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Le meraviglie della natura: La Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo – Isola della Cona

Spulciando tra le mie vecchie foto ho ritrovato alcuni scatti che feci quando visitai la Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo – Isola della Cona, rispettivamente nel 2015 e nel 2016. Sapete quanto io ami la regione del Friuli e quanto spesso io sia stata ospite della sua meravigliosa gente, perciò non potevo non scrivere un articolo in proposito.

la riserva naturale regionale della foce dell'isonzo

Proprio nel 2015 iniziarono i miei viaggi tra Friuli e Slovenia, in occasione di un’escursione organizzata dal mio corso di laurea (la più bella escursione e la più divertente senza dubbio): è così che ho potuto scoprire questa meravigliosa riserva naturale, che si trova nella parte orientale della regione, lungo l’ultimo tratto proprio dell’Isonzo, a cavallo dei comuni di Staranzano, San Canzian d’Isonzo, Fiumecello e Grado. Costituita da ben 2338 ettari e istituita nel 1996, questa riserva è un faro per tutti gli amanti della natura e del birdwatching, quindi per la sottoscritta è proprio la manna.

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Grazie ad una serie di capanni, è possibile osservare numerosissime specie ornitologiche e non solo: è infatti presenza fissa il cavallo di razza Camargue che svolge un ruolo di “manutenzione della riserva” grazie al suo brucare incessante dell’erba. I cavalli vivono bradi sull’isola e ormai sono parte integrante di questo piccolo ecosistema.

L’area protetta è accessibile a grandi e piccini, grazie a dei comodi sentieri che circondano tutto il territorio, inoltre è disponibile un punto ristoro e una foresteria per dormire dotata di tutti i confort e servizi impeccabili. La breve distanza dai comuni sopracitati o dalla città di Monfalcone rendono la Riserva un luogo davvero facile da raggiungere: un comodo parcheggio gratuito vi darà il benvenuto.

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L’avifauna in Riserva è ben rappresentata con numerosi Anseriformi svernanti tra cui il Fischione (Mareca penelope), l’Alzavola (Anas crecca) e l’Oca lombardella (Anser albifrons). Per la gioia degli ornitologi e dei fotografi non mancano poi il Cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus), il Gruccione (Merops apiaster) e la Beccaccia di mare (Haematopus ostralegus). Per quanto riguarda la botanica, in tutta la Riserva sono presenti numerosi habitat palustri che ospitano specie alofile (cioè che vivono bene in presenza di acque salmastre) come Juncus maritimus, Limonium narbonense, Salicornia fruticosa, Salicornia veneta e altre.

Da amante della natura e degli uccelli quale sono, potete immaginare che cosa ho provato ad osservare così tante specie concentrate in un luogo solo. La Riserva per me è stata la seconda esperienza di fotografia naturalistica (dopo l’Oasi di Sant’Alessio, leggete il mio articolo qui) e la più fruttuosa, tanto che l’anno dopo sono tornata armata di obiettivo 70-300 Canon Serie L per fotografare di nuovo i meravigliosi animali che qui ho incontrato. L’emozione è stata tanta, nonchè la voglia di scattare sempre di più e sempre meglio. Sia nel 2015 che nel 2016 ho alloggiato presso la foresteria e mi sono trovata davvero bene: grazie alla sempre disponibile Letizia che ha reso il nostro soggiorno confortevole e piacevole, la mia esprienza alla Riserva è assolutamente positiva! Se volete svolgere anche un’attività al di fuori dagli schemi, vi consiglio una bella cavalcata al tramonto: è infatti disponibile un piccolo maneggio con i cavalli Camargue che potranno accognarvi a vedere il tramonto incantato sulle sponde dell’Isonzo.

Che dire, se siete amanti degli animali, della natura, ed in particolare dell’avifauna, non potete perdervi questa esperienza all’Isola della Cona, o Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo.

Per maggiori informazioni, visitate il sito internet ufficiale.

Un viaggio del 2016: Verona

Romantica, fiabesca, incantata. Verona è tutto questo e anche di più.

Per Pasqua del 2016 sono andata a scoprire le meraviglie di una delle città care al sommo Shakespeare, il quale dice “nella bella Verona, dove la nostra scena s’apre” (Romeo e Giulietta), e che non mi ha lasciata indifferente. Verona: buon cibo, storia e tanta tanta cultura, ma anche natura e divertimento.

In tre giorni ho potuto vedere tutte le attrazioni principali di questa bella città, passando dal Balcone di Giulietta, all’Arena, a Castelvecchio, al Giardino Giusti, a Piazza delle Erbe.

La visita inizia subito con un giretto in centro, dove prima visito la Chiesa di Sant’Anastasia, e la Corticella Leoni. Dopo un tuffo nella storia volto pagina e imbocco la via per il famoso balcone di Romeo e Giulietta: c’è un po’ di fila ma non importa, qui vengono davvero da tutto il mondo per vedere il luogo della dichiarazione d’amore tra i due giovani. Con mio dispiacere trovo molte scritte di cattivo gusto, dichiarazioni d’amore d’inchiostro indelebile sui muri della galleria che porta ai balconi. Questa cosa proprio non mi piace, ma tiro dritto. All’interno della casa di Giulietta mi viene offerta una possibilità unica: scrivere qualche riga della tragedia di Shakespeare, in occasione dell’anniversario della morte (400 anni) del poeta. Così mi siedo e con pennino ed inchiostro scrivo qualche pagina in italiano ed in inglese. Mi sembra di essere tornata al 1300, che meraviglia!

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Il Balcone di Giulietta

Visito la casa della dama e poi scatto le foto dal balcone, dopodichè vado a vedere la casa di Romeo, solo da fuori, passando per Piazza delle Erbe, che è arricchita di bancarelle in vista dei mercatini pasquali.

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Piazza delle Erbe

Per cena mi butto su una bella spaghettata di cozze e vongole, che meraviglia!

Il giorno dopo visito l’arena, che è davvero emozionante: non assomiglia al Colosseo, anche perchè le dimensioni sono ben diverse, ma non è meno caratteristica. Sui gradoni degli spalti noto anche delle belle ammoniti, segno che i materiali per la costruzione sono stati cavati da una zona fossilifera. Dopo una bella mattinata continuo il mio tour a Castelvecchio e visito il suo museo: le collezioni si snodano negli articolati ambienti del castello, dentro e fuori suggestivi cortili, saloni, mura altomedioevali, camminamenti di ronda. Per quanto riguarda i quadri, troviamo molti pittori famosi come Andrea Mantegna, Pisanello, Jacopo Tintoretto. Il museo si snoda anche attraverso i camminamenti, da cui si vede un bel panorama di Verona e la statua di Cangrande.

Dopo la visita del museo mi dirigo verso il Regaste San Zeno proprio per visitare la Basilica di San Zeno Maggiore: la chiesa è davvero imponente, uno degli esempi più caratteristici dello stile romanico ancora esistenti. All’interno si trova un ampio chiostro, e nella chiesa anche una cripta. Sugli scalini trovo ancora le ammoniti, questa volta in formazione rossa (probabilmente rosso ammonitico).

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L’interno della Basilica

Approfitto della bella giornata soleggiata per riposarmi su di una panchina proprio fuori la Basilica e poi mi avvio pian piano verso il centro. Per la cena ancora frutti di mare, li adoro proprio!

Per l’ultima mezza giornata scopro qualche angolo un po’ meno turistico, e mi dirigo al Giardino Giusti: la mia fame naturalistica viene proprio appagata; il palazzo è stato costruito nel XVI secolo con un impianto ad U, insieme al giardino che è considerato uno degli esempi più belli di giardino all’italiana.

Il giardino si può dividere in varie zone, di cui le più importanti sono quella occidentale e quella orientale. Le zone sono arricchite da aiuole e vialetti alberati. Un labirinto corona il tutto.

E’ già ora di rientrare, quindi pranzo e poi recupero le valigie, il viaggio è terminato.

Ciao Verona!

Per una Verona artistica e naturalistica, consiglio di visitare:

  • L’arena
  • Il Giardino Giusti
  • Castelvecchio
  • Piazza delle Erbe
  • Il Balcone e la casa di Giulietta
  • Santa Anastasia
  • San Zeno
  • Museo di storia naturale di Verona

Il mio viaggio in pillole:

  • Periodo di viaggio: aprile
  • Durata: 3 giorni
  • Difficoltà: 2/5
  • Viaggio organizzato: no
  • Adatto a famiglie e bambini: sì

Cose da fare assolutamente:

  • Mangiare un piatto di bigoli caserecci in cassopipa della tradizione chioggiotta al ristorante Pizza Torre 5
  • Ascoltare il canto degli uccelli al Giardino Giusti
  • Riposarsi su una panchina a Castelvecchio