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Diario di viaggio: Vienna – giorno 2

Ed eccoci al secondo giorno a Vienna, entusiasti e galvanizzati per una nuova giornata ricca di storia ed emozioni. Il cielo sopra di noi non è molto invitante e la pioggia è pronta a sorprenderci in ogni momento ma questo non ci scoraggia. Decidiamo, sfruttando il maltempo, di visitare il bellissimo Complesso Reale della Hofburg. La storia di questo simbolo di Vienna è davvero secolare e ricca di nomi e personalità influenti. Non ci resta dunque che prendere la metro e dirigerci verso il Palazzo Reale.

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Il nucleo centrale del Palazzo si trova nel distretto di Innere Stadt: una parte di essa è la residenza e il luogo di lavoro del Presidente dell’Austria mentre quasi tutto il complesso è stato adibito a funzione museale (non tutto il complesso si erge su di un unico palazzo). La Hofburg si estende per 240000 metri quadri ed è formata da ben 18 ali, 19 cortili, 2600 stanze. La costruzione risale al XIII secolo e grazie agli Asburgo venne ampliata e arricchita. Il complesso è costituito da una serie di residenze a palazzi tra loro apparentemente distaccati, la Cappella Imperiale (Hofkapelle o Burgkapelle), il Naturhistorisches Museum ed il Kunsthistorisches Museum, la Biblioteca Nazionale Austriaca (Hofbibliothek), il tesoro imperiale (Schatzkammer), il Burgtheater, la Scuola di cavalleria spagnola (Hofreitschule), le stalle imperiali (Stallburg e Hofstallungen), ed il centro congressi Hofburg. Con una storia così antica e con il desiderio di creare un’opera maestosa, il progetto non poteva che essere affidato a numerosi artisti tra cui l’architetto ed ingegnere italiano Filiberto Luchese (che curò il Leopoldinischer Trakt), Lodovico Burnacini, Martino Carlone e Domenico Carlone, gli architetti barocchi Johann Lucas von Hildebrandt e Joseph Emanuel Fischer von Erlach (l’ala della Cancelleria Imperiale e la scuola di cavalleria invernale), Johann Fischer von Erlach (la biblioteca), e gli architetti della grandiosa Neue Burg costruita tra il 1881 ed il 1913.

Arrivati di buon’ora notiamo che già la fila per entrare è ben nutrita: evidentemente in molti hanno pensato di dirigersi verso un luogo chiuso come noi a causa del cattivo tempo. Le file non ci scoraggiano e dunque ci apprestiamo ad entrare, pazientando.

Avevo visitato già la Hofburg quando giunsi a Vienna la prima volta, a 18 anni, e sapevo quali meraviglie mi attendevano ma l’emozione è stata come quella che ho provato molti anni orsono: incredibile. La visita si apre con il Museo delle Argenterie, uno dei più ricchi e interessanti del mondo. Piatti, stoviglie, posate e suppellettili ci colpiscono per la loro preziosità e per lo sfarzo che solo una famiglia imperiale poteva permettersi. La storia della Camera delle argenterie risale al 1400 e la collezione si è arricchita sempre di più. Il 1° aprile 1995 è stato inaugurato il Museo delle argenterie e ad oggi la superficie è di 1300 metri quadrati e sono esposti circa 7000 pezzi (in totale sono più di 150000): notevole, non è vero?

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Dettagli dorati

Lo sguardo è davvero travolto dal lusso di questa posateria e dalla vera arte che si trova palesata in questi oggetti: oro, argento, ceramica ed altri materiali preziosi ci hanno impressionati davvero molto e ci hanno riempito il cuore di bellezza e sofisticatezza.

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Dopo più di un’ora di visita ci dirigiamo verso gli appartamenti reali: qui le fotografie non sono permesse e quindi non posso mostrarvi le meravigliose stanze imperiali. Una cosa posso dirvi. Lo sfarzo che ho visto qui non l’ho visto più da nessuna parte, più in nessun palazzo reale, a parte Schönbrunn. Gli appartamenti visibili sono quelli dell’Imperatore Francesco Giuseppe e quelli di sua moglie, l’Imperatrice Elisabetta di Baviera, conosciuta come Sissi. Su Sissi si è scritto e detto davvero di ogni e di sicuro questo non è il luogo adatto per aggiungere altro su questa figura storica così amata e così discussa. Mi limito a dire che la sua permanenza in questa corte non doveva essere facile ma di sicuro nemmeno priva di gioie. I suoi appartamenti sono tra i più belli al mondo e la loro possanza si può palpare davvero. Oltre agli appartamenti, a Sissi è dedicato anche un museo, che ripercorre le tappe della sua vita, dall’infanzia alla tragica morte per mano dell’anarchico Luigi Lucheni. La visita a tutto il complesso è durata tutta la mattinata e ne siamo usciti davvero pieni di gioia e di stupore, soprattutto Gabriele.

Appena fuori ci rendiamo conto che il tempo stava cambiando e sembrava spuntare un timido sole…Non potevamo non cogliere l’occasione di stare un po’ all’aperto! Così abbiamo incrociato le dita e ci siamo diretti alla Chiesa degli Agostiniani: sempre incastonata nel complesso monumentale della Hofburg, la Chiesa è famosa per essere stata il luogo cardine per le nozze imperiali. Maria Teresa sposò proprio qui l’amato Francesco Stefano di Lorena nel 1736 e così fece l’Imperatore Francesco Giuseppe con la sua amata Sissi, che celebrò qui l’unione reale nel 1854. Dopo averla visitata ci siamo diretti verso il Graben per gustarci un altro panino con il leggendario wurst e subito dopo, continuando a sfruttare il meraviglioso sole che così gentilemente si è concesso a noi, ci siamo diretti al Palazzo del Belvedere.

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Ricordo che la prima volta che vidi Vienna fu il primo monumento che visitai e all’epoca mi lasciò un bel ricordo. Oggi, dopo questa visita, posso dire che per me questo è il più bel palazzo della città viennese, in assoluto. Sarà meno maestoso di Schönbrunn ma comunque la bellezza architettonica non ha rivali. Chi mi segue su Instagram sa quante volte ho dichiarato il mio amore per l’arte barocca e qui siamo proprio davanti ad uno dei capolavori più rinomati dell’architettura barocca austriaca. Il complesso venne costruito da Johann Lucas von Hildebrandt per il principe Eugenio di Savoia ed è formato da due palazzi contrapposti, il Belvedere superiore (Oberes Belvedere) e il Belvedere inferiore (Unteres Belvedere), separati da una grande prospettiva di giardini alla francese digradanti sulla collina e affacciati sulla città. Oltre ad essere uno del Palazzi principeschi più belli del mondo, il Belvedere ospita la Österreichische Galerie Belvedere che ospita le opere principali di Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka, uno dei principali musei d’arte di Vienna. E sapete che quando c’è arte, c’è Donna Vagabonda.

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Belvedere inferiore e giardini alla francese

Arrivati dopo circa 20 minuti di tram, ci dirigiamo verso la biglietteria e acquistiamo il biglietto per visitare sia il Belvedere superiore che quello inferiore. A causa della grossa mole di visitatori non possiamo entrare immediatamente e così decidiamo di scattare qualche fotografia ai giardini che lasciano davvero stupiti: puliti, ordinati, ben curati e accoglienti.

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Noto che molti viennesi sfruttano il parco del Belvedere per rilassarsi e per fare jogging, infatti l’entrata ai giardini è gratuita: un ottimo modo per invogliare anche i cittadini a visitare questo luogo e di sicuro un approccio lungimirante nella gestione del bene pubblico. I giardini alla francese sono stati mantenuti sino ai nostri giorni con i numerosi jeux d’eau disegnati da Dominique Girard, che già aveva operato a Versailles come pupillo del celebre André Le Nôtre.

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Il Palazzo del Belvedere

Dopo una mezzoretta di attesa entriamo partendo dal Belvedere superiore e rimaniamo subito incantati dalla bellezza artistica sia del palazzo che delle opere che qui sono conservate: la visita inizia con il tema della storia del Belvedere e prosegue con l’esposizione di opere d’arte del Medioevo, del Barocco, del Classicismo e dell’epoca Biedermeier.

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Gabriele assorto…Chissà cosa starà pensando!

Degni di nota sono sicuramente i due ritratti reali eseguiti per conto dell’Imperatore Francesco Giuseppe e di sua moglie Sissi, realizzati da Georg Martin Ignaz Raab, pittore austriaco noto per aver ritratto alcuni membri della famiglia reale asburgica. Non si pùò non menzionare poi una delle più famose opere d’arte al mondo, “Napoleone valica il Gran San Bernardo” di Jaques-Louis David, forse il più celebre ritratto del condottiero francese, presente in moltissimi libri di storia. Al Modernismo viennese e all’arte intorno al 1900 è dedicato un ampio spazio al primo piano e qui si trovano tra le opere più importanti al mondo di questo periodo storico come il “Bacio” di Gustav Klimt e “La famiglia” di Egon Schiele. Infine, al secondo piano, si può ammirare l’arte del periodo fra le due guerre e del periodo postbellico. Un museo d’arte a tutto tondo, ricco di opere magnifiche e di quadri eccezionali. La visita, durata circa due ore, si è conclusa con tanta meraviglia e, non nego, con un po’ di stanchezza.

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Decidiamo dunque di visitare velocemente il Belvedere inferiore, forse meno suggestivo di quello superiore e assolutamente più piccolo.

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Finita la visita ci aspetta un bel giro tra i giardini: lo stile francese predomina sul paesaggio e l’armoniosa composizione mi porta alla mente periodi lontani e passati. Chissà quanti principi, condottiere, damigelle e statisti hanno calcato questi sentieri, hanno ammirato queste aiuole, hanno passeggiato con ombrellini per il sole e bastoni eleganti. Non c’è che dire, Vienna è principesca e sontuosa e difficilmente in un’altra città respirerete un’aria così maestosa e intrisa di storia!

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Si è fatta quasi l’ora di cena dunque scattiamo le ultime fotografie e poi ci dirigiamo in albergo per rinfrescarci. Alla sera ci attende un’altra buonissima Schnitzel targata Centimeter! Un altro giorno a Vienna è passato, un altro giorno ricco di sorprese, bellezza, ricordi e tanta tanta felicità.

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Diario di Viaggio: Vienna – Giorno 1

Scrivere un Diario di Viaggio è sempre emozionante, soprattutto quando si inizia con il primo giorno. Si sa, il primo giorno è il giorno dell’arrivo, c’è la frenesia del volo e del giungere a destinazione il prima possibile. Tutto deve essere pronto, perfetto, impeccabile. Poi, come al solito, succede sempre qualche imprevisto, come il volo in ritardo, il caos del capire esattamente come raggiungere l’hotel, lo stordimento del viaggio in sè. Beh, per Vienna tutto questo non è accaduto.

Diario di viaggio Vienna

Dopo un volo molto tranquillo con la compagnia aerea Laudamotion, siamo giunti nel centro di Vienna in pochi minuti e altrettanto in fretta presso il nostro albergo, l’Hotel Zipser: la disponibilità della Receptionist e la cura per il cliente ci hanno fatto sentire subito a casa. Appena arrivati, la Signorina Pan, della Reception, mi ha consegnato una grossa borsa proveniente dall’Ufficio del Turismo di Vienna (Vienna Tourist Board): era il mio mediakit che conteneva le Vienna Cards valide per cinque giorni! Oltre a ciò, l’Ufficio del Turismo è stato così gentile da fornirmi molte brochure, depliant e buoni sconto utili per mangiare in centro! Insomma, un servizio assolutamente impeccabile!

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Dopo questo momento che ha galvanizzato sia me che Gabriele, decidiamo di metterci in cammino verso il centro: prendiamo la metro e scendiamo proprio al Graben, la Piazza principale della città. Con il Duomo di Santo Stefano alle spalle, mi guardo intorno e penso che Vienna sia ancora più bella di quando l’ho visitata in occasione del mio viaggio della Maturità: sembra trascorso davvero tantissimo tempo da quei momenti, dove il blog non era nemmeno un pensiero ma dove la passione per il viaggio era già ben radicata nel mio cuore! Che dire, gli anni passano ma le passioni rimangono!

Ciò che colpisce subito il viaggiatore quando giunge qui, al Graben, è l’immensità e la grandezza di questa capitale: gli spazi sono davvero ampi e lo sguardo è quasi confuso dalla miriade di cose su cui porgere l’attenzione. Si sente che Vienna è stata una grande città dall’importanza storica indubbia e che ha ricoperto il ruolo di città imperiale, nonostante ora molto elementi moderni e contemporanei si compenetrino a quelli antichi e barocchi.

E’ passata l’una da qualche minuto e lo stomaco comincia a dare segni di vita, perciò, prima di visitare qualunque monumento, decidiamo di fermarci e gustarci un buon vecchio Bratwurst viennese in uno dei chioschetti tipici (una delle cose assolutamente da fare se siete a Vienna, come vi ho già scritto in questo articolo): l’aria è calda e il profumo delle salsiccie molto invitante, quindi decidiamo di assaporare questa specialità, seduti comodamente in piazza. Sazi e con la pancia satolla decidiamo di entrare nel Duomo di Santo Stefano, o Stephansdom. La cattedrale è imponente e il suo campanile medioevale è uno dei simboli della città. Le sue fondazioni risalgono al 1147 quando vienne realizzata qui una chiesa di pianta romanica, che fu poi ampliata nel XIII secolo. Tra il XIV e il XV secolo la chiesa assunse la conformazione gotica. Il Duomo venne successivamente ampliato dagli Asburgo. Nel 1945 la cattedrale fu fortemente danneggiata dai bombardamenti alleati e dall’incendio che ne scaturì, così come tanti luoghi di culto durante il Secondo Conflitto Mondiale. Tre anni dopo il Duomo di Santo Stefano tornò a risplendere di luce propria dopo un’importante restauro.

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La facciata dell’ingresso principale è costituita dal “Portale del gigante” e dalle due torri gemelle dette “Torri dei Pagani”. Il portale fu così battezzato dopo il ritrovamento, nel XV secolo, di un osso di mammut nelle fondazioni del sito. Le torri invece sono chiamate “dei pagani” perché si ergono sul luogo in cui nell’antichità sorgeva un tempio pagano. Sul lato sinistro vi è invece la “Porta dei Cantori”, ingresso un tempo riservato ai fedeli di sesso maschile. La torre nord, coperta nel 1556, ospita nella cupola la Pummerin, la grande campana di 21 tonnellate ottenuta dalla fusione di 100 palle di cannone sparate dai turchi contro le mura viennesi durante l’assedio della città. La più alta di tutte le torri è la torre cuspidata detta Steffl, alta ben 137 metri e piazzata singolarmente al lato del corpo principale dell’edificio. La piattaforma panoramica che permette una notevole vista della città è raggiungibile dopo aver percorso 343 gradini: oggi, previo un pagamento di 6 euro, si può raggiungere la torre con l’ascensore e godere sempre della sua vista eccezionale sulla città. E’ proprio quello che abbiamo fatto io e Gabriele, dato che ad entrambi piacciono le vedute dall’alto. Secondo voi potevamo perdercela? Infatti non lo abbiamo fatto. La vista della città è squisita e da lontano si notano molti edifici storici e nuove costruzioni. Vienna ci appare immensa e sconfinata, forse un po’ caotica ma comunque molto bella.

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Dopo esserci goduti la strepitosa vista sulla città e aver incontrato una famigliola di Milano che ci ha entusiasmato dopo averci detto che per loro lavorare significa guadagnare per permettersi di viaggiare (si lavora per quello, no?), siamo scesi per visitare gli interni. Purtroppo la navata principale era oggetto di ristrutturazioni e quindi non si poteva camminarci attraverso: questo ha limitato un po’ la nostra visita ma siamo rimasto comunque molto soddisfatti e ammaliati da questa Chiesa. Comunque, per la cronaca, questo non è proprio l’anno delle Chiese per noi perchè dopo il Duomo di Colonia (leggete qui il mio Diario di Viaggio) anche quello di Vienna ha lasciato parzialmente incompleta la nostra esperienza.

Non ci scoraggiamo e decidiamo di visitare il centro storico, lasciandoci trasportare tra le vie della bellissima Vienna: la prima meraviglia che incontriamo è la Colonna della Peste, in tedesco Pestsäule, una monumentale colonna votiva che si erge proprio al centro del Graben. Questo straordinario esempio di scultura barocca austriaco fu costruito dopo che, nel 1679, la città fu colpita da una grande epidemia di peste. L’imperatore  Leopoldo I d’Asburgo, lasciando la città, fece voto di erigere una colonna di ringraziamento se la peste fosse finita. Nel 1683 Matthias Rauchmüller venne commissionato di ergere l’opera in marmo, ma morì già nel 1686 lasciando solo qualche scultura di angeli. Numerosi altri artisti si susseguirono, fra cui il grande architetto di corte Johann Bernhard Fischer von Erlach, che disegnò le sculture alla base della colonna. Alla fine il progetto venne assegnato a Paul Strudel che si basò sui concetti teatrali dell’architetto e scenografo italiano Lodovico Burnacini. La colonna, che ultimata è alta 21 metri, venne inaugurata nel 1693: in alto domina il gruppo in rame della Trinità e al di sotto si osserva molto bene un turbinio di nuvole dalle quali escono putti, angeli e in primo piano anche la statua dell’Imperatore che prega in ginocchio davanti alla Statua della Fede. Devo dire che, tra tutti i monumenti del centro storico di Vienna, questo è quello che mi affascina di più e che mi è rimasto più impresso nella mente: sarà che adoro il barocco ed il rococò e quindi, su di me, la scultura ha un notevole effetto.

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Dopo aver scattato molte fotografie alla Colonna della Peste, ci dirigiamo verso la Chiesa di San Pietro, o Peterskirche: la chiesa sorge su uno dei più antichi edifici sacri di Vienna, fondato da Carlomagno nel 792, i cui resti sono totalmente scomparsi. Nel 1701 si iniziò a costruire una nuova Peterskirche su progetto di Gabriele Montani, al quale subentrò due anni dopo Johann Lukas von Hildebrandt al quale si deve la facciata concava e la cupola. Quando siamo entrati stava per iniziare un concerto di bmusica barocca e quindi abbiamo solo fatto una breve tappa al suo interno per non disturbare il numeroso pubblico già presente.

Usciti dalla chiesa, abbiamo deciso di visitare il centro storico senza una meta precisa, affidandoci un po’ al flusso delle persone e un po’ al nostro istinto. Risultato? Vienna in ogni suo angolo ci ha mostrato la sua bellezza, come per la Piazza Am Hof, la Piazza di Hoher Markt e ancora il Teatro dell’Opera. Giunti fino a qui decidiamo di visitare un luogo che forse in tanti ignorano: la Cripta dei Cappuccini.

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Lo so, detto così forse non attira molto, ma se vi dicessi che è meglio conosciuta come Cripta Imperiale? Ebbene sì, a Vienna c’è un luogo dove sono sepolti i più importanti regnanti del Sacro Romano Impero e dell’Impero Asburgico. La Cripta si trova al di sotto della Chiesa di Santa Maria degli Angeli dei Cappuccini e il suo convento, in Piazza Neuer Markt, non lontano dal complesso della Hofburg.  Al suo interno ci sono custoditi i corpi di più di 140 aristocratici, tra cui 12 imperatori e 18 imperatrici. Oltre ai corpi sono conservate numerose ceneri e urne contenenti i cuori dei defunti. La più recente sepoltura risale al 16 luglio 2011, quando qui fu sepolto l’arciduca Ottone, figlio dell’ultimo imperatore Carlo I e di sua moglie Regina. Inoltre vi fu sepolta, nel 1989, l’ultima imperatrice d’Austria, Zita di Borbone-Parma, morta all’età di 97 anni. Vi sono anche sepolti i resti di 32 consorti e di altre 4 persone appartenenti ad altre importanti famiglie.

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Entrati al suo interno si respira un’aria di sacralità e si conserva il più religioso silenzio, sia per rispetto verso i defunti, sia per non disturbare chi è venuto a porgere i suoi omaggi (ancora molti austriaci e non solo vengono in questo luogo per porgere dei fiori o delle immagini sacre ai piedi delle tombe dei grandi imperatori). E’ un luogo solenne, che incute anche timore: le numerose tombe sono decorate con ornamenti che celebrano il Memento Mori e con teschi e simboli della morte. Di sicuro, la tomba più sontuosa è riservata alla più grande Imperatrice, Maria Teresa, seppellita assieme al suo amato marito: la sua tomba occupa un’intera sala ed è talmente grande da sovrastare tutte le altre, persino quelle di Francesco Giuseppe e di sua moglie Sissi. Proseguendo nella visita si incontrano numerose altre tombe ma le più importanti rimangono, oltre a quella di Maria Teresa, quella di Francesco Giuseppe e della sua amata Elisabetta, detta Sissi. Qui, più che ai piedi di qualsiasi altra tomba, gli austriaci e non solo lasciano fiori e immagini sacre, come segno tangibile dell’amore e dell’ammirazione verso l’Imperatrice, ancora oggi venerata e idolatrata da molti. Fa quasi impressione il livello di devozione per Sissi e stupisce che ancora ci siano persone che si recano in visita alla sua tomba per commemorarla.

Dopo aver terminato il tour della Cripta, decidiamo di tornare in camera per una doccia e per scrollarci di dosso la stanchezza del viaggio, stanchezza che viene subito sostituita dalla voglia di mangiare una bella Wiener Schnitzel: erano davvero troppi anni che non ne mangiavo una, vera e genuina. Cercando su Google abbiamo trovato un ristorante non lontano dal nostro hotel e le foto dei piatti erano davvero invitanti…Così ci siamo cambiati e ci siamo fiondati al Centimeter Beim Rathaus. Il locale, che è un pub oltre che un ristorante, era accogliente e molto informale, non proprio da turisti ma più per viennesi: proprio ciò che stavamo cercando! La gentilezza dello staff, la velocità nel servire e la bontà dei nostri piatti ci ha convinti a tornarci quasi per tutte le sere del nostro soggiorno. La Schnitzel, che io preferisco di maiale, era davvero incredibilmente buona, con una panatura leggera e croccante. Insomma, il ristorante è stato eletto “ristorante del viaggio” e ci avrebbe accolto per le restanti sere del nostro soggiorno. Non ancora abbastanza stanchi, decidiamo di fare un giro in notturna del centro di Vienna: l’atmosfera è meravigliosa.

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Il primo giorno termina qui, con tanta stanchezza e tanta tante felcità, con la voglia di parlare tedesco con i viennesi, e con tanta gioia nei nostri cuori!

Ringrazio l’Ufficio del Turismo di Vienna, Vienna Tourist Board, e in particolare la Signora Bianca Nemeth per la splendida opportunità che ci hanno dato!

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7 cose da non perdersi a Vienna

Vienna è una capitale vivace e molta dinamica, che può offrire un’ottima gamma di eventi culturali ed enogastronomici. Ho visitato Vienna nell’agosto del 2019 e sono riuscita a vivere a pieno una meravigliosa vacanza in pieno “spirito austriaco”. Di tutte le esperienze che ho vissuto, 7 meritano davvero di essere apprezzate anche da voi!

7 cose da non perdersi a Vienna

1 – Vedere la città dall’alto del Duomo di Santo Stefano

Se vi piace avere una visione d’insieme di una città osservandola dall’alto, allora dovete salire su una delle torri del Duomo di Santo Stefano: mentre la torre est è visitabile solo con il tour guidato, la torre ovest è accessibile previo pagamento di un biglietto (dal costo di 6 euro a persona). Una volta saliti vedrete tutta Vienna in una splendide cornice, quella del Duomo!

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2 – Mangiare un bratwurst presso i Würstelstand sparsi per la città

Chi lo ha detto che a Vienna non esiste lo streetfood? Proprio nella capitale austriaca potrete trovare veri e autentici Würstelstand, disseminati nelle zone “più calde” della città, come al Graben o presso l’Albertina: vi consiglio il Frankfurter Würst racchiuso in una morbida ciabatta con tutte le salse possibili al suo interno, una vera delizia! Per un pranzo veloce, pratico e gustoso!

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3 – Salire sulla Gloriette di Schönbrunn

Sempre a proposito di viste magnifiche, non potete perdervi il panorama dalla Gloriette del Palazzo di Schönbrunn! Potete salire sulla sua sommità senza acquistare il biglietto del castello, ad un comodo prezzo di 4,50 euro a persona direttamente acquistabile presso la struttura: da qui godrete di uno spettacolo unico, quello del castello e della sua meravigliosa città!

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4 – Assaporare la Sachertorte presso l’Hotel Sacher

Vienna è famosa per due cibi in particolare: la sua Schnitzel e la leggendaria Sacher Torte che proprio qui fu inventata da Franz Sacher per il principe Klemens von Metternich il 9 luglio 1832. L’atmosfera dell’Hotel Sacher, in pieno centro di Vienna, è elegante e raffinata e potrete decidere se gustarla nel suo dehor o al piano superiore nella sala da Té. Non vi piace il cioccolato? Tranquilli, sempre qui potrete degustare un ottimo Strudel!

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5 – Salire sulla ruota panoramica del Prater e sulla Praterturm

Il Wurstelprater è un affascinante parco di divertimenti sito appena fuori dalla zona del Ring, a Vienna. Qui potrete salire su numerose attrazioni tra cui la Praterturm, una delle calcinculo più alte del mondo alta ben 117 metri e con una velocità di 60 chilometri orari! Esperienza davvero unica e adrenalinica! Se invece preferite qualcosa di più tranquillo allora dovete assolutamente salire sulla Ruota Panoramica antica del Prater, costruita nel 1897 in occasione del 50° anniversario della salita al trono dell’imperatore Francesco Giuseppe. Da allora è diventata parte integrante del paesaggio urbano. Da qui godrete di una vista mozzafiato della città!

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6 – Visitare la Cripta imperiale

In molti vengono a Vienna a visitare i bellissimi palazzi dell’Hofburg e di Schönbrunn dimenticandosi però di visitare la Cripta imperiale sita al di sotto della Chiesa dei Cappuccini. L’imperatore Ferdinando d’Asburgo lo scelse come luogo di esequie e di sepoltura dei membri della dinastia imperiale, pertanto, nei suoi sotterranei si sviluppa un complesso di ambienti detto Cripta Imperiale (Kaisergruft o Kapuzinergruft in tedesco) che costituisce il mausoleo nel quale sono custoditi i sarcofagi di circa 150 appartenenti alla casa d’Asburgo, tra cui quello dell’Imperatrice Maria Teresa e di suo marito Francesco I di Lorena e quelle dell’Imperatrice Sissi e dell’Imperatore Francesco Giuseppe. Questa cripta è un luogo di raccoglimento e intimità, dove ancora è palpabile il rispetto per i regnanti.

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7 – Passeggiare tra i giardini del Belvedere

Il Palazzo del Belvedere fu voluto dal Principe Eugenio di Savoia come residenza estiva: questo gioiello barocco, fuori dall’area del Ring, ospita uno dei musei d’arte più importanti di tutta l’Austria. Oltre alla collezione, che dovrete assolutamente vedere, vi consiglio una passeggiata rilassante nei suoi giardini, punta di diamante dell’architettura del paesaggio barocco. Sia la parte anteriore che la parte posteriore sono di notevole bellezza e ospitano stagni e fontane di indubbia bellezza. Se volete riposarvi e godere di una romantica vista su di uno dei castelli più belli d’Europa, dovete assolutamente fare una passeggiata tra i giardini di questo palazzo!

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Queste e molte altre esperienze vi aspettano a Vienna!

Non dimenticatevi di passare dall’Ufficio del Turismo di Vienna, che ringrazio sentitamente per l’itinerario e per i riconoscimenti concessi!