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Il Castello Reale di Valcasotto

Continua il mio viaggio alla scoperta delle Dimore Sabaude sparse per il Piemonte: dopo un viaggio totalmente dedicato a questi luoghi incredibili la mia ricerca non si รจ fermata e mi ha portato a scoprire il protagonista di questo articolo: il Castello Reale di Valcasotto!

Dove: Garessio Localitร  Casotto, Valcasotto, (CN)

Storia del Castello Reale di Valcasotto

Il Castello Reale di Valcasotto, conosciuto anche come Reggia di Valcasotto o come Castello di Casotto, si trova nel Comune di Garessio, in Provincia di Cuneo, alle pendici del Bric Mindino.

Le sue origini risalgono al XI secolo quando fu edificata una Certosa dedicata a San Brunone: il nome “Casotto” potrebbe derivare proprio dal fatto che al tempo della costruzione di questo edificio religioso vi erano pochissimi edifici (si stimano otto case) nella zona.

Fu una delle prime certose costruite in Italia, voluta da San Bruno di Colonia che qui passรฒ mentre era in pellegrinaggio: fin dalla sua costruzione i monaci cercarono un isolamento intimo e a contatto solo (o quasi) con la Natura delle montagne che qui era assai rigogliosa. Il luogo impervio e poco visibile garantรฌ inoltre una certa protezione alla comunitร  monastica che arrivรฒ a erigere una correria, ossia un luogo deputato all’accoglienza dei conversi e ai membri non religiosi della piccola comunitร  che svolgevano lavori manuali e aiutavano i monaci nella gestione del bestiame.

Il Castello Reale di Valcasotto

Il Castello Reale di Valcasotto

Questo luogo perรฒ non poteva rimanere sconosciuto ai piรน e infatti molte volte fu preda di saccheggi e razzie e i monaci non poterono che piegarsi alle angherie dei briganti, non perรฒ senza azioni di resistenza. Per tale motivo la struttura cambiรฒ volto nel corso dei secoli e delle parti medievali oggi non rimane che un ricordo e ben pochi riferimenti.

L’impianto attuale risale al XVI secolo e la struttura fu completata nel 1770, anno in cui i lavori commissionati dall’architetto torinese Bernardo Antonio Vittone terminarono. Ci volle del tempo prima che questo luogo si convertisse in vero e proprio castello: dapprima Napoleone, durante la sua discesa in Italia, costrinse i monaci certosini ad abbandonare il monastero, danneggiando in maniera importante la parte posteriore dell’edificio. Successivamente questo venne venduto a privati e solo nel 1837 venne acquisito da Carlo Alberto di Savoia, intenzionato a ripristinare la bellezza del luogo e a creare un grande complesso fondiario per lo sfruttamento agro-silvo-pastorale. Determinante fu, ancora una volta, la posizione isolata del complesso: immerso tra i faggi e i pini si prestava davvero molto per lo scopo del Sovrano anche se questo voleva dire difficoltร  nel raggiungerlo, soprattutto con la corte e con le maestranze per i lavori di ristrutturazione. I locali della certosa furono perciรฒ adattati alla nuova destinazione e lโ€™architetto della Real Casa Carlo Sada mise in cantiere la ricostruzione della manica nord del complesso provvedendo alla ristrutturazione della chiesa e alla realizzazione di strutture adatte ad accogliere la corte.

La facciata e il cortile del Castello di Valcasotto

La facciata e il cortile del Castello di Valcasotto

Ben diverso era il piano di Vittorio Emanuele II: egli comprese che sarebbe stato difficile adattare questo luogo a castello per l’accoglienza degli ospiti o della corte e decise dunque di trasformarlo in residenza di villeggiatura estiva e luogo per la caccia. Del resto la sua vera e propria “ossessione” per la caccia era giร  stata ben palesata in piรน frangenti: il suo passatempo preferito doveva quindi essere l’unico obiettivo da perseguire, essendo lui molto piรน schivo di suo padre e molto piรน pratico. Al Re non servivano ulteriori palazzi sontuosi e barocchi, ma luoghi appartati e spartani dove potesse essere sรฉ stesso, lontano dagli ammennicoli della corte torinese.

Quando il castello passรฒ nelle mani di Umberto I egli decise di venderlo nel 1881: il secondo Re d’Italia non avrebbe potuto occuparsi dell’ennesima residenza sabauda piemontese e quindi preferรฌ disfarsene concentrandosi molto di piรน sulla Villa Reale di Monza.

Uno dei corridoi interni del castello

Uno dei corridoi interni del castello

Dalย 2000ย la reggia รจ di proprietร  dellaย Regione Piemonte: dopo ben 15 anni di chiusura nel 2020 vennero riaperte le porte del Castello di Garessio e, ancora oggi, รจ visitabile dal pubblico grazie a Kalatร ! (la stessa realtร  che si occupa della visita alla cupola del Santuario di Vicoforte).

Struttura del Castello

Il Castello Reale di Valcasotto รจ un luogo davvero particolare che conserva un’antica memoria storica e che รจ ancora oggi in fase di studio e di restauro: delle antiche costruzioni medioevali rimangono alcune fondamenta che costituiscono la cosiddetta “area archeologica”, oggetto di campagne di scavo da parte dell’Universitร  di Torino.

Ciรฒ che si puรฒ ammirare รจ soprattutto frutto del restauro albertino: gli ambienti visitabili, quali gli appartamenti reali e la cappella, sono stati modificati dai Savoia affinchรฉ il castello rispondesse alle loro esigenze e proprio per questo motivo all’interno si possono ancora ammirare mobili d’epoca provenienti da altri castelli sabaudi.

Di particolare pregio รจ la stanza di Vittorio Emanuele, ancora arredata in maniera semplice, con un letto a baldacchino e un ritratto dello stesso: una camera di ridotte dimensioni se paragonata a quelle sfarzose della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

La mia visita al Castello Reale di Valcasotto

Ormai mi conoscete e soprattutto siete al corrente della mia vera passione per i castelli e per la storia, soprattutto quella delle dinastie: non c’รจ villa o residenza che possa sfuggire alla mia incessante “vagabonda ricerca” di luoghi da visitare! E infatti non potevo non aggiungere al mio elenco di Residenze Sabaude proprio il Castello Reale di Valcasotto: la Primavera poi รจ la stagione perfetta per visitare luoghi di questo genere, dunque perchรฉ non organizzare un’escursione in giornata in Provincia di Cuneo insieme a #Papร Vagabondo che tanto ama accompagnarmi in queste “mini avventure”?

Detto, fatto!

Ho dunque organizzato una giornata all’insegna dei luoghi sabaudi e non solo: da Alba e le sue Big Bench siamo scesi fino al Santuario di Vicoforte, che #Papร Vagabondo non aveva mai visto, fino a giungere a Garessio per partecipare alla visita guidata al Castello di Valcasotto.

La stanza da letto di Umberto I

La stanza da letto di Umberto I

Giunti alla nostra meta e parcheggiata l’auto proprio all’esterno del castello (la strada per raggiungerlo รจ lievemente scoscesa ma ampia e facilmente percorribile) abbiamo subito conosciuto la nostra guida, Margherita, preparatissima e molto disponibile a spiegazioni ulteriori: insieme a lei e a un nutrito gruppo eterogeneo di visitatori abbiamo potuto scoprire questo luogo davvero particolare, ponendo l’attenzione sia sulla vita dei monaci certosini, in particolare sullo svolgimento delle loro giornate e sull’isolamento di questo ultimi rispetto “al mondo esterno”, sia sul periodo sabaudo di cui rimangono le piรน evidenti testimonianze.

Ciรฒ che caratterizza le stanze e gli appartamenti reali รจ senza dubbio la semplicitร : non si osserva infatti la tipica sfarzositร  delle case regnanti, ma anzi si assiste a uno sfruttamento funzionale degli spazi senza l’aggiunta di fronzoli o di arredi esagerati, tipici di quel Barocco Piemontese tanto amato dalla consorte di Vittorio Emanuele II, Maria Adelaide d’Asburgo Lorena.

La sala da pranzo

La sala da pranzo

Il Castello Reale di Valcasotto non fu soltanto una residenza di caccia ma fu anche cruciale per una vicenda storica molto importante: il matrimonio tra Maria Clotilde, la prima figlia di Vittorio Emanuele II, e Napoleone Giuseppe Carlo Bonaparte, cugino dell’Imperatore Napoleone III. Giร  perchรฉ proprio qui la Principessa Reale Maria Clotilde venne informata della decisione del padre di farla sposare, per mero interesse, al cosiddetto Plon-Plon, come era conosciuto il suo futuro consorte: ricevuta la notizia Maria Clotilde cadde nello sconforto piรน totale dato che non desiderava affatto prendere marito, ma anzi ambiva a prendere i voti.

Ho giร  molto pensato; ma รจ una cosa molto seria il mio matrimonio col Principe Napoleone e che soprattutto รจ del tutto contraria alle mie idee. Io so anche, caro Conte, che esso potrebbe essere vantaggioso all’avvenire di una nazione come la nostra e soprattutto al Re mio Padre. […] ci penserรฒ ancora e spero che il Signore vorrร  guidarmi col suo infallibile aiuto; io rimetto tutto nelle sue mani per ora e non posso decidere nulla

Queste sono le parole scritte da Maria Clotilde in una lettera indirizzata al Conte Camillo Benso di Cavour, “l’architetto” di queste nozze: in effetti a Cavour non interessava minimamente la sorte della Principessa, allora quindicenne, quanto piรน un’alleanza strategica con la Francia che, in questo modo, si impegnava a venire in aiuto ai Savoia durante il periodo risorgimentale (cosa che poi avvenne).

Maria Clotilde fu molto amata dal suo popolo che espresse in maniera molto schietta l’opposizione verso queste nozze: per una volta, caso piรน unico che raro, il popolo e la nobiltร  manifestarono insieme il dissenso verso l’unione ritenendo la giovanissima Maria Clotilde una “martire”.

La stanza da letto di Vittorio Emanuele II

La stanza da letto di Vittorio Emanuele II

La stanza che piรน mi ha colpito รจ quella dedicata al Sovrano Vittorio Emanuele II: adornata con la tipica carta da parati colorata e decorata semplicemente con i ritratti della sua amata Bela Rosin, Rosa Vercellana, sua seconda moglie, e del Conte di Cavour. Amore e politica sempre a stretto contatto!

Purtroppo la nostra visita non ha previsto l’accesso alla cappella e ad alcuni spazi ancora in ristrutturazione: sarร  quindi mia premura organizzare qui una nuova avventura quando tutto il complesso sarร  completamente accessibile! Del resto sarร  solo che un piacere, non siete d’accordo?

La visita al Castello Reale di Valcasotto รจ stata esaustiva e molto emozionante: questo luogo storico merita di essere valorizzato e conosciuto data la sua bellezza e la sua importanza culturale!

E voi avete mai visitato il Castello Reale di Valcasotto? Scrivetemelo nei commenti!

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Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    17 Maggio 2024

    Molto semplice negli arredi ma non per questo meno degno di attenzione rispetto alle lussureggianti dimore che giร  ci hai fatto conoscere. Una tappa insolita e poco conosciuta da aggiungere ad un itinerario di viaggio nella regione. Grazie della dritta.

    rispondi
  • libera
    19 Maggio 2024

    รˆ sempre un bene far conoscere queste dimore storiche, cosรฌ che sempre piรน persone possano beneficiare di tanta meraviglia. Trovo che gli arredi, pur non essendo particolarmente sfarzosi, siano comunque degni di considerazione.

    rispondi
  • Arianna
    19 Maggio 2024

    Non lo conoscevo eppure ho visto varie cose in zona e Garessio non รจ molto lontana, una dimora interessante che mi segnerรฒ da visitare prossimamente

    rispondi
  • 20 Maggio 2024

    Non conoscevo il castello ma รจ sempre affascinante rendersi conto della quantitร  incredibile di palazzi/castelli/dimore di cui รจ piena l’Italia, ognuno con la propria storia e con la prorpia identitร .

    rispondi
  • Sara Slovely.eu
    20 Maggio 2024

    Peccato che della certosa non sia rimasto piรน nulla, e peccato che questa importante dimora sia rimasta chiusa cosรฌ a lungo. Ma anche per fortuna che alla fine si sia deciso di riaprirla! Spero che venga valorizzata e fatta conoscere come merita.

    rispondi
  • 26 Maggio 2024

    Purtroppo รจ una delle dimore sabaude poco conosciute. grazie alla tua passione ho il piacere di leggere questa esperienza che spero di riuscire a vivere presto anchโ€™io!!!

    rispondi
  • 28 Maggio 2024

    Mi hai dato una bellissima idea per una gita domenicale, anche perchรฉ pur essendo vicinissimo a casa mia, non ho mai visitato il Castello di Valcasotto. Sono stata da quelle parti perรฒ per visitare un piccolo borgo dove si affinano formaggi e dove c’รจ una piccola trattoria. Un ottimo motivo per tornare da quelle parti!

    rispondi

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