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L’Università di Pavia

Ultimo aggiornamento il 7 Ottobre 2024 a cura di Donna Vagabonda

La vostra Donna Vagabonda ha avuto sempre un legame molto forte con l’Università di Pavia: è il luogo in cui ha studiato, si è formata e ha realizzato il sogno di laurearsi in Scienze della Natura, un obiettivo che si è posta fin da bambina.

Questo sodalizio con l’Università dura ormai da molti anni: ho imparato qui cosa significa sostenibilità e la mia passione per i viaggi è andata via via rafforzandosi grazie alle numerose attività offerte dal mio corso di laurea. Una volta conclusi gli studi ho continuato le mie collaborazioni, contraddistinte dal fatto di essere sempre molte proficue: penso solo alla mia mostra fotografica personale “Natura Urbana” tenutasi all’Orto Botanico di Pavia e ancora la prossima “Borghi e Bellezze” che si terrà dal 10 al 13 Ottobre 2024.

Questo articolo è dunque dedicato a questo antico luogo di sapere a cui voglio davvero rendere omaggio.

Dove: sede centrale presso Corso Strada Nuova 65 – Pavia

Storia dell’Università di Pavia

L’Università di Pavia, spesso abbreviata come “UNIPV“, è una delle più antiche università al mondo, fondata nel 1361.

La sua storia, però, inizia prima, nel 825, quando l’imperatore Lotario I costituì a Pavia la Scuola di Retorica per i funzionari del regno. Per tutto il periodo medievale, la scuola fu in fiorente attività. Con il passare del tempo, si aggiungevano nuove scuole e nuovi studi al nucleo originario dell’Università: nel 1361 nacque lo Studium Generale grazie a Galeazzo II Visconti, che ottenne il decreto di fondazione dall’Imperatore Carlo IV di Lussemburgo. Lo Studium aveva gli stessi privilegi di quelli delle scuole di Parigi, Bologna, Oxford, Orléans e Montpellier: esso era costituito da due Università distinte, quella dei giuristi (Diritto Civile e Canonico) e quella degli artisti (Medicina, Filosofia e Arti liberali). A capo dell’Università veniva eletto annualmente un Rettore, che era in genere uno studente che avesse superato i vent’anni. Si conferivano gradi accademici a tre livelli: il baccellierato, la licenza e il dottorato.

A causa di vari avvenimenti (soprattutto militari), l’Ateneo versò in una situazione di crisi fino al 1412, anno in cui riprese a funzionare regolarmente.

La nascita dell’Università portò benefici e vantaggi alla città, grazie al continuo afflusso di studenti provenienti sia dagli altri stati italiani che dai paesi europei, i quali si stabilivano proprio a Pavia per studiare diritto, arti e medicina. Nel XV secolo nacquero anche i primi collegi (come lo splendido Collegio Ghislieri), che subito proliferarono grazie al sostegno di molte famiglie ricche di Milano e Pavia, a favore di studenti indigenti. Nel campo degli studi filosofici e letterari, va ricordato l’insegnamento di Lorenzo Valla; in quello del diritto, quello di Giasone del Maino.

Ma l’Università non vide sempre periodi di luce, anzi. A causa della Battaglia di Pavia e degli ingenti danni subiti dalla città, stretta dall’assedio degli spagnoli e dei lanzichenecchi tedeschi, l’Università sprofondò in una nuova crisi, che continuò per alcuni anni e culminò con l’epidemia di peste del 1630, che colpì diverse zone dell’Italia settentrionale.

Solo dalla seconda metà del 1700 iniziò la vera rinascita grazie ai grandi sovrani austriaci Maria Teresa d’Austria e Giuseppe II d’Asburgo-Lorena, che apportarono rilevanti riforme amministrative e permisero la nascita della Scuola Anatomica Pavese. A cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, l’Ateneo divenne uno dei migliori d’Europa (e del mondo), annoverando accademici come il fisico Alessandro Volta (che ricoprì anche la carica di rettore), gli anatomisti Antonio Scarpa e Lazzaro Spallanzani (oggi ricordati presso il Museo per la Storia dell’Università), e il matematico Lorenzo Mascheroni.

Uno dei cortili dell'Università di Pavia: i maestosi glicini decorano i portici

Uno dei cortili dell’Università di Pavia: i maestosi glicini decorano i portici

La scia dei successi e dei grandi nomi non abbandonò l’Università, che raggiunse l’apice del suo splendore con il conferimento del Premio Nobel al medico e istologo Camillo Golgi.

Nel corso degli anni settanta del ‘900 alle facoltà tradizionali si aggiunsero quelle di Economia e Commercio e di Ingegneria. Infine, negli anni ottanta, l’Ateneo assunse l’attuale fisionomia attraverso l’edificazione del polo che ospita la facoltà di Ingegneria, nato da un progetto dell’architetto Giancarlo De Carlo.

A seguito di ulteriori ampliamenti, è stato creato un vero e proprio campus che oggi ospita laboratori di ricerca, laboratori didattici e uffici di svariati corsi di laurea, anche in ambito scientifico (come Matematica, Geologia, Scienze Naturali, Biologia). Il campus, denominato simbolicamente “La Nave” per la disposizione degli edifici che lo fanno assomigliare a un’imbarcazione, ospita anche l’Istituto di Genetica Molecolare (IGM-CNR) e l’EUCENTRE, centro di eccellenza per la prevenzione dei sismi, ed è situato in Via Adolfo Ferrata n.1.

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Struttura della sede centrale dell’Università

In origine non esisteva un unico edificio destinato agli studi: le lezioni si tenevano nelle case private, nei conventi che offrissero locali adatti o nello stesso palazzo del Comune.

Solo sul finire del Quattrocento, Ludovico il Moro destinò allo Studium un palazzo in Strada Nuova appartenuto ad Azzone Visconti. L’edificio, che confinava con l’Ospedale San Matteo, a seguito della ristrutturazione cinquecentesca, presentava già due cortili con loggiati sovrapposti, che corrispondono approssimativamente a quelli attuali di Volta e dei Caduti. In origine i due cortili erano conosciuti come Legale (Volta) e Medico (Caduti), per via degli insegnamenti ospitati nelle aule delle due parti: quello meridionale ospitava le lezioni di diritto civile e canonico, mentre in quello settentrionale si trovavano gli spazi dedicati a medicina, filosofia e arti. Il Cortile Volta deve la denominazione corrente alla statua di Alessandro Volta, scolpita da Antonio Tantardini nel 1878 in occasione del centenario della nomina di Volta a professore di fisica sperimentale a Pavia. Volta è raffigurato in toga professionale con la pila nella mano sinistra.

I portici dell'edificio centrale dell'Università di Pavia

I portici dell’edificio centrale dell’Università di Pavia

Nei muri perimetrali, sotto il portico, si possono ammirare numerose pietre tombali ed epigrafi commemorative: le più antiche e interessanti risalgono al XV e XVI secolo e sono dedicate ad alcuni dei più famosi insegnanti di Pavia. Oltre a questi due cortili, degni di nota sono il Cortile delle Magnolie, dove sorgono alcune piante di magnolia che ombreggiano i tavoli destinati agli studenti, e il Cortile delle Statue, che ospita le statue di illustri personaggi che hanno fatto la storia dell’Università di Pavia: Camillo Golgi, Antonio Bordoni, Luigi Porta Pavese, Bartolomeo Panizza.

Nel XVIII secolo Maria Teresa d’Austria, nell’ambito del suo nuovo piano per una migliore gestione e riordino dell’Università, propose una modernizzazione dell’antico edificio. L’incarico fu affidato all’architetto Giuseppe Piermarini, il quale si occupò della facciata e dei cortili, arrotondando gli archi e sostituendo la copertura a cassettoni dei loggiati con soffitti a volta. Fu durante questo periodo che venne costruita l’Aula Foscolo, decorata da Paolo Mescoli nel 1782.

Nel 1932, dopo che i dipartimenti medici furono trasferiti nella loro nuova sede in Viale Golgi, l’Università si espanse ulteriormente e acquistò l’ampio complesso del XV secolo che un tempo apparteneva all’Ospedale San Matteo.

La mia esperienza universitaria

Non vi descriverò dettagliatamente tutta la mia esperienza universitaria, sarebbe fuori luogo, ma voglio porre l’accento come per me sia stato davvero un onore potermi formare qui e conseguire sia la mia Laurea Triennale in Scienze e Tecnologie per la Natura sia quella magistrale in Scienze della Natura. Non ho avuto il privilegio di poter seguire le lezioni nelle aule storiche della sede centrale ma comunque mi sono davvero ben trovata presso il Campus della Nave e ho potuto approfondire, nel corso degli anni, la mia conoscenza di tutte le sedi dell’ateneo e dei suoi musei valevoli come il Kosmos o quello della Tecnica Elettrica.

Posso affermare con certezza che l’Università di Pavia non è soltanto un luogo di studi ma un vero e proprio polo culturale che offre la possibilità anche ai non studenti di frequentare lezioni, seminari, eventi e che collabora attivamente con il Comune di Pavia e altri enti per iniziative di Sostenibilità (promosse dall’OSA) e di promozione della città di Pavia. La rete che si è venuta a creare ha permesso l’Università di diventare un luogo cardine della vita dei cittadini pavesi e un punto di riferimento internazionale per gli studi, la cultura e la ricerca.

Malgrado non mi sia stato possibile svolgere il Dottorato di Ricerca proprio qui sono felice di continuare a collaborare con questa Istituzione che può vantare davvero delle meraviglie uniche al mondo, come la Biblioteca Universitaria e l’Orto Botanico.

L’Università di Pavia è una tappa fondamentale per studenti, ricercatori e anche per i cittadini della sua città che qui possono formarsi, collaborare con l’Istituzione, partecipare agli eventi da essa promossi. É inoltre un luogo turistico eccezionale che attrae numerosi visitatori ogni anno.

E voi avete mai visitato l’Università di Pavia? Raccontatemelo nei commenti!

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Commenti

  • 26 Febbraio 2021

    grazie ai tuoi consigli ho visitato l’università di Pavia, cosa che altrimenti avrei saltato a piè pari… cosa mi sarei persa! Purtroppo non ho potuto vedere le sale interne e la biblioteca per via delle chiusure, ma mi sono girata tutti i cortili e soprattutto quello delle magnolie. Avevi proprio ragione, l’ho adorato! Grazie per aver condiviso queste perle nascoste 🙂

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  • 9 Maggio 2021

    Ho visitato l’Università di Pavia poche settimane fa: non abito distante e volevo farla vedere a mia figlia, in procinto di scelta per l’anno prossimo. L’avevo già visitata più volte, ma ogni volta scopro qualcosa di nuovo che mi stupisce. A causa delle restrizioni non siamo riuscite a vederla tutta, ma l’immensità di questo ateneo è impressionante. Bellissima la sua storia, che conoscevo solo in parte.

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  • 8 Ottobre 2024

    Non ho mai visitato l’Università di Pavia e sono rimasta incantata da certi angoli, come per esempio la scalinata della sede centrale. Devo dire che ti invidio un po’ perché io ho studiato a Torino, e la sede della nostra facoltà era Palazzo Nuovo: un mostro di vetro e cemento (e si vociferava pure amianto). Magari nel tempo lo hanno sistemato un po’ ma all’epoca era di una tristezza infinita, sia da fuori che da dentro: insomma non c’è paragone con Pavia!

    rispondi
  • Lisa Trevaligie Travelblog
    8 Ottobre 2024

    Si sente che per te questa università è fonte di orgoglio. Non potrebbe essere altrimenti… trovo che oltre ad essere un polo culturale sia un edificio dalle ricchezze architettoniche e artistiche eccezionali.

    rispondi
  • Alessandra Cortese
    12 Ottobre 2024

    Ci credo che consideri un onore aver studiato in questa università! Anche solo pensare alla sua storia e ai personaggi che l’hanno frequentata come studenti o insegnanti fa apprezzare questo luogo!!

    rispondi
  • 2 Novembre 2024

    con mia somma vergogna ammetto di aver visitato Pavia solamente una volta, pur avendo vissuto lì vicino per moltissimo tempo e ovviamente in quell’occasione non sono riuscita a visitare l’università…ma mi riprometto di tornare per ammirarla per bene seguendo le indicazioni del tuo articolo 🙂

    rispondi

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