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Alla scoperta della natura della Slovenia: il Lago di Bohinj

Anche quest’anno ho avuto modo di trascorrere qualche giorno in Slovenia per ammirare la natura e la bellezza di questi luoghi. Vi ho già parlato delle bellissime Cascate Savica (leggete il mio articolo cliccando qui) e adesso vi voglio parlare del Lago di Bohinj, proprio a 15 minuti dalle cascate già menzionate.

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Il Lago di Bohinj

Il Lago di Bohinj è il più esteso lago sloveno permanente, contando sui suoi 4350 metri di lunghezza e una larghezza massima di 1250 metri ed è inserito all’interno del Parco Nazionale del Tricorno. Forse meno conosciuto del suo vicino Lago di Bled, Bohinj non ha però nulla da invidiare al suo “amico” più famoso: le acque cristalline solo balneabili e, grazie alla campagna turistica messa in atto dalla città, oggi anche Bohinj è una meta appetibile per vacanzieri e turisti. Bohinj in realtà non comprende solo il lago, ma anche le montagne omonime i cui si possono distinguere le cime di Črna prst (1844 m), di Rodica (1966 m) e del Vogel (1922 m), l’altipiano carsico di Komna, la vallata dei laghi del Tricorno, l’altipiano di Fusine, che si innalza sul lago, e la parte sud occidentale dell’altipiano del Pokljuka. Arrivare a Bohinj non è difficile: il Lago è raggiungibile tramite la strada che porta anche a Bled, dalla valle della Sava, oppure tramite la ferrovia dalla linea Nova Gorica-Most Na Soci- Podbrdo-Bohinisko Bistrica.

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Il Ponte che attraversa il Lago di Bohinj.

Le acque limpide del lago sono l’habitat ideale di numerose specie ittiche come le trote (Salmo trutta), bottatrici (Lota lota), salmerini alpini (Salvelinus alpinus), sanguinerole (Phoxinus phoxinus) e cavedani (Squalius cephalus). Nel piccolo centro abitato di Bohinj si può riconoscere una chiesa romanica intitolata a San Giovanni Battusta e una delle statue dedicate al leggendario camoscio Zlatorog. Secondo la leggenda il camoscio ha le corna d’oro ed è accompagnato sempre da tre vergini, che sorvegliano il tesoro custodito dall’ungulato. Un giorno, un cacciatore uccise il mitico camoscio ed il sangue di Zlatorog sgorgò tra le montagne e i laghi intorno al Triglav, la più alta vetta delle Alpi Giulie. Infine, un fiore meraviglioso, nacque dal terreno e donò a Zlatorog nuova vita.

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La chiesetta vista dal Lago.

A pochi chilometri dal lago di Bohinj, potrete salire sulla funivia del Vogel per ammirare questa bellissima vallata o ancora potrete visitare le Cascate Savica.

Se siete in Slovenia, non perdetevi la vista di questo meraviglioso lago, ne vale proprio la pena!

Alla scoperta della natura della Slovenia: le cascate Savica

Anche quest’anno, come ormai da 4 anni a questa parte, sono stata in Slovenia a visitare il suo entroterra. Dopo aver visto la capitale Lubiana l’anno scorso (leggete qui il mio primo articolo del Diario di viaggio), e le grotte due anni fa (leggete qui il mio racconto sulle Grotte di Postumia), quest’anno sono stata nella parte nord per visitare i laghi più famosi ed importanti: naturalmente Bled e Bohinj, ma prima di parlarvi di loro, volevo parlarvi di un luogo assolutamente magico e per molti sconosciuto: le cascate Savica.

 

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Le cascate Savica

 

Le cascate Savica si trovano a circa 15 minuti di auto dal lago di Bohinj, e sono ben segnalate da questa località. Arrivarci dunque è piuttosto semplice (anche perchè la strada è una sola). Si trovano nella parte nordoccidentale della Slovenia. Si trattano di cascate alte 78 metri a doppia biforcazione (biforcazione a lettera A), alimentate da un lago carsico (il Lago Nero) che giace a 500 metri di altezza sopra alle cascate stesse.

 

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Panorama durante la salita

 

Arrivarci non è difficile: una volta lasciata l’auto nel parcheggio a pagamento, si inizia una salita facile fino all’ingresso (anch’esso a pagamento) delle cascate. Da qui inizia una salita di più di 500 gradoni percorribile in circa mezz’ora: attenzione, i gradoni non sono proprio leggeri, ma per fortuna durante la salita sono previste alcune soste attrezzate con panchine e tavolini. Certo, chi è abituato a salire in fretta non avrà problemi, ma per gli altri ci vorrà un poco di pazienza. Consiglio di portarvi scarpe da trekkinge leggere ed una buona scorta d’acqua, alcuni passaggi non sono così semplici, soprattutto per i bambini. La salita è praticamente tutta nel bosco e mentre si sale, si possono ammirare scorci di inaudita bellezza!

 

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Una volta arrivati, lo spettacolo è davvero ripagante della fatica: le cascate si stagliano davanti a noi con magnificenza, e si riescono ben a fotografare nonostante non ci sia un accesso diretto (per motivi di sicurezza si può ammirare soltanto ad una distanza mantenuta da un cancello). Oltre a poterle ammirare in piedi per scattare qualche fotografia, le si può anche ammirare comodamente seduti sotto una tettoia che offre ristoro.

Le cascate sono state visitate nel tempo da illustri visitatori, come dall’arciduca Giovanni d’Asgurgo – Lorena, che le visitò nel 1807, a cui è dedicata la targa davanti alle cascate stesse, da France Prešeren e dal Barone Žiga Zois. Nel 1916 l’esercito Austro-Ungarico sostò qui durante la Prima Guerra Mondiale e costruì una base logistica e di rifornimento.

Non è difficile osservare anche la fauna che popola le cascate: se avete un buon occhio, potrete facilmente riconoscere i buffi merli acquaioli (Cinclus cinclus) e le ballerine gialle (Motacilla cinerea). Io purtroppo non avevo l’obiettivo giusto per fotografarle a dovere, ma ci ho provato 😉

 

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Se visitate questi luoghi, non perdetevi l’occasione di vedere le cascate Savica, che portano la loro acqua fino al lago di Bohinj, anch’esso straordinario.