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Un’escursione in giornata: Brusson e il Forte di Bard

A luglio mi è capitato di fare piccole escursioni in giornata, per visitare nuovi borghi o mete già conosciute: questo ultimo caso riguarda questa escursione in giornata.

Brusson è un piccolo paese di montagna, in Valle d’Aosta e precisamente nella media Val d’Ayas. Il piccolo paese conta circa 800 abitanti e ha origini antiche: nel medioevo il territorio di Brusson faceva parte del patrimonio dell’abbazia di Saint Maurice d’Agaune ma era affittato ai signori di Challant.

Durante il periodo fascista, il nome cambiò in Brussone, per poi ritornare al toponimo originale.

Arrivati al paese, famoso anche per la miniera d’oro di Chamosiraz, ora chiusa e trasformata in museo, si respira subito l’aria fresca di montagna. Il borgo è piacevolmente distribuito su un saliscendi adatto a tutti: corona il tutto uno splendido laghetto artificiale attorniato da un parco giochi e da verdi prati.

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Immergendoci verso il centro si trovano numerose fontane da cui sgorga acqua pura (ma anche gelida!)

Le viuzze sono strette e tortuose e ricordano un luogo d’altri tempi:il fascino della montagna è indiscutibile!

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Passeggiando nei dintorni, si possono scovare farfalle variopinte e fiori d’altura incantevoli, ma Brusson non è solo natura, ma anche cibo: la fontina ed il caratteristico Genepì incorniciano ogni piatto tipico di questa zona, per una cucina conviviale e gustosa.

Dopo il nostro giretto, ci dirigiamo verso il Forte di Bard, scendendo sempre più a sud.

Il Forte di Bard è una meta turistica molto famosa, e le sue origini risalgono al periodo ostrogoto, quando c’era un piccolo presidio all’epoca di Teodorico. Durante il Medioevo fu occupato dalla potente signoria feudale dei Bard fino alla metà del Duecento, quando Amedeo IV di Savoia volle avere personalmente il controllo del forte: da qui in poi il castello rimarrà dominio della famiglia Savoia fino al termine del loro regno. Durante il regno di Carlo Felice di Savoia, l’ingegnere militare Francesco Antonio Olivero ha ideato e costruito l’Opera Ferdinando e l’Opera Mortai; nella parte centrale, l’Opera Vittorio; più in alto, l’Opera Gola e l’Opera Carlo Alberto.

Caduto in disuso dalla fine del XIX secolo, il forte fu poi adibito a carcere militare e, successivamente fino al 1975 a polveriera dell’Esercito Italiano, dopodiché la proprietà passò alla Regione Autonoma Valle d’Aosta.

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Decidiamo di visitare la mostra del noto fotografo Steve McCurry, a cui è dedicata una personale molto interessante e ricca di spunti. Successivamente ci soffermiamo sul Museo del Ferdinando (ne parlo in questo articolo), che è il museo delle fortificazioni.

Dopo una giornata intensa, decido di tornare verso casa, soffisfatta e felice della bellissima esperienza.

Il Museo di novembre: il Ferdinardo – Forte di Bard

Durante una delle mie “Escursioni in giornata”, mi trovavo in Val d’Aosta, e così ho colto l’occasione di visitare il Forte di Bard, precisamente il museo del Ferdinando, il museo delle fortificazioni.

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Le fortificazioni sulle Alpi.

Dopo aver visitato una mostra temporanea sempre all’interno del Forte, mi ha incuriosito questo museo sulle fortificazioni, diviso in tre sezioni: Museo del Forte e delle Fortificazioni, Le Alpi Fortificate (1871-1946) e Le Alpi, una frontiera?; decido quindi di entrare e non rimango delusa. Il museo ospita scenografie ricreate con armi e ricostruzioni in scala, video e animazioni che ripercorrono l’evoluzione delle fortezze dall’epoca romana fino ad oggi, con un focus sulle strategie militari e le tecniche costruttive. Il percorso è proprio in ordine temporale-cronologico e non lascia di certo delusi.

Un bel focus è incentrato sul 1800 e sulle due guerre mondiali, dove il Forte di Bard è stato protagonista. Con manichini e divise d’epoca sembra di essere catapultati in un’altra epoca, dove ancora si combatteva con il moschetto e si indossavano grossi cappelli.

Oltre alla guerra vista come evento storico, sono riportati dei pannelli con tutte le esperienze vissute da Giuseppe Ungaretti e da Mario Rigoni Stern.

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La guerra di Giuseppe Ungaretti.

Molto interessante e riflessiva è quella sulla seconda guerra mondiale, tema a me particolarmente caro come il lettore saprà, e che termina con una bella riflessione sulle Alpi: da sempre limite di regni e stati, oggi sono ancora una barriera? Come possiamo considerarle, oltre che una bellezza da preservare? Il chiaro rimando alle nuove frontiere dell’Europa è davvero netto e chiaro.

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Uno spezzone di uno dei video sulla seconda guerra mondiale.

Se fate un salto in Val d’Aosta, non perdetevi questo bellissimo museo, incroniciato nella fantastica atmosfera del Forte di Bard.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale.

 

Quando c'è una meta, anche il deserto diventa strada (Proverbio arabo)