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L’Orto Botanico di Pavia

Pavia e le sue meraviglie: un viaggio alla scoperta di una città timida ma straordinaria che ho il piacere di farvi scoprire o riscoprire. Da sempre sul blog ho puntato sul turismo di prossimità, quello “dietro l’angolo”, e Pavia in questo è protagonista assoluta: con la sua Provincia ricca di meraviglie e i suoi spettacolari monumenti è di sicuro una meta tutta da scoprire.

Oggi vi racconto di uno dei miei luoghi del cuore, ovvero quello in cui ho studiato, mi sono formata e mi sono laureata come Naturalista: l’Orto Botanico di Pavia.

Siete pronti a immergervi nella Natura più rigogliosa?

Dove: Via Sant’Epifanio 14 – Pavia (PV)

Storia dell’Orto Botanico di Pavia

L’Orto Botanico di Pavia è un luogo di infinita bellezza e di profondo sapere: dato che fa parte del Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Pavia e ospita alcune aule del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente, vede tutti i giorni calcare il suo suolo studenti, Professori, esperti, naturalisti e scienziati.

L'Orto Botanico di Pavia

L’Orto Botanico di Pavia

Un luogo di cultura per la cultura voluto da Maria Teresa d’Austria, Imperatrice austriaca e sovrana illuminata, fondato nel 1773 come struttura museale dell’Università. Ancora oggi sorge nella sede originale, sull’area dell’antica canonica lateranense di sant’Epifanio, di cui oggi rimane solo il chiostro. Nato da un piccolo Orto dei Semplici si è evoluto in vero e proprio orto didattico e botanico grazie a Fulgenzio Vitman.

La collezione di Peonie dell'Orto Botanico di Pavia

La collezione di Peonie dell’Orto Botanico di Pavia

Nel 1773 i botanici Valentino Brusati e Giovanni Battista Borsieri incominciarono i lavori per la costruzione della sede e nel 1774 venne insediato il Laboratorio di Chimica. Nel 1777 giunse all’Orto il naturalista trentino Giovanni Antonio Scopoli che assunse la sua direzione e piantò il famoso “Platano di Scopoli”. Durante la sua permanenza l’illustre studioso intratenne moltissimi rapporti con i più importanti botanici europei, tra cui Adanson, Allioni, Arduin e il mitico Linneo.

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La riorganizzazione dell’Orto continuò anche sotto la direzione di Domenico Nocca e Giovanni Briosi che nel 1883 aggiunse le serre calde ancora presenti. Oggi fa parte del Sistema Museale di Ateneo e della Rete degli Orti Botanici della Lombardia, partecipando alle relative attività coordinate di carattere museale, didattico e scientifico. L’Orto Botanico di Pavia è inoltre luogo di studio e di ricerca e accoglie non solo gli studenti e gli scienziati ma anche tutti coloro che vogliono scoprire un angolo rigoglioso di Pavia.

Le collezioni

L’organizzazione attuale dell’Orto è così composta:

  • Collezioni viventi di piante in-situ, localizzate nella Riserva Naturale Integrale “Bosco S. Negri”, distaccata dall’Orto;
  • Collezioni viventi di piante ex-situ quali il Roseto, l’Aiuola del Te, la serra delle orchidee, la Serra tropicale Tomaselli, la Serra delle piante utilitarie Briosi, le Serre Scopoliane, il Platano di Scopoli, l’Arboreto, le Aiuole delle piante autoctone della Pianura Lombarda;
  • Collezioni di essiccati, conservate nell’erbario all’interno dell’edificio dipartimentale annesso all’Orto;
  • Collezioni viventi di semi, conservate nella banca del germoplasma;
  • Centro Didattico della Riserva Naturale Integrale “Bosco S. Negri”.

Quest’ultimo, situato vicino a Zerbolò (PV), rappresenta uno degli ultimi lembi di foresta planiziale lombarda ed è un habitat davvero importante non solo per specie floristiche ma anche per quelle animali: lo scopo è lo studio e la preservazione di un ambiente ormai quasi del tutto scomparso, oltre che il suo ripristino. Siccome non è visitabile (se non per motivi di studio) è stato istituito un centro didattico per la cittadinanza che permette di conoscere l’ambiente peculiare del bosco di pianura, le specie che lo popolano e la loro classificazione.

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La Banca del germoplasma nasce nel 2004 nell’ambito delle iniziative promesse dal Centro Regionale per la Flora Autoctona (CFA) della Regione Lombardia a tutela della flora spontanea. La banca ospita sia semi di piante autoctone che di cultivar di interesse agronomico, in particolare le Landraces, cioè le antiche varietà agricole lombarde e pavesi. La Banca collabora con altre realtà nazionali e internazionali, in particolare con la Millenium seed Bank di Kew, in Gran Bretagna.

L’Erbario risale al invece al 1780 e la sua collezione è tutt’ora in crescita grazie ai numerosi studi che vengono condotti da tesisti e docenti. L’organizzazione comprende un Erbario dedicato alle vascolari (suddiviso a sua volta in Erbario Lombardo con circa 23000 essiccati, Erbario Generale e raccolte personali) e uno crittogamico (composto da raccolte Lichenologiche, Briologiche, Algologiche, Micologiche e di Myxomiceti).

Il Platano di Scopoli

Il Platano di Scopoli

L’Arboreto ospita molte specie arboree e arbustive, tra cui il grande Platano di Scopoli, un esemplare di Platanus hybrida piantato dallo stesso Scopoli nel 1778: un albero monumentale sotto stretta tutela che a oggi arriva a misurare 55 metri di altezza e 7,30 metri di circonferenza a un 1 metro dalla base. Questa pianta è il simbolo dell’Orto Botanico, nonché un esemplare di particolare pregio unico nel suo genere e rientra nella lista degli Alberi Monumentali Italiani: è incredibile come, nonostante l’ambiente fortemente antropizzato, quest’albero continui a crescere e a prosperare. Un vero simbolo di resilienza e di adattamento!

Le statue dell'Orto Botanico di PaviaAll’interno delle aiuole possiamo trovare una meravigliosa collezione di azalee (Rhododendron indicum) che fioriscono in varie colorazioni in primavera e di rose suddivise in tre settori: le rose selvatiche, le rose antiche e gli ibridi moderni. Oltre a ciò è possibile osservare le splendide peonie e altre essenze ornamentali. La serra caldo umida ospita invece numerose specie esotiche di grandi dimensioni, quali palme, pteridofite, aracee, euforbiacee, liliacee e marantacee, mentre la serra delle piante utilitarie ospita numerose esotiche da frutto, aromatiche, ornamentali e da legno.

Le Serre scopoliane oggi sono utilizzate per scopi didattici: grazie alla loro presenza gli studenti di scienze naturali possono imparare a riconoscere e a classificare le specie vegetali. All’interno dell’Orto si trovano anche un laghetto per le piante acquatiche e alcune vasche per la riproduzione della Marsilea quadrifolia. L’Orto Botanico di Pavia è poi decorato e ingentilito dalla presenza di alcune magnifiche statue sparse per tutto il giardino: un tocco elegante che ci ricorda le origini di questo luogo eccezionale.

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La mia esperienza all’Orto Botanico di Pavia

Come già vi menzionavo all’inizio di questo articolo l’Orto Botanico di Pavia è per me un luogo eccezionale, una sorta di seconda casa: è qui infatti che ho iniziato e terminato la mia formazione universitaria. Ho trascorso incredibili giornate dedicate alle lezioni di botanica, conservazione della flora, ecologia, o alla Banca del Germoplasma (in cui ho anche lavorato dopo essermi laureata). Ho ricordi indelebili di questo luogo, come la discussione della mia tesi magistrale e la proclamazione a Dottoressa in Mineralogia e Geochimica Mineralogica: solo a ripensarci sospiro e penso a quanto questo edificio e questo giardino mi siano stati cari.

Donna Vagabonda alla Festa del Roseto 2025

Donna Vagabonda alla Festa del Roseto 2025

Nel corso degli anni ho assistito a un lungo ma deciso miglioramento: da luogo quasi anonimo e sconosciuto è diventato un punto di riferimento per le iniziative culturali pavesi e universitarie. Grazie ai numerosi progetti di rinnovamento, non ultimo quello finanziato dal PNRR del 2024-2025, l’Orto ha rivisto la luce dopo molti anni di oscurità: le serre sono state riorganizzate, il percorso didattico è stato rinnovato, il roseto è tornato agli antichi fasti. Un progetto davvero immenso che ha coinvolto numerose figure sia universitarie che non e che oggi ha permesso alle persone di poter apprezzare nuovamente questo incredibile giardino.

Sono così legata all’Orto Botanico da avervi organizzato addirittura una mostra fotografica personale, “Natura Urbana”, all’interno del suo cortile: la mostra si è tenuta nel 2021 e ha mostrato ai visitatori alcuni scatti dell’Orto Botanico di Pavia e di altri luoghi in giro per il mondo in cui la Natura è riuscita a ritagliarsi ben più che un piccolo spazio nella quotidianità delle città.

Donna Vagabonda e Natura Urbana - Mostra Fotografica Personale

Donna Vagabonda e Natura Urbana – Mostra Fotografica Personale

L’Orto è poi un luogo eccezionale per le uscite didattiche delle scuole: grazie ai numerosi percorsi dedicati a ogni fascia d’età e ai laboratori gli alunni potranno venire a contatto con le specie qui coltivate e imparare a conoscerle apprendendo l’importanza del ruolo di protezione e preservazione di questi luoghi. La sostenibilità ambientale è poi un fil rouge che lega ogni attività didattica: grazie alla presenza del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente qui si studiano gli organismi alloctoni (animali e vegetali), le malattie di piante e funghi, come preservare gli habitat e le specie in via d’estinzione.

Passeggiare ammirando le aiuole del roseto, con le sue maestose antiche varietà e con i suoi fiori profumati, mi commuove: ogni volta che mi è possibile infatti vengo qui, all’Orto Botanico, per sentirmi a casa e per ammirare questa bellezza effimera e intrigante. Il Platano di Scopoli poi mi ricorda che la Natura, nonostante tutto, riesce a sopravvivere e ad adattarsi: come un guardiano si erge a protezione degli studenti e di chi vive questo luogo tutti i giorni.

Benvenuti all'Orto Botanico di Pavia!

Benvenuti all’Orto Botanico di Pavia!

Pavia dunque ha un luogo eccezionale dedicato allo studio della flora del territorio e un giardino dove poter osservare, apprendere, conoscere: l’Orto Botanico è questo e molto di più e io sono grata di aver trascorso qui gli anni più importanti della mia formazione!

Informazioni utili

L’Orto Botanico di Pavia si trova in Via Sant’Epifanio 14 a Pavia.

É visitabile dal pubblico secondo gli orari che trovate sul sito ufficiale (variano in base alle stagioni).

BIGLIETTO INTERO  € 6,00
Adulti 27-64 anni
Il biglietto intero dà diritto a visitare gli altri Musei del Sistema Museale di Ateneo entro un mese dal primo utilizzo.

BIGLIETTO RIDOTTO  € 4,00
Ragazzi 6-26 anni (gratuito studenti dell’Università di Pavia)
Adulti oltre i 65 anni
Scolaresche accompagnate dall’insegnante
Gruppi di almeno 10 persone
Dipendenti dell’Università di Pavia
Insegnanti in visita privata
Forze armate e Forze dell’Ordine

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

E voi avete mai visitato l’Orto Botanico di Pavia? Fatemelo sapere nei commenti!

Scoprite questo e altri luoghi di Pavia e dintorni con questo carosello!

Commenti

  • 5 Agosto 2020

    Non siamo mai state in un orto botanico e nemmeno a Pavia…così tanti dettagli che è il caso di organizzare una gita durante il weekend. Ottime informazioni!

    rispondi
  • 12 Maggio 2025

    Ma che bella sorpresa! Amo gli orti botanici, mi piace visitarli in diversi periodi dell’anno per gustarne le differenze tra le varie stagioni, e specialmente nel periodo primaverile sono un’esplosione di colori e profumi! Non sapevo che Pavia potesse vantare un orto botanico di così grande livello, me lo segno per la prima volta che dovessi capitare dalle tue parti!

    rispondi
  • 13 Maggio 2025

    Ma che bellezza questo posto. Se ricordo bene avevi già accennato qualcosa a proposito di questa struttura, perché ricordo di aver fatto mentalmente il paragone tra i miei studi universitari in un triste palazzo di vetro e acciaio a Torino, e i tuoi studi in questa sede idilliaca! Incuriosita dalla tua descrizione e dalle immagini, sono andata a dare un’occhiata su Google Immagini e il roseto è davvero spettacolare.

    rispondi
  • 14 Maggio 2025

    In genere non sono appassionata di orti botanici, forse perché non conosco così bene la flora, però con una guida come te lo visiterei molto volentieri, per entrare in questo mondo con la giusta consapevolezza. Bene che si sia voluto ristrutturare questo spazio

    rispondi
  • Arianna
    14 Maggio 2025

    Mi spiace dirti di no e di non conoscere neanche Pavia, pur essendo a me abbastanza vicino non ho mai avuto occasione di visitarla, mi sa che questa occasione la devo creare e non tralascerò anche questo meraviglioso orto botanico

    rispondi
  • Lisa Trevaligie Travelblog
    14 Maggio 2025

    E’ da poco che mi sto avvicinando a questo tipo da esperienza, perchè non ho mai amato particolarmente i giardini naturalistici, forse perchè da giovane ( erroneamente ) li consideravo un pò noiosi. Invece ora ascolto entusiasta il fruscio del vento tra le piante ornamentali, mi innamoro della piante grasse di ogni latitudine, e invidio la perfezioni dei fiori. Questa è la prova che Si può sempre migliorare, sia nella vita che in viaggio, allargando la propria lista di interessi. Terrò sicuramente conto di questo otro botanico dovessi salire a Pavia.

    rispondi
  • 14 Maggio 2025

    Non ho mai visitato questo orto botanico ma non mancherò di farlo quando ne avrò la possibilità perchè amo questo genere di posti e ho ricordi belli quasi quanto i tuoi dell’orto botanico di Parma.
    In più se non vado a vedere la raccolte micologiche mio padre mi disereda… 😂

    rispondi
  • Alessandra
    16 Maggio 2025

    Non conoscevo questo orto botanico, ma ho percepito quanto tu sia legata a questo luogo di bellezza e di studio. Lo devo suggerire a mia sorella che da qualche anno abita in provincia di Pavia. Probabilmente non lo conosce nemmeno lei… grazie del suggerimento!

    rispondi

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