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Il Museo del Mese di Ottobre: il Museo Internazionale del Manga di Kyoto

Durante il nostro meraviglioso viaggio di nozze in Giappone abbiamo potuto visitare numerosi luoghi culturali: non solo templi o castelli, ma anche musei, come il protagonista di questo nuovo articolo della rubrica de “Il Museo del Mese“.

Voliamo dunque nuovamente insieme a Kyoto, l’antica capitale imperiale del Paese del Sol Levante, per scoprire uno dei suoi più affascinanti musei: il Museo del Manga di Kyoto!

Il Museo Internazionale del Manga di Kyoto

Il Museo Internazionale del Manga di Kyoto (in giapponese 京都国際マンガミュージアム, Kyōto Kokusai Manga Myūjiamu) è situato nel quartiere di Nakagyō-ku, presso la città di Kyoto. Inaugurato nel Novembre 2006 il museo è nato come progetto di collaborazione tra l’Università Seika di Kyoto e la città e funge sia come centro di ricerca pubblico che interno alla stessa università. Situato presso l’edificio della ex scuola primaria di Tatsuike, di cui conserva alcune sale e oggetti in esposizione, il Museo Internazionale del Manga di Kyoto ospita più di 300.000 reperti di cui 50.000 volumi di manga, dai più antichi ai moderni, che possono essere visionati e fruiti.

Il Museo Internazionale del Manga di Kyoto

Il Museo Internazionale del Manga di Kyoto

Si tratta del primo museo dedicato al manga che qui non viene percepito solo come forma di intrattenimento e comunicazione, ma come opera d’arte e testimonianza storica: dalle primissime vignette ai pamphlet pre-bellici all’animazione moderna, il Museo Internazionale del Manga di Kyoto è una vera Mecca per tutti gli appassionati del genere, dai più piccoli ai più grandi.

All’interno del Museo Internazionale del Manga è dunque possibile scoprire la storia di questa incredibile forma d’arte che si è evoluta e perfezionata nei secoli tanto da diventare come identitaria e simbolo della cultura pop giapponese, oltre che poter consultare e leggere i tankobon presso gli spazi comuni o presso il giardino dello stesso.

Alcuni lettori all'interno del Museo Inernazionale del Manga di Kyoto

Alcuni lettori all’interno del Museo Inernazionale del Manga di Kyoto

La collezione del museo

Questa incredibile istituzione è divisa in alcune sezioni:

  • La galleria, che ospita la mostra permanente e quelle temporanee
  • La zona di ricerca, dedicata a chi vuole consultare i pezzi della collezione a scopo di ricerca
  • Gli archivi
  • La Tatsuike Memorial Room, ovvero una stanza dedicata alla memoria della scuola primaria un tempo presente
  • Il negozio di souvenir
  • La sala da té
  • The Wall of manga, accessibile liberamente, ovvero il cuore della collezione del museo, contenete 50.000 pubblicazioni dagli anni ’70 fino al giorno d’oggi.
Il Muro dei Manga e la vostra Vagabonda intenta a leggere un volume di Naruto

Il Muro dei Manga e la vostra Vagabonda intenta a leggere un volume di Naruto

Il Muro dei Manga è diviso in piani: il primo piano ospita manga shonen, il secondo piano ospita manga shojo e il terzo piano ospita manga seinen. É presente anche una biblioteca per bambini che comprende circa 3.000 libri illustrati adatti ai più piccoli. All’interno del museo poi è ospitata un’esibizione permanente comprendente 100 illustrazioni di vari artisti della figura della maiko, ovvero l’apprendista geisha, una scultura dedicata all’opera di Osamu Tezuka Hi no Tori, ovvero Fenice, e una mostra dal titolo “Cos’è il manga?” che racconta l’influenza di questo prodotto dal 1912 al 2005 toccando vari aspetti culturali che hanno per sempre cambiato l’immagine del Giappone, sia interna che internazionale.

L'esposizione permanente del Museo Internazionale del Manga di Kyoto

L’esposizione permanente del Museo Internazionale del Manga di Kyoto

É presente anche uno spazio dedicato al Kamishibai, ovvero il teatro tradizionale itinerante giapponese che si basa sulla narrazione delle storie con alcune tavole di carta realizzate a mano: periodicamente proprio qui vengono messi in scena spettacoli proprio da artisti emergenti e illustri che si esibiscono per il grande pubblico.

É poi possibile, giungendo al museo nelle prime ore di apertura, farsi realizzare un ritratto in stile manga da alcuni artisti presenti giornalmente: i posti sono limitati e si esauriscono facilmente, dunque vi consiglio di raggiungere il museo proprio all’orario di apertura per assicurarvi questa possibilità.

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La mia visita al Museo Internazionale del Manga di Kyoto

Da grandissimi appassionati della cultura pop giapponese io e Marito Moribondo non potevamo esimerci dal visitare questo magnifico e particolare museo: il nostro amore per il Paese del Sol Levante è nato proprio grazie a questi prodotti che sono stati poi trasposti in anime, ovvero cartoni animati, trasmessi sulle reti televisive nazionali. Siamo letteralmente cresciuti sognando di vivere le avventure di Goku di Dragon Ball, o di solcare i 7 Mari come Rufy di One Piece o ancora sperando un giorno di essere un bambino prescelto e di avere un proprio Digimon: tutto ciò, e anche di più, ci ha permesso di conoscerci e di innamorarci, quindi per noi questa passione è sempre stata vivida e centrale nella nostra relazione e, a giudicare dalla mole di visitatori qui incontrati, sia locali che stranieri, direi che non siamo i soli.

Marito Moribondo intento a leggere un manga

Marito Moribondo intento a leggere un manga

Ci siamo diretti al Museo Internazionale del Manga di Kyoto durante un pomeriggio uggioso, dopo aver visitato il magnifico ji: lo abbiamo raggiunto a piedi, dato che non si trova a grande distanza, e così ci siamo anche addentrati all’interno di alcune vie non turistiche della città, un’esperienza che consiglio a tutti i viaggiatori.

Appena varcata la soglia di questo museo ci siamo davvero emozionati: la commistione tra l’antica scuola elementare, con le sue testimonianze, gli arredi, i libri di scuola, austeri ma d’impatto, e il mondo variopinto dei manga ha creato una vera armonia in questo luogo.

La sezione dell'esposizione dedicata al cosplay

La sezione dell’esposizione dedicata al cosplay

É stato dunque interessante scoprire l’origine dei fumetti giapponesi: la parola manga è costituita dai due ideogrammi man () e ga () dove “ga” significa immaginipitture o disegno e “man” può essere interpretato come stravagantesenza scopo. Il termine è stato utilizzato la prima volta alla fine del XVIII secolo per indicare alcune pubblicazioni come Shiji no yukikai di Santō Kyōden e il Manga hyakujo di Aikawa Minwa. Successivamente fu ripreso dal leggendario Katsushika Hokusai per descrivere disegni e schizzi della sua raccolta Hokusai manga del 1814, ma il termine non entrò in uso fino al XX secolo.

I primi precursori degli attuali fumetti risalgono al periodo Heian (794-1185) con gli emakimono, ovvero rotoli illustrati che combinavano testo e immagini per narrare storie, come il celebre Genji Monogatari Emaki, forse il racconto più famoso di tutto il Giappone.

La statua dedicata a Fenice di Osamu Tezuka

La statua dedicata a Fenice di Osamu Tezuka

Osservare queste antiche testimonianze e vederle evolversi fino ad arrivare alle riviste mensili quali Shonen Jump ci ha fatto un certo effetto: da sempre l’Uomo ha cercato di racconatre storie con le immagini e vedere la nascita e l’evoluzione del manga per noi è stato come un viaggio nel viaggio. Presso il The Wall of Manga abbiamo poi ricercato i nostri volumi preferiti: Yu-Gi-Oh!, Shaman King, Full Metal Alchemist, Digimon, Naruto, SpyXFamily, Dottor Stone (e molti altri) che ci hanno accompagnato (e tutt’ora ci accompagnano) nelle nostre avventure quotidiane. Non era la prima volta che sfogliavamo volumi in giapponese, anzi, ma farlo presso questo museo è stato ancora più piacevole ed emozionante.

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L’esposizione permanente, in doppia lingua inglese e giapponese, ci ha poi permesso di osservare alcune pietre miliari qui esposte con volumi prestigiosi e particolari: pensiamo a Kenshiro, a Kiss me Licia, a Sailor Moon o ancora a Capitan Tsubasa (Holly e Benji in italiano) giusto per citarne qualcuno. Opere che sono entrate nell’immaginario collettivo di tutti noi e che hanno ispirato e fatto sognare migliaia, se non milioni, di giovani in tutto il mondo.

Manga risalenti agli anni 40-50 del secolo scorso

Manga risalenti agli anni 40-50 del secolo scorso

Il manga è qualcosa di onirico: la forza dell’immagine permette di raccontare storie fantasiose, realistiche o immaginarie con una potenza sorprendente e, nonostante l’imposizione di media che possono aver “oscurato” il suo successo, questo ha continuato a trasportare bambini e adulti in mondi fatti di speranza, distruzione, utopia, avventura. Gli anime poi non hanno fatto altro che rafforzare l’affezione verso questo prodotto così “semplice” eppur così efficace: i mangaka, ovvero gli autori di manga, sono dei veri e propri divi al pari delle star del cinema, e spesso aprono la strada verso future generazioni di giovani artisti che, come noi, crescono con questi veri e propri miti.

Manga e riviste illustrate del secolo scorso

Manga e riviste illustrate del secolo scorso

La tecnica e le tipologie si sono poi differenziate e hanno raggiunto un pubblico variegato: abbiamo le cosiddette “storie per ragazzi”, ovvero gli shonen, caratterizzati da avventure fantastiche e dall’esaltazione dei valori del coraggio, dell’amicizia, della forza d’animo (pensiamo a Naruto), oppure gli shojo, ovvero i manga dedicati ad un pubblico più femminile in cui si affrontano con maggiore enfasi i temi come l’affetto, l’amore, l’aiuto reciproco, i sentimenti (come Rossana ovvero Kodomo no omocha). Non mancano poi le vie di mezzo, quelli dedicati alla storia del Giappone, ad avvenimenti storici internazionali, alla vita degli studenti odierni o quelli sportivi. Insomma, qualunque lettore può trovare in un manga una tematica che lo appassiona e che lo può catturare.

Il Muro dei Manga al piano terra del Museo Internazionale del Manga di Kyoto

Il Muro dei Manga al piano terra del Museo Internazionale del Manga di Kyoto

É stato poi molto interessante poter osservare una mostra tematica dedicata a uno dei più grandi mangaka di tutti i tempo, ovvero Osamu Tezuka, il Padre dei manga, così soprannominato per la sua prolificità e per le sue tecniche spesso all’avanguardia. Le sue storie, terribilmente attuali, emozionano da anni grandi e piccini e hanno ispirato generazioni di mangaka che ancora oggi lo considerano come una colonna portante.

Abbiamo dedicato un intero pomeriggio a questo magnifico museo che vale la pena di visitare anche se non si è prettamente appassionati di manga: qui è infatti possibile conoscere un aspetto eccezionale della cultura giapponese presente nella vita di tutti i giorni. I manga permettono, come i romanzi o la narrativa di genere, di viaggiare con la fantasia o creare legami, motivo per cui possiedono un’altissima valenza culturale.

Non potevamo poi lasciare il museo senza acquistare alcuni ricordi caratteristici di questo luogo come il libro dedicato, disponibile in inglese e in giapponese.

Lasciamo dunque il Museo Internazionale del Manga di Kyoto con una pioggia scrosciante e con il cuore pieno di bellezza e di emozioni: un luogo che ricorderemo per tutta la vita e che ci ha, se possibile, uniti ancora di più.

Informazioni utili

Il Museo Internazionale del Manga di Kyoto si trova a Karasuma-Oike, Nakagyo-ku, Kyoto 604-0846, Giappone.

Il museo è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 10:00 alle 17:00 con ultimo accesso alle 16:30.

Gli orari potrebbero cambiare in base alla stagionalità.

Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

Vi è piaciuto questo articolo? Scopritene altri sul Giappone!

Commenti

  • 15 Novembre 2025

    Premetto di conoscere pochissimo questo mondo, ma nonostante la mia ignoranza in materia ho divorato questo articolo. Vedere le vostre espressioni felici mi ha ricordato la ore che il mio compagno ed io abbiamo trascorso a Philadelphia alla mostra temporanea dei supereroi della Marvlel. Un altro settore, però l’emozione di trovarsi di fronte a soggetti che ci hanno fatto emozionare negli anni credo sia simile 🙂

    rispondi
  • 25 Novembre 2025

    Oh cavoli, sono stata a Kyoto e mi sono persa questo museo! Ufff! Ripensandoci, però, forse il mio compagno si sarebbe annoiato, metre io (appassionata di shojo) me la sarei goduta proprio come avete fatto tu e Marito Moribondo. Vado a vedere il sito ufficiale del museo per sognare un po’…

    rispondi
  • 29 Novembre 2025

    Confesso che non conosco il mondo dei manga e non sapevo ci fosse un museo a loro dedicato! Sono felice che vi sia piaciuto così tanto e che vi resterà questo bellissimo ricordo del vostro viaggio di nozze.

    rispondi

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