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Il Faro della Vittoria

Durante il mio viaggio a Trieste del 2023 ho potuto davvero scoprire molto di questa meravigliosa città ricca di storia e di luoghi iconici. Uno di questi è sicuramente il Faro della Vittoria, un’opera architettonica davvero imponente che merita sicuramente una visita. Pronti a scoprirlo con me?

Dove: Strada della Vittoria 141 – Trieste (TS)
Per saperne di più visitate il sito ufficiale.

Storia del Faro della Vittoria

Il Faro della Vittoria è un faro visitabile situato a Trieste costruito tra il 15 Gennaio 1923 e il 24 Maggio 1927 a opera dell’architetto Arduino Berlam. Il fatto che sia visitabile lo rende uno dei luoghi più apprezzati della città e la sua posizione gli permette di illuminare il Golfo di Trieste, fungendo così da faro per la navigazione. Oltre a ciò svolge anche le funzioni di monumento commemorativo in onore dei caduti del mare durante la Prima Guerra Mondiale come testimoniato dall’iscrizione posta sull’imponente base:

SPLENDI E RICORDA I CADVTI SVL MARE (MCMXV – MCMXVIII)

Terminata la Grande Guerra ci si rese conto che la lanterna qui installata non era più sufficiente per illuminare il porto di Trieste e così venne promossa la costruzione di un grande faro che non avesse soltanto lo scopo di illuminazione ma che celebrasse anche il passaggio della città di Trieste al Regno d’Italia: un passaggio cruciale per un’Italia che doveva far fronte alla cosiddetta “vittoria mutilata”. Alla solenne inaugurazione fu presente anche Re Vittorio Emanuele III.

Il Faro della Vittoria è controllato e gestito dal Comando di Zona Fari della Marina Militare con sede a Venezia, così come tutti gli altri fari dell’Adriatico.

Il Faro della Vittoria

Il Faro della Vittoria

Struttura del Faro

Il Faro della Vittoria è stato costruito sul Poggio di Gretta, un’altura di 60 metri sul livello del mare, sulle antiche strutture del forte austriaco Kressich del 1854. Il progetto originale di Berlam fu modificato, non senza un acceso dibattito, dall’architetto Guido Cirilli che dirigeva i lavori di costruzione. Le opere in cemento armato vennero invece affidate a Beniamino Battigelli che firmò tutti i progetti tecnici e fu sempre presente in cantiere durante la costruzione.

La Vittoria Alata sul Faro della Vittoria

La Vittoria Alata sul Faro della Vittoria

Il basamento fu ricavato da pietre provenienti dall’Istria e dal Carso. Da qui si erge poi un’imponente colonna che conserva alla sommità una gabbia di bronzo e cristallo che custodisce la lanterna del faro. La forma finale è volutamente quella di un fascio littorio posto sottosopra.

Scoprite l’articolo dedicato al mio viaggio a Trieste del 2023!

Alla sommità del Faro della Vittoria si trova la statua bronzea della Vittoria alata alta 7,2 metri che dà il nome al monumento, opera di Giovanni Mayer. Sua è anche la statua del marinaio di ben 8,6 metri che orna la parte frontale della struttura.

L'imponente struttura del Faro della Vittoria

L’imponente struttura del Faro della Vittoria

Alla base del faro si trova inoltre un’ancora che si crede fosse appartenuta alla torpediniera Audace, la prima nave della Regia Marina Italiana a essere entrata nel porto di Trieste nel 1918, una “tradizione” che vuole incrementare l’intento celebrativo di questo monumento, ma che in realtà appartenne alla R.N. Berenice. La sua presenza è corredata dalla targa con scritta:

Fatta prima d’ogni altra sacra dalle acque della gemma redenta, il 3 novembre 1918

All’ingresso del faro si trovano anche due proiettili della corazzata austriaca Viribus Unitis.

Il peso complessivo della struttura è di 8000 tonnellate e l’altezza totale è di 67,85 metri.

Il Faro della Vittoria e la città di Trieste dal Colle San Giusto: riuscite a vederlo?

Il Faro della Vittoria e la città di Trieste dal Colle San Giusto: riuscite a vederlo?

La mia visita al Faro della Vittoria

Il secondo giorno del mio viaggio a Trieste è stato dedicato alla visita di due luoghi davvero simbolo della città: il Castello di Miramare e il Faro della Vittoria. Io e Uomo Moribondo abbiamo visitato quest’ultimo nel primo pomeriggio, accompagnati da una leggera brezza che ha reso l’esperienza ancor più suggestiva. Abbiamo raggiunto il monumento con l’autobus di linea numero 44 che ci ha condotto proprio alla base del monumento.

Trieste dal Faro della Vittoria

Trieste dal Faro della Vittoria

Una breve salita adatta a tutti ci ha permesso di raggiungere l’ingresso del monumento: da qui è possibile osservare l’ancora e la scritta iconica del faro a ricordo delle vittime del mare della Prima Guerra Mondiale. Una volta raggiunta la base abbiamo quindi fornito i nostri nominativi per motivi di sicurezza e siamo stati accorpati ad altri visitatori in modo da formare un piccolo gruppetto: eravamo meno di una decina e, oltre a noi e a un’altra coppia, gli altri erano tutti stranieri. Mi fa piacere sapere che questi particolari monumenti storici non siano solo raggiunti dal turismo interno ma anche da quello internazionale!

La targa dedicata alla statua della Vittoria Alata

La targa dedicata alla statua della Vittoria Alata

Dopo una breve introduzione da parte della guida che ci ha raccontato gli avvenimenti che hanno portato alla costruzione del faro e alla sua inaugurazione iniziamo la salita verso la terrazza: come ben sapete io adoro inerpicarmi su torri e campanili quindi ho scelto di salire tramite la scalinata a 242 gradini! La salita non è stata particolarmente impegnativa e in men che non si dica ho raggiunto Uomo Moribondo che aveva preso l’ascensore (è Moribondo mica per niente!).

Il panorama dal Faro della Vittoria: riuscite a vedere il Castello di Miramare?

Il panorama dal Faro della Vittoria: riuscite a vedere il Castello di Miramare?

Si apre dunque una veduta sconfinata del Golfo di Trieste e un panorama meraviglioso sulla città: il luccichio del mare e le nuvole argentate ci hanno regalato una vista meravigliosa e davvero emozionante. Da qui è possibile godere di una bellissima prospettiva sul porto con le sue imbarcazioni, sul “piccolo” Castello di Miramare e sull’imponente Santuario di Monte Grisa: davanti a noi lo sconfinato Adriatico che placido qui raggiunge uno dei luoghi più orientali della nostra amata penisola. Ci si sente davvero minuscoli davanti all’imponenza di quest’opera e alla veduta che qui ammiriamo: la piacevole brezza ci tiene compagnia mentre scattiamo fotografie e ci riempie i polmoni di aria salmastra. Sospiro e sono grata per essere lì dopo tanti sacrifici e tanti viaggi cancellati: dal 2020 al 2023 abbiamo infatti dovuto rinunciare a molte esperienze, sia per il COVID19 che per la ristrutturazione della nostra Casina, sacrifici che però ci hanno infine condotti alla felicità di poter tornare a viaggiare liberamente, in primis verso Trieste e il Friuli Venezia Giulia, regione che tanto amiamo e che visitiamo con regolarità.

In quei momenti ho pensato a lungo al significato di quest’opera: come divenne un simbolo di orgoglio patriottico ma anche un luogo di memoria e cordoglio per i migliaia di dispersi e caduti tra quelle placide acque che io ammiravo in quell’istante. Sì, il faro deve illuminare per sua natura, ma questo, oltre a lumeggiare la via dei marinai odierni, accende il ricordo di chi in mare si è perso e per sempre riposerà tra quelle onde. Un misto di malinconia e di speranza mi attanaglia il cuore: è come se mi fossi trovata in una sorta di “luogo non luogo” che oggi fa parte dell’immaginario della città e dei suoi monumenti più noti.

Donna Vagabonda al Faro della Vittoria

Donna Vagabonda al Faro della Vittoria

Terminata la visita, della durata di circa 45 minuti comprensiva di salita e discesa, mi sono sentita leggera e appagata: amo le vedute dall’alto perché consentono di ammirare una città da un punto di vista diverso e privilegiato e permettono di scattare fotografie particolari e non banali. Scendiamo lentamente verso la fermata del bus e ci avviamo verso il centro della città: Trieste è li che ci riaccoglie con i suoi colori tenui e con il suo animo ruggente.

Informazioni utili

Il Faro della Vittoria è aperto da Aprile a Novembre e l’ingresso è gratuito.

É possibile visitare con una guida il faro e raggiungere la prima terrazza della struttura che riguarda la parte monumentale tramite un ascensore o una scalinata di 242 gradini.

Sono consentite visite per un massimo di 15 partecipanti a gruppo per motivi di sicurezza.

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

Il Faro della Vittoria è dunque un guardiano che veglia sui vivi e sui defunti che hanno solcato i mari: mi piace pensarlo così, come un gigante che silenzioso scruta l’imperturbabile sciabordio delle onde che placide o violente si scagliano su Trieste e sul suo Golfo.

E voi avete mai visitato il Faro della Vittoria? Fatemelo sapere nei commenti!

Scoprite altri luoghi del Friuli Venezia Giulia con questo carosello!

Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    24 Gennaio 2025

    Immagino che tu sia a conoscenza della mia passione per i fari! beh, questo mi manca e devo subito correre ai ripari. E poi che vista strepitosa che c’è dalla sua cima, non posso proprio perdermelo.

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      • 4 Febbraio 2025

        Un peccato che sia chiuso in questo periodo, per me ideale per spostarmi al nord, visto che mia figlia ha regate in zona. Spero di riuscire comunque a vederlo, magari in autunno!

        rispondi
      • Lisa Trevaligie Travelblog
        18 Marzo 2025

        Spero davvero di riuscire a raggiungerlo in autunno, visto che abbiamo in programma un road trip nella regione. Devo ricordarmi dei tuoi consigli riguardo la visita, mi salvo dunque l’articolo per tenerlo subito pronto in caso di necessità.

        rispondi
  • 24 Gennaio 2025

    Non posso che applaudire la bellezza e la ricchezza dell’articolo dedicato al Faro della Vittoria, un luogo che rappresenta per me non solo un simbolo della città di Trieste, ma anche un prezioso scrigno di emozioni e ricordi personali.
    l Faro, con la sua storia e la sua posizione privilegiata, è una tappa obbligata per chiunque voglia comprendere l’anima della città.

    rispondi
  • 29 Gennaio 2025

    Per questo novello 2025 avevamo proprio in mente un itinerario che costeggia l’Adriatico, partendo dalla nostra Romagna per poi risalire e arrivare…. Boh! non ne abbiamo ancora idea! Ma Trieste sarà sicuramente una delle nostre tappe e integreremo il faro nella visita. Grazie

    rispondi
  • 2 Febbraio 2025

    Siamo stati a Trieste un giorno di bora fortissima, mi ricordo che mio figlio si teneva forte a me perchè aveva paura di essere portato via dal vento. Ormai è trascorso tanto tempo da quella visita; ho il ricordo di una città molto bella, ma questo faro proprio non ricordo di averlo visitato, strano visto che mi affascinano, tantissimo, ma quando avevo i bambini piccoli le loro priorità venivano prima delle mie! Mi sono ripromessa per questo motivo di ritornare a Trieste e sicuramente andrò alla ricerca anche di questo meraviglioso faro.

    rispondi
  • Federica Lucente
    8 Febbraio 2025

    Trieste, un colosso silenzioso che veglia in solitudine, è una città che devo ancora scoprire. Non posso lasciarmela sfuggire e non mancherò l’occasione di salire sul Faro della Vittoria.

    rispondi
  • 19 Marzo 2025

    Durante la mia breve sosta a Trieste di un paio d’anni fa non siamo riusciti a vedere il Castello di Miramare ma non mi sono fatta scappare la visita al Faro della Vittoria. Veramente stupendo e il fatto che sia gratis la rende davvero un’attrazione per tutti. Forse le scale un po’ meno ma la vista da lassù è un qualcosa di incredibile!

    rispondi

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