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Le mie esperienze da Travel Blogger: intervista a Emanuela di Be Boheme

Essere Travel Blogger per me è qualcosa di meraviglioso perchè mi permette di conoscere tante altre persone appassionate di viaggio e Blogger di viaggi. Grazie a Donna Vagabonda ho stabilito dei bellissimi rapporti di amicizia con queste persone e così ho deciso di intervistarle e di permettere loro di raccontarsi attraverso alcune domande.

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La prima Travel Blogger che ho voluto intervistare è stata una delle primissime persone che ho conosciuto e di cui nutro profonda stima ed ammirazione: si tratta di Emanuela, del blog “Be Boheme, squisita appassionata di viaggi e di avventure. Di lei mi ha colpito la sua gentilezza, la sua disponibilità e naturalmente…Il suo blog! “Be Boheme” è infatti un sito ben strutturato, facile da consultare e dalla grafica semplice ma assolutamente accattivante. Il format dei suoi articoli è fresco e cattura il lettore molto facilmente.

Ma conosciamo Emanuela e la sua metà Francesco in questa intervista.

Raccontami qualcosa di te

Io sono Emanuela e insieme a Francesco siamo i fondatori di www.beboheme.com.

Qualche anno fa mi sarei sentita confusa e indecisa di fronte a questa domanda, per raccontarmi avrei fatto un casino e non avrei saputo neanche da dove partire. Oggi invece con fierezza mi presento: sono Emanuela e sono una designer.

Qualunque cosa mi passi per la testa, tento di trasformarlo in reale, ecco perché sono sempre “impantanata” nei miei 1000 progetti.  Odio le convenzioni e le convinzioni, leggera ma non frivola, amo ascoltare e cogliere le sfumature più nascoste di ogni persona. Non giudico perché non mi piace essere giudicata e non sopporto i pregiudizi. Sono sostanzialmente pigra proprio per questo preferisco non fermarmi mai. Indipendente e decisa, femminista e spirito libero. Ho tanti interessi e una curiosità immensa, ogni giorno mi rendo conto di quante cose ancora non so e quante ne vorrei sapere. Poche cose mi fanno paura, tra queste l’automobile e per questo non guido (chi l’avrebbe mai detto eh?).

Di tanto in tanto sento il bisogno di isolarmi. Testa tra le nuvole e piedi ben piantati a terra. Credo di aver detto tutto, ah no…mi piace scrivere, ma forse questo si era capito vero!?

Una persona poliedrica Emanuela, che si butta a capofitto in ogni suo progetto e che cerca di realizzarlo donandogli quell’impronta colorata e giocosa tipica della sua personalità!

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Emanuela in tutta la sua spensieratezza!

Come si chiama il tuo blog e perché? Da quanto tempo lo hai aperto?

Il blog nasce per gioco quasi: circa 4 anni fa, frequentavamo insieme un corso di web design e grafica e per l’estate ci era stato dato il compito di realizzare il progetto grafico di un sito web, così scegliemmo di progettare un blog di viaggi. Il progetto ci appassionò così tanto da decidere di farlo diventare un blog vero proprio; Francesco scrisse ogni riga di codice e io cominciai a buttare giù articoli sui vari posti in cui eravamo stati e ripescare tutte le nostre foto di viaggio.

Be Bohème, è un invito ad essere bohème un po’ come noi: artisti, nomadi, appassionati e sempre in cerca di ispirazione, tanta voglia di rispettare le regole ma di abbattere le convenzioni.

Spesso le idee geniali nascono per una fortuita casualità ed è proprio quello che è successo per Be Boheme: un progetto che ancora riempie le vite di Emanuela e Francesco.

Che cosa ti ha spinto ad aprire un blog di viaggi?

In realtà pensavo potesse essere una buona idea per tenere insieme tutti i ricordi di ogni viaggio. Ad un certo punto però, ho pensato che tante cose che avevo visto durante i miei viaggi o quelle piccole curiosità che avevo scoperto potevano essere utili a qualcun’altro e così ho iniziato a scrivere non solo per me ma anche per gli altri.

Oggi il mio blog si compone di diari di viaggio e piccole guide pratiche in cui raccolgo tutte le notizie utili per chi si prepara a partire e vuole organizzare al meglio ogni cosa.

Un blog quindi da tenere in considerazione se volete programmare un viaggio!

Che messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Io voglio far sì che attraverso il viaggio e non solo, le persone possano sentirsi ispirate e ritrovare in po’ di spensieratezza. Voglio parlare dei miei viaggi e del perché viaggio affinché gli altri possano capire quanto ciò ti arricchisce e ti completa.

Vorrei che per le persone il viaggio non fosse solo una vacanza ma un modo per ritrovarsi. Viaggiare dovrebbe diventare un routine e non c’è bisogno di spendere tanto o arrivare dall’altro capo del mondo, viaggiare vuol dire anche  riscoprire la propria città o i luoghi vicini che a volte neanche consideriamo.

Un viaggio consapevole e incentrato sulla persona, un viaggio che permetta la riscoperta di sè stessi e che deve essere un mezzo per conoscersi e conoscere il luogo che si vuole visitare.

Qual è la cosa più difficile per una Travel Blogger?

Avere l’occasione di dimostrare la propria attendibilità e la propria professionalità! L’Italia ad esempio è un paese che non crede e non ha mai creduto del digitale, un paese che pensa che il blogging in generale non sia una professione, quindi dobbiamo dimostrare il valore dei nostri contenuti e i benefici che da essi derivano.

Purtroppo la professione del blogger in Italia non è praticamente riconosciuta e anche gli enti locali, spesso, guardano alla nostra realtà con diffidenza.

Dove pensi ti porterà il tuo blog?

Be Bohème é parte di un grande progetto che comprende tantissime altre cose e onestamente, non so dove arriverà ma spero che ci sia sempre. Sono così affezionata a questo mio piccolo mondo virtuale e alle persone conosciute qui che spero che Be Bohème possa continuare ad essere il blog di viaggi mio e di tante persone, persone che come me condividono la stessa passione.

Di sicuro Be Boheme è un bel punto di riferimento per i viaggiatori e non solo!

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Una bellissima coppia di viaggiatori!

Qual è il viaggio che più ti è rimasto nel cuore? Perché?

Uno dei più recenti, Marrakech. Marrakech perché mi ha regalato colori e odori meravigliosi. Marrakech perché é stato il primo viaggio con la mia migliora amica che è anche la mia socia. Marrakech perché mi ha regalato inaspettate amicizie e mi ha confermato l’inutilità dei pregiudizi. Inoltre il viaggio a Marrakech è stato un viaggio diverso per me e Francesco: in quest’occasione lui avevo una mano fratturata e forse per la prima volta sono stata io a prendermi cura di lui lontano da casa; portargli la valigia, aiutarlo a vestirsi o allacciarsi le scarpe ai controlli in aeroporto, sicuramente un viaggio che ha ulteriormente rafforzato il nostro legame.

Il viaggio come unione, come collante, come passione comune: viaggiare significa condividere ed Emanuela e Francesco hanno deciso di condividere la loro rispettiva vita anche attraverso questa loro passione comune.

Quale invece ti ha deluso e perché?

Per fortuna nessuno. Sarà che quando viaggio ho lo stesso entusiasmo di una bambina e non c’è niente che non mi entusiasmi. Amo trovare la bellezza e l’autenticità di ogni luogo, non potrei dire di essere delusa da niente perché ogni posto mi ha regalato qualcosa, mi ha reso felice e si è preso un po’ di me.

Emanuela cerca sempre di cogliere il meglio dei suoi viaggi e delle sue esperienze, forse è proprio questo che le impedisce di rimanere delusa!

Qual è il tuo viaggio da sogno? Perché?

Messico e non mi stanco di ripeterlo.

Io non so, forse in un’altra vita appartenevo alla cultura messicana ma a quando guardo le immagini di Guadalajara o Tulum provo quasi un  senso di nostalgia.

La musica, la lingua, il colore e la tradizione messicana mi affascinano in maniera inspiegabile e so che quando riuscirò ad andare lì… Sarà come tornare a casa.

Ti capisco bene Emanuela, per me è così con la Germania. E’ come se ognuno di noi appartenesse ad un luogo particolare e quel luogo ci chiamasse a gran voce: per te è il Messico e per me è la Germania.

Scrivi tre parole che definiscono il tuo “viaggio tipico”

Solo tre? Mmmmh vediamo: spericolato, organizzato e… sempre troppo breve 🙂

Grazie di cuore Emanuela per avermi concesso questa tua intervista. Spero un giorno di poterti conoscere di persona e di passare del tempo insieme: magari chissà, riusciremo ad organizzare anche un bel viaggio!

Di seguito, i riferimenti di Be Boheme

Blog: Be Boheme

Pinterest: Be Boheme

Instagram: @bebohemeita

Facebook: https://www.facebook.com/bebohemeofficial/

Disagi di viaggio: quando la meta sembra irraggiungibile

Dopo il mio viaggio a Vienna ho deciso di scrivere un Guest Post sulle disavventure capitate durante i viaggi. E’ vero, non può sempre andare tutto liscio, ma certe avventure sono da raccontare e, a volte, da dimenticare! A Vienna abbiamo avuto disagi in aeroporto, il giorno della nostra ripartenza, ma questo non è niente in confronto a ciò che alcune amiche Travel Blogger hanno voluto raccontarmi! In questo articolo leggerete dunque due mie esperienze da incubo e i racconti di Marica, Eleonora e Paola sui loro viaggi…Da incubo!

Disagi di viaggio

Il primo viaggio in aereo: Formentera. Dal paradiso all’incubo.

La prima pessima esperienza che vi voglio raccontare è quella che ho vissuto a Formentera, durante il mio primissimo viaggio con spostamento in aereo. Avevo 8 anni e con i miei genitori ho visitato l’idilliaca isola delle Baleari quando ancora era sconosciuta ai più. Ebbene, la vacanza sembrava essere stata divina, il mare era splendido, il cibo fantastico. Cosa avrebbe potuto rovinare un’esperienza simile? Solo l’attesa del volo di ritorno di ben 11 ore.

Alle 16 giunse presso il nostro Hotel l’addetta del Tour Operator che ci informò che il nostro volo era in ritardo di due ore e che, per evitare altri disguidi, saremmo stati portati presso una struttura della stessa catena ad Ibiza, dove potevamo tranquillamente cenare. Alle 18.30 sarebbe tornata con il pulmino per portarci in aeroporto.

Dopo l’iniziale fibrillazione ci adattammo a questo cambiamento e gustammo una cena tutto sommato discreta. Alle 19.30 ritornò l’addetta che ci informò che il volo aveva accumulato altre 4 ore di ritardo (salendo così a 6 ore) e che non potevamo rimanere nella struttura perciò ci avrebbero condotto all’aeroporto. La tensione cominciava a salire pericolosamente, ma, nonostate tutto, cercammo di mantenere la calma (altri turisti non furono così pacati).

Giunti all’aeroporto e sistemati sulle prime seggiole disponibili, l’addetta ci comunicò che NON C’ERA L’AEREO. Ma come non c’era l’aereo? Che cos’è, un film comico? Lo sarebbe davvero stato se non fosse che ci trovavamo nella realtà nuda e cruda. A quanto pare per un problema tecnico di prenotazioni, il volo previsto che ci avrebbe riportato in Italia non esisteva e quindi non saremmo partiti quella sera. La tensione esplose e tutti minacciavano esposti e denunce.

Come è finita? Dopo altre 5 ore finalmente un aereo atterrò a Ibiza: era partito appositamente dall’Italia per recuperare noi poveri sbandati e sarebbe rientrato a Milano dopo uno scalo a Roma. Insomma, Formentera ci voleva proprio tenere con sè a tutti i costi!

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Photo by Jordi Vich Navarro on Unsplash

Viaggio in Madagascar…Senza valigie!

Un altro bel disguido di viaggio mi capitò in Madagascar, nel 2014. Dopo un volo di più di 10 ore finalmente atterrai ad Antananarivo assieme a mia zia. Dopo i controlli di routine ci disponemmo in fila per recuperare i nostri bagagli. Tra la stanchezza ed il fuso eravamo abbastanza provate ma cercammo comunque di rimanere lucide. Dall’aereo giunsero soltanto alcune valigie…E le altre? Quella di mia zia, ad esempio, non si era vista nemmeno con il binocolo, così come altri 12 bagagli di altri membri del gruppo di partenza. Dove erano finite le valigie? Come mai non erano sull’aereo?

Durante il viaggio di 12 giorni alcune valigie riuscirono a recapitarle mentre altre no. Indovinate tra quelle non recapitate quale c’era? Esatto, quella di mia zia. Purtroppo ci si deve adattare in questi casi e così abbiamo condiviso tutto, dai vestiti alla biancheria intima, perchè in giro per il Paese non siamo mai riuscite a trovare un negozio di abbigliamento.

Al termine del nostro viaggi davamo per dispersa la valigia ma, proprio prima del check-in per rientrare in Italia, il nostro referente ci dice che la valigia è sana e salva e ci avrebbe aspettato a Linate. Dov’era finita durante quell’interminabile viaggio? In un posto assai sperduto, a Lakselv. Questo nome forse non vi dirrà granchè, ma se vi dico Capo Nord? Ecco, e a quanto pare il suo viaggio non era ancora terminato perchè avrebbe dovuto raggiungere un porto ancora più remoto attraverso un postale.

Insomma, questa valigia invece che andare a sud è andata a nord: solo una piccola deviazione? Non lo sapremo mai, fatto sta che al nostro rientro, per fortuna, la valigia era lì ad aspettarci, ancora chiusa con il suo lucchetto e con i vestiti puliti e profumati, come se non fosse accaduto nulla.

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Vediamo ora le esperienze delle amiche Travel Blogger!

Grechina

Mauritius…Senza passeggino!

By Marica – Bambini Giramondo

Il mese scorso siamo partiti per il nostro viaggio di nozze con i bambini, direzione Mauritius. Un viaggio di quasi venti ore considerando lo scalo e gli spostamenti da/per l’aeroporto.

E come in tutti i viaggi che si rispettino, l’imprevisto è dietro l’angolo.

Arrivati a Roma Fiumicino con l’euforia di chi sta per prendere un aereo, facciamo il check-in per bagagli, che andranno in stiva, e passeggino trio che consegneremo direttamente all’imbarco ed utilizzeremo durante lo scalo.

Dopo sei ore di volo atterriamo a Dubai, senza passeggino. Al banco informazioni della compagnia ci assicurano che arriverà direttamente a Mauritius. Utilizziamo i passeggini forniti gratuitamente in aeroporto fino all’imbarco successivo.

Altre sei ore di volo, atterriamo stanchi ma felici. Al ritiro bagagli però il nostro trio non c’è.

Non ci resta che andare all’ufficio bagagli per chiedere informazioni. Qui compiliamo il PIR (Property Irregularity Report), un modulo con codice alfanumerico che consente la localizzazione del bagaglio smarrito. Rilasciamo una descrizione dettagliata e ci comunicano che il giorno successivo avremmo ricevuto il passeggino direttamente in hotel.

Così è stato, tutto si è risolto per il meglio ma abbiamo comunque perso più di un’ora in aeroporto per sporgere denuncia, dopo un lungo viaggio e con due bimbi piccoli.

Il sistema di localizzazione dei bagagli tuttavia ci è sembrato efficiente ma al ritorno non abbiamo voluto rischiare, il passeggino è andato in stiva diretto a Roma.

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Riferimenti

BLOG: https://www.bambinigiramondo.it/

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Grechina

A 4000 metri senza mezzi di trasporto…In Bolivia!

By Eleonora – Avventure Ovunque

Si sa che quando si viaggia in Sudamerica bisogna essere pronti ad adattarsi un po’ e non si può organizzare tutto in anticipo. E infatti noi, prima della partenza, non eravamo riusciti a trovare informazioni precise sui pullman per raggiungere la cittadina di Tupiza, in Bolivia, partendo dalla capitale, Sucre. Una volta arrivati alla stazione dei pullman di Sucre, abbiamo però scoperto che ogni mattina c’è un pullman che arriva a Potosí giusto in tempo per poterne prendere un altro diretto a Tupiza: perfetto!

Chiaramente però, il nostro pullman è arrivato a Potosí giusto cinque minuti dopo la partenza di quello per Tupiza. Che credo sia stato l’unico pullman di tutto il Sudamerica a partire in orario, ma sorvoliamo.

Una volta appurato di aver perso la coincidenza, ci siamo quindi trovati a cercare di capire come fare. Avremmo potuto aspettare la sera e prendere un pullman notturno, ma non avevamo voglia di viaggiare di notte. E comunque non ci andava nemmeno di aspettare un intero pomeriggio in una stazione degli autobus. Prima di partire avevo però letto su internet che ci sono anche degli altri pullmini, con sei o sette posti, che non hanno orari precisi ma partono semplicemente quando sono pieni. Chiedendo un po’ in giro ho quindi scoperto che questi pullmini a Potosí partono dal “vecchio” terminal dei pullman. Noi ovviamente eravamo in quello “nuovo”. Nessun problema però, perché una ragazza ci ha gentilmente indicato la strada, dicendo che ci sarebbero voluti circa 20 minuti a piedi.

Dopo aver caricato gli zaini sulle spalle, ci siamo quindi avventurati fuori dal terminal. Pochi passi e già ci mancava il fiato: Potosí si trova a oltre 4000 metri di altitudine, dove l’ossigeno comincia ad essere poco e camminare con uno zaino da 12 chili sulle spalle inizia ad essere una mezza impresa. Abbiamo guardato la strada davanti a noi ed era tutta in salita. Abbiamo controllato su Google Maps e si trattava di 3 chilometri. Non era possibile che riuscissimo ad arrivare vivi, figuriamoci fare quella strada in 20 minuti.

Abbiamo allora deciso di fare l’unica cosa possibile: prendere un taxi. Davanti alla stazione mi sarei aspettata di trovarne a dozzine, considerato che in Bolivia di solito spuntano come funghi. Invece no, nulla. Ne abbiamo trovato solo uno. Da fuori aveva l’aria un po’ malandata, ma d’altro canto non avevamo grande scelta. Dopo aver contrattato il prezzo della corsa, siamo quindi saliti. E certo, il fatto che i sedili fossero tutti diversi tra loro era un po’ strano. Diciamo che tutto in quella macchina dava l’idea che fosse stata assemblata dal nulla con pezzi presi a caso qua e là. Ma il momento di vero disagio è stato quando abbiamo visto che il tassista non aveva la chiave: per far partire l’auto stava usando direttamente i cavi elettrici!

Dopo averne lette di tutti i colori prima della partenza, a proposito di rapimenti, truffe ed estorsioni, nel trovarci in quella situazione un po’ di agitazione non ci è mancata. Però alla fine è andato tutto bene. Siamo arrivati a destinazione, abbiamo recuperato gli zaini e non ci è successo nulla di male. Ma sono momenti che ci ricorderemo per sempre!

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Riferimenti:

BLOG: www.avventureovunque.it

Grechina

La Costa Azzurra da dimenticare!

By Paola – Pasta Pizza Scones

Alla maggior parte delle persone che conosco la Costa Azzurra fa venire in mente vacanze di lusso, cene in ristoranti vista mare, passeggiate mano nella mano sul lungomare e croissant appena sfornati a colazione. A me invece viene in mente la catena di hotel Balladins (e le cozze, moules frites in tutti i modi).

La prima volta che andai a Cannes, una decina di anni fa, fu in vacanza con un mio ex fidanzato. Inizialmente avevamo programmato di andare in Croazia, ma dopo lunghe discussioni davanti all’ingresso dell’autostrada mi convinse che per una settimana aveva più senso andare in Costa Azzurra anziché perdere un giorno di viaggio (partivamo da Torino). Io ovviamente ero furiosa, mi ero letta tutta la guida dei Balcani e avevo una valigia piena di abitini hippie-chic perfetti per la Croazia e totalmente fuori luogo per la Francia. Accettai il cambiamento di programma solo perché avevamo già perso due ore e lui era irremovibile (e al volante, altrimenti la discussione non sarebbe proprio neanche iniziata).
Non avendo prenotato arrivammo a Cannes da perfetti sprovveduti, senza sapere che c’era un festival delle barche o qualcosa del genere per cui tutti gli hotel erano pieni. Un receptionist ci suggerì però di provare fuori città, all’Hotel Balladins, una sistemazione semplice per famiglie, ed effettivamente lì trovammo un posto per dormire non troppo caro. La stanza però era sporchissima, con il soffitto così basso che lo toccavo alzando le mani, alla vasca mancava un lato di copertura e in bagno c’erano dei fili elettrici scoperti. Sembrava una stanza dismessa in attesa di ristrutturazione. Dopo una notte da incubo, al mattino mi feci rimborsare la seconda notte e investimmo buona parte del nostro budget per spostarci in un cinque stelle, l’unico altro hotel di Cannes con camere libere in quei giorni.
In realtà ho scoperto anni dopo che la catena Balladins è davvero una catena di hotel basici, neanche tutti così orrendi, ma l’hotel Le Cannet di Cannes continua tutt’oggi a venire sconsigliato da quasi tutti i viaggiatori per le sue camere così prive di comfort. Per il resto la vacanza in Costa Azzurra andò benissimo, ma quella notte in hotel è stata davvero indimenticabile.

Da questa esperienza comunque ho imparato: mai lasciare il volante ai compagni di viaggio fino a quando non si è già ad almeno un terzo del percorso, mai fidarsi della definizione “hotel semplice per famiglie” e portarsi sempre dietro la carta di credito per scappare nel più vicino hotel di lusso in caso di necessità.

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Riferimenti:

BLOG e articoli su viaggi da incubo: https://pastapizzascones.com/viaggi-da-incubo-europa-asia-africa/

Grechina

Storie da incubo, che mai avremmo voluto vivere ma che oggi, forse, ci fanno apprezzare ancora di più i nostri viaggi e ci strappano un sorriso dalle labbra.

E voi quali disavventure avete vissuto? Raccontatemele nei commenti o inviatemele via mail a donnavagabonda@gmail.com!

Le mete da sogno: uno sguardo ai viaggi più belli

Ogni viaggiatore ha un luogo che vorrebbe di sicuro vedere, o anche più di uno. Sì sa, tutti sogniamo una vacanza da sogno sdraiati sulla sabbia bianca e in ascolto del rassicurante sciabordio delle onde, o una vacanza avventurosa, alla scoperta di vette inesplorate o di natura incontaminata. Ma ancora, un tuffo in una città caotica e moderna come New York o Doha. Che siano dunque mete rilassanti, selvagge o iperopopolose, tutti abbiamo un’idea precisa di “meta da sogno”.

Questo articolo nasce proprio per mostrarvi la mia idea di “meta da sogno”, illustrandovi alcune località che mi piacerebbe visitare. Non solo: alcune Travelblogger come me si sono offerte di raccontare la loro concezione di “meta da sogno”.

Siete pronti per partire con noi per un viaggio intorno al mondo?

Le mete da sogno secondo Eliana

Zanzibar

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Photo by Andre Abreu on Unsplash

Mare, natura, relax e soprattutto…Africa.

Così mi immagino la mia meta da sogno, cioè Zanzibar. Una meta anche relativamente vicina alla nostra Italia, ma dal fascino straordinario. Tutte le persone con cui ho avuto modo di parlare di questo luogo me lo hanno consigliato e descritto come “l’Africa romantica dipinta di azzurro“.

Da amante dell’Africa non potevo non presentarvi questa località. Perchè proprio Zanzibar? Sì forse è un classico della vacanza all’insegna del relax, ma questo non mi basta: Zanzibar offre la possibilità di spaziare tra mare e “Africa vera” proprio perchè si può scegliere di tornare sulla terra ferma e di fare un safari per osservare la natura maestosa della Tanzania, con leoni, iene, leopardi, gnu ed elefanti.

Non sono ancora riuscita a realizzare questo sogno, quello del safari, ma credo che Zanzibar possa offrirmi tutto ciò di cui ho bisogno: una vacanza rilassante, spiagge bianche e mare turchese, sorrisi, musica, buon cibo tradizionale ma anche avventura, scatti indimenticabili e quel romanticismo che solo l’Africa sa regalare.

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Alaska

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Photo by Anna Tremewan on Unsplash

Un’altra meta da sogno è di sicuro l’Alaska. Fin da piccola ho sempre desiderato vedere questo luogo così stupefacente, in cui anche l’uomo deve sfidare i propri limiti per sopravvivere. Terra di ghiacci, di aurore boreali, ma anche di orsi e alci. La natura incontaminata mi richiama a sè come un magnete viene richiamato al polo e io non posso rimanere indifferente a questa sua voce.

L’Alaska offre tutto ciò che un fotografo naturalistico desidera: spazi sconfinati, natura rigogliosa, panorami fiabeschi e una moltitudine di animali. C’è però un motivo che mi spinge a sognare l’Alaska come mia meta da sogno: le orche. Già, perchè forse qui, più di ogni altro luogo, è facile avvistarle in pod molto numerosi e dato che sono tra i miei animali preferiti non posso che sognare di vederli liberi in natura.

Il mio viaggio in Alaska dunque non può prescindere dalla presenza delle orche e di altri cetacei, che amo così profondamente.

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Ora scopriamo cosa ne pensano alcune Travel Blogger che hanno voluto contribuire a questo articolo, scritto a più mani.
Le Travel Blogger sono inserite in ordine alfabetico (per prima lettera del nome).

Grechina

Chloe

Pure Joy – www.bychloe.it

Hawaii

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Foto by Chloe

Ho sognato le Hawaii fin da bambina. Ricordo benissimo quando un’estate, in vacanza, giocavo con la mia “Barbie Hawaii” nel torrente di montagna immaginando chissà cosa di queste isole. Non avevo un’idea precisa, sapevo solo che erano lontane, molto lontane. E dovevano essere meravigliose.

Poi non ci ho più pensato finchè il caso ha voluto che, vent’anni dopo, quella bambina ormai donna, coronasse il suo sogno d’amore proprio in una spiaggia delle Hawaii. Io e mio marito ci siamo sposati a Waimanalo il 4 agosto 2015 e il sogno ha preso le sembianze di una realtà mai immaginata.

La natura selvaggia e rigogliosa ci ha subito conquistati: i paesaggi verdi, le scogliere che si tuffano nell’oceano, le foreste e le ampie valli. E poi il vulcano: l’alba sul vulcano Haleakalā, a 3000 metri di altezza, è stata una delle esperienze più bella della mia vita.

Il contrasto tra l’imponenza della natura e la frivola mondanità di Honolulu con Waikiki, sua più celebre spiaggia, è evidente. Ogni isola è differente l’una dall’altra e Maui è stata sicuramente una grande scoperta, con quel mood di rilassatezza che ti fa sentire al posto giusto nel momento giusto, senza pensieri. Non posso non citare il surf, grande passione di mio marito, sport per il quale le Hawaii sono famose in tutto il mondo.

Raramente torniamo nei posti già visitati ma per questa meta faremo un’eccezione. Ci siamo ripromessi di tornarci ogni cinque anni. Quel giorno si avvicina e sono forse ancora più emozionata della prima volta al pensiero di rivederle.

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Grechina

Eleonora

Avventure Ovunque – https://www.avventureovunque.it

Polinesia Francese

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Photo by Artak Petrosyan on Unsplash

A pensarci, mi vengono in mente tanti luoghi, ma uno più degli altri risponde a tutte le caratteristiche che secondo me deve avere una “meta da sogno”: la Polinesia Francese!

Credo che non servano presentazioni, si tratta di un arcipelago che rispecchia l’idea di paradiso di tante persone. Anche di una come me, che non ama la “vita da spiaggia”. Perché non sono solo il mare trasparente, la sabbia finissima e bianca o la possibilità di rilassarsi ad attirarmi: le isole polinesiane sono anche perfette per tantissime attività diverse. Io amo ad esempio fare immersioni subacquee, ma anche le escursioni nella natura. Quale luogo nel mondo potrebbe essere più perfetto allora? Tra la coloratissima barriera corallina, le verdi montagne di alcune isole e la possibilità di nuotare con le mante, non credo possa esserci un luogo più “da sogno” di questo per me.

Purtroppo, non sono ancora riuscita a organizzare un viaggio in Polinesia. Non è certamente una meta economica e per il momento sarebbe sicuramente fuori dal mio budget. Ma un giorno chissà, in fondo sognare non costa nulla!

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Grechina

Elisa

Eli Loves Travelling – https://elilovestravelling.com

Australia

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Photo by Liam Pozz on Unsplash

L’Australia è un luogo che sogno da sempre. Avrei tanto voluto fare un anno lì con un Working Holiday Visa ma la vita mi ha portata altrove e quindi mi è rimasta la voglia di esplorarla.

La natura selvaggia, le grandi distanze da percorrere con una macchina o un van on the road, le grandi città: sono queste le cose che mi attraggono di questo Paese tanto lontano quanto spettacolare. Sidney, Melbourne, Cairns, Perth, la Great Ocean Road, Uluru, i canguri ed i koala sono solo alcune delle immagini che ho visto sul web o su delle riviste di viaggio che tanto hanno attratto la mia attenzione.

È una terra che mi ha sempre affascinata per la sua diversità di paesaggi: tra oceano, deserti, montagne c’è di che esplorare. Ma l’Australia non è solo natura incontaminata, è anche storia e multiculturalità, è un Paese capace di attirare a sé persone di ogni parte del mondo e se ci riesce deve esserci un motivo e io ci tengo a scoprirlo. E poi vuoi mettere l’accento australiano? È super cool.

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Grechina

Jessica

CounTrips – www.countrips.it

Irlanda

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Photo by Henrique Craveiro on Unsplash

Ho iniziato a interessarmi all’Irlanda alle scuole superiori, quando una compagna di classe recatasi a Galway non faceva che parlarmene con entusiasmo. Ero troppo giovane per viaggiare da sola, perciò per un po’ ho accantonato l’idea di una vacanza nell’isola di smeraldo. Ho iniziato poi a viaggiare in coppia, ma si sa, i primi viaggi hanno bassi budget e poche pretese, no? Sono passati gli anni, e il budget è rimasto basso per i motivi più disparati.

Finché a gennaio, dopo più di un decennio, quell’idea è rispuntata, più insistente che mai. E ad agosto finalmente la vedrò, quest’isola incantata!
Perché l’Irlanda mi affascina tanto? Per i suoi colori e il suo tempo bizzarro, che rende inutile ogni programma e ti costringe a vivere alla giornata. Per i suoi abitanti, che dicono essere tanto cordiali. Per le sue leggende, il passato che riaffiora ad ogni angolo, la natura che la fa da padrona. Per le pecore che invadono le strade, per le strette stradine che si perdono nel verde. Per questo e per molti altri piccoli dettagli che la rendono un posto speciale.

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Grechina

Simona

Oltre le Parole – www.oltreleparoleblog.com

Giappone

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Photo by Manuel Cosentino on Unsplash

Sono anni ormai che sogno un viaggio in Giappone. Ciliegi in fiore e donne con meravigliosi Kimono che tra le strade di città e paesi. Contrasti inevitabili tra tradizione e innovazione, tra pace e caos fino a tarda notte. C’è veramente qualcosa che questo paese non sa essere? Poliedrico. Ecco il Giappone io lo immagino tremendamente poliedrico.

Passerei giornate intere a perdermi tra i negozi più strani e colorati delle grandi città oppure immersa nei silenzi dei templi disseminati in ogni dove. Tradizioni e riti di cui l’aria è satura, nel significato più meraviglioso che possa assumere. Penso che nonostante la mia molta riservatezza potrei anche abbandonare per una volta la mia timidezza e provare l’esperienza dell’onsen perché parte integrante di una tradizione millenaria e dal profondo significato. Con il suo gusto, i colori particolari e le forme strabilianti, è conosciuto per davvero in tutto il mondo!

E cosa dire dello street food che con i suoi colori sgargianti e le sue forme davvero particolari, ha fatto il giro del mondo? E ancora delle città moderne fino all’inverosimile che contrastano così tanto con la pace dei templi a pochi chilomentri di distanza?

Non manca neppure il romanticismo in questa terra che con la leggenda del filo rosso mi ha colpita sin dal principio. Forse sarà il mio animo romantico, ma come non lasciarsi trasportare in questo mix incredibile!

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Grechina

Ringrazio vivamente tutte le Travelblogger intervenute in questo Guestpost dal sapore sognante:

Chloe, Eleonora, Elisa, Jessica e Simona

E la vostra meta da sogno qual è? Inviatemi un breve racconto sulla vostra meta da sogno all’indirizzo mail donnavagabonda@gmail.com!