Dopo mesi di chiusura e di rinunce finalmente ci siamo: la Lombardia è tornata “gialla” e il transito tra le regioni è consentito. Come sapete, non me lo sono fatta ripetere due volte e, sempre in tutta sicurezza, sono tornata a Vagabondare, prima a Milano (con la visita alla mostra “Le Signore dell’Arte“) e poi in Provincia di Piacenza, al Castello di Gropparello.
Storia del Castello di Gropparello
Il Castello di Gropparello è una rocca fortificata situata nell’omonimo comune all’interno della Provincia di Piacenza, costruito su un picco di rocce ofiolitiche (roccia di crosta oceanica messa in posto sopra alla crosta continentale) e dominante l’orrido sul cui fondo scorre il torrente Vezzeno.
Il castello venne edificato intorno al 789 proprio in corrispondenza di un castrum romano risalente al II o al III secolo a.C..
Durante le lotte tra i guelfi e ghibellini, nell’epoca dantesca, il castello, roccaforte dei guelfi, fu espugnato dai ghibellini di Oberto II Pallavicino e la cinta muraria venne distrutta. A causa di faide tra i ghibellini il castello venne lasciato al suo destino e i guelfi ne approfittarono per riconquistarlo. Nel 1260 Oberto Pallavicino tentò nuovamente l’assalto ma questa volta venne sconfitto in quella che verrà ricordata come “la battaglia dei 400 fanti” per il numero degli assalitori.
Alla fine del 1200 accade un fatto non così inusuale per l’epoca medioevale: Rosania Fulgosio, consorte del feudatario del castello Pietrone da Cagnano, tradì il marito in favore di un altro nobiluomo e quando venne scoperta fu murata viva in una delle stanze. Da allora si crede, secondo una leggenda, che il suo spirito si aggirerebbe all’interno dell’edificio.
Il Castello di Gropparello
Nel 1300 il castello passò di mano più volte: prima a Filippo Fulgosio, vescovo di Piacenza, poi a Galeazzo Campofregoso per mano del duca di Milano Francesco Sforza, infine entrò nei poderi di Pier Antonio Attendolo da Cotignola per matrimonio.
I passaggi di mano non finirono qui: dal castello passarono come proprietari Carlo Borri, Giovanni da Montechino e Ranuccio I Farnese, duca di Parma e Piacenza.
Facendo un balzo temporale, dopo anni di abbandono, di incuria e di riadattamento dello stesso a scopi rurali, l’edificio passò ai Balduzzi, poi, nel 1830 a Francesco Segadelli e nel 1845 alla famiglia Vallavanti fino a che, nel 1869 non venne acquistato da parte del conte Ludovico Marazzani Visconti, il quale ne affidò il restauro all’architetto Camillo Guidotti, conosciuto per aver restaurato il Duomo di Piacenza e il castello di Rezzanello. Il restauro seguì il gusto dell’epoca e vide l’introduzione di elementi tipicamente neogotici, soprattutto all’interno del mastio e all’ingresso del cortile. Anche la decorazione a strisce delle facciate degli edifici risale a questo periodo, voluta espressamente da Visconti anche se non tipica dei castelli di queste zone.
Durante la seconda guerra mondiale il castello venne occupato dai tedeschi che lo adibirono a guarnigione delle SS, punto strategico per la lotta contro la resistenza partigiana.
Con la fine del conflitto il castello venne nuovamente abbandonato fino al 1993 quando Gianfranco Giorgio Gibelli “incontrò” il castello e se ne innamorò subito: decise di acquistarlo e di farne la sua dimora, da allora si sono succeduti vari interventi di restauro che tolsero dall’abbandono il castello. Gianfranco Gibelli non si limitò solo ad acquistarlo ma lo aprì al pubblico valorizzandolo insieme al territorio circostante: oggi il castello è aperto al pubblico e organizza varie attività sia per i privati che per le scuole.
Struttura del Castello di Gropparello
Il Castello di Gropparello ha origini medioevali: il mastio e la parte bassa degli edifici sono stati costruiti tra 1100 e il 1150, così come la cucina. La costruzione si contraddistingue per il suo aspetto fortificato e per la pianta irregolare che dipende sia dal periodo diverso di costruzione degli edifici sia per le caratteristiche morfologiche del terreno: il castello infatti non è costruito solo sulla roccia, ma è inglobato in esso.
Il mastio ha una forma rettangolare: si sviluppa su tre livelli visitabili e culmina con una terrazza utile per l’avvistamento dei nemici. Opposta al mastio si trova una torre a base quadrata con merlatura guelfa collegata al mastio tramite il corpo del castello. Il complesso è protetto da una cinta muraria sempre con merlatura in stile guelfo.
Al corpo principale del castello, che subì dei lavori di rifacimento durante il XV secolo, si accede mediante una scala formata da due rampe simmetriche tra loro. Al primo piano si trovano la sala delle armi, la sala da pranzo, un salottino da conversazione, la camera dell’alcova, successivamente adibita a sala della musica e uno studio. Per accedere agli interni si sale una piccola scaletta che conduce ad un balconcino che ricorda il celebre Balcone di Giulietta, costruito proprio per ricordare quel particolare elemento architettonico.
Tutto il complesso è ulteriormente chiuso da una seconda cinta muraria che contiene al suo interno anche un cortile di grandi dimensioni. Tutta la seconda cinta di mura è percorsa da un camminamento di ronda.
Vista del massiccio ofiolitico e della pianura dalla terrazza di avvistamento.
Nelle pertinenze del castello è presente un parco che si estende per circa 20 ettari percorsi da sentieri percorribili. Diverse parti del parco sono occupate da giardini terrazzati adibiti a roseto e ospitano il museo della Rosa Nascente (che purtroppo non ho visitato). Il parco ospita anche il Parco delle fiabe – Primo Parco Emotivo d’Italia, un parco didattico a tema medievale dedicato ai bambini che, accompagnati da figuranti in costume, possono partecipare ad un’avventura guidata a tema fantastico.
La mia visita al Castello di Gropparello
Era da qualche tempo che stavo letteralmente “puntando” i castelli del piacentino e del parmense, vicini a casa e molto suggestivi, perfetti come esempio di turismo di prossimità: la maggior parte di questi beni è inserita all’interno del circuito Castelli del Ducato e può essere visitata facilmente. Alcuni castelli prevedono visite libere mentre altri solo visite guidate, come nel caso del Castello di Gropparello.
Appena le regioni Lombardia ed Emilia Romagna sono passate alla zona gialla sono subita schizzata sul sito ufficiale dei Castelli del Ducato e ho scelto il Castello di Gropparello come prima meta di questo tour favoloso. Così mi sono organizzata inviando una mail al circuito dei Castelli che subito mi ha messo in contatto con Chiara Gibelli, proprietaria insieme alla sua famiglia del Castello di Gropparello, la quale mi ha subito offerto la possibilità di visitarlo gratuitamente insieme a Gabriele e ai miei genitori: davvero gentilissima!
Oltre a questo mi ha anche offerto due biglietti per la visita guidata alla scoperta delle Gole del Vezzeno, visita che attende di essere svolta dato che quel giorno il cattivo tempo si accanì su di noi: nessun problema, sarà un motivo in più per ritornarci!
Giunti alla meta ci siamo subito diretti alla sua scoperta accompagnati da una persona straordinaria: il proprietario Gianfranco, uomo colto a cui dopo quasi 30 anni brillano ancora gli occhi vedendo il Castello di Gropparello, il suo castello. Insieme a lui abbiamo fatto un tuffo nel passato e la sua guida è stata davvero ricca di aneddoti e curiosità legati a questo luogo, così peculiare. Da amante della storia non potevo desiderare di meglio e infatti consiglio a tutti di scoprire il castello insieme al suo proprietario che davvero dà un valore aggiunto all’esperienza!
Visitando il parco mi è venuta in mente la prima volta che qui sono stata: già, non è la prima volta che giungo a Gropparello, ma la seconda; la prima volta ero molto più piccola, avevo 5 anni. Sì, 5 anni! E ancora conservo la memoria dell’attività di caccia al tesoro organizzata dai figuranti in abiti medioevali: ricordo distintamente alcuni momenti giocosi e piacevoli e non nego che con gli occhi di una bimba il castello mi sembrava enorme e oggi, con gli occhi di un’adulta, mi accorgo che non è così anche se il suo fascino non lo ha assolutamente perso, è lo stesso di quando ero bambina.
Entrando nel cortile e guardandosi attorno ci si accorge di come questa sia una location perfetta per matrimoni, eventi e feste: la storia è palpabile e ogni angolo è utile per scattare una fotografia assolutamente non banale. Per certi motivi mi ricorda i castelli valdostani, soprattutto per la presenza del cortile, anche se ovviamente non può essere paragonato sia per la sua storia che per vicende del suo territorio.
Dopo la visita guidata tutti insieme ci siamo diretti alla Taverna, il ristorante del Castello: purtroppo il tempo non era dalla nostra parte e l’impossibilità di pranzare all’interno a causa delle restrizioni odierne (6 maggio 2021) ci ha impedito di goderci il pranzo completamente, sia a causa del freddo che dell’incertezza della visita alle gole che si sarebbe svolta in seguito. Nonostante ciò il pranzo è stato gustoso e dopo tanto tempo ho potuto riassaggiare lo gnocco fritto, quello vero, quello piacentino! E che dire dei salumi? Da leccarsi ai baffi!
Purtroppo la pioggia battente e il vento hanno reso impossibile la nostra passeggiata alla scoperta delle gole e quindi abbiamo dovuto rimandare ad una nuova occasione: eravamo amareggiati e molto tristi ma piuttosto che rischiare qualche scivolone o di non apprezzare a pieno la visita abbiamo deciso di rinunciare in attesa di condizioni migliori.
La visita al Castello di Gropparello è stata davvero un’occasione gradita di ritornare a visitare i castelli, luoghi che amo alla follia, e per uscire dalla regione Lombardia, cosa che non facevo da luglio del 2020 in occasione del mio viaggio in Valle d’Aosta.
Consiglio vivamente di visitare questo luogo: merita davvero!
Ringrazio lo staff de “I Castelli del Ducato” per avermi messo in contatto con i proprietari del Castello di Gropparello e per il loro supporto, Gianfranco e Chiara Gibelli per la loro gentilezza, disponibilità e cortesia: torneremo, ancora più entuisiasti di prima!
Ti piacciono i castelli? Scoprine altri sul mio blog!

