno dei luoghi più famosi di questa regione. Ma esattamente cosa sono le Langhe?

Barolo_4

Le colline delle Langhe

Le Laghe sono un territorio piemontese che si sviluppa tra le province di Cuneo e Asti, confinanti con il Roero, il Monferrato e l’Astesana. Questa lingua di terra è costituita da un esteso sistema collinare, definito dal corso dei fiumi Tànaro, Belbo, Bòrmida di Millesimo e Bòrmida di Spigno. Le Langhe si dividono in tre categorie:

  • Paesi delle Langhe a bassa quota: zona con quote genericamente inferiori ai 600 m; zona di vini e tartufo (rinomato il bianco di Alba).
  • Paesi delle Langhe ad alta quota: zona con quote fino agli 896 m.; dominano i boschi e la coltivazione della pregiata varietà di nocciole “tonda gentile delle Langhe”.
  • Langhe Astigiane: zona nel sud della provincia di Asti, con un picco di 851 m nel comune di Seròle.

Le Langhe, per la loro bellezza e per le peculiarità del territorio che permettono la coltivazione e la produzione di molti prodotti enogastronomici pregiati, sono state ufficialmente incluse nella lista dei beni del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Le Langhe sono estremamente conosciute per essere un centro d’eccellenza per la viticoltura e la vinificazione, dove spiccano varietà DOC e DOCG come il Barolo, Nebbiolo, Barbaresco, Dolcetto d’Alba, Dolcetto di Dogliani, Barbera d’Alba e il Pelaverga di Verduno. Se si pensa alle Langhe viene in mente immediatamente il tartufo bianco di Alba, in onore del quale ogni anno vi si tiene una fiera internazionale. Altri prodotti tipicamente di questa zona sono la nocciola Tonda Gentile delle Langhe e i formaggi come le Robiole di Roccaverano e di Murazzano.

Dopo questa full-immertion sulle bontà delle Langhe, vi racconto come si è svolta la mia escursione in giornata.

La prima tappa è il piccolo paese di La Morra, non lontano da Barolo: dalle sue colline si gode di una suggestiva vista delle Langhe. Purtroppo quel giorno c’era un po’ di foschia e la luce non era proprio delle migliori per le fotografie così, passata La Morra, sono scesa verso Barolo per fotografare dalle colline il Castello della Volta: questa rocca, oggi privata, non è visitabile e si trova in cattivo stato di conservazione.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Il Castello è frutto di numerose fasi costruttive: tra il XVI e la fine del XVIII, viene progressivamente occupato da una serie di edifici di servizio, con adeguamento degli ambienti medievali già esistenti. Con il decadimento della dinastia dei Falletti, il castello venne abbandonato. Purtroppo, come per molti castelli e costruzioni medievali, la sua sorte è davvero incerta: mi auspico che un giorno questo bellissimo fortilizio venga restituito alla collettività restaurato. Nonostante il pessimo stato, il Castello incornicia naturalmente l’ambiente collinare e orna le sue pendici, regalando viste uniche e suggestive.

Dopo aver scattato quale foto, mi dirigo a Barolo, una delle cittadine più famose delle Langhe: non ci sono notizie precise sulla nascita di Barolo, benché la zona fosse abitata in epoca preistorica da tribù celto-liguri, il primo insediamento effettivo sul territorio è di origine barbarica e risalente all’Alto Medioevo. Nel 1250 la famiglia Falletti, acquisì tutti i possedimenti di Barolo dal Comune di Alba. I Falletti erano una potente famiglia di banchieri, esponenti della nuova borghesia, i quali segnarono il destino di Barolo e delle zone circostanti. Intorno al 1300 arrivarono a controllare fino a una cinquantina di feudi piemontesi. Barolo divenne poi un Marchesato nel 1730 e la sua sorte dipese poi dal Regno d’Italia.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Barolo è piccola, caratteristica e molto molto carina: le sue viuzze sono abitate da circa 700 abitanti e la fama del vino omonimo porta ogni giorno numerosi turisti a calcare il suo suolo. Quella domenica, con mio sommo piacere, si svolgeva un bel mercato tradizionale di prodotti del luogo: formaggi, salumi, polenta e brasato, miele e lavanda…Ce n’era davvero in abbondanza per tutti! Ovviamente non mi sono fatta sfuggire la possibilità di acquistare qualche eccellenza: del miele biologico e alcuni salamini al Barolo…Una bontà assoluta!

Una visita la merita sicuramente il Castello comunale, di proprietà ancora oggi dei Falletti ma messo a disposizione della comunità grazie all’allestimento del WiMu, il Museo del Vino. Purtroppo io non ho avuto il tempo di visitarlo, ma già dall’esterno si percepisce la bellezza di questo luogo.

Soddisfatta delle fotografie scattate al Castello e al Paese, decido di dirigermi a visitare un nuovo Castello, quello di Grinzane Cavour. A pochi chilometri dal Comune di Barolo, Grinzane Cavour mi accoglie con la magnificenza del suo castello. Il nome del borgo rende omaggio dal 1916 allo statista risorgimentale Camillo Benso conte di Cavour, che di Grinzane fu sindaco per diciassette anni: nominato tale nel maggio 1832, a ventidue anni, mantenne la carica fino al febbraio 1849.

Grinzane_4

L’imponente maniero di Grinzane Cavour

Il Castello ospita l’enoteca regionale, il Museo Etnografico e l’esposizione dei Cimeli Cavouriani: non potevo perdermi tutte queste bellezze! Il Castello è completamente adibito a museo e ad enoteca e ospita anche un ristorante che offre prodotti e piatti tipici.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Numerosi attrezzi storici, ricostruzione di luoghi e parti di botteghe, la camera da letto e studio di Cavour, tutto questo attira fortemente la mia attenzione: tra uno scatto e l’altro, l’emozione e l’euforia sono tante! Da segnalare anche una sezione dedicata alla fotografia: sono esposti alcuni scatti delle Laghe e dei suoi luoghi simbolo, in bianco e nero…Davvero meravigliose!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Uscita dal Castello di Grinzane noto che la luce sta iniziando a diventare fioca ed è dunque ora di rientrare a Pavia: questo breve ma intenso tour delle Langhe mi è davvero piaciuto. Spero che anche l’Oltrepò Pavese riesca un giorno, come le Langhe, a imporsi sul mercato turistico, data la sua naturale vocazione per la bellezza.

L’escursione in pillole

  • Periodo di viaggio: ottobre
  • Durata: una giornata
  • Difficoltà: 2/5
  • Viaggio organizzato: no
  • Adatto a famiglie e bambini: sì

I luoghi della storia: il Castello Scaligero di Soave

Tra i tanti luoghi storici che abbiamo in Italia, non poteva mancare nei miei viaggi una visita al Castello Scaligero di Soave, in Veneto, nella Provincia di Verona.

Soave

Tornavo dal mio viaggio in Slovenia, il secondo del 2015, e sulla strada del ritorno decisi di fare una piccola deviazione verso Soave. Già a Pasqua avevo visitato Verona, mi mancava soltanto il Castello degli Scaligeri.

 

Le origini del Castello sono tutt’ora incerte, probabilmente fu edificato agli inizi del X° secolo, all’epoca delle invasioni degli Ungheri, per iniziativa del Re d’Italia Berengario I.

I primi feudatari furono i Sambonifacio, e ciò ci viene riportato su un diploma di Federico Barbarossa. La proprietà del castello venne mantenuta fino agli inizi del 1200. Nel 1237 il castello passò sotto la proprietà della famiglia dei Greppi.

Dopo un susseguirsi di guerre e passaggi di mano, la proprietà diventa degli Scaligeri: nel 1271 si ebbe la conquista da parte di Mastino I° della Scala, ma nel 1338 ci fu una nuova battaglia e Rolando de’ Rossi da Parma si impossessò della rocca. Le lotte continuarono fino a che il castello passò di nuovo sotto i signori della Scala, con Mastino II.

scaligeri_1
Lo Stemma degli Scaligeri

Il castello di Soave divenne assai importante per la sua posizione startegica e gli Scaligeri dedicarono molto tempo e cura al suo mantenimento: Cansignorio lo restaurò nel 1369 e fece anche costruire la cinta muraria del paese di Soave 6 anni più tardi.

Nel 1387 la Signoria Scaligeria cadde e il Castello passò sotto Gian Galeazzo Visconti. Da qui il Castello torna ad essere protagonista di assalti, battaglie e guerre: nel 1405 i Veneziani lo conquistarono e mantennero il dominio quasi ininterrottamente fino al 1510 quando entrarono le truppe imperiali. Seguirono anni di scontri e di ribellioni dei cittadini di Soave fino a quando nel 1511 i soldati tedeschi rinnovarono l’assalto alla fortezza e il paese fu incendiato. Nello stesso anno il conte Guida da Rangone riuscì a prendere possesso del Castello e da qui iniziò un periodo di serenità.

Nel 1696 la proprietà passò al Nobile Francesco Gritti e per linea materna il Castello arriva all’Avvocato Antonio Cristiani, il nonno materno di Giulio Camuzzoni, bisnonno dell’attuale proprietaria. Dal 1889 il Castello viene ristrutturato e ancora oggi la proprietaria continua quest’opera con molta dedizione.

soave_3
Veduta dalla torre del Castello e del Paese di Soave

Dal Paese di Soave, il Castello è raggiungibile sia in auto che a piedi. L’ingresso è a pagamento e dentro vi aspetta un’arzilla signora che si occuperà di raccontarvi la storia e gli aneddoti sul Castello, che avuto anche l’onore di ospitare l’Illustre Poeta Dante Alighieri: il poeta lodò sia l’ospitalità che il vino dei Soavesi e una leggenda vuole che sia stato proprio lui ad intitolare il paese “Soave”, ma questa è una nota romantica. Più probabilmente il nome deriva da alcune tribù sveve che qui si sono insediate.

 

La strada è ben segnalata e l’accesso al cortile è agevole anche ai diversamente abili, mentre per salire sulla torre bisogna fare le scale. E’ possibile visitare tutte le stanze del Castello e passeggiare sulla cinta muraria.

Dopo la visita di circa un’oretta, sono tornata a piedi in paese e mi sono fatta consigliare una buona cantina per acquistare qualche bottiglia del famoso Soave: la Cantina Sociale mi aspetta.

Per ulteriori informazioni visitate il Sito Ufficiale cliccando QUI