Con questo articolo torniamo in Liguria per scoprire lo splendido borgo marittimo di Lerici, all’interno di uno splendido golfo, in Provincia di La Spezia.
Per orientarsi
- Cosa fare: visitate la città in una giornata primaverile e fate un’escursione alla frazione di Tellaro
- Cosa mangiare: assaggiate il pescato del giorno e la zuppa di datteri alla Lericina
- Cosa acquistare: il pesto e l’artigianato locale
Liguria Invernale
27-28 febbraio 2022
Storia di Lerici
Lerici si trova all’interno della riviera di Levante, sulla sponda orientale del Golfo della Spezia, nel centro del Seno di Lerici. Il Comune fa parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra-Vara.
Il nome di Lerici deriva da Eryx (italianizzato in Erice): l’Ericee divenne poi Lerici.
Le prime testimonianze della presenza della cittadina risalgono all’epoca etrusca, intorno al VII secolo, e proprio grazie alla sua posizione divenne un porto naturale prima per i Liguri e in seguito per i Romani.
Lerici e il suo Castello
Nel Medioevo il borgo fu governato dai Vescovi-Conti di Luni e successivamente da Castrucci Castracani e dalla famiglia Malaspina. Con la Repubblica di Genova Lerici assunse maggiore importanza strategica: proprio qui spesso avvenivano gli incontri tra le delegazioni di Genova e Pisa per porre fine alle loro faide, una sorta di “porto franco”.
Facendo un salto temporale sembra inoltre che il Sommo Poeta, Dante Alighieri, passò da Lerici e ne rimase talmente colpito da menzionare questa località nella Divina Commedia, nel III canto del Purgatorio:
Tra Lerice e Turbìa la più diserta, la più rotta ruina è una scala, verso di quella, agevole e aperta.
Il passaggio non è confermato, ma secondo molti studiosi avvenne di sicuro dati i numerosi dati che suffragano questa ipotesi. Così come molte altre città anche Lerici fu inoltre teatro di feroci scontri tra Guelfi e Ghibellini. Dopo numerosi passaggi di mano che videro come protagonisti i francesi, i fiorentini e gli spagnoli, Lerici passò definitivamente sotto i territori della Repubblica di Genova nel 1479 che ne mantenne il possesso fino alla sua disgregazione, nel 1797, anno che coincise con la nuova dominazione francese, da parte di Napoleone Bonaparte. Caduto l’Imperatore Lerici passò nuovamente di mano e fu inclusa nella provincia di Levante del Regno di Sardegna e infine nel Regno d’Italia nel 1861.
Lerici oggi
Oggi Lerici è una ridente cittadina assai apprezzata per le acque del suo mare, limpide e cristalline, che hanno fatto guadagnare alla cittadina il conferimento della Bandiera Blu. La fonte principale di sostentamento della città è senza dubbio il turismo: il clima mite d’inverno e caldo d’estate attira numerosi villeggianti che qui riescono a conciliare svago e riposo. Lerici è infatti attrattiva per tutto l’anno grazie alle numerose iniziative culturali proposte, molte delle quali vengono organizzate all’interno del monumento più celebre: il Castello di Lerici.
Posto in posizione dominante rispetto all’abitato l’imponente rocca fu costruita nel 1152 e subì numerose trasformazioni nel corso dei secoli fino al 1555, anno in cui assunse l’aspetto attuale.
Panorama della città dal Castello di Lerici
Fino al 2015 il castello ospitava il museo geopaleontologico di Lerici, ma a oggi di questo luogo non rimane che una targa (per altro abbastanza ingannevole) all’entrata del forte: sul web non ho trovato alcuna informazione inerente il “museo perduto” ed è un vero peccato perché il museo possedeva senza dubbio un’alta valenza scientifica e territoriale dato che custodiva alcune collezioni di minerali e fossili provenienti dall’intera Liguria. Tra l’altro, proprio in territorio lericino, sono state trovate delle impronte di dinosauro risalenti a 220 milioni di anni fa: è un vero peccato che un museo, nato proprio dopo il ritrovamento di queste eccezionali testimonianze, sia stato chiuso.
Spero che un giorno chi di dovere decida di riaprire questo luogo di cultura: la chiusura di un museo, per qualunque motivo, non si predispone mai come qualcosa di giusto o di positivo.
Lerici però oltre che storia è anche bellezza: non potrete non rimanere estasiati dalla bellezza delle sue spiagge, dal suo panorama mozzafiato e dal suo piccolo ma colorato centro storico.
Cosa fare a Lerici
Lerici, come tutti i borghi liguri, va scoperta e vissuta a piedi: se decidete di raggiungerla in automobile potrete comunque optare per uno dei numerosi parcheggi a pagamento situati al di fuori del centro storico per poi proseguire a ritmo lento e con gli occhi rivolti verso l’orizzonte. Lerici si pone inoltre come una città per tutti: incontrerete numerosi anziani ma anche famiglie con bambini e giovani in cerca di svago, del resto il divertimento non manca. Numerosi sono i locali come bar e ristoranti che offrono la possibilità di gustare la cucina tipica del lericino, magari sorseggiando un calice di buon vino e osservando le placide onde che si infrangono sulla battigia. Come molte città della Liguria Lerici ospita numerosi hotel di lusso e ville storiche inaccessibili ai più: date uno sguardo veloce a queste architetture e poi dirigetevi al suo Castello, raggiungibile a piedi tramite una strada in salita (con presenza di gradoni).
Il castello ospita numerose mostre di artisti locali (come quella di Mario Tamberi di cui vi avevo parlato qui) e vi permetterà di godere di una vista eccezionale sul Seno di Lerici e sul porticciolo. Una volta visitata la struttura dirigetevi nel cuore del centro storico per assaggiare i piatti della cucina tipica (vi consiglio il ristorante La Piola di Lerici dove potrete gustare pesce fresco a prezzi onesti) e perdetevi tra i budelli stretti: è qui che la vera anima di Lerici viene fuori e stupisce.
Uno dei luoghi più suggestivi di Lerici (e anche uno dei più inaspettati) è sicuramente la Galleria Padula: nata come un ricovero pubblico durante la Seconda Guerra Mondiale per garantire riparo alla popolazione dai bombardamenti oggi è una galleria che congiunge Via Gerini a Via Cavour… Ed è una vera sorpresa! Con gli interventi di ristrutturazione è stata restituita alla comunità e può essere percorsa a piedi o in bici: all’interno sono presenti numerosi pannelli descrittivi che raccontano la storia del luogo e oggi è utilizzata come location per eventi e per istallazioni artistiche. I colori psichedelici vi trascineranno per forza all’interno di questa galleria: un vero esempio di riqualificazione e di luogo per l’incontro!
Vi consiglio inoltre una tranquilla e rilassante passeggiata lungo la Walk of Poetry: Lerici è infatti una cittadina profondamente legata alla lettura e alla scrittura e numerosi sono i letterati che vi hanno soggiornato o che vi si sono stabiliti come ad esempio Percy Bysshe Shelley, Henry James, David Herbert Richards Lawrence, Italo Calvino e Pier Paolo Pasolini. Proprio costeggiando lo splendido mare è possibile infatti percorrere questa panoramica via pedonale legata ai grandi letterati italiani e stranieri vincitori del Premio Lerici Pea “alla carriera”.
Una visita a Lerici non si può dire completa senza una tappa a Tellaro, splendida frazione marittima a pochi chilometri dalla città: raggiungibile in auto attraverso un’unica strada a picco sul mare o a piedi percorrendo sentieri non semplici a causa delle terrazze impervie, Tellaro vi stupirà per i suoi piccoli vicoli graziosi e per la sua storia intrisa di leggenda. Una delle più famose racconta il salvataggio di Tellaro da un attacco notturno dei pirati saraceni a opera di un gigantesco polpo che svegliò la popolazione suonando a più non posso le campane della chiesa di San Giorgio: grazie all’intervento del polpo (ricordato con una lapide proprio presso la chiesa di San Giorgio) la popolazione riuscì a sventare l’attacco e la vita proseguì placida.
Ho trascorso davvero una splendida giornata a Lerici e sicuramente ci tornerò in futuro: credo proprio che abbia da offrire molto come realtà e che sia una meta perfetta per un weekend ma anche per un viaggio più lungo.

