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Castell’Arquato

Dalla fine dell’ultimo lockdown mi sono dedicata a scoprire i borghi e i castelli piacentini, con l’obiettivo di visitare tutti i Castelli del Ducato: ho iniziato con il Castello di Gropparello per poi continuare con la visita del borgo di Castell’Arquato, meta di questo articolo.

Storia di Castell’Arquato

Castell’Arquato è un piccolo comune della provincia di Piacenza, in Emilia Romagna, situato sulle prime alture della val d’Arda: ancora oggi è un borgo medioevale arroccato lungo la collina che domina il paesaggio e tutta la vallata. Il centro storico si sviluppa sulla riva sinistra del torrente Arda da cui la valle prende il nome. Una parte del territorio del comune si trova all’interno del parco regionale dello Stirone e del Piacenziano che ha inglobato la precedente riserva naturale geologica del Piacenziano e che ospita moltissimi affioramenti ricchi di fossili del pliocene: questo perchè tra 5,332 milioni di anni fa e  2,588 milioni di anni fa, questo territorio, così come quello di gran parte della Pianura Padana, era occupato dal mare.

Skyline di Castell’Arquato

I primi insediamenti risalgono al Paleolitico inferiore testimoniati da alcuni ritrovamenti di manufatti di selce. Successivamente qui si stabilitrono alcune tribù liguri e gallo-celtiche prima dell’arrivo dei romani che costruirono proprio qui un castrum al fine di controllare i liguri.

Il toponimo Castell’Arquato, secondo la leggenda deriverebbe dal nome del cavaliere romano Caio Torquato, a cui sarebbe attribuita la fondazione del villaggio; più realisticamente, il toponimo viene fatto derivare dalla forma quadrata del primo insediamento militare o dalla disposizione dell’insediamento.

Il primo documento scritto che riporta un riferimento di Castell’Arquato fu un atto di vendita datato 13 marzo 760. Nel I millennio il borgo godette di notevole vitalità sotto l’amministrazione del vescovo di Piacenza: la cittadina godeva del fodro, il diritto di esazione delle imposte dirette su tutti gli uomini che possedevano case e terreni. Tra il 756 e il 758 venne edificato un primo castello a base quadrato da un certo nobile chiamato Magno.

Nel 1256 Castell’Arquato venne attaccata dal nobile ghibellino Oberto II Pallavicino (vi ricordate? Lo stesso conquistatore del Castello di Gropparello) ma la città resistette all’assedio. Negli anni successivi Alberto Scotti, mercante guelfo, divenne il signore di Piacenza e insediò uno dei suoi uomini più fidati proprio a Castell’Arquato, il podestà Tedesio de’ Spectinis. Il governo di Scotti continuò, a parte una breve parentesi temporale, fino al 1316 quando Galeazzo I Visconti assediò Castell’Arquato e la conquistò l’anno succesivo, facendolo prigioniero. Nel 1324 i Visconti devono cedere il borgo al comune di Piacenza a causa di faide interne alle famiglie nobili che amministravano la cittadina ma la parentesi piacentina durò poco perchè nel 1336 Azzone Visconti la riconquistò: a lui si deve la fortificazione del borgo e la costruzione, nel 1342 della rocca. Da qui in avanti Castell’Arquato venne amministrata da Luchino Visconti e da suo fratello Giovanni.

Castell’Arquato è stata profondamente influenzata dai Visconti, Signori di Pavia e Milano, durante il Medioevo. La Rocca, ancora oggi, è nota come Rocca Viscontea.

Nel 1403 Gian Galeazzo Visconti (grande protagonista dei miei articoli su Pavia e dintorni come quello sul Parco della Vernavola o quello sull’Abbazia di San Pietro a Breme) concede il feudo di Castell’Arquato a Borromeo de’ Borromei il quale tradì i Visconti e si schierò con Carlo VI di Francia. I Visconti però ripresero le redini delle sorti del borgo grazie a Filippo Maria Visconti: il feudo rimase della famiglia fino al 1447 quando Francesco I Sforza divenne signore di Milano.

Nel 1466, alla morte di Francesco, il feudo viene inizialmente concesso e, poi, definitivamente venduto dalla moglie Bianca Maria Sforza al cognato Bosio I Sforza, conte di Santa Flora.

Il Palazzo del Podestà visto dalla collegiata di Santa Maria Assunta

Nel 1499 i francesi scesero in Italia e Castell’Arquato passò sotto i loro domini e dopo una breve parentesi pontifica tornò ad essere un possedimento degli Sforza di Santa Flora: siamo nel 1512. Il potere degli Sforza terminò nel 1707 quando il territorio divenne parte del Ducato di Parma e Piacenza fino all’Unità d’Italia.

Castell’Arquato oggi

Castell’Arquato oggi ha il titolo di “città d’arte” ed è stato insignito della bandiera arancione del Touring Club Italiano. Inoltre fa parte del circuito “I borghi più belli d’Italia” e la Rocca Viscontea è inserita all’interno del club dei Castelli del Ducato che riunisce molte rocche e castelli di Parma e Piacenza. I riconoscimenti non sono finiti qui: Castell’Arquato si trova lungo la Strada dei Vini e ei Sapori dei Colli Piacentini ed è anche conosciuto come “Il Borgo degli Innamorati“.

Oggi Castell’Arquato è una località turistica rinomata e molto famosa sia per la sua bellezza che per la natura che la circonda: sono molti infatti i percorsi naturalistici aperti al pubblico e fruibili da grandi e piccini proprio nei dintorni del borgo. Le sue tradizioni culinarie poi attraggono turisti da ogni dove per la qualità delle materie prime con cui vengono preparate le prelibatezze tipiche.

Castell’Arquato nella cultura di massa

Castell’Arquato è stata scelta come set di alcune scene del film Ladyhawke (così come il borgo di Soncino di cui vi ho parlato in questo articolo). Ogni due anni poi qui si tiene il Premio Internazionale Luigi Illica, manifestazione tesa a premiare i grandi esponenti della lirica e della cultura.

La mia visita a Castell’Arquato

Sulla scia della scoperta dei castelli e dei borghi piacentini la seconda meta di questo tour è stata Castell’Arquato: questa località mi è nota da quando ho studiato paleontologia evolutiva negli anni universitari e in questa occasione la mia docente spiegava dell’importanza dei giacimenti fossiliferi della Val d’Arda e dei siti del torrente Stirone. Questo nome quindi è rimasto così, in quiescenza all’interno della mia mente, fino a che non c’è stata un’occasione per visitare il borgo e scoprire la bellezza dei suoi vicoli, dei suoi luoghi storici.

Castell’Arquato è il tipico borgo medioevale: arroccato, con case in pietra e mattoni, dalla storia antica e dal presente radioso. Grazie alla lungimiranza degli amministratori il borgo è diventato, negli anni, una meta turistica di tutto rispetto, che non ha nulla di meno dei borghi toscani o liguri. La sua forza sta sicuramente nelle sue ridotte dimensioni e nella posizione: arroccato e raccolto domina la vallata regalando una vista delle colline e dei dintorni notevole dalla sua Rocca Viscontea e non solo. Sicuramente il fatto di essere stata scelta come set di Ladyhawke gli ha donato un certo prestigio ma credo che questo borgo si sia saputo “vendere bene” a prescindere dalla pellicola.

Castell’Arquato è perfetta per una gita fuori porta: la sua vicinanza a Piacenza e la facilità nel raggiungerla la rendono davvero un luogo unico, apprezzato da grandi e piccini, coppie e famiglie. Lasciatevi incantare dagli stretti e silenziosi vicoli, dalla sua storia millenaria e dai suoi musei interessanti!

Giunta a Castell’Arquato insieme ai miei genitori e lasciata l’automobile presso il parcheggio gratuito di Piazza Europa, ci siamo diretti verso il centro storico perdendoci un po’ tra i vicoli prima di raggiungere la Rocca Viscontea. Acquistato il biglietto presso l’ufficio del turismo IAT Castell’Arquato abbiamo visitato con piacere questo castello (ve ne parlerò dettagliatamente molto presto in un altro articolo): non era prevista nessuna visita guidata ma in ogni caso siamo riusciti a cogliere a pieno la bellezza di questo luogo che culmina nella sua torre componente il maschio: al suo interno si trovano infatti alcuni oggetti medioevali come spade, ricostruzioni di armi e oggetti di uso comune che permettono ancora di più una visita immersiva. La visita alla rocca merita davvero quindi non precludetevi questa esperienza se visitate il borgo!

Terminata la visita ci siamo diretti verso i giardini Giardini Giovanni Paolo, proprio adiacenti alla rocca, dove si trova anche la stele commemorativa di Cesare Stradivari, medico e patriota. Una capatina poi non poteva mancare presso il negozio L’Araldo per acquistare qualche piccolo souvenir: è qui che abbiamo scoperto la bellezza delle decorazioni delle ceramiche, davvero molto particolari!

Lo stomaco languiva e quindi era giunto il momento di sederci a tavola: in anticipo avevo prenotato presso la Taverna del Falconiere, locale storico con una splendida terrazza che dà sul borgo, anche lui in posizione centralissima. Qui abbiamo gustato alcune prelibatezze piacentine e io non mi sono fatta mancare un bel piatto di tagliatelle con i porcini: oh, in collina e in montagna il fungo sempre mi chiama!

No, non fa rima.

Eh va beh! Poco importa, ciò che davvero vale la pena ricordare era il profumo dei funghi freschi e la bontà del piatto. Anche i miei genitori ne sono rimasti soddisfatti e quindi tutto procedeva liscio come l’olio, meglio di così! Pian piano stavamo tornando ad una normalità davvero tanto agognata, desiderata e bramata: anche solo il potersi sedere a tavola fuori casa è stata davvero una conquista. Davvero, mi sembrano così lontani i tempi in cui si prendeva e si partiva verso questo o quel borgo senza pensarci troppo. É vero che io sono sempre stata super pianificatrice ma effettivamente una certa imprevedibilità di fondo mi mancava.

Terminato il pranzo ci siamo di nuovo persi tra le viottole del centro scoprendo balconi in ferro battuto, cortili suggestivi e angoli fioriti di rara bellezza: Castell’Arquato è un borgo ridente, felice, che sa davvero emozionare. Deve essere esplorato senza troppa folla, magari verso le 13, quando dalle case si sente il suono della radio o il brusio degli anziani: questi attimi di quotidianità non li vivevo dal mio viaggio ai Castelli Romani: il silenzio e i suoni così tenui mi hanno fatto venire in mente Rocca di Papa e la vampa di luglio. Sì, a Castell’Arquato mancavano solo le cicale che frinivano e poi davvero il quadretto sarebbe stato completo.

Alla scoperta di Castell’Arquato e verso l’infinito!

L’ultima tappa del nostro tour è stato il Museo Geologico Giuseppe Cortesi: dopo tanto tempo che ne sentivo le sue lodi finalmente ho potuto appurare di persona la sua ricchezza! Nonostante sia un museo non così famoso ospita dei reperti fossili davvero importanti che ben delineano la storia geologica del territorio. Dai cetacei ai fossili del quaternario, dai bivalvi ai resti di orso delle caverne (Ursus spelaeus), il tutto conservato all’interno di un suggestivo edificio storico, l’antico Ospitale sulla Francigena. Anche su questo museo scriverò un articolo apposito quindi non voglio svelarvi molto: vi dico però che è davvero un museo istruttivo e ricchissimo di pezzi validi, adatto sia ai grandi che ai bambini, perfetto anche per chi si affaccia alla paleontologia per la prima volta.

La nostra gita fuori porta sta per concludersi, prima però di lasciare Castell’Arquato decidiamo di concederci una dolce pausa presso la gelateria Fiori Di Zucchero: un gelato così buono davvero non si mangia tutti i giorni e dopo aver camminato tanto era proprio quello che ci voleva!

Salutiamo Castell’Arquato scendendo verso il parcheggio dal Parco delle Rimembranze: un’ampia area verde pedonale perfetta per una tranquilla sosta e una passeggiata immersi nel verde del borgo e tramite la quale si raggiunge anche la Rocca Viscontea!

Castell’Arquato: un borgo davvero meraviglioso che visiterò nuovamente e molto volentieri, un luogo di cui difficilmente ci si stanca e che sa regalare emozioni autentiche!

Il Piacentino e le sue meraviglie: il Piacentino è un luogo ricco di castelli, rocche, borghi e luoghi storici imperdibili. La bellezza è palpabile e il tutto si sposa con una straordinaria tradizione enogastronomica. Se visitate questo territorio non potete perdervi il Castello di Gropparello, Rocca d’Olgisio (di cui vi parlerò a breve), il borgo di Grazzano Visconti. Non ve ne pentirete davvero! E assaggiate lo gnocco fritto: come lo fanno qui non lo fanno da nessuna parte!

Scopri questa e altre mete emiliane leggendo i miei articoli!

 

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