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Il Museo del mese di Agosto: i Sotterranei di Marino

Il museo del mese di agosto 2020, come sempre votato dalla comunnity dei Vagabondi di Facebook, è un museo un po’ particolare che avete già avuto modo di conoscere leggendo il quarto giorno del Diario di Viaggio sui Castelli Romani. Si tratta dei Sotterranei di Marino.

I Sotterranei di Marino costituiscono un museo insolito perchè non si tratta di un classico museo con vetrine e sale espositive ma di un museo “a cielo aperto” anche se sotterraneo. I Sotterranei ospitano il circuito “Memorie di Guerra“, gestito dall’Archeoclub Colli Albani, gruppo di volontari che hanno a cuore la valorizzazione del territorio.

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L’ingresso dei Sotterranei

Il percorso sotterraneo si snoda per 120 metri sotto il suolo e per accedervi si passa dal teatro comunale, aperto dalle guide accompagnatrici: già, perchè i sotterranei non si possono visitare in autonomia ma sempre accompagnati dalle gentili e preparate guide. Dopo il lockdown però la modalità di visita è cambiata a causa delle restrizioni: la visita si svolge con l’ausilio di un podcast che accompagna il visitatore per tutto il tempo (circa 20 minuti). Il podcast è ben redatto e, oltre alla voce della guida, si ascoltano suoni extradiegetici che fanno immergere ancora di più il visitatore in questa esperienza. Vi consiglio dunque di portarvi delle cuffiette oltre che il vostro smartphone.

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I sotterranei sono di origine artificiale e sono stati scavati tra gli immensi banchi di pietra peperina che caratterizzano tutto il territorio dei Castelli Romani per estrarre il materiale destinato alle costruzioni: lo sperone roccioso di peperino di Marino si è originato circa 30.000 anni fa durante la terza fase del Vulcano Laziale. Sono ben visibili gli strati di sedimenti alluvionali alternati a quelli eruttivi, testimonianza di un’attività geologica intensa e discontinua.

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La diversa stratificazione

All’interno dei sotterranei è stato allestito un percorso espositivo che riguarda l’ultima destinazione d’uso dei sotterranei: quello di rifugio antiaereo. Marino, come altri luoghi dei Castelli Romani, fu oggetto di bombardamenti dopo lo sbarco alleato di Anzio e la popolazione decise di rifugiarsi in queste grotte dove visse stabilmente fino al 4 giugno 1944.

2 febbraio 1944: era il giorno della Calendora, un giorno di festa. La gente era in strada, sul sagrato della Chiesa di san Barnaba, viveva la sua vita come tutti i giorni. Passato mezzogiorno la sirena strillò, invitando la popolazione a mettersi al riparo: gli aerei alleati provenienti da Castel Gandolfo si stavano avvicinando e non per mero passaggio. Molte persone avevano sottovalutato questo allarme credendo che i bombardieri passassero senza conseguenze per la città di Marino e non si recarono dunque ai rifugi sotterranei. Con un tonfo scalzante e inaspettato Palazzo Colonna fu distrutto, crollato davanti agli occhi dei cittadini. Le bombe venivano sganciate a ripetizione e per il paese il tempo si fermò.

La voce della guida ci informa che almeno 200 furono le vittime. I pannelli raccontano questa vicenda e forniscono ulteriori approfondimenti riguardanti la campagna militare degli alleati a Marino e nella zona dei Castelli Romani: corredati anche da immagini, sono chiari e coincisi e aiutano il visitatore a immergersi in quel periodo buio e, purtroppo, indimenticabile.

Oltre alla visione dei pannelli e dei corridoio, il podcast suggerisce anche di visionare alcune parti del percorso con la torcia dello smartphone, in particolare le grotte che fungevano da cantine per stoccare il vino e altri generi alimentari: ancora oggi a Marino alcune grotte fungono a questo scopo. In ogni nicchia, illuminata dalla torcia, venivano stoccate le botti da 1000 litri, alcune delle quali rimaste ben visibili all’interno del percorso.

Percorrendo i sotterranei ci si rende conto di come quel maledetto 2 febbraio ’44 tutto il volto di Marino cambiò: la Torre dei Frangipane venne distrutta, così come molti altri palazzi ed edifici. All’interno delle nicchie si trovano ancora degli oggetti che i rifugiati avevano lasciato qui dopo essere tornati in superficie: calzoni di cotone, suole di scarpe, penne e anche una roncola, oggetti di uso quotidiano che la popolazione qui aveva portato e che mai hanno più visto la luce del sole.

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All’interno del percorso non manca un ricordo dei caduti e dei dispersi marinesi: molti, moltissimi ragazzi che hanno dato la vita per un ideale contorto che ha portato solo morte.

Ci si stringe il cuore a pensare come la popolazione marinese abbia vissuto quei terribili giorni che probabilmente sembravano non terminare mai.

La visita ai Sotterranei è un’esperienza limpida e chiara che traghetta lo spettatore in un’altra epoca e che lo mette di fronte, senza filtri, alla mera realtà dei fatti: la guerra non è mai giusta e queste grotte lo ricordano non solo ai cittadini di Marino, ma anche a tutti coloro che qui giungono per ammirarli, magari non aspettandosi di trovare al loro interno un percorso sulla memoria come questo.

I Sotterranei di Marino sono davvero una tappa obbligata per chi desidera scoprire la storia di questa città e dei Castelli Romani: il percorso, adatto a grandi e piccini, costringe il visitatore a riflettere su ciò che è accaduto, per non ripetere più quei tragici errori.

Informazioni utili

I Sotterranei di Marino si trovano a Marino, in Via Garibaldi 112, dietro Palazzo Colonna.

I Sotterranei sono visitabili durante il fine settimana previa prenotazione: contattate l’Archeoclub Colli Albani tramite la pagina Facebook o tramite mail all’indirizzo archeoclubcollialbani@gmail.com.

Per ulteriori informazioni visitate la pagina Facebook di Archeoclub Colli Albani.

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Commenti

  • 16 Agosto 2020

    un museo da visitare per approfondire una pagina di storia che non deve mai più ripetersi

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  • 16 Settembre 2020

    Non conoscevo questo museo fino ad ora. Un periodo doloroso e triste che merita di essere ricordato.

    Rispondi

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