Diario di viaggio: Provenza e dintorni – giorno 1

Inauguro un nuovo diario di viaggio, questa volta non in una meta esotica, ma nella bella e famosa Provenza, regione francese dai mille colori, dalla natura incontaminata e dalle feste folkloristiche famose in tutto il mondo.

Il mio viaggio di tre giorni, dal 25 al 27 maggio compreso, ha toccato alcuni capisaldi della regione: Saintes-Maries-de-la-Mer, Arles, Avignone, e molto ancora.

Non ho viaggiato in aereo, ma in automobile, insieme al mio papà, partendo da Pavia e arrivando fino al punto di partenza per tutte le escursioni: la romantica città di Arles. Dopo un viaggio di circa 6 ore e mezza arriviamo al nostro piccolo e spartano hotel: il Première Classe Arles. Se cercate un hotel semplice, vicino alle strade principali, questo fa proprio per voi: stanze mignon e servizi più che essenziali, ma non importa, dobbiamo solo dormirci e questo hotel va più che bene come base per gli spostamenti.

Lasciamo l’albergo e ci mettiamo in viaggio verso la prima tappa: Saintes-Maries-de-la-Mer. Il profumo del mare ci accoglie e ci abbraccia.

 

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Veduta della città.

 

Il nome della piccola cittadina risale al 1838 e le “Marie” sono Maria Salome e Maria Jacobé, con Maria Maddalena, che secondo la leggenda sarebbero arrivate in questi luoghi assieme alla serva Sara la Nera, dopo aver vagato in mare su una barca priva di remi. Il paese è una meta turistica molto famosa, oltre che un luogo di pellegrinaggio di cristiani e gitani: proprio oggi sono arrivate le carovane pittoresche dei nomadi, che si recano in città per il culto di Sara. La città è gremita di turisti di ogni nazionalità e colore, una bella tavolozza per i miei occhi! Ci dirigiamo (non senza fatica) alla Chiesa principale delle tre Marie: questo luogo di culto è stato costruito tra i secoli IX e XI come una vera e propria fortezza e torre di avvistamento per proteggere gli abitanti della città dalle incursioni dei pirati saraceni. Prima di vedere il suo interno, saliamo sul tetto: non sono mai salita sul tetto di una chiesa!

Il panorama è davvero suggestivo, si vede tutta la città, la fiumana di gente che si riversa sulle strade e il bellissimo mare. Scattiamo qualche fotografia e poi scendiamo. L’interno della chiesa è impraticabile, a causa della funzione religiosa, non riusciamo nemmeno ad entrare e veniamo a scoprire che la cerimonia andrà avanti almeno due ore. Peccato, però dobbiamo proseguire. Ci perdiamo dunque nelle piccole viuzze, e compriamo qualche souvenir.

 

 

 

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La statua simbolo della Corsa camarghese (spettacolo taurino in cui non si uccide il toro).

 

Dopo aver fatto un giro è ora di scoprire il gioiello della Provenza: la Camargue.

Da buoni appassionati di fotografia naturalistica, lo scopo primario del viaggio è vedere le bellezze naturali della Camargue: questa zona umida a sud di Arles ospita moltissime varietà di uccelli, tra cui i famosi fenicotteri rosa, oltre ai celebri cavalli bianchi Camargue e ai tori della Camargue. Saliti in auto, ci dirigiamo al Parc Ornitologique Pont de Gau. Qui ci sbizzariamo, tra piume rosa e piccoli pennutelli. I fenicotteri rosa la fanno da padrone: stormi interi si ritrovano qui per nutrirsi, accoppiarsi e farsi ammirare da noi appassionati. I fenicotteri sono uccelli molto buffi, che si mettono a battibeccare per un nonnulla, e che passano la maggiorparte della loro giornata a lisciarsi le piume con il loro becco ricurvo.

Oltre agli splendidi fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus), si trovano numerosi ardeidi, anche con i piccoli, quali aironi cenerini (Ardea cinerea) e garzette (Egretta garzetta). Non possono poi mancare le cicogne bianche, anche loro con i pulcini (Ciconia ciconia). Per gli amanti della natura è dunque un vero e proprio eden. Il resto del pomeriggio scorre immortalando gli uccelli e gli altri animali. Stanchi ma soddisfatti, rientriamo ad Arles. La visita di questa città è prevista per l’ultimo giorno, quindi ci limitiamo a cercare un ristorante carino per assaggiare qualche prelibatezza tipica di questi luoghi. E’ così che troviamo “Le Voltaire“, ristorantino in centro città, sull’omonima piazza.

 

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Filetto di toro con patatine e caponatina… Gnam!

 

 

I prezzi sono giusti e l’atmosfera è rilasata, il personale è estramente cordiale. Assaggio qui, per la prima volta, il filetto di toro della Camargue. Qualcosa di sublime. Assolutamente da segnare questo bel posticino!

Sazi e pieni, è ora di rientrare alla base.

La Francia non delude mai!

P.S. Le foto degli animali sono firmate “Ely_Naturalista”, che sono sempre io, con il mio profilo Flickr.

 

 

 

 

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