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Villa Pisani

Passeggiare tra antiche ville e palazzi storici è senza dubbio uno dei passatempi preferiti della vostra Donna Vagabonda!

Non a caso moltissimi articoli qui sul blog sono proprio dedicati a questi sontuosi luoghi: da Nord a Sud infatti amo scoprire il nostro Bel Paese passando per residenze nobiliari e fastosi castelli, così da poter ammirare capolavori artistici e architettonici unici al mondo. In questo articolo vi porto dunque alla scoperta di una tra le più incredibili Ville Venete: Villa Pisani a Stra! Pronti a scoprire questa meraviglia?

Dove: Via Doge Pisani 7 – Stra (VE)

Per saperne di più visitate il sito ufficiale.

Storia di Villa Pisani

Villa Pisani, conosciuta anche come “La Nazionale”, è uno dei più famosi esempi di Villa Veneta sulla Riviera del Brenta, tra le architetture più significative del territorio e uno dei monumenti veneti maggiormente visitati ogni anno. Si trova a Stra, in Provincia di Venezia, ed è sede di un museo nazionale che conserva opere d’arte e arredi del periodo settecentesco e ottocentesco.

Villa Pisani

Villa Pisani

La maestosa opera di costruzione inizia a partire dal 1721 su progetto di Gerolamo Frigimelica per la nobile famiglia veneziana dei Pisani. La presenza di una semplice costruzione cinquecentesca preesistente non poteva bastare per celebrare la gloria e la potenza di questa illustre casata, motivo per cui venne decisa una riedificazione pressoché totale della nuova villa di rappresentanza. Il Frangimelica venne però a mancare nel 1732 e uno dei fratelli Pisani, Alvise, volle continuare con l’ambizioso progetto e incaricò Francesco Maria Preti di proseguire con questa opera che, nell’immaginario del nobiluomo, doveva competere per bellezza e grandiosità con le maestose residenze europee. I lavori vennero completati nel 1756 e la villa fu fin da subito il luogo preferito per la villeggiatura (oltre che un simbolo di rappresentanza) per i Pisani: grande attenzione era data anche al giardino e allo sviluppo delle arti, tanto che Marina Sagredo, madre di Alvise, fonderà qui l’Accademia di Pittura Pisani, incentivando la costante attività di pittori e artisti che arricchirono il patrimonio artistico della villa.

Le scuderie e la piscina di Villa Pisani

Le scuderie e la piscina di Villa Pisani

A causa della Rivoluzione Francese e con l’avvento di Napoleone la supremazia veneziana venne però meno e anche i Pisani dovettero totalmente ridimensionare le loro fortune: la villa infatti venne venduta, a causa dell’impoverimento delle loro casse, proprio al condottiero francese che l’acquistò nel 1807.

Napoleone la cedette in seguito a Eugenio Beauharnais e alla sua consorte che disposero un totale rinnovamento: numerose decorazioni, soprattutto delle stanze, vennero adattate al gusto imperiale e il giardino subì importanti cambiamenti. Nel 1814 divenne di proprietà degli Asburgo e il complesso venne affidato al Governatorato Generale Civile e Militare del Lombardo Veneto. Nel 1866, durante la terza guerra di indipendenza, Villa Pisani ospitò lo stato maggiore dell’esercito italiano: è in questa occasione che, probabilmente, Re Vittorio Emanuele II (che ormai avrete imparato a conoscere molto bene grazie agli articoli dedicati alle sue residenze come il Castello della Mandria) incontra la sua futura moglie morganatica Rosa Vercellana (la Bela Rosin), evento celebrato nelle “Sale Savoia” della villa.

Una delle "Stanze Savoia"

Una delle “Stanze Savoia”

Tra il 1874 e il 1882 la villa venne messa più volte all’asta senza successo: iniziava un periodo decadente per Villa Pisani che si interruppe solo momentaneamente nel 1934, quando venne parzialmente ristrutturata per ospitare il primo incontro ufficiale tra Mussolini e Hitler. Nonostante ciò il torpore e l’abbandono proseguirono fino alla metà degli anni ’80 dello scorso secolo quando iniziarono seri lavori di restauro e ristrutturazione che diedero nuovamente dignità a numerosi ambienti della villa.

Struttura della villa

Villa Pisani ospita ben 168 stanze non tutte, però, visibili: queste sono denominate in base all’utilizzo o all’ospite che vi soggiornò, come la “Stanza Napoleone”. Il parco copre ben 14 ettari e, nonostante i suoi rimaneggiamenti, oggi ospita una commistione di più stili artistici. Tra gli elementi di maggior risalto spiccano:

  • Le scuderie
  • La piscina
  • L’orangerie
  • Il labirinto
  • La galleria dei glicini
  • La casa e il magazzino dei giardinieri

In origine le stanze concepite dai Pisani furono 114, in onore del 114° doge di Venezia Alvise Pisani: la maggior parte è arredata con mobili di epoca napoleonica o asburgica e ospitano alcuni pezzi di arredamento, come alcune porcellane, che risalgono all’epoca dei Pisani.

Aiuola di Iris japonica

Aiuola di Iris japonica

L’interno è costituito da una parte centrale nella quale si trovano la sala d’ingresso e la sala delle feste. Per accedere al piano nobile si percorre uno scalone e un passaggio che ospita numerose sculture. In origine tutti gli ambienti del piano erano collegati da corridoi interni e solo successivamente è stato costruito un unico corridoio che permette la visita delle stanze. Le sale principali sono le seguenti:

  • Sala dei trionfi delle arti, con l’affresco sul soffitto di Giambattista Crosato che raffigura le Virtù fondamentalei, ovvero la Pittura, la Musica, la Poesia e la Scultura.
  • Sala del Trionfo di Bacco, chiamata così per la presenza di una decorazione pittorica di Jacopo Guarana che raffigura proprio il Dio greco del Vino.
  • Salone delle Feste: si tratta del salone più sontuoso e importante grazie alla presenza sul soffitto dell’Apoteosi di Villa Pisani ad opera di Giambattista Tiepolo, opera realizzata in soli 76 giorni all’età di 64 anni, nel 1761.
  • Salotto Napoleonico e Camera di Napoleone, chiamate così in quanto ospitarono Napoleone Bonaparte
  • Sale Savoia: si tratta di due stanze destinate a ospitare il Re Vittorio Emanuele II e la sua amante, la giovanissima Rosa Vercellana (all’epoca quattordicenne). Si dice che i due qui vissero a pieno la loro stravolgente storia d’amore.
  • Stanza della Musica: caratterizzata da una serie di affreschi decorativi che richiamano il tema musicale e da alcuni affreschi originali cinquecenteschi.
Stanza del Principe Eugenio

Stanza del Principe Eugenio

La mia visita a Villa Pisani

Come ben sapete “dove c’è Tiepolo io mi fiondo”, mptivo per cui trovandomi a Padova durante il periodo di Pasqua del 2024 non potevo assolutamente farmi scappare l’occasione di ammirare uno dei capolavori più significativi del Giò. Batta. É così dunque che durante il secondo giorno di viaggio io e Uomo Moribondo ci siamo diretti di buon’ora a Stra per visitare Villa Pisani: parcheggiata la mitica Puffa presso il parcheggio della villa, ci siamo diretti con una breve passeggiata verso l’ingresso.

Le scuderie di Villa Pisani

Le scuderie di Villa Pisani

Sfruttando un barlume di luce ci siamo prima dedicati ai giardini: il silenzio del parco era interrotto solo dal canto delle cinciallegre e tutto sembrava cristallizzato nel tempo e nello spazio. Oltre a noi non c’era nessuno e questo ci ha permesso di poter visitare il tutto con estrema calma, anche se ci siamo un po’ stupiti da questa “mancanza” di visitatori conoscendo la fama di Villa Pisani. Passeggiando tra le aiuole di Iris japonica abbiamo notato con grande stupore che molti luoghi del parco erano chiusi o inaccessibili, come ad esempio il labirinto, il bar e le scuderie, notando anche un certo abbandono degli stessi. Siamo rimasti davvero esterefatti a fronte del fatto che un luogo così autentico e importante non fosse totalmente accessibile: le Scuderie, in particolare, presentavano vetri rotti e scritte sulle pareti esterne, con nostro grande disappunto.

Corridoio di Villa Pisani

Corridoio di Villa Pisani

Speranzosi di trovare un ambiente molto più accogliente abbiamo raggiunto il corpo centrale della villa e qui siamo rimasti totalmente ammaliati dalla sontuosità e dalla magnificenza dell’edificio: salito lo scalone ed entrati l’atmosfera è totalmente cambiata in positivo, così come il nostro umore. Eravamo pronti a immergerci nella bellezza di Villa Pisani!

Ingresso alla Stanza delle Feste

Ingresso alla Stanza delle Feste

Con estrema calma e immortalando gli ambienti con attenzione abbiamo ammirato gli arredi e le stanze rimanendo letteralmente a bocca aperta: sapete quanto siamo abituati a visitare beni storici, ma per noi vi è sempre una gradita aura di sorpresa e una meraviglia! In particolare sono rimasta colpita dalle sobrie Stanze Savoia (sapete quanto io ami la storia dei reali e delle dinastie e poter ripercorrere le impronte dei Re sabaudi è sempre occasione di divertimento per la sottoscritta) e la Sala del Trionfo delle Arti, così riccamente decorata. Ho ripensato al folle amore tra Vittorio Emanuele II e la Bela Rosin, così diversi eppure sempre molto uniti, nonostante i molteplici tradimenti del sovrano ai suoi danni: all’epoca Rosa aveva solo quattordici anni eppure l’amore verso Vittorio Emanuele l’accompagnerà per tutta la sua vita, un sentimento che non è mai venuto meno. Come nelle storie di fantasia dove i Principi si innamorano delle popolane, così Vittorio Emanuele aveva letteralmente perso il senno per quella giovane e determinata ragazza che, pur non essendo nobile, divenne sua consorte morganatica e ottenne il titolo di Contessa di Mirafiori. É proprio vero che l’amore è così potente da non doversi mai giustificare!

La Stanza della Musica

La Stanza della Musica

La Sala delle Feste, la più “desiderata” dalla vostra Vagabonda, mi attendeva alla fine del percorso: il suo ingresso attraverso un imponente arco è parso davvero come l’ingresso al Paradiso. Avete presente la Sala da Ballo de “La Bella e la Bestia“, grande classico d’animazione della Disney? Ecco, questo luogo mi ha trasmesso proprio la sensazione di trovarmi lì. Il mio sguardo non sapeva davvero dove posarsi, continuamente catturato dalla maestria del Giò. Batta che ci impiegò soltanto 76 giorni per realizzare una delle opere più importanti della sua immensa produzione artistica: vi rendete conto che a 64 anni quella vecchia volpe era in grado di realizzare qualcosa di stupefacente come questa decorazione?! Tiepolo era davvero un artista dalle mille più risorse e forse è anche questo che amo di lui, il fatto che fino alla fine si sia dedicato a ciò che amava più fare, attingendo da un serbatoio apparentemente infinito di energie e ispirazione.

Il soffitto di Giambattista Tiepolo

Il soffitto di Giambattista Tiepolo

Il Giò. Batta dunque sfida ogni limite: prima di partire per la Spagna per i suoi ultimi incarichi fu ben contento di poter affrescare, ancora una volta, una villa storica e rappresentare i membri viventi della casata dei Pisani che pretesero a tutti i costi il pittore veneziano come realizzatore di questa grande opera glorificatrice.

La famiglia Pisani ritratta da Giambattista Tiepolo

La famiglia Pisani ritratta da Giambattista Tiepolo

Un grande e infinito cielo azzurro fa da sfondo all’azione e alla dinamicità dell’opera: al centro della raffigurazione troviamo la Madonna con la Fede, la Carità, la Speranza e la Sapienza. Vicino è rappresentata la famiglia Pisani in tutto il suo splendore e in abiti settecenteschi, una vera e propria testimonianza dei costumi dell’epoca: i suoi rappresentanti invocano una personificazione dell’Italia e mostrano le loro glorie al globo rappresentato da personaggi che richiamano, sempre secondo il gusto del pittore, l’Africa, l’Europa, l’America e l’Asia (così come aveva fatto a Palazzo Clerici a Milano). Dall’altra parte dell’opera è raffigurato un tema molto caro alla famiglia Pisani, ovvero il dolore della guerra in contrasto con alla felicità che porta la pace.

La magnifica decorazione della Sala delle Feste di Villa Pisani

La magnifica decorazione della Sala delle Feste di Villa Pisani

Le pareti della sala sono state dipinte da Pietro Visconti: finte colonne creano un gioco di luci e ombre. C’è poi la mano del Guarana, del Crosato e anche di Giandomenico Tiepolo che ha aiutato il padre nella decorazione.

Ritrovarsi, ancora una volta, al cospetto del Giò. Batta è stata un’emozione indescrivibile: ammirare ogni singolo personaggio di quell’affollato cielo, pensare a questo immenso capolavoro e all’infinita bravura dell’artista è stato come un’epifania, un sentimento che sempre si presenta quando scruto l’opera del mio pittore preferito. Insomma, posso considerarmi la “fan girl number one” di Tiepolo e mi sento quasi una cheerleader aitante quando ripenso ai suoi capolavori: non posso farci niente, è un amore puro verso ogni sua pennellata!

Fatto il pieno di Giò. Batta ci avviamo al bookshop dove, indovinate, acquisto gli ennesimi libri sul Tiepolo, per la gioia di Uomo Moribondo che tra non molto dovrà cambiare residenza a causa dei testi che continuano, irrimediabilmente, ad accumularsi: non ho la presunzione di poterne scrivere uno io, ma diciamo che ormai mi sono fatta l’occhio sul mitico pittore veneziano.

Donna Vagabonda a Villa Pisani

Donna Vagabonda a Villa Pisani

La visita a Villa Pisani è stata dunque dolceamara: se da una parte gli interni sono davvero favolosi e ben tenuti, dall’altra gli esterni (almeno all’epoca della nostra visita) avevano davvero bisogno di attenzione. Spero che nel frattempo si siano svolti lavori di restauro e che il labirinto sia stato riaperto (anche se da ciò che indica il sito ufficiale così non è).

Villa Pisani è un autentico gioiello veneto che merita cura e valorizzazione: le sue magnifiche stanze e i suoi immensi giardini fanno catapultare il visitatore in un’altra epoca e permettono di scoprire l’affascinante storia della famiglia Pisani!

E voi ci siete mai stati? Fatemelo sapere nei commenti!

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Commenti

  • Lisa Trevaligie Travelblog
    7 Febbraio 2025

    Praticamente sei una “stalker” del Tiepolo! Non ne perdi una! scherzi a parte trovo questa dimora davvero affascinante, anche se meno interessante ( a mio avviso) rispetto alle altre che ho trovato nel tuo blog. Mi ha fatto però piacere conoscerne la storia e sapere che sia stata di proprità di Napoleone le da sicuramente un tocco di notorietà in più.

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  • 7 Febbraio 2025

    E io che ingenuamente credevo che le ville sul Brenta fossero solo quelle del Palladio, invece leggo qui di questa enorme abitazione costruita su progetto di Frangimelica. Peccato non sia riuscito a portarla a termine, ma credo che il successore abbia fatto comunque un ottimo lavoro.

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  • 9 Febbraio 2025

    Ed in effetti non è un caso che Villa Pisani a Stra sia definita “Regina delle Ville Venete”. Visitata qualche anno fa ma ho proprio voglia di tornarci! Stupenda sia come villa in sè stessa, con i suoi magnifici arredi e dipinti, che nelle vesti di Museo, con le interessanti mostre che programma

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  • 10 Febbraio 2025

    La quantità di ville sparse in giro per il Veneto (e anche nel mio Friuli Venezia Giulia) è davvero incredibile. Se ne scoprono sempre di nuove e di più belle. Tutti conoscono quelle del Palladio, ma decisamente non sono le uniche e non è nemmeno detto che siano le più belle (anzi, non sono una sua grande fan se devo essere sincera!). Come sempre riesci a farmi scoprire qualcosa di nuovo e di bello, anche vicino a casa mia!

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  • 11 Febbraio 2025

    Tra i mille motivi per cui ho amato questo articolo c’è la tua passione sfrenata per il Tiepolo che onestamente non mi ero mai filata e che ho imparato ad apprezzare grazie ai tuoi post. Ho da molto tempo in mente di andare a Stra a visitare Villa Pisani anche se non avevo idea che fosse così articolata , grazie per le infonpreziose

    rispondi
  • Arianna
    14 Febbraio 2025

    Riesci sempre a farmi scoprire ville e palazzi davvero meravigliosi, mi sono immersa in questa bella villa veneta e già vorrei visitarla, quante ville in Veneto!

    rispondi
  • 15 Febbraio 2025

    Abbiamo visitato questa bellissima visita e il suo parco un paio di anni fa. Mi spiace che il parco e le scuderie durante la tua visita non fossero in buono stato. Speriamo sia una cosa temporanea e che in primavera diamo il loro meglio.

    rispondi
  • Marina
    16 Febbraio 2025

    Mi hai davvero sbloccato il ricordo di quando, molti anni fa, con mia mamma coronammo il sogno di visitare le ville venete. Dovrei tornare al più presto a fare un ripasso : )

    rispondi
  • 19 Febbraio 2025

    Faccio fatica a visitare dimore storiche ma ogni volta che ne leggo i contenuti rimango molto affascinata. Non solo per la bellezza oggettiva ma per la suggestione nel rivivere con la fantasia la vita di altre epoche e in quegli spazi. Sono moltissime le sale che descrivi, ognuna adibita ad una funzione specifica…e sorrido pensando alla mia difficoltà di gestire quotidianamente 70 metri quadrati!

    rispondi

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