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Il museo di marzo: Il Museo Egizio di Torino

Torino è una città tutta da scoprire, dal fascino antico ma con lo sguardo rivolto al futuro. Come sapete, durante il weekend mi piace visitare posti nuovi e scoprire musei, e mi trovavo qualche tempo fa appunto a Torino: perchè non visitare dunque uno dei musei più famosi al mondo? Ed eccomi qua, al Museo Egizio!

 

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Stralcio del Libro dei Morti

 

Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo del mondo interamente dedicato alla civilità nilotica ed è il secondo museo più importante del mondo, dopo quello del Cairo, per valore e quantità di reperti provenienti dall’Antico Egitto. Il Museo ha origini lontane: già nel 1759 l’egittologo Vitaliano Donati, si recò in Egitto per effettuarvi scavi e ritrovò vari reperti, che furono inviati a Torino. Sul finire del 1800 il direttore del museo, Ernesto Schiaparelli, avviò nuove acquisizioni e si mise personalmente a condurre importanti campagne di scavi in Egitto.

Intorno al 1930, la collezione arrivò a contare oltre 30 000 pezzi.

Ad oggi, il Museo presenta più di 37 000 pezzi che coprono il periodo dal paleolitico all’epoca copta. Con i lavori di ristrutturazione ed ampliamento, il museo ha incrementato il suo spazio espositivo, arrivando a costruire una sala tutta interamente dedicata a grandi statue degli Dei.

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La mia visita al museo è durata circa 4 ore, accompagnata da un’esauriente audioguida: i 4 piani del museo sono ben organizzati e suddivisi secondo il criterio cronologico. E’ sbalorditiva la quantità di reperti che si possono osservare, lasciano veramente senza fiato e spaziano dalle mummie ad oggetti di uso comune, dal vasellame ai papiri: tutti i reperti sono ben corredati da spiegazioni bilingue (italiano/inglese) e sono esposti in maniera chiara e con una luce che ne esalta la bellezza.

Ogni anno, migliaia di visitatori giungono al Museo per osservare i fasti dell’Antico Egitto, epoca che incuriosisce ed appassiona ancora oggi, e posso ben affermarlo dopo aver visitato questo meraviglioso museo, adatto a grandi e piccini. Con l’ampliamento e la ristrutturazione si sono aperte anche delle sale in cui avvengono effettuati i restauri, che possono essere osservate tramite un vetro trasparente: in questo modo possiamo vedere come gli archeologi lavorano sui reperti e li rendono eterni.

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Il Museo Egizio vale almeno una visita, e anche di più, perchè ogni volta che si visita ci sembra di scoprire qualcosa di nuovo.

Il Museo è aperto dal lunedì alla domenica, secondo il seguente orario:

Lunedì: 09.00/14.00
Martedì-Domenica: 09.00/18.30

E si trova in Via Accademia delle Scienze 6, Torino.

L’ingresso intero è di 13 euro, mentre il ridotto è di 9 euro. Ulteriori riduzioni sono disponibili per precise categorie di utenti, inoltre il Museo è gratuito per:

– Bambini fino a 5 anni
– Grandi invalidi + Accompagnatori
– Membri International Council of Museums (ICOM)
– Abbonamento Musei Torino Piemonte
– Torino+Piemonte Card

Un Museo alla portata di tutti, che ci invoglia a scoprire sempre di più sull’Antico Egitto e sulle sue bellezze uniche ed incommensurabili.

 

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Il Sarcofago dorato di Merit

 

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale.

 

 

Il museo di settembre: il Kurpfälzische Museum di Heidelberg

Durante il mese di agosto (2017) ho vissuto ad Heidelberg, splendida città del Baden-Württemberg. La città è ricca di storia e di cultura, e non mancano i musei da visitare, come il Museo del Palatinato (Kurpfälzische Museum) proprio nel centro storico della città.

 

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La sala verde

 

Il Museo del Palatinato è ospitato all’interno del Palais Morass, uno splendido palazzo barocco settecentesco: l’esposizione permenante è articolata in base a vari periodi storici, dall’età della pietra fino al 1900, e si spazia dai manufatti agli abiti. Importanti sono i resti romani rinvenuti in tutto il territorio cittadino odierno, che testimoniano le antiche origini della città, ma ancora si possono riconoscere molti oggetti preistorici, e una copia della mandibola dell’Homo heidelbergensis, risalente a 600.000 anni fa e proprio qui ritrovato.

Il museo si apre con una collezione di quadri risalenti al 1500-1600 che mostrano i Signori del Palatinato, la regione storica a cui è dedicato il museo. Il nome Palatinato si rifà al colle Palatino di Roma. Nel medioevo uno Pfalz indicava una sede amministrativa temporanea dove un sovrano risiedeva nel corso degli spostamenti all’interno dei propri possedimenti. Nel 1835 Ludovico I di Baviera reintrodusse il nome Palatinato in sostituzione di Rheinkreis, in quanto ammiratore della cultura classica e promotore della toponomastica con allusioni storiche. Va notato che il “nuovo” Palatinato non corrispondeva all’elettorato del Palatinato, il cui territorio si estendeva su entrambe le sponde del Reno; comprendeva anzi altre aree che non ne furono mai parte (come Kirchheimbolanden o la città libera di Spira).

L’esposizione continua ricoprendo tutte le epoche di maggior splendore del Palatinato, con collezioni di ceramiche e servizi raffinati d’argento. Notevoli sono anche gli abiti esposti, di ottima manifattura, che coprono almeno 200 anni di storia.

 

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Una delle sale del museo

 

Scendendo le scale ci si ritrova nella parte adibita all’antichità, con pregevoli manufatti che ci riportano ad una Germania selvaggia e non civilizzata: gli uomini primitivi hanno qui trovato una terra fertile e molte risorse per sopravvivere. Troviamo dunque utensili e punte di lance, simboli di una civiltà che andava sempre più ad affermarsi. La parte che ospita la civiltà romana è poi davvero immensa e ricca, peccato però non poter scattare delle foto.

Se siete ad Heidelberg, spendete un pomeriggio in questo museo, ne vale proprio la pena!