Articoli

Blog

Diario di viaggio: Friuli, Austria e Slovenia – Giorno 2

Prosegue questo diario di viaggio a cavallo di ben tre territori così diversi eppure così uniti da una storia comune: dal Friuli Venezia Giulia in questo secondo giorno ci siamo spostati in Austria, nella regione della Carnia, per scoprire le bellezze della montagna.

Svegliati di buon mattino e dopo una ricca colazione saliamo sull’automobile per dirigerci verso Gerlitzen Alpe, un monte di 1911 s.l.m: volevamo goderci la vista di un panorama eccezionale sulla Carinzia e i suoi laghi.

Entrati in territorio austriaco e sorpassata Villach, abbiamo imboccato la B94 in direzione Sattendorf e proprio dopo qualche chilometro abbiamo trovato sulla nostra sinistra il parcheggio dell’impianto di risalita: da qui si può salire con cabinovia fino alla stazione meterologica di Kanzelhöhe e poi cambiare con la seggiovia per raggiungere la sommità di Gerlitzen, in circa 30 minuti.

Giunti sulla sommità di Gerlitzen il panorama sarebbe stato splendido se non fosse per… La presenza di nuvole basse basse proprio alla nostra altezza.

Ecco.

Il panorama

Nonostante le nuvole comunque siamo riusciti a vedere il lago Ossiacher (Ossiacher See) e le montagne circostanti. Ciò che più ci ha colpito però è stata la presenza di numerosi parapendisti che proprio qui si lanciavano per godere delle favorevoli correnti e osservare la Carinzia dall’alto. Il parapanedio qui però non è solo per appassionati: una scuola organizza infatti lanci anche per i neofiti con una guida accanto per volare in tutta sicurezza.

Pronti alla partenza!

Atterrati presso il campo base c’è la possibilità di ritornare presso il parcheggio e la cabinovia con un servizio di trasporto gratuito. Per come sono io lo avrei fatto subito ma mio padre era un po’ restio e quindi ho rimandato il parapendio per un’altra volta.

Peccato!

Tutto sommato però è stato divertente e molto particolare vedere i parapendisti lanciarsi e immortalarli con la macchina fotografica! Chissà com’è la Carinzia dall’alto e con i piedi per aria… Io mi sono ripromessa di tornarci qui e di raccontarvelo, magari nel prossimo futuro!

Nuvole e montagne

Scattate le ultime fotografie decidiamo di scendere per mettere qualcosa tra i denti: e cosa vuoi mangiare in Austria se non la favolosa e buonissima Wiener Snitzel? Volete che io me la faccia mancare?

Bravi, risposta giusta!

Così, guidati dall’istinto (e dallo stomaco), ci siamo diretti verso Bodensdorf e proprio sulla strada ci siamo fatti catturare dal Gasthaus Urbaniwirt Bodensdorf, un tipico ristorante austriaco con cucina casereccia, proprio il tipo di luogo che stavamo cercando. Posizionato proprio vicino alla statale e con ampio parcheggio, ci siamo subito trovati a nostro agio: a sbirciare verso gli altri tavoli abbiamo subito visto che i piatti erano abbondanti e sicuramente gustosi… E così sono stati!

Sia io che mio padre abbiamo ordinato una Schnitzel con patatine fritte, l’unica differenza stava nella bevanda: papà non poteva non scegliere una birra chiara e io invece ho optato per la solita acqua naturale…

Lo so, lo so… Ma la birra non mi piace…

Dopo questa scioccante rivelazione proseguiamo con la narrazione.

Il pranzo, buonissimo e super invitante, ci ha proprio saziato e così, felici e contenti, torniamo indietro verso Villach per proseguire verso un luogo meraviglioso: il Castello Landskron (Burg Landskron).

Considerato uno dei luoghi più suggestivi della Carinzia, il Burg Landskron è un castello medioevale situato a nordest di Villach, sopra una piccola collina di 658 metru sul livello del mare. Oggi il Castello Landskron è un centro molto importante per la falconeria che ospita alcune specie di rapaci e offre ai visitatori spettacoli di questa disciplina.

Sulla strada per Landskorn, superata di nuovo la cabinovia per Gerlitzen, abbiamo scoperto un luogo davvero insolito: un campio fiorito con gladioli, girasoli, fiori di ogni genere dove chiunque può fermarsi e raccoglierli previo pagamento di una piccola somma che deve essere lasciata… In una cassetta delle lettere!

Proprio così!

Avete presente un campo di fiori? Ecco, questo era proprio un campo pieno di fiori piantati da un agricoltore che ha deciso di vendere 24 ore su 24 le sue meraviglie: situato proprio all’incrocio tra Ossciacher See Strasse e Neierdorf Strasse questo campo ci ha letteralmente incuriosito per i suoi colori che spezzavano letteralmente la vista dei verdi prati della Carinzia. Lasciata l’auto presso il parcheggio del supermercato Billa proprio a poca distanza, io e mio padre ci siamo diretti verso questo prato fiorito, letteralmente attirati dai colori sgargianti dei fiori: gladioli, girasoli, margherite… Sembrava un vero e proprio vivaio!

Il meraviglioso campo fiorito

Il campo, non sorvegliato, è aperto a tutti e consente di raccogliere con un piccolo falcetto o delle forbici messe a disposizione i fiori che più si desiderano. Proprio all’ingresso si trova anche un preziario e una cassetta delle lettere per lasciare la quantità corretta di denaro.

Straordinario!

Noi non abbiamo raccolto nulla, ci siamo limitati a immortalare queste bellezze naturali e lo splendore dell’insieme. Entusiasti e speranzosi che questa pratica arrivi anche in Italia, decidiamo di dirigergi verso Burg Landskron.

Mentre procedevamo verso la sommità della collina un ciclista con suo figlio al seguito ci chiedono un passaggio per arrivare a Landskron: non potevamo dirgli di no e addirittura il ciclista ha provato anche a pagarci per questa gentilezza ma a nostro parere le buone azioni non si pagano! É stato proprio un bel gesto che ci siamo sentiti di fare con cuore, chissà ora dove saranno queste persone e se si ricorderanno di noi! A prescindere, pensavo fosse dolce imprimere questo mio ricordo in questo articolo.

Giunti al parcheggio gratuito ai piedi del castello, abbiamo lasciato l’auto e ci siamo diretti al castello a piedi: in circa 10 minuti e con una salita non impegnativa siamo approdati all’ingresso. Le rovine di quella che era una delle più belle e lussuose residenze medioevali mi hanno ricordato, seppur vagamente, il castello di Heidelberg e mi hanno riportato indietro nel tempo. In molti vengono qui per vedere i numerosi rapaci ma anche per pranzare presso il ristorante e per godersi un piacevole pomeriggio tra queste mura imponenti allietati da uno splendido panorama su Villach e la Carinzia.

Il panorama da Landskron

La visita al castello è piacevole e davvero suggestiva, sembra davvero di tornare indietro nel tempo, le mura sono ancora ben conservate e donano al castello un aspetto austero e una rara imponenza.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Scattate le ultime fotografie ci dirigiamo verso la penultima tappa di questa giornata: la cittadina di Villach.

Villach o Villaco è la seconda città per abitanti della Carinzia ed è uno splendido centro turistico noto anche per le sue terme (presenti già in epoca romana) oltre che per la sua bellezza. Era da tanto tempo che volevo visitare questa località, dato che ne avevo sempre sentito parlare molto bene ma ancora non avevo avuto l’occasione di vederla.

Il centro di Villach è abbastanza piccolo e compatto ma molto pittoresco: lasciata l’auto appena al di fuori di esso, presso uno dei numerosi parcheggi a pagamento, ci siamo immersi subito nell’esplorazione e abbiamo trovato una cittadina viva e dinamica, multiculturale e forse un po’ bohemienne. I colori pastello delle case, i vicoletti incurvati e la presenza di alcune chiese assai suggestive rendono Villach una piacevole località per riposarsi, svagarsi e per respirare aria salubre.

I colorati vicoli di Villach

La piazza principale (Hauptplatz) è contornata da numerosi edifici e palazzi storici come la sontuosa “Grottenegghaus” al numero 7, casa costruita tra il XIV e il XV secolo, proprietà dei conti Della Grotta Von Grottenegg prima e in seguito sede degli uffici imperiali dei dazi e della dogana. Al numero 13 si trova la “Neumannhaus”, cinquecentesca dimora cittadina di Anna Neumann Von Wasseleonburg. Al numero 26 invece si trova il palazzo cittadino dei Khevenüller: in questo edificio nel 1552 Christoph Freiherr Von Khevenüller ospitò per quasi due mesi l’imperatore Carlo V. Lo stesso palazzo fra il 1748 ed il 1875 divenne “Stazione Postale” di Villach (oggi Hotel Palais26).

Questo slideshow richiede JavaScript.

Degne di nota sono sicuramente la Stadtpfarrkirche St. Jakob (Chiesa parrocchiale urbana di San Giacomo), la Nikolaikirche (Chiesa di San Nicolò) e la Heiligenkreuzkirche (Chiesa parrocchiale di Santa Croce) in stile barocco.

La Chiesa di San Giacomo è forse la più interessante data la presenza di un altare in stile rococò e il pulpito a calice: di sicuro però ciò che è più intrigante la presenza del campanile visitabile. La scalinata, che conta 200 scalini, permette di avere una visuale sulla città pazzesca, a 360 gradi. Come sapete io adoro le altezze e le vedute dall’alto e quindi non potevo perdermi l’occasione di salire! Anche mio padre è amante dei panorami e insieme ci siamo cimentati nella salita: lo spettacolo valeva la pena!

Questo slideshow richiede JavaScript.

La visita a Villach è stata piacevole e divertente, la cittadina è ricca di scorci meravigliosi, di luoghi suggestivi e angoli pittoreschi. Prima di lasciare definitivamente l’Austria decidiamo di concederci una dolce pausa presso una delle pasticcerie del centro: scegliamo di gustarci una squisita fetta di torta presso la pasticceria Bernold: e dopo 200 gradini e una giornata di cammino credetemi, ci voleva proprio!

La nostra incursione in Austria termina qui, con il dolce sapore del cioccolato e con la felicità di aver visto luoghi davvero meravigliosi che rimarrano impressi nella mente.

Prima però di rientrare definitivamente presso il nostro alloggio decidiamo di far visita ad “pilastro” del tarvisiano: il tiglio di Napoleone. Incuriosita dal cartello con le indicazioni, decidiamo di dirigerci verso Rutte Piccolo, il paese proprio adiacente.

Giunti a Rutte però la segnaletica “si perde” e non ci sono indicazioni per il maestoso albero secolare. Alcuni abitanti del luogo, vedendoci vagare un po’ senza meta, ci hanno dato alcune indicazioni dicendoci che per arrivare al Tiglio bisognava tagliare per una proprietà privata. Chiediamo loro se è meglio raggiungere il luogo con l’auto o a piedi e data la distanza ci consigliano di prendere l’auto. Seguite le indicazioni ad un certo punto ci siamo trovati davanti ad un bivio e abbiamo deciso di prendere la strada sterrata (l’altra era più un sentiero) e abbiamo proseguito. Dopo però qualche minuto ci siamo addentrati nel bosco e la strada ci sembrò sbagliata. Dopo una manovra davvero complicata torniamo indietro per chiedere ulteriori indicazioni e troviamo alcune signore che sembravano aspettarci al varco. Con un tono tutt’altro che amichevole ci hanno avvertite che non potevamo entrare con l’auto e che quella era proprietà privata. Spiaciuti per l’accaduto abbiamo spiegato di aver ricevuto queste istruzioni ma a poco sono servite le nostre parole, dunque ci siamo diretti nuovamente verso il cuore di Rutte per decidere cosa fare.

Siamo dunque tornati in paese e abbiamo chiesto di nuovo agli abitanti i quali ci dissero che la strada era giusta ma dovevamo tagliare a destra e non a sinistra e che era corretto passare attraverso la proprietà privata. Per evitare però altre rimostranze e per non dare troppo nell’occhio abbiamo deciso di lasciare l’auto parcheggiata e di proseguire a piedi. Arrivati al bivio decidiamo di proseguire verso destra e dopo qualche metro, sempre sulla destra, abbiamo notato un grosso ed imponente albero. Tagliando per il campo ci siamo avvicinati e finalmente lo abbiamo trovato: il tiglio di Napoleone era proprio lì.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Con un’altezza di 26 metri e una circonferenza massima di 9,6 metri, questo albero monumentale fa parte del patrimonio degli alberi monumentali e tutelati d’Italia. Con ben 6 lunghi e robusti fusti, il tiglio si erge imponente mostrando fiero gli oltre 200 anni.

Sicuramente le indicazioni per il tiglio devono essere riviste, non è possibile giungere a Rutte e poi sperare che qualcuno dia delle indicazioni: il tiglio è un’attrazione che merita una visita e un bene da preservare.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ma come mai si chiama “tiglio di Napoleone”? Proprio perchè secondo la tradizione in generale francese Napoleone Bonaparte si ferò e si sedette sotto le sue chiome per riposare dopo aver vinto la battaglia contro gli Austriaci proprio qui a Rutte Piccolo. Chissà quali erano i pensieri di questo controverso generale, che cosa lo affliggeva e cosa lo rendeva felice… Non potremo davvero mai saperlo, forse solo il tiglio lo sa e il suo segreto rimarrà custodito per sempre.

Ormai il sole è calato e un nuovo giorno è terminato.

Io e mio padre, felici e soddisfatti (nonostante le difficoltà incontrate per raggiungere il tiglio), torniamo presso gli alloggi militari pronti per un nuovo giorno alla scoperta di luoghi mai banali, a cavallo fra tre Paesi dalla storia millenaria.

Se siete interessati a leggere il primo giorno di questo Diario di Viaggio, cliccate qui.

Commenti

  • 5 Febbraio 2021

    Mi hai fatto scoprire il tiglio di Napoleone, appena ritorno a casa lo voglio andare a vedere. Io sono friulana e nell’ospitalità abbiamo molti margini di miglioramento, avendo viaggiato tanto e vivendo all’estero ne sono consapevole.

    Rispondi
  • 5 Febbraio 2021

    so felice di aver scoperto questo tuo diario, perché per l’estate ho in mete proprio un itinerario simile al tuo. Leggerò con piacere anche le prossime giornate.

    Rispondi
  • Lisa Trevaligie Travelblog
    6 Febbraio 2021

    Il tuo itinerario è davvero accattivante. Tra l’altro non abbiamo mai esplorato questi territori, e per me tutto è novità! Mi piacerebbe molto organizzare un road trip da queste parti e quindi seguirò il tuo percorso con piacere per prendere spunto.

    Rispondi
  • 9 Febbraio 2021

    Ti ho già detto che mi piacciono tantissimo le tue guide di viaggio? Innanzitutto perché mi fai viaggiare con la fantasia e mi sembra di essere proprio lì con voi, e poi perché posso prendere spunto da questi itinerari per una prossima vacanza.
    Villach mi sembra davvero carina, con quel centro colorato e vivace. Devo dire che anche io, come tuo padre, non avrei mai il coraggio di provare il parapendio!

    Rispondi
  • 9 Febbraio 2021

    Mi è piaciuto tantissimo, poi le tue foto sono meravigliose e ci fanno viaggiare insieme!
    ho solo qualche appunto:
    * io avrei SICURAMENTE fatto parapendio… roba incredibile!!
    * come fai ad andare in quei posti E NON PROVARE LA BIRRA?
    hahahah
    * mi hai fatto venire voglia di cioccolato!!
    hahaha
    complimenti, bel contenuto!

    Rispondi
  • 9 Febbraio 2021

    Il tuo stile di narrazione è unico ed inconfondibile! Attraverso il tuo racconto ho avuto la sensazione di stare lì con te 🙂

    Rispondi
  • 10 Febbraio 2021

    Sono stata in Austria solo di passaggio, ma mi piacerebbe molto scoprire questa nazione. Un ottimo itinerario da cui prendere spunto non solo per l’Austria, ma per toccare i luoghi nelle vicinanze. Mi piace molto il tuo modo di raccontare le cose. È bello leggerti e viaggiare un po’ con la mente.

    Rispondi
  • 10 Febbraio 2021

    Molto dettagliato il tuo itinerario Eliana, l’Austria mi piace sempre molto anche io avrei evitato il parapendio però la birra ci sta tutta!

    Rispondi
  • Raf
    10 Febbraio 2021

    Da friulana leggo sempre volentieri i racconti di viaggio che riguardano il “mio” territorio perché un viaggiatore riesce sempre a cogliere dei particolari che ad un residente possono sfuggire. Un esempio? Ignoravo completamente l’esistenza del tiglio di Napoleone, eppure per Rutte ci sono passata diverse volte!

    Rispondi
  • Ilenia
    12 Febbraio 2021

    Luoghi da sogno; adoro questi paesaggi, il senso di libertà che regalano; ma comunque non farei mai parapendio, troppa paura dell’altezza. Bellissimo anche il bosco; sarà che vivo in città, ma quando mi trovo in mezzo alla natura ho come l’impressione di iniziare a respirare per la prima volta; scaccia via ogni peso della vita.

    Rispondi
  • sferri81
    12 Febbraio 2021

    che belli gli on the road come mi mancano! Cmq il parapendio è nei miei piani!

    Rispondi
  • 12 Febbraio 2021

    Praticamente quel campo è un self service dei fiori! E’ la prima volta che sento parlare di un posto del genere. Questa meraviglia che ci hai svelato rende meno grave il fatto di non bere birra eh eh eh…

    Rispondi
  • firstepilprimopasso
    12 Febbraio 2021

    Che bell’itinerario Eliana, i posti sono spettacolari che mi è sembrato di viaggiare proprio insieme a te e a tuo padre. Complimenti, è un itinerario da salvare di una zona che non conosco per niente ma mi incuriosisce molto!

    Rispondi
  • 15 Febbraio 2021

    Scrivi sempre delle bellissime guide di viaggio: complimenti!
    Sai che non so nemmeno io se avrei provato il parapendio… sono un po’ una fifona!
    Mi è piaciuto molto leggere e vedere foto di Villach una cittadina davvero colorata, carina e vivace: mi hai incuriosito (ti confesso che ne avevo sentito parlare solo per il ”turismo sessuale”)

    Rispondi
  • 18 Febbraio 2021

    Che bel racconto ma davvero avresti coraggio di fare parapendio??? Io non riuscirei mai! E mi piace anche il campo di fiori dove si lasciano i soldi nella cassettina, atto di grande fiducia nei confronti delle persone e cosa che non si vede così spesso 🙂

    Rispondi

Ti è piaciuto l'articolo? Scrivimi il tuo pensiero :)

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit sed.

Follow us on
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: