Il mio recente viaggio tra Toscana e Lazio non poteva non prevedere qualche visita a musei e luoghi di cultura: sapete quanto ami scrivere ogni mese un articolo dedicato a un museo e questo non poteva che essere incentrato sul Museo Civico di Alatri. Pronti a scoprirlo con me?
Il Museo Civico di Alatri
Il Museo Civico di Alatri è un museo storico, archeologico e demoantropologico fondato nel 1934 e oggi con sede all’interno di Palazzo Goffredo, splendido maniero del 1200, nel cuore del centro storico della cittadina ciociara. Il museo ha avuto una storia abbastanza travagliata dato che è stato chiuso e riaperto più volte: solo dal 16 febbraio del 2013 è in totalmente visitabile grazie a un ammodernamento degli allestimenti e all’esposizione di nuovi reperti.
Il Museo Civico di Alatri
Oggi il Museo Civico di Alatri è un luogo di riferimento per conoscere la storia della cittadina ma anche per approfondire lo studio dei ritrovamenti, soprattutto di epoca romana, avvenuti sul territorio.
Le collezioni del Museo Civico
Il Museo si sviluppa in altezza e ogni piano del palazzo ospita una sezione particolare:
- Sezione epigrafica e Alatri nel Grand Tour
- Sezione archeologica
- Sezione demoantropologica
All’interno della sezione epigrafica vi è ospitata l’Epigrafe di Lucio Betilieno Varo, la più importante della collezione, che descrive le opere pubbliche fatte realizzare per volere del magistrato nel II secolo a.C.. L’antica Aletrium era infatti una cittadina viva e molto frequentata ancora prima che dai Romani dagli Osco-Umbri degli Ernici.
Una sezione è dedicata totalmente al “Tempietto etrusco-italico” i cui resti sono stati ritrovati proprio ad Alatri: questi furono rinvenuti nel 1889 e a lungo vennero conservati nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Dal 2016 invece sono stati riportati qui ed esposti insieme a un modello in scala 1:1 del tempio realizzato nel 1890.
Oggetti votivi del periodo romano
Non mancano poi alcuni reperti databili all’età del bronzo rinvenuti in località Piedimonte di Canale, costituiti da piccoli utensili, vasellame e oggetti di uso quotidiano.
L’ultimo piano è dedicato interamente alla sezione demoantropologica: qui è esposta la collezione privata Antonio Gambardella, costituita da circa 1000 oggetti tra utensili, attrezzi agricoli, oggetti artigianali e beni di prima necessità. Tutto il patrimonio proviene dal Lazio meridionale e permette di avere una visione molto approfondita della vita contadina tra l’inizio del 1900 fino agli anni ’80-’90 del secolo scorso.
La mia visita al Museo Civico di Alatri
Ho visitato la piccola e deliziosa cittadina di Alatri durante il mio soggiorno in Ciociaria: la giornata, devo ammetterlo, non è stata delle migliori a causa di una fastidiosa pioggia fragorosa che ha caratterizzato tutto il pomeriggio e non ha dato segni di cedimento. Consigliatoci dalla guida locale che ci ha portato alla scoperta del Cristo nel Labirinto, affresco murale che si trova all’interno dell’ex convento di San Francesco, siamo giunti al museo infreddoliti e un po’ amareggiati.
Qui però ci è tornato subito il sorriso perché abbiamo scoperto una realtà viva e pulsante, un luogo di cultura amato dai cittadini di Alatri e ben valorizzato: non poteva che essere ospitato all’interno di questo imponente palazzo storico, una cornice perfetta per un museo di questo genere.
Oggetti d’uso quotidiano nella civiltà contadina
Io e Uomo Moribondo abbiamo deciso di partire dal piano più alto per poi scendere man mano: la prima sezione visitata è stata dunque quella demoantropologica. Qui gli antichi mestieri rivivono grazie a un’esposizione chiara e precisa: attrezzi per mietere il grano, per produrre la farina, per tagliare la legna ma anche gli oggetti che tutti i nostri avi utilizzavano come vecchi occhiali, carte da gioco, lamette per la barba e alcune macchine fotografiche, testimonianze di un tempo che fu.
Scendendo si ripercorrono le orme dell’antica Aletrium e non solo: da tempo immemore infatti il territorio fu abitato da diverse popolazioni che qui hanno lasciato le loro tracce, numerose e davvero interessanti.
Statue di Potnia theròn
Indubbiamente interessanti sono le piccole statuette a forma di Potnia theròn che adornavano il tempietto etrusco-italico: si tratta di raffigurazioni di dee alate con ai lati alcuni animali, databili al III secolo a.C.
Non potevamo poi non soffermarci alla sezione dedicata ai “Viaggiatori di Scoperta”: si trattava per lo più di persone abbienti o di nobili che a partire dal XIX secolo si dedicarono a visitare l’Italia, affascinati dai suoi reperti storici, dalle rovine e dal mondo antico. Il fenomeno raggiunse il suo massimo splendore con il Grand Tour (di cui vi ho parlato anche in questo articolo): meritano sicuramente una menzione Louis Petit Radel, Marianna Candidi Dionigi, Giambattista Brocchi, John Izard Middleton ed Edward Dodwell. É stato davvero interessante riscoprire i loro passi e immaginare i loro pensieri, le loro emozioni quando per la prima volta sono giunti ad Alatri e in Lazio.
Vasellame del periodo romano
Sono davvero felice di aver visitato il Museo Civico di Alatri, un interessante e ricchissimo luogo di cultura che valorizza ancora di più la piccola cittadina ciociara e permette a tutti, grandi e piccini, di conoscerne le origini, la storia e i suoi cambiamenti.
Consiglio vivamente di visitare il Museo Civico di Alatri: un tuffo nel passato glorioso di questa mitica cittadina che, attraverso i suoi reperti, si può scoprire lentamente e con tanta passione!
Informazioni utili
Il Museo Civico di Alatri si trova ad Alatri, in Corso Cavour numero 5.
Si accede pagando un biglietto di 5 euro comprensivo della visita al museo e alla visita guidata al Cristo nel Labirinto, presso l’ex Convento di San Francesco.
Il Museo Civico osserva i seguenti orari di apertura:
- Martedì – venerdì 10.00 / 13.00 – 15.00 / 18.30
- Sabato e domenica 10.00 /1 3.00 – 14.30 / 19.00
- Lunedì chiuso
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale.

