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Pianificazione del viaggio: Tarvisio – Austria e Slovenia 2019

Sono ormai quattro anni che io e mio padre andiamo in Friuli per visitare questa magnifica regione, spesso dimenticata dal turista medio. Il Friuli Venezia Giulia offre attività e bellezze per ogni gusto: dal mare alla montagna, dalla laguna al Carso, insomma in questi luoghi ci si può davvero sbizzarrire. Vi chiederete perchè proprio il Friuli Venezia Giulia? 5 anni fa ci sono stata dopo moltissimo tempo (ero ancora piccola) con l’Università per un’escursione di zoologia: da allora me ne sono innamorata e mi sono ripromessa di tornare a visitarlo con più calma. Sempre nella stessa occasione è scoppiato un vero e proprio amore per la Slovenia, tanto che questo mi ha portato a visitarla nei seguenti 5 anni. C’è poi l’Austria, Paese che mi ha accolto calorosamente più di una volta: dato che soggiorno al confine, perchè non visitare questo splendido Stato? E dunque ecco qui confezionato un nuovo viaggio: Tarvisio e terre di confine: tra Italia, Slovenia e Austria.

Tarvisio pianificazione

 

Tarvisio e terre di confine: tra Italia, Slovenia e Austria

27 Agosto 2019 – 31 Agosto 2019

Budget: 400 euro in due (circa).

Vaccinazioni: nessuna obbligatoria.

Visti: nessun visto obbligatorio, necessaria Carta d’Identità o Passaporto e patente di guida (viaggiando spesso in auto).

Viaggiare Sicuri: dalla Farnesina non risultano esserci problematiche relative ad un viaggio in Italia, in Slovenia o in Austria in senso lato. Per ulteriori informazioni, visitate il Sito ufficiale.

Perchè ho scelto di fare questo viaggio: è ormai diventata una consuetudine tornare in Friuli ogni anno per scoprire sempre più le meraviglie di questa regione. Da qui, data la vicinanza della nostra base a Tarvisio ai due confini di Stato, è stato spontaneo per me visitare anche i due Paesi confinanti, quali Austria e Slovenia. In realtà, questo è il primo anno che mi sono affacciata anche all’Austria, incuriosita dalla città di Villach e dai laghi che sorgono nelle immediate vicinanze. La Slovenia, invece, si ripropone come una terra ricca di natura e buon cibo, non senza cittadine e luoghi da visitare (e che ancora non ho visitato).

La scelta dell’Hotel: in questo caso ho soggiornato presso la base logisto addestrativa militare di Tarvisio “Oltre Confini” dato che mio padre è un militare ed il Ministero della Difesa mette a disposizione ai suoi dipendenti e ai famigliari questa opportunità.

La scelta del mezzo: per questo viaggio ho deciso di raggiungere il Friuli, e successivamente di spostarmi, con l’automobile. 

Itinerario: per questo viaggio non ho impostato un itinerario preciso ma mi sono basata su ciò che volevo vedere come la città di Villach, la città di Maribor, la città di Pirano. All’interno di queste tre visite ho incastrato alcune tappe intermedie come il Vintgar di Bled (gola di Vintgar), la Gerlitzen Gipfel e altre che scoprirete leggendo gli aryicoli inerenti a questo viaggio.

Cosa portare in valigia: in Friuli la temperatura si aggirerà intorno ai 20-27 gradi. L’abbigliamento sarà comodo e sportivo, adatto ai trekking di montagna e alle passeggiate. In valigia metterò molte magliette, camicie e pantaloni leggeri, senza tralasciare qualche indumento più pesante, come un pile e qualche maglietta a maniche lunghe. Non mancano gli scarponi da trekking e delle scarpe impermeabili comode.

Prima di partire: bisogna sempre controllare le condizioni dei sentieri e la viabilità. Alcune zone potrebbero essere non agibili, come nel caso dell’Orrido dello Slizza e altre potrebbero richiedere un impegno maggiore di quello preventivato. Quando si decide di andare in montagna bisogna sempre rispettare questo luogo e non ci si deve far cogliere impreparati: bisogna sempre indossare calzature adeguate ed indumenti tecnici per non soffrire il caldo o il freddo.

Le Meraviglie della Natura: Il Lago del Predil

Durante la mia vacanza tra Friuli e Slovenia del 2018 ho potuto visitare luoghi suggestivi con una natura straordinaria. Di alcuni di questi vi ho già raccontato (se non ve li ricordate, qui trovate le cascate Savica, mentre qui il Lago di Bled e qui il Lago di Bohinj) mentre in questo articolo vi parlo di un piccolo gioiello: il Lago del Predil.

Lago del Predil

La zona di Predil (Raibl) è ricca di attività da poter svolgere, come la visita al Museo Militare Alpi Giulie oppure la visita al Museo della Tradizione Mineraria. Ci troviamo nel territorio del Tarvisiano e la sua fama lo procede: montagne dalle vette imponenti, passeggiate immerse nel verde, la storia che ancora si respira. Non potevano mancare dunque le meraviglie naturali, come il Lago del Predil.

Il lago sorge a 959 metri s.l.m. ed è di origine glaciale. Le dimensioni sono degne di nota, dato che si tratta del secondo lago naturale della regione: la sua lunghezza è di 1,5 km, la sua larghezza è di 500 metri e la sua profondità è di circa 30 metri. La sua conca, che si apre a metà circa della valle del Rio del Lago, è dominata a sud dalla Cima del Lago (Jerebica) alta 2.125 m, e a nord-est dalle Cinque Punte, con altezza di 1.909 m. All’interno del lago si trovava una piccola isoletta, relitto di un arco morenico in parte distrutto, in parte sommerso. Oggi l’isoletta è collegata dalla ghiaia alla costa ed è difficile da riconoscere, dato che somiglia più ad un tombolo.

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Le rive sono ghiaiose e qui è facile incontrare alcuni uccelli come i Germani reali (Anas platyrhynchos) e le Ballerine bianche (Motacilla alba).

Una leggenda racconta che un tempo al posto del lago ci fosse un piccolo paese, i cui abitanti erano persone insensibili e prive di buon cuore. Una notte, gelida e fredda d’inverno, un bambino e sua madre giunsero da lontano in cerca di un riparo. Bussando a molte case, il bimbo venne respinto. Solo una famiglia povera offrì loro un riparo. Il mattino dopo, come punizione, un grande lago si formò e sommerse tutto il paese, tranne la casetta della famiglia generosa, che fu risparmiata: si pensa che la casetta fosse ubicata sull’isoletta. Un racconto che forse ci vuole insegnare a non voltarci dall’altra parte se qualcuno ci chiede aiuto.

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Oltre a passeggiate rilassanti e a trekking che vi conducono verso le cime, sul lago è stato realizzato uno stabilimento nautico-balneare dotato di una zona spiaggia, di attrezzature nautiche, di giochi per bambini. E’ stata inoltre istituita una scuola di windsurf.

Il panorama è senza dubbio eccezionale e la pace regna sovrana, anche durante le calde giornate estive. I boschi di abeti e di pini che circondano il Lago del Predil mi fanno pensare agli stupendi laghi del Nord America, ma, a quanto pare, non bisogna andare così lontano per trovare questa rara bellezza.

Il Museo di gennaio: il museo della tradizione mineraria di Cave del Predil

Durante il mio viaggio tra Friuli e Slovenia del 2018 (leggete i miei articoli partendo da questo), sono riuscita a visitare un interessante museo, situato a Cave del Predil, a pochi chilometri da Tarvisio: il Museo della tradizione mineraria di Cave del Predil. Si tratta di un museo molto piccolo, ma assai interessante, incastonato in una terra dalle antiche tradizioni minerarie.

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La mostra/museo ripercorre le tappe relative alla storia della miniera e dei suoi minatori, con alcune sale espositive che raccontano le geologia del luogo, i metodi di escavazione, gli strumenti utilizzati e le testimonianze, attraverso le fotografie, dei minatori stessi, fino alla chiusura delle attività estrattive, avvenuta nel 1991.

Lo scopo del museo è quello di essere un archivio, un centro di documentazione e un luogo dove poter assistere a testimonianze dal passato, situato in una sede suggestiva come l’ex direzione della miniera, il palazzo in cui attualmente si trova.

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Con un allestimento attento anche ai fruitori stranieri e ai più piccoli, il museo riesce a dimostrarsi un punto di interesse, capace di accendere la curiosità sia del viaggiatore abituale che del “turista per caso”.

All’interno dell’esposizione, ho potuto osservare la dura vita dei minatori del passato, i loro sacrifici, gli strumenti che utilizzavano per estrarre il piombo e lo zinco. Da mineralogista quale sono, ho trovato una buona ricchezza di informazioni, che sono messe a disposizione del fruitore con chiarezza. Non è facile trovare musei che trattano di miniere o di minerali, soprattutto in Italia, quindi sono rimasta doppiamente contenta di aver visitato questo luogo.

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Il Museo della Tradizione Mineraria fa parte, insieme al Parco Geominerario e al Museo Storico Militare “Alpi Giulie” del “Polo Museale Cave del Predil” ed è possibile acquistare un biglietto cumulativo per visitare le tre realtà, come ho fatto io. Consiglio vivamente di passare per Cave del Predil e di vivere queste tre esperienze, che si legano così tanto ad un territorio che molto ha da offrire.

Info e costi

Il museo si trova in Largo Giuseppe Mazzini, 7, 33018 Cave del Predil, Udine.

I biglietti hanno i seguenti costi:

Intero          6 €

Ridotto 1     4 €   ragazzi dai 7 ai 14 anni, over 65, gruppi con più di 10 persone

Ridotto 2     3 €   scolaresche da 7 a 14 anni

Gratis                 bambini con meno di 6 anni

Consiglio di prenotare la visita telefonicamente.

Per maggiori informazioni, visitate il sito ufficiale.

 

 

 

 

I luoghi della storia: il Monte Santo di Lussari

Durante il mio brevissimo viaggio tra Tarvisio e la Slovenia, che probabilmente ripeterò l’anno prossimo alla scoperta di nuovi luoghi, ho visitato uno dei simboli del tarvisiano e di tutto il territorio di confine: il Monte Santo di Lussari.

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Il Monte Lussari

Il Monte Santo di Lussari, detto anche detto anche Svete Višarje, “Le sante alture”, in sloveno, Mont Sante di Lussari in friulano e Luschariberg in tedesco è una montagna che fa parte delle Alpi Giulie. Si trova nel comune di Tarvisio, a sud della frazione di Camporosso, da cui è raggiungibile sia a piedi (tramite il sentiero del Pellegrino) che con la telecabina.

Con un’altezza di 1789 metri s.l.m. gode di una certa notorietà grazie al suo piccolo santuario, posto proprio sulla vetta del monte, costruito nel XVI secolo.

Dalla sommità del monte si gode di un grande e mozzafiato panorama: si può ammirare la conca del tarvisiano e le sue montagne circostanti, come il gruppo del Mangart e quello del Jôf di Montasio. Ancora, da qui partono numerosi sentieri escursionistici, tra cui quello che porta alla  Cima del cacciatore a 2.071 m s.l.m.

 

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Arrivata con la telecabina, dopo circa 15 minuti di salita, partendo da 805 metri, assisto subito al meraviglioso spettacolo che il Lussari offre: il santuario la fa da protagonista, seppur così piccolo, intorno alle imponenti vette che lo circondano. La giornata è bella e la luce offre la possibilità di scattare bellissime fotografie, soprattutto in questo momento, al tramonto.

Secondo la leggenda, il Santuario venne costruito proprio qui dopo che nel 1360 si sono verificati degli eventi “miracolosi”: un pastore trova le pecore del proprio gregge inginocchiate attorno ad un cespuglio e con grande stupore si accorge che al centro del cespuglio si trova una statuetta di una Madonna col Bambino. Attonito da questo fatto, il pastore decide di consegnare la statuetta al parroco di Camporosso ma il giorno seguente la statua viene trovata di nuovo nel cespuglio e l’episodio si ripete fino ad una terza volta. A questo punto, il patriarca di Aquileia, impone la costruzione di una cappelletta, di cui oggi non ci sono più tracce. L’edificio di oggi, come ho già detto, ha origini nel XVI secolo e nel corso dei secoli ha subito alcuni danneggiamenti: nel 1807 viene colpita da un fulmine e nel 1915 venne bombardata, ma venne sempre ricostruita.

 

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Oltre al piccolo santuario e alla relativa croce, sono sorti numerosi piccoli esercizi commerciali e ristoranti con camere annesse, dove potrete gustare specialità regionali e piatti tipici delle montagne di questi luoghi. Se volete portare a casa un ricordo poi, avete l’imbarazzo della scelta.

Il Monte Lussari viene chiamato anche il monte delle amicizie perchè da sempre è stato meta di pellegrinaggio di tre popoli: quello italiano, quello sloveno e quello tedesco, essendo proprio in corrispondenza dei confini deografici di questi paesi (almeno i confini storici, mutati nel corso del tempo).

Lussari è anche un luogo per gli amanti dello scii, grazie alla sua stazione sciistica che porta ogni anno moltissimi sportivi a cimentarsi sulle svariete piste, spesso protagoniste di campionati mondiali o Coppa Europa.

Monte Lussari è dunque un bellissima tappa per una gita fuori porta, se visitate il tarvisiano, oppure se volete godere di una dolce giornata ammaliati dalle vette più belle delle Giulie.

 

Un’escursione in giornata: Tarvisio

Durante i miei viaggi estivi di quest’anno, ho deciso di partire quattro giorni verso il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia: chi mi segue sa che ogni anno mi dirigo verso est per esplorare questa magnifica regione ed il suo Paese confinante, così simili eppure diversi. Quest’anno ho deciso di fissare la mia base a Tarvisio, piccola e caratteristica cittadina montana dal sapore retrò.

 

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Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e Piazza Unità

 

Tarvisio ha origini romane, e come per molti insediamenti, fu edificata su un piccolo agglomerato abitato in passato da una popolazione celtica, i Taurisci. Dopo il periodo romano, nel Medioevo divenne possesso del Capitolo di Bamberga (leggi il mio articolo su Bamberga, cliccando qui) e a partire dal XII secolo assunse un ruolo commerciale molto importante e dal 1456 il vescovo di Bamberga ottenne il privilegio di tenere una fiera annuale, che si tiene tutt’ora.

Dal XV secolo Tarvisio divenne ancora più importante grazie alla fioritura dell’industria del ferro. La città venne poi coinvolta nella Guerra di Gradisca (1615-18). Dopo alcuni spostamenti del confine, Tarvisio tornò austriaca e in epoca napoleonica fu teatro di battaglie tra austriaci e francesi.

Nel 1919 la città entrò a far parte del Regno d’Italia.

 

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Monumento ai caduti

 

Tarvisio divenne assai importante durante la Seconda Guerra Mondiale in quanto la Resistenza italiana ebbe inizio proprio qui, in questa città, nella notte tra l’8 ed il 9 settemnre 1943, proprio dopo la firma dell’Armistizio: nella cittadina vi era un presidio di 300 uomini della Guardia di Frontiera (GaF); essendo un confine alleato, quello autriaco, la presenza della GaF era del tutto simbolica. Dal 25 luglio, a Ugovizza, era presente un reggimento di Waffen SS e nella piana di Arnoldstein, appena aldilà del confine, erano acquartierate intere divisioni tedesce in assetto di guerra. Una volta saputo dell’Armistizio e dopo l’intimazione alla resa da parte dei tedeschi, il colonnello capo delle GaF Giovanni Jon preparò la caserma alla resistenza e si asserragliò con le guardie. La resistenza durò ben poco in quanto i tedeschi erano in superiorità numerica e meglio equipaggiati: con un colpo di anticarro distrussero il centralino. Dopo una battaglia di 6 ore, il colonnello Jon ordinò il cessate il fuoco: il bilancio era di 180 morti e 25 feriti della GaF, mentre i tedeschi registravano 80 caduti. I superstiti della GaF, in tutto 95, furono poi imprigionati ed internati nei lager tedeschi.

In questa battagglia venne anche ferita la prima donna che fu insignita della Medaglia d’Argento alla Resistenza, Luigia Picech, sopravvissuta fino al 1981. Nonostante il fuoco nemico, riuscì a tener aperto il centralino, fino a che non venne raso al suolo.

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Tarvisio è dunque una cittadina ricca di storia e non si può non visitare. Oltre alla bellezza della città, ricca di negozi, ristoranti tipici, e strutture sciistiche, i dintorni di Tarvisio offrono molte attività interessanti, tra cui la possibilità di accedere in funivia al santuario di Monte Lussari, oppure visitare il museo della Miniera di Raibl e il suo Parco Geo-Minerario, o ancora il Museo della guerra di Predil, i Laghi di Fusine ed il Lago del Predil.

 

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Il panorama da Tarvisio

 

Io ho alloggiato presso la Foresteria Militare di Tarvisio insieme al mio papà (dato che è militare) e poi ho gironzolato la città in lungo e in largo, fermandomi alla Chiesetta dei Santi Pietro e Paolo, o a mangiare un buon gelato presso le numerose gelaterie. Da non dimenticare il grande Mercato Coperto, che vi potrà offrire vestiario per tutti i gusti! Troverete anche negozi per gli sportivi e per gli amanti del buon cibo, con le specialità friulane e del tarvisiano.

Alla scoperta della natura della Slovenia: le cascate Savica

Anche quest’anno, come ormai da 4 anni a questa parte, sono stata in Slovenia a visitare il suo entroterra. Dopo aver visto la capitale Lubiana l’anno scorso (leggete qui il mio primo articolo del Diario di viaggio), e le grotte due anni fa (leggete qui il mio racconto sulle Grotte di Postumia), quest’anno sono stata nella parte nord per visitare i laghi più famosi ed importanti: naturalmente Bled e Bohinj, ma prima di parlarvi di loro, volevo parlarvi di un luogo assolutamente magico e per molti sconosciuto: le cascate Savica.

 

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Le cascate Savica

 

Le cascate Savica si trovano a circa 15 minuti di auto dal lago di Bohinj, e sono ben segnalate da questa località. Arrivarci dunque è piuttosto semplice (anche perchè la strada è una sola). Si trovano nella parte nordoccidentale della Slovenia. Si trattano di cascate alte 78 metri a doppia biforcazione (biforcazione a lettera A), alimentate da un lago carsico (il Lago Nero) che giace a 500 metri di altezza sopra alle cascate stesse.

 

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Panorama durante la salita

 

Arrivarci non è difficile: una volta lasciata l’auto nel parcheggio a pagamento, si inizia una salita facile fino all’ingresso (anch’esso a pagamento) delle cascate. Da qui inizia una salita di più di 500 gradoni percorribile in circa mezz’ora: attenzione, i gradoni non sono proprio leggeri, ma per fortuna durante la salita sono previste alcune soste attrezzate con panchine e tavolini. Certo, chi è abituato a salire in fretta non avrà problemi, ma per gli altri ci vorrà un poco di pazienza. Consiglio di portarvi scarpe da trekkinge leggere ed una buona scorta d’acqua, alcuni passaggi non sono così semplici, soprattutto per i bambini. La salita è praticamente tutta nel bosco e mentre si sale, si possono ammirare scorci di inaudita bellezza!

 

 

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Una volta arrivati, lo spettacolo è davvero ripagante della fatica: le cascate si stagliano davanti a noi con magnificenza, e si riescono ben a fotografare nonostante non ci sia un accesso diretto (per motivi di sicurezza si può ammirare soltanto ad una distanza mantenuta da un cancello). Oltre a poterle ammirare in piedi per scattare qualche fotografia, le si può anche ammirare comodamente seduti sotto una tettoia che offre ristoro.

Le cascate sono state visitate nel tempo da illustri visitatori, come dall’arciduca Giovanni d’Asgurgo – Lorena, che le visitò nel 1807, a cui è dedicata la targa davanti alle cascate stesse, da France Prešeren e dal Barone Žiga Zois. Nel 1916 l’esercito Austro-Ungarico sostò qui durante la Prima Guerra Mondiale e costruì una base logistica e di rifornimento.

Non è difficile osservare anche la fauna che popola le cascate: se avete un buon occhio, potrete facilmente riconoscere i buffi merli acquaioli (Cinclus cinclus) e le ballerine gialle (Motacilla cinerea). Io purtroppo non avevo l’obiettivo giusto per fotografarle a dovere, ma ci ho provato 😉

 

 

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Se visitate questi luoghi, non perdetevi l’occasione di vedere le cascate Savica, che portano la loro acqua fino al lago di Bohinj, anch’esso straordinario.

Alla scoperta della natura della Slovenia: le grotte di Postumia

Quando si pensa alla Slovenia, non si può non pensare alla sua natura rigogliosa e florida. Questo piccolo e grazioso paese è uno dei luoghi più verdi d’Europa e ospita bellezze naturali famose e nascoste. I boschi, i parchi, la fauna spettacolare, ma forse la vera bellezza si trova nel sottosuolo: con un sistema carsico che attraversa tutto il Paese dando vita a spettacolari grotte, non si può dire di aver visitato questo paese se non si è fatta una tappa ad una di esse. E’ così che la vostra Donna Vagabonda vi porta alla scoperta delle Grotte di Postumia, prima tappa della sua nuova rubrica “alla scoperta della natura della Slovenia”.

 

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Le Grotte di Postumia

 

Con una profondità di 115 metri e una lunghezza di più di 20 chilometri, la grotte di Postumia sono forse le più famose di tutta la Slovenia, se non di tutta l’Europa. Sono le grotte più estese del Carso e sono ricche di stalagmiti e stalattiti che si formano attraverso processi che richiedono migliaia di anni. Queste concrezioni sono costituite da carbonato di calcio che si deposita grazie all’afflusso di acqua. La temperatura delle grotte è piuttosto bassa e la media è di 8 °C.

 

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Incredibili stalagmiti e stalattiti all’interno delle grotte

 

La loro storia ha origini antiche: le grotte erano già conosviute dagli uomini preistorici che qui vi trovavano riparo. Dal XIII secolo le grotte divennero un luogo di visita ma solo nel 1689 vennero pubblicate le prime descrizioni. Nel 1872 venne costruita una rete ferroviaria a scartamento ridotto all’interno delle grotte che ancora oggi si utilizza per le visite: quelle di Postumia sono le uniche al mondo ad avere un trenino. In tutte le grotte è necessaria la presenza di una guida accompagnatrice, la visita è di circa 1 ora e mezza.

Per quanto le grotte possano sembra un ambiente ostile alla vita, in realtà si possono trovare delle specie animali formidabili che si sono adattate alla pressoché assenza di luce. L’animale più iconico è senza dubbio il Proteus anguinus, anfibio urodelo completamente acquatico che vive esclusivamente nella regione carsica. Questo animale è completamente cieco ma ha sviluppato eccenzionalmente gli altri sensi, con cui riesce a rapportarsi e ad adattarsi all’ambiente. Purtroppo non è facile da osservare e la sua natura schiva lo rende quasi mitologico.

 

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Un’incredibile varietà di forme che l’acqua modella ancora oggi.

 

Ad oggi le ricerche hanno indivisuato bem 84 specie animali, di cui 36 terrestri (soprattutto insetti) e 48 acquatiche. La maggiorparte delle specie ha risentito dell’impatto turistico sulle grotte, perciò si è ritirata nelle parti non accessibili al pubblico. Tuttavia si può visitare il Vivaio del Proteus, che è aperto tutti i giorni ed ospita anche il famoso “draghetto” delle grotte.

 

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Sembra quasi un paesaggio surreale…

 

La visita alle grotte è di certo emozionante, un’esperienza particolare e diversa da tutte le altre. Se non siete mai stati in una grotta, vi consiglio di iniziare proprio da Postumia, in quanto il percorso è semplice e divertente (e anche meno impegnativo rispetto a quello delle Grotte di San Canziano), inoltre potrete trovare anche un ristorante, un hotel e alcuni negozi di souvenir.

Per ulteriori informazioni rigurdanti le grotte di Postumia, visitate il sito ufficiale.

Un’escursione in giornata: Riserva Lago di Cornino

Se siete appassionati di birdwatching non può mancarvi una visita alla Riserva Lago del Cornino, a Forgaria nel Friuli, in provincia di Udine. In questa riserva potrete osservare numerosi esemplari di Grifone (Gyps fulvus), grazie all’importante progetto di conservazione di questa specie, attivo dagli anni ’80.

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Il grifone è un avvoltoio di grosse dimensioni, con un peso che varia dai 7 ai 12 chilogrammi e un’apertura alare che sfiora i 3 metri. Come tutti gli avvoltoi è necrofago, cioè si nutre soltanto di carcasse morte che riesce ad individuare grazie all’attenzione localizzata, una tattica peculiare di questi uccelli: i grandi stormi si alzano in volo e iniziano a scandagliare il territorio in cerca di cibo; i componenti dello stormo volano a parecchi metri di distanza l’uno dall’altro ma non si perdono mai di vista, così, quando un grifone individua una carcassa, questo si getta sulla fonte di cibo e tutti gli altri lo seguono. Questa tattica consente di perlustrare una zona molto vasta per la ricerca del cibo ed è possibile soltanto per una specie così specializzata e gregaria come il grifone.

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Grifoni si riposano al sole

In Europa sono presenti quattro specie di avvoltoi: il grifone, l’avvoltio monaco (Aegypius monachus), il gipeto (Gypaetus barbatus) e il capovaccaio (Neophron percnopterus).

Oltre allo splendido Grifone, la riserva offre tante altre sorprese: la sua superficie è di 478 ettari e comprende il Lago di Cornino, che si è formato tra coni detritici e paleofrane. La diversità ambientale garantisce un’enorme ricchezza faunistica e floristica: si possono incontrare la vipera dal corno (Vipera ammodytes), l’orbettino (Anguis fragilis), la salamandra pezzata (Salamandra salamandra), il rospo smeraldino (Bufotes viridis). Numerosa e ben rappresentata è anche l’avifauna con i classici merli (Turdus merula) e cinciallegre (Parus major) ma anche usignoli (Luscinia megarhyncos) e zigoli mucciati (Emberiza cia). La riserva è anche il regno dei rapaci, diurni e notturni: possiamo incontrare il nibbio bruno (Milvus migrans) d’estate e lo sparviere (Accipiter nisus), mentre di notte possiamo osservare il Gufo reale (Bubo bubo), l’allocco (Strix aluco) e la civetta comune (Athene noctua).

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Nibbio bruno

L’accesso alla riserva è completamente gratuito, ed è possibile prenotare visite guidate per le scuole e per i gruppi. Il centro è attrezzato per l’osservazione e per immortalare i grifoni. Una passeggiata di qualche minuto vi conduce direttamente al laghetto, dove potrete ristorarvi, sempre nel rispetto dell’ambiente (è pertanto vietata la balneazione, le acque infatti sono molto profonde). Al Centro visite si possono acquistare libri, cd e dvd riguardo la flora e la fauna della riserva e del Friuli. E’ inoltre possibile lasciare la propria mail per essere informati sulle attività del centro. Spesso vengono ospitate mostre tematiche e corsi naturalistici.

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Lago del Cornino visto dal sentiero

Se volete saperne di più, questo è il sito della riserva. Cliccate qui.

La mia escursione in pillole:

  • Periodo di viaggio: giugno
  • Durata: mezza giornata
  • Difficoltà: 2/5
  • Viaggio organizzato: no
  • Adatto a famiglie e bambini: sì