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Castel Lambro

Ultimo aggiornamento il 1 Dicembre 2023 a cura di Donna Vagabonda

Ed eccoci giunti nuovamente a vagabondare alla scoperta della meravigliosa Provincia di Pavia, terra di tradizioni, di luoghi storici e culturali per lo più sconosciuti al turismo di massa ma dal fascino indiscutibile. In questo articolo vi porto tra le pianure del territorio Pavese, esattamente a Castel Lambro, piccola frazione di Marzano, non lontano dal confine con la Provincia di Lodi. Pronti a venire con me?

Per orientarsi

Cosa fare: scoprite Castel Lambro a piedi o in bicicletta, percorrendo anche il Senterium – Sentiero Naturalistico

Cosa mangiare: la cucina tipica pavese a base di risotti, l’ossobuco con i piselli e il “ragò

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Tutto l’anno

Castel Lambro, frazione del Comune di Marzano, è un piccolo centro abitato situato tra le pianure pavesi che deve il suo nome all’antica presenza di un castello (oggi non più presente) e per il fiume Lambro, che bagna i lembi del suo territorio.

La sua storia affonda le radici nel Neolitico e in età Romana questo piccolo insediamento divenne un punto nevralgico per lo sviluppo dei centri urbani in pianura, assumendo importanza strategico-militare grazie alla sua posizione particolare, proprio sui confini delle città di Ticinum (Pavia), Laus Pompeia (Lodi Vecchio) e Mediolanum (Milano).

Facendo un breve salto temporale troviamo i Rovescala, famiglia nobile dell’Oltrepò Pavese, come Signori di questo luogo (976 d.C.); nell’anno mille il castello qui costruito era proprietà dei milanesi, che spesso si contrapponevano alla vicina Lodi: la famiglia protagonista di questo periodo fu quella degli Isella. Nel 1005 Carlo Pancrazio Isella fece inoltre costruire una chiesa dedicata a San Pancrazio, oggi non più esistente, ma di cui rimane la denominazione dell’area in cui sorgeva (campo di San Pancrazio).

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Dopo la distruzione di Laus Pompeia da parte dei milanesi il 27 luglio 1158 una consistente parte dell’esercito milanese fu assediato proprio a Castel Lambro da parte di Federico I Barbarossa che risultò vincitore del sanguinoso scontro, costato la vita a più di 13.000 soldati di entrambe le parti.

Al termine del XIV secolo il territorio passò ai Visconti di Milano e la zona venne annoverata tra le “terre comuni”, terre “cuscinetto” a confine dei due potenti regni di Milano e di Pavia, mantenute affinché ci fosse sempre una separazione netta in caso di liti o tentativi di conquiste.

Dal 1600 il territorio fu spartito tra le varie famiglie nobili e nel 1862 i Visconti Borromeo Litta Arese cedono Castel Lambro alla famiglia nobile degli Spizzi. Nel 1872 il comune di Castel Lambro venne soppresso e aggregato a quello di Marzano: ancora oggi ne è una sua frazione.

Castel Lambro oggi

Dato il suo status di frazione Castel Lambro non gode più della sua importanza strategico-militare di un tempo e il suo nucleo abitativo è stato molto ridotto a favore di Marzano e di altri comuni limitrofi. Trovandosi su uno snodo cruciale della Strada Provinciale 128, che conduce anche verso la Provincia di Milano e a numerose aziende, le sue strade sono molto frequentate e la presenza di alcune zone con vegetazione ripariale e il Lambro mitigano l’effetto del traffico intenso.

La Chiesa di Santo Stefano Protomartire di Castel Lambro

La Chiesa di Santo Stefano Protomartire di Castel Lambro

Nonostante ciò Castel Lambro è un luogo pressoché sconosciuto ai più ma che conserva evidenti tracce del passato glorioso di questo centro urbano, nonché notevoli pregi a livello naturalistico, ospitando una delle rare stazioni di fioritura del Leucojum aestivum.

Cosa fare a Castel Lambro

Il monumento simbolo di questo piccolo agglomerato urbano è, senza dubbio, la Chiesa di Santo Stefano Protomartire: costruita per volontà della famiglia nobile dei Sacchella fu in origine oratorio privato della famiglia e la sua struttura fu modificata nel corso dei secoli a causa di una stratificazione tipica degli edifici di culto che venivano modificati seguendo anche il gusto estetico dell’epoca.

L'altare e gli affreschi medioevali

L’altare e gli affreschi medioevali

La Chiesa conserva al suo interno pregevoli affreschi di età Tardo Medioevale, attribuiti in gran parte alla Scuola del Bergognone e al pittore Leonardo Vidolenghi da Marzano. Molti affreschi però rimangono ancora ignoti e, nonostante alcuni accurati interventi di restauro, non è possibile riconoscerne i soggetti se non molto sommoriamente. Le opere presenti possono essere suddivise in sei cicli pittorici:

  1. Primo Ciclo – Primi anni del 1400
  2. Secondo Ciclo – Prima metà del 1400
  3. Terzo Ciclo – Seconda metà del 1400
  4. Quarto Ciclo – Prima metà del 1500
  5. Quinto Ciclo – Fine 1500 – Inizio 1600
  6. Sesto Ciclo – Seconda metà del 1800

Di notevole impatto e bellezza è l’affresco dell’Annunciazione, situato a sinistra dell’altare, nel presbitero, attribuita a Buzio Pacifico da Pavia, affresco votivo appartenente alla prima metà del secolo XVI su tracce di preesistenze ancora ben visibili: il colore, la tecnica e il viso della Madonna, quasi leonardesco, permettono all’opera di spiccare e di essere immediatamente notata una volta entrati all’interno della Chiesa.

L'Annunciazione di Buzio Pacifico

L’Annunciazione di Buzio Pacifico

Questo capolavoro Tardo Medioevale è qualcosa di unico in tutta la Provincia di Pavia: non esistono infatti altre testimonianze di tale spessore nelle chiese del territorio e ciò rende ancor più unico l’abitato di Castel Lambro. La Chiesa è aperta durante le funzioni religiose e può essere visitata grazie alle iniziative dell’Associazione Castel Lambro nel Cuore.

Oltre alla Chiesa il piccolo centro abitato offre la possibilità di osservare il passato di questo territorio: edifici, cascine e resti di case signorili sono sempre visibili dall’esterno e facilmente individualibili.

L'ingresso del Senterium

L’ingresso del Senterium

L’Associazione ha inoltre recuperato una zona naturale che si affaccia sul fiume Lambro denominata “Senterium” che si snoda attraverso alcuni campi coltivati, un noceto e alcune anse del fiume: il progetto è quello di rinaturalizzare questa zona rurale, attraverso piantumazione di essenze autoctone, progetti di recupero di aree degradate, studio della flora e della fauna locale, monitoraggio ambientale, restituzione ai cittadini dell’area grazie a eventi poco impattanti e aperti a tutti (piccole rappresentazioni musicali, visite guidate e non solo).

Il lavoro dei volontari è davvero costante e importante: c’è da controllare che non vengano scaricate abusivamente e illegalmente rifiuti di ogni sorta (cosa che, ahinoi, spesso succede), bisogna tenere d’occhio il flusso del Lambro che tende ad erodere le sponde e a depositare materiali inquinanti. E’ inoltre opportuno che i sentieri siano sempre accessibili e quindi gli interventi devono essere cadenzati: insomma, per gli amici di Castel Lambro nel Cuore si tratta di un vero e proprio lavoro a tempo pieno!

La mia visita a Castel Lambro

Tra Settembre e Ottobre (2023 NdR) sono stata contattata da Mauro Manfrinato, dell’Associazione Castel Lambro nel Cuore, per visitare questo piccolo angolo della Provincia di Pavia ancora così sconosciuto: in effetti non si trovano in rete molte informazioni a riguardo e quelle presenti sono proprio a opera dei volontari stessi dell’associazione. Ho colto subito l’occasione e ho accettato con gioia l’invito: non capita spesso, infatti, di conoscere persone che si adoperano attivamente per la promozione e la valorizzazione del territorio. E così, dopo alcuni rinvii a causa di maltempo e Covid-19 della sottoscritta, siamo riusciti a incontrarci in una splendida giornata novembrina.

Lungo il corso del Lambro

Lungo il corso del Lambro

Insieme a Mauro ho potuto scoprire nuovamente come la bellezza sia davvero insita nelle piccole cose, nella storia di un luogo quasi dimenticato dai più, in una timida oasi simbolo di rinascita e di rivalsa da parte di quell’essere umano che non vuole distruggere ma riparare ai propri errori. Camminando tra le vie e per i campi si respira aria di riscatto di questa minuscola frazione, forse un po’ addormentata per chi ci passa per caso o per lavoro, “fragorosa” e “urlante” per chi invece sa coglierne le numerose sfumature. La chiesa, simbolo di Castel Lambro, è un cuore pulsante di vita per la sua comunità e un vero e proprio capolavoro: è vero, ci sono ancora moltissimi lavori di restauro da compiere, ma la direzione è quella giusta. Non ci si può che congratulare con chi, come Mauro, riesce a lottare affinché questo e altri beni del posto possano rifiorire, come un campanellino a primavera, proprio come quelli che numerosi affollano le sponde del Lambro in corrispondenza del Senterium.

Gli interni della Chiesa di Santo Stefano Portomartire

Gli interni della Chiesa di Santo Stefano Portomartire

É così, tra un racconto e l’altro, che trascorro con Mauro momenti davvero preziosi e che scopro la bellezza della campagna pavese: la piccola oasi è davvero uno scrigno di biodiversità e questa area ri-naturalizzata ospita importanti specie vegetali e animali. La mia guida mi conferma esserci una buona presenza di volpi, che è stato osservato lo schivo tasso e un numero imprecisato di uccelli: insieme ci fermiamo ad ascoltare i loro canti e riconosciamo il picchio rosso maggiore, il codibugnolo, il pettirosso, la cinciallegra. Siamo inoltre fortunati e riusciamo scorgere, dal Ponte-Canale Marocco percorribile anche a piedi e in bicicletta, il furtivo martin pescatore, intento nei suoi brevi e schivi voli da una sponda all’altra del Lambro.

Veduta dal Ponte-Canale Marocco

Veduta dal Ponte-Canale Marocco

Sono tante le storie che Mauro mi racconta, non sempre felici: da una parte c’è chi, come lui, vorrebbe che il turismo di prossimità si interessasse di Castel Lambro, organizzando visite guidate ed eventi per gli abitanti e non solo, ma dall’altra c’è chi sotterra nei campi i rifiuti creando discariche abusive o che ruba dal piccolo cimitero gotico i vasi di bronzo dalle tombe. Storie che si intrecciano e che vale la pena raccontare, anche se non a lieto fine, perché il piccolo borgo ha bisogno di essere conosciuto, amato e protetto.

Mi sento davvero onorata di poter aiutare l’Associazione Castel Lambro nel cuore nel valorizzare questo territorio e spero che voi Vagabondi possiate ammirare le bellezze di questa frazione il prima possibile!

Ringrazio sentitamente Mauro per il suo tempo e per la sua voglia di far conoscere Castel Lambro, grazie a lui e alla sua Associazione questi piccoli angoli di pianura rivivono e tornano a risplendere!

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Commenti

  • Alessandra Cortese
    2 Dicembre 2023

    Mia sorella abita da un paio d’anni a Certosa di Pavia, ma non penso conosca questo luogo. Devo dirglielo perché anche lei è sempre a caccia di posticini da vedere! Mi piace molto anche il sentiero botanico che hai descritto!

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  • 2 Dicembre 2023

    Adoro i tuoi articoli sui castelli (a pari merito con quelli delle grotte e delle panchine giganti!), perchè ogni volta mi fai scoprire posti che non conoscevo ma che andrò sicuramente a visitare anch’io!

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  • 2 Dicembre 2023

    Ancora, nel 2023, borghi simili sono rovinati dall’ignoranza e dall’incuria di incivili!! Che vergogna. Un posto simile andrebbe valorizzato in ogni angolo, protetto e accudito come un neonato. Io lo trovo assolutamente meraviglioso e spero che riesca a sbocciare come dovrebbe!

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  • Libera
    3 Dicembre 2023

    La Chiesa di Santo Stefano Protomartire è semplicemente stupenda, un vero gioiellino. Ci hai fatto scoprire una chicca del pavese

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  • 4 Dicembre 2023

    Un luogo fiabesco, molto vicino a Bergamo che, confesso, non ho ancora modo di visitare! Il borgo Castel Lambro meriterebbe molto di più, ma, purtroppo, la sua vicinanza con il fiume Lambro, porta anche con sè anche tutte le storture legate alla gestione di questo corso d’Acqua. Mi auguro di cuore che i volontari riescano a valorizzarlo al meglio, come merita!

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  • 5 Dicembre 2023

    Un altro articolo che dimostra quante cose belle ci siano da scoprire in provincia di Pavia. Devo ringraziarti perchè mi fai scoprire sempre nuovi e interessanti luoghi della zona.

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  • antomaio65
    5 Dicembre 2023

    Ancora una volta mi fai scoprire piccoli gioielli a due passi da casa di cui non conoscevo l’esistenza. Grazie a te che ne hai parlato e soprattutto grazie a Mauro Manfrinato per il grande lavoro che sta facendo e per la passione nel valorizzare il territorio di questa parte di Lombardia spesso trascurata dagli itinerari turistici

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  • 5 Dicembre 2023

    Un luogo che ancora non conoscevo e che magari potrebbe passare inosservato ma con tante cose da scoprire. Ammiro sempre molto l’operato delle associazioni come quella che ti invitato, perché permettono di scoprire delle curiosità particolari su una zona o una città. E l’impegno delle persone che ci lavorano è davvero ammirevole.

    rispondi
  • Arianna
    6 Dicembre 2023

    Devo venire a curiosare nella tua zona di Pavia, la conosco poco ma con te scopro sempre chicche interessanti, anche questa sembra decisamente una escursione molto interessante

    rispondi
  • 7 Dicembre 2023

    E’ molto bello il progetto di quest’associazione. Far conoscere Castel Lambro e valorizzarne il territorio. I volontari hanno preso un impegno molto importante e spero che molte altre associazioni possano seguire il loro esempio. Penso che ciò che stanno facendo stia funzionando, perché come me, probabilmente anche tante altre persone non ne erano a conoscenza.

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  • Bru
    8 Dicembre 2023

    La vera bellezza sta nelle piccole cose, nella natura, e in questi deliziosi gioiellini italiani, che fanno di noi uno dei paesi più interessanti e vari al mondo

    rispondi
  • 8 Dicembre 2023

    Non conoscevo assolutamente Castel Lambro né tantomeno la Chiesa di Santo Stefano Portomartire che sembra davvero interessante.
    Devo anche dire che io in un paese dove qualcuno rubacchia nottetempo dal cimitero mentre altri aprono un “Senterium”, ci andrei subito, anche a viverci, perchè è chiaro che è un paese con persone vere che vale la pena conoscere!
    Ultima nota per dire che le tue foto di questo articolo, sarà la luce dorata della sera o la giornata perfetta, sono addirittura più belle delle tue solite!

    rispondi

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