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Il Turismo dopo COVID-19: Donna Vagabonda indaga il fenomeno

Durante una passeggiata serale con Gabriele tra i campi dietro casa ho lanciato una provocazione:”e se chiedessi ai Vagabondi e ai viaggiatori che cosa ne pensano del turismo post pandemia“- l’idea mi era balenata in mente così, come tutte le idee che si insinuano silenziose ma che poi rimbombano nella testa – “mah, non so quanto possa avere risonanza” – effettivamente eravamo in dubbio. Ma poi ci ho provato e ho creato il sondaggio: dopo una settimana ecco i risultati di questo piccolo progetto, partito con qualche dubbio e coronato grazie a ben 140 persone che hanno voluto contribuire dedicandomi qualche minuto. Un numero oltre ogni aspettativa! Vi ringrazio dunque molto di aver partecipato a questo sondaggio e ovviamente vi invito a seguirmi, se già non lo fate, qui sul blog e sui miei canali social.

Vediamo ora i risultati del sondaggio!

Informazioni generali sui partecipanti

Ciò che è emerso con grande preponderanza è la maggioranza di persone di sesso femminile che hanno compilato il questionario (112 donne, l’80% contro 28 uomini, il 20%): questo potrebbe essere sintomatico del fatto che le donne viaggiano di più o che sono più propense a compilare un questionario.

Il 96,4% dei partecipanti è italiano mentre la restante percentuale (in tutto 5 partecipanti) proviene dall’estero, in particolare da Germania, Finlandia, Francia, Paesi Bassi e Sudafrica.

La stragrande maggrioranza dei partecipanti è mia conterranea quindi viene dalla Lombardia (ben 49 partecipanti, il 36,3%), in seconda posizione troviamo il Lazio (20 partecipanti,14,8%), segue l’Emilia Romagna (12 partecipanti, 8,9%,). Gli altri dati sui partecipanti li trovate nel grafico sottostante: non si sono registrate risposte da Trentino Alto Adige, Molise, Basilicata.

Regioni_1

Curioso il dato sull’età: la maggiorparte dei partecipanti è compreso tra i 30 e i 49 anni (74 partecipanti, 52,9%), quindi un pubblico che ha potuto viaggiare per almeno 20 anni in linea di massima, anche in solitario. Segue la fascia d’età 19-29 (39 partecipanti, 27,9%), in terza posizione troviamo la fascia 50-69 (con 24 partecipanti, 17,1% ).

Età_1

Si può concludere che il viaggiatore medio che ha partecipato a questo sondaggio è una donna lombarda compresa tra i 30 e i 49 anni.

Che tipo di viaggiatore sono

Ben 121 partecipanti (l’86,4%) ha dichiarato di essere un viaggiatore abituale e/o di viaggiare almeno 3 volte all’anno: questo dato è assai importante in quanto fornisce veridicità al sondaggio. Il turismo, si sa, è alimentato soprattutto dai viaggiatori abituali quindi questo sondaggio si può considerare affidabile per una questione di statistica e di bontà del campione.

La domanda seguente conferma quello che vi ho appena scritto: 104 persone (74,3%) hanno dichiarato di viaggiare almeno due volte l’anno, mentre 27 partecipanti (19,3%) ha dichiarato di viaggiare due volte all’anno. Soltanto una persona (0,7%) ha dichiarato di viaggiare meno di una volta all’anno.

Viaggi_prima_pandemia_1

Alla domanda “che tipo di viaggio preferivi prima della pandemia?” – ben 87 persone (62,1%) hanno risposto di preferire i viaggi culturali quindi un tipo di turismo mirato, verso città d’arte o luoghi ricchi di cultura e di storia (borghi, siti archeologici, luoghi storici di vario genere), mentre in seconda posizione si trovano i viaggi verso località montane o balneari con 66 partecipanti (47,1%), a parimerito con il turismo verso località vicino a casa (il cosiddetto turismo “lowcost” o lento). Interessante anche la percentuale dei viaggiatori che preferiscono gli on the road (59 persone con il 42,1%). Nelle ultime posizioni abbiamo il turismo di lusso, come era prevedibile (non si chiamerebbe così altrimenti), preferito da 10 persone (7,1%). A questa domanda si potevano indicare più risposte

Viaggio_pre_pandemia_1

Scopriamo ora le preferenze dei viaggiatori per quanto concerne la ricezione turistica prima della pandemia da COVID-19: ben 94 persone (67,1%) dei partecipanti ha dichiarato di preferire gli hotel come struttura ricettiva per i propri viaggi. Segue, a breve distanza, il Bed&Breakfast con 87 voti (62,1%): due strutture che prevedono dei servizi erogati quindi alle prime due posizioni. I viaggiatori dunque preferivano, il linea di massima, una struttura che garantisse uno standardi di pulizia elevato (con pulizia delle camere giornaliere) e con alcuni servizi essenziali (come ad esempio la colazione inclusa, in particolare per i b&b). In terza posizione si piazzano gli appartamenti con un netto stacco (68 voti con il 48,6%). Seguono i campeggi e le strutture di lusso. A questa domanda si potevano indicare più risposte.

Strutture_pre_1

Interessante notare come per la durata del viaggio prima della pandemia ci siano state tre risposte che hanno raggiunto quasi la parità dei votanti, mostrando come i viaggiatori partecipanti siano versatili e scelgano viaggi di diversa durata anche nello stesso lasso di tempo (un anno): prima della pandemia i viaggi dei partecipanti duravano soprattutto una settimana (81 votanti con il 57,9%), seguiti da viaggi di due o tre giorni (probabilmente i ponti o i weekend) con 78 votanti (55,7%). In terza posizione si classificano i viaggi di più di una settimana con 75 preferenze (53,6%). Questa è una delle risposte più interessanti a mio avviso in quanto in molti decidevano di alternare vari tipi di viaggio: è interessante apprendere dunque che i viaggiatori si concedevano più viaggi e di diversa durata durante l’anno (in accordo con la domanda numero 1 di questa sezione). A questa domanda si potevano indicare più risposte.

Durata_viaggi_pre

L’impatto della pandemia sul turismo

Giungiamo alla sezione “cuore” di questo sondaggio: come la pandemia ha influito sulle abitudini dei viaggiatori. Essendo stato un evento improvviso e molto “violento” (per come si è diffuso e per le sue conseguenze), ci si attendevano delle risposte chiare e una presa di posizione netta da parte di tutti (o quasi) i partecipanti: ma ciò che i sondaggi ci hanno sempre insegnato è l’imprevidibilità degli esiti e, anche in questo caso, non sono mancate le sorprese.

Alla domanda “pensi che la pandemia abbia cambiato la concezione del turismo nelle persone?” – la maggior parte dei partecipanti ha indicato “sì” come risposta (108 voti, 77,1%), seguono i “non so” con 20 preferenze (14,3%) e i “no” con 12 preferenze (8,6%): la maggioranza dunque conclude che la percezione del turismo e il modo di fare turismo sia cambiata a causa di questo evento catastrofico.

Alla domanda “se le condizioni lo consentissero faresti un viaggio durante il periodo estivo?” – ho riscontrato, con un buon margine di previsione, che la maggioranza dei partecipanti ha risposto “sì, ma solo nel mio Paese d’origine” con 68 votanti (48,6%), seguono gli irriducibili del viaggio (come la sottoscritta) che viaggerebbero ovunque con 62 votanti (44,3%) e in ultima posizione coloro che hanno deciso di non viaggiare durante il periodo estivo (10 votanti, 7,1%). Da quanto si apprende dunque il viaggiatore “tipo” che ha compilato questo sondaggio non smetterà di viaggiare nel 2020 ma preferirà (anche se con poco scarto nei dati) un viaggio all’interno dei nostri confini nazionali, probabilmente per una questione di sicurezza personale e per la consapevolezza della piena situazione epidemiologica italiana rispetto a quella degli altri Paesi. Ciò che non mi aspettavo è la massiccia presenza di viaggiatori che hanno deciso di provare a viaggiare anche in altri Paesi (ovviamente sempre se le condizioni lo permetteranno): persone quindi che dovranno informarsi correttamente sullo stato dei contagi e sui presidi di sicurezza dei Paesi esteri. La voglia di uscire e di fare almeno un viaggio (o una vacanza) si è riscontrata dunque nella maggior parte dei partecipanti (130 persone).

Viaggio_estate

Alla domanda “pensi che i turisti provenienti dai Paesi esteri sceglieranno l’Italia come meta dei loro viaggi estivi (ovviamente in condizioni di sicurezza)?” – la maggioranza ha espresso parere negativo (85 voti, 60,7%). Secondo i viaggiatori dunque gli stranieri preferiranno altre mete piuttosto che l’Italia, probabilmente per paura di essere contagiati anche se la curva epidemiologica si sta abbassando ogni giorno di più. Questa previsione, se si avvererà, porterà ad un danno non quantificabile soprattutto alle strutture ricettive che avevano una clientela straniera anche abitudinaria. Il turismo indoor riuscirà a compensare questa fetta di clientela straniera? Sicuramente bisognerà elaborare una strategia di rilancio efficace: nuove offerte da parte delle strutture ricettive, abbassamento dei prezzi e campagne di pubblicità mirate ed efficaci. Sicuramente anche il Governo dovrà incentivare il tutto.

Un’altra delle domande più interessanti del sondaggio è stata “durante questa pandemia hai programmato un viaggio?” – la maggioranza ha votato “No, aspetto che la situazione migliori e poi lo programmerò” (97 votanti con il 69,3%), in seconda posizione abbiamo “sì nonostante tutto ho programmato un viaggio” (31 votanti con il 22,1%), segue “no per quest’anno non viaggerò” con 12 votanti e l’8,6%. L’intenzione di viaggiare da questi risultati è chiara in quanto la maggior parte dei partecipanti non ha escluso a priori la possibilità di viaggiare ma sta aspettando il momento propizio per poter organizzare un viaggio: si suppone che questo inizi dall’estate, quindi da almeno la metà di giugno (o addirittura prima con la riapertura delle frontiere). Da quel momento in avanti dovrebbe registrarsi un cambiamento di rotta e i viaggiatori, riacquistate sicurezza e fiducia, dovrebbero rimettere in moto la “macchina del turismo”. Non mancano ancora gli “irriducibili” che, nonostante tutto, hanno deciso di programmare un viaggio (probabilmente allettati dalle condizioni di cancellazione gratuita di molti host e dall’abbassamento dei prezzi, soprattutto all’estero).

Alla domanda “come pensi che si potrà sviluppare il turismo dopo la pandemia?” la maggior parte dei partecipanti (94 con il 67,1%) ha risposto “la scelta ricadrà su un turismo più responsabile, lowcost e vicino a casa”. Segue in seconda posizione con 57 voti e il 40,7% la risposta “sì prediligeranno cammini e visite a luoghi poco conosciuti”. In terza posizione si classifica la risposta “sarà il turismo di massa che già conosciamo” con 17 voti e il 12,1%. Ecco dunque il “nuovo turismo” secondo la maggioranza dei viaggiatori interpellati: sarà un turismo a ridotto impatto ambientale, dove si prediligeranno mete vicine e la riscoperta di luoghi addirittura della provincia (un turismo estremamente lowcost), quindi un turismo adatto a tutti e con la possibilità di poter visitare più luoghi vicini nella stessa giornata o in pochi giorni. Chi ne risentirà? Di sicuro le grandi città d’arte, probabilmente percepite come luoghi troppo affollati e dove il distanziamento sociale potrebbe venire meno, e i grandi luoghi cardine della villeggiatura, soprattutto marittima (mi vengono in mente la Costa Smeralda, la Riviera Romagnola e la Riviera Ligure). Probabilmente le località di montagna ne risentiranno molto meno dati i grandi spazi, i numerosi sentieri e cammini ma una flessione l’avranno le località più note (come Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Madonna di Campiglio) soprattutto quelle che puntano sul turismo invernale (però è ancora troppo presto per prevedere il comportamento dei viaggiatori). Interessante comunque riscontrare che secondo alcuni il turismo non subirà modifiche e rimarrà “di massa”: probabilmente in molti continueranno a pridiligere luoghi affollati che però dovranno davvero fare i conti con il distanziamento. A questa domanda si potevano indicare più risposte.

Sviluppo_turismo_post

Alla domanda “nel campo della ricezione turistica, quali saranno a tuo avviso le strutture che avranno più prenotazioni?” – si nota una sostanziale inversione di tendenza vedendo gli appartamenti che balzano al primo posto con 97 voti e il 69,3%. Al secondo posto si piazzano gli hotel con 57 voti e il 40,7%, mentre al terzo si posizionano i Bed&Breakfast con 41 voti (il 29,3%). Interessante notare come al quarto posto a pari merito si posizionano strutture di lusso e campeggi con 28 voti (20%). In sostanza le prime tre strutture ricettive hanno scambiato le proprie posizioni vedendo una preponderanza degli appartamenti: questi vengono ritenuti meno costosi rispetto agli altri e più appartati. Inoltre la pulizia è a carico del cliente stesso che provvede ad igienizzare personalmente questi luoghi e il contatto con l’host è ridotto al minimo (consegna e riconsegna delle chiavi). Il viaggiatore dunque, in base al sondaggio, preferirà avere pochi contatti con l’host e trascorrere il suo tempo in un ambiente che può tenere “sotto controllo” personalmente. Hotel e B&B seguono in quanto ritenuti luoghi puliti e igienici dati gli standard di sicurezza e pulizia che devono mantenere per legge. Davvero bizzarro è l’accostamento delle strutture di lusso con i campeggi, due tipi di ricezione turistica completamente diversi: se da un lato abbiamo degli standard di sicurezza e di igiene altissimi, dall’altra abbiamo la tenda, il camper e la roulotte come luoghi prediletti. Probabilmente da una parte si ha la certezza che l’igiene sia rispettato in ogni situazione mentre dall’altra vale il discorso degli appartamenti per quanto riguarda le pulizie a carico del cliente e l’esclusività della piazzola di sosta (e quindi un certo distanziamento sociale). A questa domanda si potevano indicare più risposte.

Strutture_post_2

Entriamo nello specifico del sondaggio chiedendo ai viaggiatori di descriverci le abitudini di viaggio: alla domanda “dopo la pandemia come pensi saranno i tuoi viaggi?” – la maggioranza ha risposto “viaggi di due o tre giorni” con 66 voti (47,1%), seguono i “viaggi di una settimana” con 58 voti (41,4%) e, al terzo posto, si piazzano i “viaggi più lunghi di una settimana” con 51 voti (36,4%): in questa domanda è stato possibile indicare più risposte ma in ogni caso la tendenza dei viaggiatori di scegliere viaggi da 2-3 giorni o di una settimana rimane confermata, solo con uno scambio di posizioni. Non sono dunque venute meno le abitudini dei viaggiatori che sì viaggeranno ma probabilmente preferiranno prediligere viaggi più brevi e, forse, più numerosi, tenendo conto anche delle proprie disponibilità economiche.

Alla domanda “pensi che i governi (nazionali e sovranazionali) debbano incentivare la ripresa del settore turistico (attraverso fondi, stanziamenti, attività mirate, altro)?” – la maggior parte degli intervistati ha risposto di sì con 134 voti (95,7%). C’è dunque una chiara posizione che i viaggiatori hanno scelto: i governi devono aiutare il settore turistico a risalire la china, è evidente che nel breve tempo i guadagni saranno sempre di meno delle perdite e quindi a livello di politica ogni governo dovrà fare la sua parte ed aiutare il settore che in Italia, ad oggi, ha registrato le maggiori perdite e che anche negli alti Paesi ha risentato fortemente per il COVID-19.

Previsioni del comportamento del viaggiatore

Nell’ultima sezione del sondaggio si è cercato di prevedere come i viaggiatori, nel lungo periodo, modificheranno (o meno) le proprie abitudini e il loro comportamento, cercando di porre l’accento anche alle tematiche sociali e ambientali.

Alla domanda “in futuro è molto probabile che si verificheranno nuove epidemie o pandemie (non necessariamente di COVID-19). Come ti comporterai a riguardo?” – 120 persone (85,7%) ha risposto “continuerò a viaggiare, quando sarà possibile, rispettando le norme disicurezza previste”, seguono in seconda posizione 16 votanti (11,4%) che ha scelto “viaggerò ma solo all’interno del mio Paese d’origine” – mentre 4 persone (2,9%) hanno dichiarato che “smetteranno di viaggiare”. L’indole del viaggiatore comunque non viene meno: chi viaggia continuerà a farlo nonostante l’altissima probabilità di nuove epidemie/pandemie. Certo, si dovranno rispettare delle tempistiche e magari cambiare i programmi verso delle mete specifiche ma a questo il viaggiatore è già abituato e quindi, nonostante l’alta probabilità che le pandemie faranno parte sempre di più della nostra esistenza come esseri umani, non smetterà di seguire il suo desiderio di viaggiare, che sia oltre o dentro i confini.

Pandemia_comportamento

Giungiamo ad una domanda in cui i risultati sono stati incerti fino alla fine del sondaggio: “pensi che questa pandemia di COVID-19 abbia modificato la percezione dei viaggiatori di un Paese o di un luogo specifico?” – la maggior parte degli intervistati ha risposto “sì” con 76 voti (54,3%) mentre “no” è stata la risposta scelta da 64 partecipanti con il 45,7%. Sembra che il viaggiatore abbia, in linea di massima, cambiato la sua percezione verso i luoghi più colpiti dalla pandemia (ma anche verso i luoghi in cui la pandemia si è originata). Probabilmente questo cambio di percezione influirà anche sulla scelta delle prossime mete di viaggio ma non in modo così significativo (l’opinione è quindi destinata a mutare con il futuro). Di sicuro, da quanto indicato dalla maggior parte di chi ha risposto “sì”, la percezione della Cina, dell’Italia (e in particolare della Lombardia), della Spagna, degli USA e della Germania è cambiata: proprio qui i focolai hanno avuto campo fertile e la gestione della pandemia non è ancora terminata in data odierna. Sicuramente queste saranno le mete meno scelte dal turismo, soprattutto nell’immediato futuro (estate 2020, anno 2021).

Percezione_covid_1

La seguente domanda è direttamente collegata con quella precedente: “pensi che dopo questa pandemia, quando le condizioni lo permetteranno, i viaggiatori sceglieranno di visitare i luoghi più colpiti dal COVID-19 (in particolare Cina, Italia, Spagna, USA e altri)?” – e qui proprio non mi aspettavo, sono sincera, una spaccatura così netta. Il 50% ha risposto di sì e il 50% ha risposto di no (70 e 70). Per molto tempo ci si potrebbe interrogare sulla scelta di una risposta piuttosto che dell’altra: da una parte ci sono viaggiatori che sono stati colpiti in prima persona (o indirettamente) dal COVID-19 e che quindi, probabilmente, hanno deciso di non scegliere queste mete come prossime per i propri viaggi. Inoltre la percezione che la Cina sia un potenziale luogo per lo scoppio di nuove epidemie/pandemie è molto comune, anche nei non viaggiatori abituali (purtroppo le stime giocano contro a questo splendido Paese, dato che già in passato si sono sviluppate epidemie/pandemie molto pericolose qui o nel Sudest asiatico e questo di sicuro non gioca a favore di questi luoghi). Se si analizzano i “no” dobbiamo tener presente che la maggior parte dei partecipanti al sondaggio vive in Lombardia quindi il turismo, per queste persone, sarà in primis legato alla regione di appartenenza e questo potrebbe aver portato il partecipante a rispondere no. Inoltre ci possono essere dei viaggiatori che scelgono le suddette mete nonostante il rischio sia più alto o nonostante la curva dei contagi non sia ancora in diminuzione (ma si spera che lo sarà a breve).

In questo sondaggio ho voluto anche conoscere l’opinione dei viaggiatori in merito alla percezioni dei problemi ambientali dato che le pandemie (in particolari quelle che vedono protagoniste le malattie di origine zoonotica) sono più frequenti dove l’ambiente non viene rispettato ma anzi è sfruttato fino al punto di non ritorno. Alla domanda “pensi che la pandemia abbia incrementato la coscienza ambientalista nelle persone?” la maggior parte del campione analizzato ha risposto “no, non è cambiato nulla” (80 preferenze, 57,1%), segue “sì, penso che oggi ci sia più consapevolezza dei problemi ambientali” con 36 voti e il 25,7%. In terza posizione si classifica un altro no, in particolare “no, anzi è peggiorato il grado di consapevolezza dei problemi ambientali” con 21 voti (15%). In sostanza la maggioranza pensa che il grado di consapevolezza non sia cambiato (e quindi manchi o sia basso) o è addirittura peggiorato (101 intervistati): questo è davvero sintomatico di una situazione che andrà sempre di più a peggiorare. Può essere già troppo tardi per il nostro pianeta e la presa di consapevolezza di questi problemi dovrebbe essere la priorità di tutta la specie umana che mai come nessuna riesce ad impattare con un potere così distruttivo sull’ambiente. Viaggiare significa anche conoscere le problematiche e le realtà di un Paese diverso dal nostro, senza giudicare ma mostrando la cruda verità: deforestazione, distruzione degli habitat naturali, sfruttamento massiccio delle risorse non rinnovabili sono ad oggi comportamenti da evitare e da disincentivare e non solo per l’arrivo di una nuova pandemia (che potrebbe essere il “Big One”, quella che spazzerà via in breve tempo metà della popolazione mondiale o quasi, come ormai ipotizzato da molti studiosi e scienziati). Non si tratta di catastrofismo ma di semplici e pure previsioni matematiche: se si analizza il trend della comparsa di nuove malattie di origine zoonotica questo è fortemente in aumento dal ‘900 in poi, quindi dal secolo in cui è iniziata l’esplosione demografica e in cui l’uomo ha iniziato a modificare in modo irreversibile il paesaggio, impoverendolo sempre di più.

All’ultima domanda a risposta chiusa ho chiesto credi che i viaggiatori, per loro natura, debbano essere consapevoli dei problemi ambientali e che debbano agire per rendere i loro viaggi meno impattanti?” e praticamente la maggioranza assoluta (138 persone, 98,6%) ha risposto di sì: viaggiare vuol dire in primis rispettare il luogo che si visita e quindi l’ambiente, sia esso antropico o naturale. Una corretta gestione dei rifiuti, degli sprechi, un utilizzo responsabile dei mezzi pubblici o di mezzi poco impattanti, la scelta di luoghi eco-sostenibili (hotel a basso consumo di energia, campeggi, tende e altro ancora), insomma una scelta responsabile dei propri viaggi deve essere ormai chiaramente una PRIORITA’ per i viaggiatori (leggete questo articolo inerente ai viaggi impattanti se volete approfondire). Quando però è stato chiesto ai viaggiatori come si può non impattare o come si può ridurre l’impatto ben 25 votanti hanno risposto “non lo so” o non hanno risposto (lasciando vuoto lo spazio). Come poter impattare meno sull’ambiente? Ecco alcuni consigli: uso di borracce in alluminio, raccolta differenziata anche in viaggio, utilizzo di mezzi meno impattanti (biciclette, monopattini, mezzi pubblici), scegliere strutture ricettive a ridotto impatto ambientale, utilizzare posate portatili e altro ancora.

L’ultima domanda era in realtà un commento “inerente la propria esperienza di viaggiatore e come questa è stata influenzata (o come non è stata influenzata) dalla pandemia di COVID-19. La maggior parte delle persone che hanno lasciato il commento ha risposto che la propria esperienza di viaggiatore è stata influenzata dalla pandemia in quanto molti viaggi sono stati cancellati o annullati a causa di essa ma lo spirito del viaggiatore non è mai venuto meno: in molti hanno scritto che appena si potrà si riprenderà a viaggiare e che sarà ancora più entusiasmante di prima. Permane l’incertezza e a volte la paura dei luoghi più affollati, dei mezzi pubblici, dei Paesi dove i contagi sono stati altissimi, ma in generale ho notato un certo ottimismo da parte di chi ha partecipato al sondaggio.

Vi lascio con un commento che mi ha colpito particolarmente:

Mi auguro che questa esperienza che ha coinvolto tutto il mondo possa servire a ripensare tutta la nostra vita a partire dal rispetto ambientale. Forse la natura si è ribellata, ci ha messo alla prova, ora non possiamo fallire. Ricominciare a viaggiare è importante, ma il viaggio deve iniziare prima dentro di noi

Ringrazio personalmente tutti coloro che hanno deciso di partecipare a questo sondaggio: è stato molto istruttivo e interessante capire le vostre impressioni e conoscere i vostri pensieri sul turismo post COVID-19. Siamo tutti concordi che ci deve essere un cambio di rotta, verso un turismo più a misura d’uomo che non di massa e verso una realtà più attenta all’ambiente.

Il viaggiatore non deve giudicare, ma deve osservare e trarre il meglio dai luoghi che visita, cercando di imparare da ciò che vede: cerchiamo ora di imparare da questa catastrofica pandemia a non commettere nuovamente gli errori del passato ma ad essere viaggiatori responsabili.

Commenti

  • 30 Maggio 2020

    Sondaggio molto dettagliato! Io comunque ho la sensazione che tutto sarà ripreso regolarmente come prima appena la crisi sarà cessata. Forse perché vivo a Londra, e qua non sembra esserci mai stata una vera percezione del problema. La maggior parte della gente si comporta in maniera del tutto indifferente alla situazione.

  • 30 Maggio 2020

    Il tuo sondaggio è stato davvero interessante e possiamo dire che per certi versi mi aspettavo questo tipo di riscontro..purtroppo anche sul punto atteggiamento dell’uomo verso la natura. Anche io vorrei pensare che la pandemia sia un’occasione per cambiare le menti, ma la vedo dura!

  • 1 Giugno 2020

    Ci credo che tu sia stata contenta di averlo fatto questo sondaggio. È venuto fuori davvero un lavoro ben fatto e che ci offre uno spaccato interessante di opinioni sull’ambiente travel. Complimenti!

  • 5 Giugno 2020

    Sondaggio davvero molto interessante a cui, tra l’altro, ho partecipato anch’io!
    Ero proprio curiosa di vedere i risultati che, bene o male, hanno rispettato le mie aspettative.
    E sì, dobbiamo proprio ripartire da noi e cercare di essere dei viaggiatori responsabili. Certo è che chi viaggia spesso e ama farlo, non si può fermare! Sarebbe contronatura 😉

  • 5 Giugno 2020

    Wow, complimenti per quest’iniziativa! In effetti è interessante indagare la questione, perché se da un lato ci sono persone che già, per esempio, vanno al ristorante, tante altre ne hanno paura. La stessa cosa vale quindi anche per i viaggi. Non credo aumenterà il rispetto per la natura, anzi…

  • Ciarly
    5 Giugno 2020

    Gran bel sondaggio, complimenti! Io sono una di quelle che questa estate spera ancora di partire (e andare dall’altra parte del mondo), ovviamente con tutte le precauzioni del caso, ma rimanere chiusa in casa secondo me non è la soluzione 🙂

  • 7 Giugno 2020

    Un’indagine molto accurata, bravissima! C’era da immaginarlo chiaramente che questa pandemia avrebbe avuto un impatto anche (per non dire sopratutto) sulle nostre abitudini di viaggio. Io spero solo di poter ricominciare a partire il prima possibile, con tutte le precauzioni del caso ovviamente.

  • 12 Giugno 2020

    Il tuo sondaggio è davvero interessante, e molto dettagliato. Scorrevole e piacevole da leggere. Ti dico la mia: partirei anche domani per l’amazzonia o per qualche deserto desolato e sconosciuto, ma ho una bambina di cui sono responsabile, Per quanto ami viaggiare e per quanto il viaggio sia una parte fondamentale della mia vita, devo tutelare mia figlia. Non mi perdonerei mai se dovesse contrarre il virus a causa di un mio vezzo.

  • 14 Giugno 2020

    Bellissimo sondaggio, dettagliato e preciso. Sarebbe anche interessante confrontarlo in autunno con i risultati reali. Per quanto mi riguarda non ho programmato ancora le mie vacanze, perchè spero in una svolta positiva che mi permetta di muovermi come vorrei. E forse, in Italia, aspettano la stessa cosa in molti…

  • 14 Giugno 2020

    Hai fatto un lavorone! Ottimo articolo, ben dettagliato. Speriamo di poter ricominciare presto a viaggiare, in qualsiasi modalità e in qualsiasi destinazione. Anche provando a cambiare di poco le nostre abitudini ma almeno per ricominciare.

  • 19 Giugno 2020

    La lettura di questo articolo è stata davvero interessante. Hai raccolto davvero un sacco di dati, facendo un’analisi attenta e puntuale. Certo è che questa pandemia ha temporaneamente deviato le nostre attitudini di viaggiatori, ma noi crediamo che, con le dovute accortenze e senza essere superficiali, si possa tornare a viaggiare tranquillamente, dentro e fuori Italia! 😀

  • Alessandra
    25 Settembre 2020

    Molto interessante questo sondaggio. Io quest’estate ho notato molta più folla in Val Pusteria dove andiamo ogni anno rispetto agli anni scorsi. Sicuramente molti quest’anno hanno preferito la montagna al mare. Penso che ci vorrà tempo a tornare alla normalità anche perchè con questa situazione così instabile come si fa ad avere il coraggio di prenotare?

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