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Bit: la Borsa internazionale turismo di Donna Vagabonda

Anche quest’anno, dopo l’esperienza positiva dello scorso anno (raccontata qui), ho deciso di visitare la Borsa internazionale turismo, curiosa di vedere le ultime novità in fatto di proposta turistica. Devo dire che questa esperienza è stata ancora più completa quest’anno dato che ho trovato il coraggio di propormi come Travel Blogger alle varie realtà, scacciando la mia naturale timidezza. Vediamo come è andata!

BIT 2020

Questa volta non ho sbagliato!

Reduce dell’esperienza da incubo per quanto riguarda il raggiungimento della fiera dello scorso anno, quest’anno ho consultato più volte il sito ufficiale e le indicazioni per raggiungere la manifestazione. Infatti…Non ho sbagliato! Eh beh, già questo è un traguardo direi, no? In ogni caso arrivarci in metro è stato molto comodo: lasciata l’auto presso Famagosta, ho preso la metro verde M2 e sono scensa a Garibaldi. Da qui ho cambiato e ho preso la lilla M5 in direzione Portello: arrivata mi sono trovata proprio davanti all’ingresso della fiera. Più comodo di così!

L’Italia rimane il luogo migliore dove perdersi

Ho voluto intenzionalmente partire con il mio tour dal padiglione numero 3, quello adibito alle regioni italiane e non solo. Ancora una volta quest’area ha offerto il meglio di sé: gli stand, colorati e ricchi di iniziative, mi hanno subito coinvolto. Ho iniziato dallo stand del Piemonte, una regione che mi sono ripromessa di conoscere meglio, per poi volgermi verso quello della Toscana e quello emiliano-romagnolo: qui ho preso molti contatti, soprattutto per la mia prossima visita a Parma, viaggio che ho pianificato da poco. Balzando di qua e di là, piena di gioia, con gli occhi brillanti e le borse sempre più piene (l’anno prossimo mi porto una valigia, lo prometto), mi sono diretta verso lo stand della città di Milano, che mi ha riempito di gadget e mi ha dato il contatto di un referente dell’Ufficio del Turismo (ho in mente un progetto su Milano ma per ora non vi svelo niente). Sono rimasta davvero molto colpita dalla disponibilità della maggiorparte degli operatori, sempre propensi ad ascoltare le mie richieste. Naturalmente non poteva mancare un salto allo stand della Sicilia, sempre il più colorato, e poi a quello della Lombardia, facendo tappa al banco di Pavia e dintorni: qui ho potuto conoscere anche alcuni referenti di Vigevano e dell’Oltrepò: per me è fondamentale mantenere un legame stretto con il territorio!

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Dopo aver visitato questi stand mi sono diretta verso stand minori, come quelli adibiti alla navigazione sul Brenta e quello del Mercato Ittico di Chioggia: due sorprese davvero piacevoli in quanto di addetti si sono dimostrati interessati per un’eventuale convenzione con me.

Dopo più di due ore e con quattro borse piene di depliant e materiale informativo, decido di dirigermi verso il padiglione 4, quello del resto del mondo.

Il trionfo dell’Est

Chi frequenta la Bit da qualche anno sa bene che all’interno dell’area del resto del mondo c’è una grande assente: l’Europa. Già, perchè se più di cinque anni fa (la prima volta che ho visitato questa manifestazione) erano ben presenti alcuni Paesi portanti dell’UE, già dallo scorso anno (ma anche da prima, ma io vi parlo della mia esperienza) i “big” mancavano e sono mancati anche quest’anno: forse perchè non ne hanno bisogno o forse perchè non considerano la Bit un’occasione per attrarre nuovi e vecchi turisti, fatto sta che tanti Paesi erano assenti (compresa la Slovenia che l’anno scorso mi ha fatto conoscere la meravigliosa Pirano).

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Bellissime ballerine dallo Sri Lanka

Ciò che mi ha colpito è stata però la presenza massiccia dei Paesi dell’Est: Croazia (con più stand), Polonia, Moldova (e di questo sono rimasta oltremodo contenta visto il mio imminente viaggio), Albania, sono i padiglioni che più mi hanno colpito.

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Non poteva mancare il Medio Oriente con la Palestina e la Giordania e l’Africa con il meraviglioso stand del Marocco (in cui ho trovato davvero tanta disponibilità) e dello Zimbabwe. Non mi sono fermata ad ogni stand, un po’ a causa della massa che ormai aveva invaso le corsie e un po’ perchè, almeno per quest’anno e il prossimo, non avrò la possibilità di visitare certi Paesi.

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Uno sguardo al padiglione 4

Convenzioni? No, grazie

Nonostante tutto questo entusiasmo devo però sottolineare il fatto che la stipula di una convenzione tra i Travel Blogger e le realtà presenti non è affatto semplice. In molti mi avevano avvertito del fatto che non sarebbe stato semplice ma qui vorrei aprire un discorso un pochino più ampio: se, da una parte, qualcuno mi ha detto che avrebbe valutato in base al mio blog (visitatori, articoli e altri parametri), altri (e devo dire tanti, se non la maggiorparte) non sono proprio intenzionati a stipulare convenzioni con i Travel Blogger (in primis la Regione Piemonte che, consultate tutte le province presenti, mi ha risposto che non hanno attivo nulla, così come la Regione Sicilia nonostante Catania quest’anno ospiti il TBEX). Anche in Lombardia c’è molta reticenza, soprattutto nella Provincia di Varese e in quella di Lecco.

Questo mi fa riflettere: la visione dei Travel Blogger in Italia è ancora molto riduttiva, se non praticamente sconosciuta (ad alcuni stand ho dovuto spiegare che cosa fa il Travel Blogger) e su questo noi Travel Blogger abbiamo comunque una responsabilità. Il nostro modo di porci, ciò che chiediamo quando contattiamo gli enti, la strutturazione dei nostri articoli e tanto altro di sicuro forgiano la nostra immagine e spesso questa non è percepita come positiva (nonostante il massimo impegno di una larga maggioranza): ciò che è successo presso un’operatrice della Polonia è stato emblematico dato che, alla mia richiesta di informazioni su una eventuale convenzione, mi sono sentita rispondere “noi in Polonia non regaliamo niente a nessuno!” – in modo anche piuttosto maleducato. Sia chiaro, io non avevo menzionato nessuna gratuità ma ero solo curiosa di sapere se c’erano tour guidati, materiale informativo su luoghi poco conosiuti e particolari di Cracovia e così via.

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Una foto presso lo stand i #TokyoTokyo

Insomma, il Travel Blogger è ancora visto come un nullafacente che chiede di entrare gratis nei musei o che vuole ottenere benefit senza dare nulla in cambio. A questi operatori mi sento di rispondere così: io, come molti altri Travel Blogger, non siamo a caccia di gratuità o di pass per visitare città, siamo alla ricerca di una collaborazione che porti benefici ad entrambe le parti. Non dimenticatevi che voi potete dedicarci un pass o una serie di gadget, mentre noi possiamo dedicarvi uno spazio sul nostro blog, sui nostri social e, soprattutto, il nostro tempo e, si sa, il tempo è denaro.

Io comunque non demordo: essere Travel Blogger è una delle cose più belle al mondo e non smetterò mai di esserlo, con la mia costanza e la mia forza di volontà incrollabile.

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Cataloghi e gatto sornione

Non mi resta che sfogliare tutti i possibili ed inimmaginabili cataloghi che ho raccolto e confermare la mia presenza per il prossimo anno.

Arrivederci, Bit!

Per informazioni, visitate il sito ufficiale.

Donna Vagabonda: il bilancio di 3 anni di blog e avventure

Anche quest’anno ho deciso di scrivere un articolo sul bilancio del blog a tre anni dalla sua apertura: a volte i bilanci sono antipatici, noiosi e lunghi da redarre ma penso sia doveroso farne uno dato che ormai Donna Vagabonda ha concluso il suo terzo anno, il migliore di tutti.

Bilancio_3anni

Già, chi lo avrebbe mai detto? Il 2019 è stato l’anno più proficuo per il blog che ha più che raddoppiato le sue visite e il numero dei visitatori grazie anche all’incremento degli articoli pubblicati e alle iniziative portate avanti.

Ma questo non è un articolo autocelebrativo, anzi. Donna Vagabonda vuole partire da questo articolo per migliorarsi ancora di più, per offrirvi un’esperienza sempre più ricca e variegata. Grazie anche ai risultati del sondaggio che alcuni di voi hanno compilato, ho potuto stendere un bilancio e il suo sunto è contenuto in questo articolo.

Ecco qualche dato, semplice e chiaramente consultabile.

Come saprete gli articoli del blog vengono “racchiusi” in alcune categorie, di seguito trovate quelle che ne contengono di più.

  • Diario di viaggio
  • I luoghi della storia
  • Un’escursione in giornata
  • Scoprendo Pavia
  • Il Museo del Mese
  • Le mie esperienze da Travel Blogger
  • Le mostre più belle
  • Pianificazione del viaggio

Di queste categorie gli articoli che più vi sono piaciuti (e che più avete letto) sono i seguenti:

Devo dire che alcuni articoli non mi aspettavo che piacessero così tanto, ma è proprio vero che sul web si cercano anche le chicche e luoghi poco conosciuti e sono contenta che con Donna Vagabonda possiate trovare anche alcune di queste località.

Ora veniamo al sondaggio, vi presento di seguito tre grafici, i più indicativi.

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Come potete osservare da questo grafico il numero maggiore di visitatori proviene dalla mia regione di appartenenza, cioè dalla Lombardia. E’ curioso poi vedere visitatori provenienti dal Centro Italia più che dalle regioni confinanti della Lombardia. Prossimo obiettivo? Attirare lettori provenienti da tutta Italia!

Età

Così come nel 2018, la maggioranza dei miei lettori è compresa nella fascia d’età tra i 26 e i 36 anni: un pubblico di millenials dunque, interessato ai viaggi e alla scoperta del mondo. Per le altre categorie c’è una buona parità. Sicuramente come obiettivo c’è quello di intercettare più fasce di età, in modo tale da avere un pubblico più eterogeneo possibile.

Quante volte consulti il blog

Questo è il grafico di cui vado più fiera: noto con estremo piacere che i lettori consultano molto spesso il blog, anche una volta a settimana. Questo per me è un grande traguardo perchè significa che vi piace come scrivo e ciò che pubblico.

Vi ho poi chiesto che cosa si potrebbe migliorare e qualcuno mi ha detto che bisognerebbe inserire più video oltre che fotografie: questo è un ottimo consiglio perchè effettivamente il social che utilizzo di meno è YouTube in quanto preferisco fotografare che fare video, ma di sicuro incrementerò anche questo tipo di media. Se volete seguirmi sul canale YouTube, cliccate qui.

In molti poi mi hanno detto di continuare così, di non smettere di tramsettere le mie passioni per i viaggi, per la natura e per la storia: state tranquilli che non smetterò mai di veicolarle, sia con il blog che con i social!

Inoltre, qualcuno mi ha scritto che vorrebbe vedermi più “protagonista” dei miei scatti: io di solito non mi fotografo a meno che non ci siano occasioni davvero particolari e anche sui social pubblico poco che riguarda me stessa. A quanto pare dovrò mostrarmi di più! Non mancherò dunque di onorare questo impegno.

Ringrazio dunque tutti i miei lettori, chi mi segue sui social, chi mi onora acquistando le mie fotografie, chi lascia un like sui profili social e chi mi chiama “Donna Vagabonda” quando mi incontra a Pavia o in altri luoghi.

MA…C’è un MA.

Sapete che io accetto sempre le critiche se queste sono costruttive e rivolte con educazione. Ebbene, vorrei dedicare qualche parola a chi ha utilizzato il sondaggio per insultarmi: già, perchè purtroppo è accaduto anche questo. Beh, vorrei dire a queste persone che i vostri insulti mi hanno fatto solo capire ancor di più che ce la devo mettere tutta, che devo amare ancora di più il blog di Donna Vagabonda e di continuare a più non posso. Vi ringrazio, cari haters, per avermi motivato ancora di più e per aver dedicato il vostro tempo a compilare il sondaggio: in fondo, questa è la vittoria più grande per me, dato che mi avete donato la cosa più preziosa, il vostro tempo.

Perciò avanti tutta, senza guardarsi alle spalle, verso nuovi viaggi e nuove mete!

Per festeggiare questo 2019 ricco di viaggi e di emozioni, ecco a voi un video con tutti i viaggi più importanti di Donna Vagabonda!

Il prossimo viaggio? Scopritelo leggendo questo articolo.

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Avanti tutta verso un nuovo anno ricco dii avventure!

 

Le mie esperienze da Travel Blogger: intervista a Simona di Usa La Valigia

Essere Travel Blogger mi permette ogni giorni di entrare in contatto con tante persone che hanno la stessa mia passione: quella del viaggio e del racconto del viaggio. Penso che all’interno del settore dei blogger non ci debba essere sfida o invidia, ma cooperazione e voglia di crescere. Per la mia rubrica delle interviste vorrei proporvi l’intervista a Simona, del blog Usa La Valigia.

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Con Simona siamo subito andate d’accordo: la voglia di scoprire, di non fermarsi mai e la nostra determinazione ci hanno avvicinato fin da subito. Usa La Valigia è un blog giovane, con moltissimi articoli interessanti soprattutto sugli Usa, la grande passione di Simona e del suo compagno Domenico. Pronti a scoprire i segreti di Usa La Valigia?

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Racconta qualcosa di te

Sono Simona e devo ancora trovare il mio posto nel mondo. L’unica certezza che ho è che non posso fare a meno di viaggiare e che ogni volta che vado negli Stati Uniti mi sento a casa. Poi c’è il mio amore per Dixie, il mio French Bulldog, che è l’altro mio punto fermo. Solo per lui ancora non siamo partiti per chissà dove.

Un paio di anni fa tutto quello che credevo fosse ormai la normalità si è dissolto nel nulla da un giorno all’altro. Per questo ho deciso che dovevo dare un taglio netto alla mia vita. Ho mollato il poco che mi era rimasto, tranne Dixie, e mi sono trasferita nelle Marche da Domenico, il mio compagno. Dovevo e volevo rimettermi in gioco e non avrei più accettato passivamente qualcosa che non mi andava… E così oggi mi ritrovo qua, in questa nuova avventura alla ricerca continua del mio posto nel mondo…

Simona è una ragazza forte, tenace, che ha deciso di cambiare la sua vita cercando la felcità. Il suo posto nel mondo? Di sicuro lo troverà e chissà, magari questo accadrà durante uno dei suoi viaggi!

Come si chiama il tuo blog e perché? Da quanto tempo lo hai aperto?

Usa la Valigia è il nome del blog che con il mio compagno Domenico abbiamo aperto ad aprile 2019. Cercavamo un nome che alludesse agli Stati Uniti, che sono la nostra passione comune, ma allo stesso tempo non doveva essere troppo esplicito e limitarci a quella destinazione. Abbiamo provato decine di combinazioni di parole diverse finché è saltato fuori questo. Non ricordiamo nemmeno chi dei due lo abbia inventato, ognuno di noi continua tutt’ora a prendersene il merito, ma ci suonava bene ed era composto da due elementi per noi essenziali (USA non troppo diretto come Stati Uniti, America o Stelle e strisce che continuavamo a scartare e Valigia, nostra fedele compagna di viaggio) .

Così è nato “Usa la Valigia”.

Incredibile come sia nato il nome di questo bel blog di viaggi incentrato sugli Stati Uniti! Spesso il nome per il proprio blog è proprio la parte più difficile da scegliere quando nasce l’idea ma direi che Simona e Domenico ci hanno proprio azzeccato!

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Che cosa ti ha spinto ad aprire un blog di viaggi?

Fin dai primi viaggi ho sempre portato a casa un’infinità di volantini, piccole guide gratuite, scontrini… Tutto ciò che mi passava tra le mani, finiva nei miei diari di viaggio che non comprendevano solo racconti giornalieri ma anche resoconti su qualsiasi attività, locale, hotel, spesa, itinerario… Piano piano gli amici hanno iniziato a chiedermi consigli e ho capito che sarei potuta esser utile non solo ai singoli, ma a chiunque decidesse di compiere viaggi come i miei.

Avevo già iniziato a scrivere molti articoli nel 2014 ma non avendo conoscenze di come creare e gestire un sito web, mi mancò la tenacia di impegnarmi in un settore che odiavo (informatica) e ho continuato nei miei quaderni…

Dome invece, fin dal primo momento che ci siamo conosciuti, mi ha sempre spronata affinché portassi avanti questo mio progetto e si è impegnato molto per aiutarmi nell’apertura del sito e per coltivare insieme questa passione.

Quindi possiamo dire che oltre “al cosa”, c’è stato anche un “chi” che mi ha spinto ad aprirlo.

E’ davvero importante il sostegno dei propri cari per i Travel Blogger, perchè tanti sono i momenti di sconforto e molte le difficoltà da affrontare, soprattutto all’inizio. Simona può contare davvero su un compagno di vita e un compagno di avventure assai prezioso!

Che messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Vorrei che tutti capissero quanto è bello viaggiare e scoprire il mondo. E che non importa se andiamo vicino o lontano, dobbiamo sempre mantenere viva la voglia di esplorare e di stupirci. Vorrei trasmettere la mia passione per gli Stati Uniti, come prima cosa, ma anche per tutte quelle destinazioni o attrazioni meno conosciute, meno “instagrammabili”, meno considerate dal turismo di massa che invece andrebbero valorizzate.

Attraverso i miei diari di viaggio, i miei racconti e i miei consigli, mi auguro di poter fare arrivare forte e chiaro il messaggio del perché scelgo sempre e solo di investire in viaggi. Perché non c’è niente di più educativo ed emozionante per crescere, migliorarsi ed aprire la mente.

E in riferimento al fattore monetario credo di poter esser d’aiuto a coloro che considerano i miei viaggi inaccessibili.

Certo i sacrifici si fanno, ma dopo averli organizzati per oltre 10 anni almeno una volta all’anno, adesso ho una lunga lista di tecniche di risparmio, metodi per ottenere sconti in fase di prenotazione e per capire i momenti migliori per farlo e con chi. Noi viaggiamo sempre rigorosamente low cost, ma non ci manca niente e vorrei che tutti, come me, potessero farlo senza perdere le speranze.

Viaggiare, come dice Simona, è davvero il più grande investimento  per un essere umano, che fin dalle sue origini si è spinto al di là della sua zona di confort per scoprire ed esplorare. Perchè dunque non continuare a seguire il nostro istinto errante? Simona e Domenico lo fanno e non si pentono di nulla!

Qual è la cosa più difficile per una Travel Blogger?

Essere presa sul serio.

In Italia appena sentono la parola blogger ci scappa la smorfia mista disprezzo-pietà. Ed anche nella cerchia di amici è difficile trovare chi capisce l’impegno che ogni giorno mettiamo per curare contenuti e sito e cercare e rielaborare materiale per essere sempre aggiornati e veritieri. Per non parlare di tutte le volte che mi sento dire “ma te non fai niente”. A volte è anche frustrante non sapere dove porterà questo percorso, soprattutto restando qui in Italia, ma poi un piccolo commento o un ringraziamento di qualche lettore e la mia passione per i viaggi, mi danno la forza di proseguire su questa strada.

Incredibile, anche Simona, come me e come Emanuela di Be Boheme, abbia riscontrato la stessa difficile problematica, davvero comune per tutti i blogger italiani: essere presi sul serio. Quante volte anche Simona si è scontrata contro ottuse visioni e sminuenti opinioni! Eppure, in qualche modo, si riesce sempre a ritrovare la serenità e a volte basta anche solo una parola di incoraggiamento!

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Dove pensi ti porterà il tuo blog?

Come appena detto, non ne ho idea. Credo che ancora sia presto per tirare le somme e aspetterò qualche altro mese per un brainstorming con me stessa, ma vorrei poter continuare su questa strada, perché è quella che mi piace. Spero proprio che mi servirà da trampolino di lancio per trovare il mio famoso posto nel mondo.

Il blog di Simona e Domenico ha pochi mesi di vita ma è sempre molto aggiornato e ricco di idee: di sicuro il suo progetto la porterà lontano, magari proprio nei suoi amati States!

Qual è il viaggio che più ti è rimasto nel cuore? Perché?

Difficile scegliere.

Ogni volta che vado negli Stati Uniti ne porto un po’ con me nel cuore e ce ne lascio un pezzettino. Potrei dire il mio primo viaggio oltreoceano, a Las Vegas e San Francisco nel 2008 perché me li ha fatti scoprire, ma anche il primo insieme a Dome nel 2018 perché finalmente lui ha realizzato il suo sogno. Mai come per quel viaggio ho incontrato impedimenti nell’organizzarlo, ce lo siamo sudato tanto, abbiamo rimandato più volte ma poi ce l’abbiamo fatta. E vedere i suoi occhi pieni di gioia, sentire l’entusiasmo nelle sue parole e soprattutto sapere che lo aveva fatto con me è stata la ricompensa più bella.

Questa domanda crea sempre molti dubbi nei Travel Blogger e nei viaggiatori perchè sono talmente tutti diversi i viaggi che fanno che è proprio difficile scegliere!

Quale invece ti ha deluso e perché?

Ce ne sono stati un paio in realtà, sempre negli States. Non mi ha delusa ciò che ho visitato ma alcune situazioni spiacevoli che si sono create con altre persone e che mi hanno impedito di godermi come volevo i miei tanto sognati viaggi. Sono state tutte situazioni diverse e piuttosto personali perciò non mi dilungherò in spiegazioni dettagliate. Credo però che mi abbiano dato qualche bella lezione e che non ricadrò nel solito tranello tanto facilmente, o comunque farò il possibile perché non si ripeta.

Un altro dei problemi che i viaggiatori spesso incontrano sono le esigenze diverse dei propri amici e accompagnatori: ognuno vive il viaggio a proprio modo e non sempre le passioni di qualcuno coincidono con quelle degli altri. A volte i viaggi possono essere rovinati irrimediabilmente per questa divergenza di gusti!

Il tuo blog parla soprattutto degli USA. Da cosa nasce la passione per questo Paese?

La mia passione per gli Usa nasce per caso.

Fino al mio primo viaggio a San Francisco e Las Vegas, quando avevo 20 anni, non sapevo nemmeno che esistessero. Poi mi sono ritrovata catapultata in una realtà che andava oltre il mio immaginario e nonostante un primo impatto un po’ “traumatico”, mi sono sentita subito a casa. Quello che mi ha colpita è stata la gentilezza e la disponibilità della gente ad aiutarmi anche solo se mi vedevano con una cartina in mano, ancor prima che chiedessi qualcosa io. Inoltre là, un piercing di troppo, i capelli rosa o un vestito più stravagante, non suscitavano sguardi di disprezzo, come mi succedeva e succede spesso ancora, qui in Italia. Oltre a trovare tutto ciò che di bello potessi desiderare di vedere, la loro accoglienza mi ha fatta finalmente sentire al posto giusto e non posso fare a meno di voler provare ancora queste sensazioni.

A volte le cose migliori capitano per caso ed è proprio per caso che l’amore per gli USA si è sviluppato in Simona. Un amore davvero infinito e sconfinato.

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Scrivi tre parole che definiscono il tuo “viaggio tipico”

On the road, intenso, organizzato nel dettaglio. Ma tre non bastano: devo aggiungere anche low cost e troppo corti.

Ringrazio sentitamente Simona e Domenico per avermi concesso di intervistarli e di conoscerli meglio. Sono sicura che il loro blog crescerà sempre di più e regalerà loro delle emozioni vere e autentiche. Sono felice di aver fatto la loro conoscenza e credo proprio che Usa La Valigia porterà questi due giovani ragazzi lontano, verso la felicità.

Riferimenti

Blog: www.usalavaligia.com

Instagram: https://www.instagram.com/usalavaligia

Facebook: https://www.facebook.com/Usalavaligia/

Twitter: https://twitter.com/UValigia

Le mie esperienze da Travel Blogger: intervista a Emanuela di Be Boheme

Essere Travel Blogger per me è qualcosa di meraviglioso perchè mi permette di conoscere tante altre persone appassionate di viaggio e Blogger di viaggi. Grazie a Donna Vagabonda ho stabilito dei bellissimi rapporti di amicizia con queste persone e così ho deciso di intervistarle e di permettere loro di raccontarsi attraverso alcune domande.

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La prima Travel Blogger che ho voluto intervistare è stata una delle primissime persone che ho conosciuto e di cui nutro profonda stima ed ammirazione: si tratta di Emanuela, del blog “Be Boheme, squisita appassionata di viaggi e di avventure. Di lei mi ha colpito la sua gentilezza, la sua disponibilità e naturalmente…Il suo blog! “Be Boheme” è infatti un sito ben strutturato, facile da consultare e dalla grafica semplice ma assolutamente accattivante. Il format dei suoi articoli è fresco e cattura il lettore molto facilmente.

Ma conosciamo Emanuela e la sua metà Francesco in questa intervista.

Raccontami qualcosa di te

Io sono Emanuela e insieme a Francesco siamo i fondatori di www.beboheme.com.

Qualche anno fa mi sarei sentita confusa e indecisa di fronte a questa domanda, per raccontarmi avrei fatto un casino e non avrei saputo neanche da dove partire. Oggi invece con fierezza mi presento: sono Emanuela e sono una designer.

Qualunque cosa mi passi per la testa, tento di trasformarlo in reale, ecco perché sono sempre “impantanata” nei miei 1000 progetti.  Odio le convenzioni e le convinzioni, leggera ma non frivola, amo ascoltare e cogliere le sfumature più nascoste di ogni persona. Non giudico perché non mi piace essere giudicata e non sopporto i pregiudizi. Sono sostanzialmente pigra proprio per questo preferisco non fermarmi mai. Indipendente e decisa, femminista e spirito libero. Ho tanti interessi e una curiosità immensa, ogni giorno mi rendo conto di quante cose ancora non so e quante ne vorrei sapere. Poche cose mi fanno paura, tra queste l’automobile e per questo non guido (chi l’avrebbe mai detto eh?).

Di tanto in tanto sento il bisogno di isolarmi. Testa tra le nuvole e piedi ben piantati a terra. Credo di aver detto tutto, ah no…mi piace scrivere, ma forse questo si era capito vero!?

Una persona poliedrica Emanuela, che si butta a capofitto in ogni suo progetto e che cerca di realizzarlo donandogli quell’impronta colorata e giocosa tipica della sua personalità!

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Emanuela in tutta la sua spensieratezza!

Come si chiama il tuo blog e perché? Da quanto tempo lo hai aperto?

Il blog nasce per gioco quasi: circa 4 anni fa, frequentavamo insieme un corso di web design e grafica e per l’estate ci era stato dato il compito di realizzare il progetto grafico di un sito web, così scegliemmo di progettare un blog di viaggi. Il progetto ci appassionò così tanto da decidere di farlo diventare un blog vero proprio; Francesco scrisse ogni riga di codice e io cominciai a buttare giù articoli sui vari posti in cui eravamo stati e ripescare tutte le nostre foto di viaggio.

Be Bohème, è un invito ad essere bohème un po’ come noi: artisti, nomadi, appassionati e sempre in cerca di ispirazione, tanta voglia di rispettare le regole ma di abbattere le convenzioni.

Spesso le idee geniali nascono per una fortuita casualità ed è proprio quello che è successo per Be Boheme: un progetto che ancora riempie le vite di Emanuela e Francesco.

Che cosa ti ha spinto ad aprire un blog di viaggi?

In realtà pensavo potesse essere una buona idea per tenere insieme tutti i ricordi di ogni viaggio. Ad un certo punto però, ho pensato che tante cose che avevo visto durante i miei viaggi o quelle piccole curiosità che avevo scoperto potevano essere utili a qualcun’altro e così ho iniziato a scrivere non solo per me ma anche per gli altri.

Oggi il mio blog si compone di diari di viaggio e piccole guide pratiche in cui raccolgo tutte le notizie utili per chi si prepara a partire e vuole organizzare al meglio ogni cosa.

Un blog quindi da tenere in considerazione se volete programmare un viaggio!

Che messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori?

Io voglio far sì che attraverso il viaggio e non solo, le persone possano sentirsi ispirate e ritrovare in po’ di spensieratezza. Voglio parlare dei miei viaggi e del perché viaggio affinché gli altri possano capire quanto ciò ti arricchisce e ti completa.

Vorrei che per le persone il viaggio non fosse solo una vacanza ma un modo per ritrovarsi. Viaggiare dovrebbe diventare un routine e non c’è bisogno di spendere tanto o arrivare dall’altro capo del mondo, viaggiare vuol dire anche  riscoprire la propria città o i luoghi vicini che a volte neanche consideriamo.

Un viaggio consapevole e incentrato sulla persona, un viaggio che permetta la riscoperta di sè stessi e che deve essere un mezzo per conoscersi e conoscere il luogo che si vuole visitare.

Qual è la cosa più difficile per una Travel Blogger?

Avere l’occasione di dimostrare la propria attendibilità e la propria professionalità! L’Italia ad esempio è un paese che non crede e non ha mai creduto del digitale, un paese che pensa che il blogging in generale non sia una professione, quindi dobbiamo dimostrare il valore dei nostri contenuti e i benefici che da essi derivano.

Purtroppo la professione del blogger in Italia non è praticamente riconosciuta e anche gli enti locali, spesso, guardano alla nostra realtà con diffidenza.

Dove pensi ti porterà il tuo blog?

Be Bohème é parte di un grande progetto che comprende tantissime altre cose e onestamente, non so dove arriverà ma spero che ci sia sempre. Sono così affezionata a questo mio piccolo mondo virtuale e alle persone conosciute qui che spero che Be Bohème possa continuare ad essere il blog di viaggi mio e di tante persone, persone che come me condividono la stessa passione.

Di sicuro Be Boheme è un bel punto di riferimento per i viaggiatori e non solo!

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Una bellissima coppia di viaggiatori!

Qual è il viaggio che più ti è rimasto nel cuore? Perché?

Uno dei più recenti, Marrakech. Marrakech perché mi ha regalato colori e odori meravigliosi. Marrakech perché é stato il primo viaggio con la mia migliora amica che è anche la mia socia. Marrakech perché mi ha regalato inaspettate amicizie e mi ha confermato l’inutilità dei pregiudizi. Inoltre il viaggio a Marrakech è stato un viaggio diverso per me e Francesco: in quest’occasione lui avevo una mano fratturata e forse per la prima volta sono stata io a prendermi cura di lui lontano da casa; portargli la valigia, aiutarlo a vestirsi o allacciarsi le scarpe ai controlli in aeroporto, sicuramente un viaggio che ha ulteriormente rafforzato il nostro legame.

Il viaggio come unione, come collante, come passione comune: viaggiare significa condividere ed Emanuela e Francesco hanno deciso di condividere la loro rispettiva vita anche attraverso questa loro passione comune.

Quale invece ti ha deluso e perché?

Per fortuna nessuno. Sarà che quando viaggio ho lo stesso entusiasmo di una bambina e non c’è niente che non mi entusiasmi. Amo trovare la bellezza e l’autenticità di ogni luogo, non potrei dire di essere delusa da niente perché ogni posto mi ha regalato qualcosa, mi ha reso felice e si è preso un po’ di me.

Emanuela cerca sempre di cogliere il meglio dei suoi viaggi e delle sue esperienze, forse è proprio questo che le impedisce di rimanere delusa!

Qual è il tuo viaggio da sogno? Perché?

Messico e non mi stanco di ripeterlo.

Io non so, forse in un’altra vita appartenevo alla cultura messicana ma a quando guardo le immagini di Guadalajara o Tulum provo quasi un  senso di nostalgia.

La musica, la lingua, il colore e la tradizione messicana mi affascinano in maniera inspiegabile e so che quando riuscirò ad andare lì… Sarà come tornare a casa.

Ti capisco bene Emanuela, per me è così con la Germania. E’ come se ognuno di noi appartenesse ad un luogo particolare e quel luogo ci chiamasse a gran voce: per te è il Messico e per me è la Germania.

Scrivi tre parole che definiscono il tuo “viaggio tipico”

Solo tre? Mmmmh vediamo: spericolato, organizzato e… sempre troppo breve 🙂

Grazie di cuore Emanuela per avermi concesso questa tua intervista. Spero un giorno di poterti conoscere di persona e di passare del tempo insieme: magari chissà, riusciremo ad organizzare anche un bel viaggio!

Di seguito, i riferimenti di Be Boheme

Blog: Be Boheme

Pinterest: Be Boheme

Instagram: @bebohemeita

Facebook: https://www.facebook.com/bebohemeofficial/